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Accanto alla storia di un uomo si distende una striscia del colore dei suoi sogni. - Lasciatemi sognare, lasciatemi vivere nel mio punto di rottura. Dormire in un indaffarato risveglio o riposare nel perpetuo delle cose; sognare di vivere sotto una coperta di klimtiani calori o sposare carni shiliane in pulsanti e sanguigne venature di corpo. Vorrei dormire e nel contempo vedere il mio sogno per viverne le emozioni del continuo stupore; invece in un allegro tamburellare ritorno sempre in contatto con tutte le realtà presenti che so ancora ascoltare… riposare, dormire, agire, sognare, lasciarsi stare, abbandonarsi al caos creativo prodotto dal limbo, in quanto momento rigeneratore, in quanto vita, attimo pieno di dio, ingannevolmente improduttivo. Saper poi riportare la saggezza dei sogni e di tutte altre manifestazioni dell’inconscio ad un collegamento con i fatti del vissuto quotidiano, significa tener presente alla propria coscienza tutto un carico di simboli e di messaggi che usualmente abbisognano di una paziente metabolizzazione per essere svelati nel loro pieno significato. Non sono utopie, non sono bugie, non è sogno, non è reale; sono punti di connessione con tutto il loro carico espressivo che inducono ad uno stato sensoriale ampio, produttivo, in evoluzione. Questi corpi reagiscono dormendo poiché dormendo sono in posa e vivono tra l’io della veglia e l’io del sogno; lasciateli vivere per svegliarsi prima o poi al mondo o per abbandonarsi definitivamente al sonno, lasciateli pure rappresentare quel punto di indecisione, a volte equilibrato e armonico, lasciateli stesi da pennellate istintive e sicure come una striscia del colore dei suoi sogni continuamente da ripensare… - Ernesto Magnifico Leggi tutto»

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