Biografia

Alessandro Cremonini è nato a San Giovanni in Persiceto (Bologna) nel 1967. A dieci anni vince una gara di pittura la cui giuria è presieduta dallo scultore Quinto Ghermandi. Finita la scuola dell’obbligo, frequenta l’istituto tecnico industriale. Nel frattempo, per diversi anni, si dà alla musica in una band rock. Il suo vero incontro con la pittura avviene più avanti nel tempo e ha il sapore di un ritorno a una vocazione già presente nell’età dell’infanzia.
Per recuperare il tempo perduto, studia, si aggiorna e dipinge dedicando ogni energia intellettuale a una scelta ormai definitiva.
Ha studio e abitazione a San Giovanni in Persiceto.


www.alessandrocremonini.it

Formazione artistica

Sono un pittore autodidatta, un istintivo, con la pittura ritrovo me stesso. Amo scoprire le tecniche e i colori naturalmente decidendo autonomamente come e quando applicarmi.
Riguardo i miei lavori,la maggiore soddisfazione la ricevo se riesco a trasmettere le mie sensazioni o, in qualche modo scuotere l'anima dell'osservatore con quelle emozioni che provo e ho provato e, che credo di aver riportato sui miei supporti.

La natura, le emozioni,la musica, sono la mia linfa vitale da cui traggo ispirazione.
Quello che posso esprimere in pittura è quello che sono, che vivo e ho vissuto.
Cerco costantemente di migliorarmi tecnicamente amando ciò che faccio. Credo di essere un pittore sincero nel mio lavoro e questo mi riempe di piccole soddisfazioni che mi rendono la vita più piacevole.
Ho una concezione molto universale dell'arte e riesco ad apprezzarla in ogni sua forma ed espressione senza preconcetti.
Spero che i miei lavori vi piacciano!
Alessandro

Tematiche

Paesaggi , sentimenti, frammenti di vita,istintività

Tecniche

Olio e altre tecniche su tele e tavole o altri supporti

Valutazione artistica



Non è un percorso rettilineo quello che ha riportato Alessandro Cremonini ai pennelli e ai colori. Come succede a molti, la sua è una storia a zig zag che si muove fra incertezze di itinerario e di meta. La vocazione artistica gli è in qualche modo compagna di viaggio fin dai suoi verdi anni: una compagna discreta, che cammina insieme a lui ma che si tiene a distanza, senza precisare la sua natura. Quale arte? Figurativa? Letteraria? Musicale?
La musa non si rivela, se non per incroci di percorso che la rendono ancora più enigmatica. E Cremonini, per lungo tempo, non sa rispondere alla domanda che l’assilla: sento il bisogno di esprimermi, ma come farlo? Con quale linguaggio?
A dieci anni, quasi per caso, vince un premio di pittura la cui commissione è presieduta da un grande della scultura italiana come Quinto Ghermandi. Il maestro, sempre attento ai giovani che muovono primi passi, incoraggia il giovanissimo Cremonini. È una coincidenza che poteva aprire un percorso, magari addirittura indicare una meta, se non un destino. Ma la scintilla non scocca. E Alessandro Cremonini si perde in un itinerario scolastico da tecnico industriale, senza infamia e senza lode, lontano da quel barlume di vocazione così ben intravisto da Quinto Ghermandi.
L’arte, la vena artistica, gli è ancora compagna di viaggio, ma si veste e si traveste nei modi più inaspettati, o se si vuole nei modi più appetibili per un giovane degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Cremonini si fa musicista e il rock di una band giovanile diventa il suo modo di esprimersi. È una fase che abbraccia un periodo importante della sua vita, con risultati che arrivano all’incisione di qualche pezzo per la mappa futura degli anni d’oro del rock bolognese.
Poi il rock passa, e passano anche gli anni della scapigliatura. Le scelte di vita dell’età adulta segnano bene o male la sua esistenza, e Cremonini si ritrova smarrito, ancora per strada, con i suoi dubbi, con la sua ricerca irrisolta. Con qualcosa da dire, ma ancora senza sapere come dirlo.
Poi – sarà la riminiscenza dell’antico viatico ghermandiano, sarà l’incitamento di chi ora gli è più vicino, come la compagna Cristina, o forse più probabilmente sarà un riesame di tutti i percorsi precedenti – ed ecco l’approdo, ecco il personale “terra, terra!” di Alessandro Cremonini. Insomma, la pittura.
Pittura, avvertita in realtà non come avvistamento estemporaneo, ma come conquista laboriosa, come disciplina esigente che richiede studio delle tecniche e dei linguaggi artistici, ovvero di ciò che ad Alessandro è mancato negli anni della formazione. Ma pittura anche come assillo intellettuale totalizzante, che lo induce a guardare tutto – magari durante una passeggiata, un’escursione, viaggio – con gli occhi “prensili” di chi trasfigurerà le sue visioni su una tela bianca.
I suoi quadri prediligono una cifra espressiva dove figure e paesaggi sono “al loro posto”, con tutti i loro elementi di realtà ben rappresentati e riconoscibili. Un naturalismo realistico, a prima vista. Ma ciò che più colpisce, a una lettura attenta, è l’”atmosfera’’ delle visioni. Prendiamo per esempio l’opera intitolata “Spensieratezza”: vi è colto l’attimo di gioco dei bambini accanto alle balle di fieno sullo sfondo di una campagna crepuscolare, distillata attraverso il sentimento della memoria.
Oppure osserviamo il “Canale di Comacchio”, con il marciapiede deserto nell’immobilità solare del mezzogiorno che pare rimandare alla “divina indifferenza” montaliana. Oppure ancora guardiamo la “Campagna toscana”, con quelle colline morbide dove il verde svapora nell’azzurro del cielo, e una strada sinuosa e ondulata viene verso di noi: una strada che forse ricorda un po’ la strada di Cremonini, ma anche quella tortuosa e ondivaga di noi tutti.
Sono opere dove l’autore, per sua stessa dichiarazione, ha inteso dare campo alle emozioni, catturate nei suoi viaggi e poi liberate sulla tela. Emozioni che generalmente promamano da un paesaggio, ma è un paesaggio che parla sempre di noi: della nostra malinconia, del mistero di vivere, della nostra deriva più o meno metafisica, più o meno cosmica. E alla fine si scopre che il realismo è solo apparente. I paesaggi di Alessandro Cremonini sono sempre interiori.

Maurizio Garuti


Dott.Romeo Aracri critico ed appassionato d'arte scrive:

Le opere di Alessandro Cremonini hanno la leggerezza e la volatilità del sogno in cui i colori composti con gusto e armonia sono gli elementi attraverso i quali la sua creatività rielabora le percezioni sensoriali e li metabolizza nella sua anima addolcendoli con le bellissime tonalità in cui la luce si imprigiona vivificando la raffinata lirica delle sue visioni. Pittura del sentimento, della nostalgia con la sua fioritura di immagini di campi e delle dolci colline toscane, di angoli di un mondo che vive nella sua anima e che il tempo non scalfisce ma rimane con le sue essenze, i suoi profumi che inebriano le sue opere. Composizioni suggestive nella loro melodica tenerezza dove si addensano emozioni vere che lasciano il segno e trascinano lo sguardo oltre la tela per perdersi nel ricordo in uno slancio narrativo elegante e raffinato. Pittura in un certo senso lirica dove i cromatismi sono i versi delle sue poesie che si stratificano sulla tela con una emotività unica e struggente che lascia in fondo il sapore delle cose perdute. Creazioni soavemente ideate che cadono dai suoi pennelli come parole di un racconto senza fine o forse raccontano di storie immaginate o vissute ma che la sua arte sciolgono nell’indistinto confine del sogno e spesso riaffiorano come frammenti di pensieri che si credevano dimenticati. Paesaggi che si aprono nella luce del mattino quando i primi raggi rompono la monotonia delle ultime nebbie e squarciano gli orizzonti tracciati con delicatezza e incanto, ma che sono i paesaggi della sua memoria,di un tempo che non c’è più. Pittura diafana per la sua leggera eleganza,dove i colori si diluiscono nell’espressione del sentimento vero e che le calde e pulsanti tonalità avvolgono il soggetto in una atmosfera romantica, serena, rilassante. Pittura certo figurativa, ma soprattutto pittura del suo vissuto che trova nelle forme esterne il modo per raccontare e soprattutto per ascoltare in un dialogo continuo con la sua coscienza critica che diventa parola, pigmento, cromatismo, tela, colore, sogno. Talento che non segue alcuna scuola ma solo il suo istinto e la sua ispirazione poetica anche quando racconta di silenzi o di ricordi che vorrebbe gridare ma che l’arte soffoca nel magico e misterioso labirinto dei colori che spesso sono tracce del suo cuore. Pittura intimistica ma coinvolgente che fa riflettere in un mondo in cui il tempo scorre veloce ma che Alessandro Cremonini sa fermare per assaporare il gusto della vita senza aggettivi epine delle cose che contano. Quando l’arte e la pittura diventano catarsi e rigenerazione insieme.

Dott.Romeo Aracri

Attestati / Premi

Il mio primo input alla pittura

1° Premio gara di pittura "Trofeo Pipistrelli" San Giov. in Persiceto 1980, Giuria Accademica :Prof.Quinto Ghermandi.

Altri premi on line, e mostre in paesi della provincia e a Bologna