Biografia

Nata a Firenze,nel 1951, insegnante si trasferisce nel 1990 a Siena,dove riprende una sua antica passione la pittura ,ma su materiali nuovi ,su materiali che abbiano dentro di sè storie da raccontare come i vecchi coppi, e le tegole dei tetti,custodi di gioie e dolori che l'artista fa rivivere nelle sue opere."Con grande ironia creativa Oriella nelle sue opere mette in risalto scene di vita quotidiana. Il suo è uno studio attento della società contemporanea per poi prendersene gioco attraverso le sue splendide rappresentazioni. La donna di Oriella è una donna che con fare ammiccante si presenta ai nostri occhi. Una donna che sa sedurre e affascinare il suo uomo. Le forme non risiedono nella geometria classica o nella figura tradizionale,bensì nel corso degli anni ,Oriella ha saputo elaborare una sua grafia linguistica,un vero e proprio alfabeto segnico con il quale esprime le sue idee. Si giunge così ad una nuova figurazione,una figurazione dai toni picassiani e dalle geometrie post cubiste. Una figurazione del tutto personale che non può essere racchiusa e dunque rinchiusa nella prigione della razionalità, ma che diventa espressione di vero e proprio genio creativo. La cromia con la quale Oriella ritrae le sue figure è sempre molto accesa. Sono figure che fuggono dal buio e vanno verso la luce. Figure che raccontano una storia. La storia narrata è quella che vede protagonista la donna metropolitana con i suoi dilemmi,dubbi ,incertezze,ma anche con le sue gioie ,provocazioni e felicità terrena." (Salvatore Russo)
Hanno scritto di lei i critici d’arte: Paolo Levi, Sandro Serradifalco, Anna Francesca Biondolillo, Francesco Panetta, Vito Cracas, Mariarosa Belgiovine, Daniela Pronestì , Salvatore Russo, Francesco Chetta, Flavio De Gregorio, Roberta Fiorini, Alvaro Spagnesi, Andrea Bolognesi, Letizia Lanzarotti, Roberto Perdicaro.

Formazione artistica

Nel 1990 si è trasferita a Murlo ,borgo etrusco in provincia di Siena.
Artista autodidatta inizia a Murlo nelle sue passeggiate a trovare quel materiale che sarà la tela dei suoi quadri :i coppi e le tegole di vecchi casolari. "Per Oriella mettere in atto una scultura è come mettere in scena una commedia di cui è al contempo autore ,scenografo, costumista e regista.
Così le terrecotte “trasformiste “ di Oriella Francini mutano “l’objet trouve” in un ritratto prezioso e allusivo.Dalla terracotta alla carta Oriella Francini accresce il suo repertorio di nuovi intriganti personaggi ;“volti edificati nell'unisono di pittura e collage”, rompendo il tradizionale equilibrio formale per accentuare,nella loro architettura polimorfa e trasgressiva, le contraddizioni umane affrontando temi di attualità, della cronaca politica e sociale con argute argomentazioni, quasi rebus di immagini diverse in correlazione continua. Ed è sempre nel segno che la citazione di simbologie del quotidiano si fa più ricca perché l’artista assembla con efficace illusionismo frammenti d’immagine tolti alle cronache patinate e le somma al colore e al segno, che diventa l’inizio di una pluralità compositiva l’inizio di un racconto , di un emozione, di un disagio sociale che invita ad una concatenazione di senso fra soggetto e oggetto. Nelle tematiche della Francini la realtà dialoga con la fantasia attraverso uno sguardo critico sul mondo e sull’uomo che lungo i diversi sentieri delle idee evolve, in chiave ora drammatica ora ludica,scene o personaggi di una complessa teatralità quali icone del nostro contemporaneo”(Roberta Fiorini)

Tematiche

“La mia ricerca si avvia all’inizio degli anni novanta nell’ambito della scultura nel recuperare la forma originaria di vecchie terrecotte per la copertura di tetti, grandi coppi e tegole, su cui operare una continua rivisitazione volta ad individuare la loro anima comunicante. I segni lasciati dall’uomo sulle tegole mi raccontano storie così per me, mettere in atto una scultura, è come mettere in scena una commedia di cui sono al contempo autore, scenografo, costumista e regista.
I segreti che si celano nei supporti di questi miei quadri , oggetti di uso familiare ( coppi ,tegole,ante,spioncini,vecchi bidet,porte ....) che hanno fatto e fanno parte della nostra vita quotidiana ,vivendola con noi , attraverso la loro anima comunicante riescono a dar luce alle mie idee. Così oggetti ormai smessi, i supporti delle mie opere si intrecciano con i racconti dei dipinti e diventano portatori di una riflessione sulla memoria come luogo in cui tutto,uomini e cose, sono rigenerati a nuova vita. Dipingere una tela è creare,dipingere su materiali di recupero è prima interpretare e poi creare. Nei miei quadri si può parlare di composizione,infatti per me creare un opera è un lavoro di ricerca certosina ,non solo nei supporti,ma anche nei materiali,come stoffe ,pizzi,nastri ,carte , che ritrovano la loro giusta collocazione, un riciclo di vita. Tutto ciò che ci circonda è materiale ed elemento creativo che serve a elaborare e affinare la composizione dei quadri,dei collage,delle sculture. I sensi dell'uomo: il tatto, il gusto, la vista sono sempre messi in evidenza sia nei quadri che nelle sculture, mani che s'intrecciano, occhi che non sono sguardi, ma stati d’animo e ammiccano di disperazione o di felicità, labbra, cornici dei nostri pensieri,vestite di un sorriso irresistibile e contagioso; inquietudini, ansie, sentimenti e stati d’animo contraddittori, che cerco di esplicitare attraverso l’espressioni dei volti e le intense vibrazioni dei colori e del movimento. Le mie donne sono geishe e guerriere ,madri , sono donne libere nel rapportarsi con la vita che vivono pienamente e con ironia. Amano, sognano, semplicemente vivono, perché sanno che la gioia non è una promessa del tempo, ma è una speranza che si consuma nell’attesa di qualcosa che verrà. ( Oriella Francini ).

Tecniche

“Originalità, inventiva, gusto per la sperimentazione, contraddistinguono da sempre l’operato artistico di Oriella Francini, che nei suoi lavori attua una costante contaminazione, ben integrata, di linguaggi, tecniche, materiali, nonché di contenuti di varia estrazione. Un itinerario creativo, il suo, segnato da una personalità estrosa, capace di fissare immagini, intuizioni, pulsioni emozionali su materiali più vari, da vecchie tegole, frammenti che hanno fatto parte in qualche modo della storia di vari personaggi, a supporti più tradizionali, come carte, cartoncini per collage e simili, fino ad ideare sintesi di linguaggi diversi, ivi compresi quello mediatico digitale. Affiora nelle sue opere una marcata tendenze a indagare con acutezza introspettiva, ma anche con efficace ironia, nelle piccole storie quotidiane, nella cronaca ed anche nel patinato mondo dell’effimero, per evidenziare luci ed ombre, contraddizioni e ambivalenze, non al fine di una gratuita irrisione, ma per veicolare messaggi di riflessione su una vicenda esistenziale coinvolgente e sempre più problematica. Le figure di Oriella Francini, per questo, non rappresentano la serena effige di una umanità orientata alla felicità, ma portano i segni di forti sensazioni vissute, inquietudini, ansie, sentimenti e stati d’animo contraddittori, che l’artista esplicita attraverso le volute trasformazioni corporee, le accentuate e parossistiche espressioni dei volti, le intense vibrazioni dei colori. Un’arte quella di Oriella Francini che si propone in una dimensione innovativa, senza tuttavia rifiutare del tutto i legami con la tradizione, contemperando elementi figurali e di avanguardia in un linguaggio metamorfico dove l’io narrante riassume i suggerimenti della coscienza e il simbolismo fantastico con cui l’artista interpreta ogni situazione che la ispira. “ (Vito Cracas)

Valutazione artistica

“I lavori di Oriella Francini sono rielaborazioni surreali giocate in una scomposizione delle forme,che richiamano la lezione della frantumazione e ricomposizione propria del Cubismo. Bizzarre figure femminili,ritratte in ambienti familiari,abitano la sua opera in cui troviamo anche esempi di meta-pittura,ovvero di situazioni di quadro nel quadro. Nei suoi quadri, Oriella,racconta con ironia i disagi e le contraddizioni della società contemporanea ,in una coinvolgente trasformazione dell’oggetto in simbolo ,il cui significato resta da decifrare da parte dell’osservatore, che si fa così complice dell’elaborazione del messaggio. Francini rifugge i canoni estetici tradizionali per esaltare il potere allusivo della creazione artistica,disseminando indizi di un altro mondo ,tutto da scoprire e reinterpretare.”( Paolo Levi)

Bibliografia

Estero: Con “Omaggio a Bacco e “Omaggio a Magnelli” le sue opere sono esposte anche in prestigiose sedi a Parigi ,a Cluj-Napoca (Romania) e negli Stati Uniti. Negli ultimi anni ha esposto al Museo Internazionale di Lamego (Oporto) e a Manises (Spagna) dove ha partecipato alla mostra “Arte senza Frontiere 2006”. Artista selezionata e premiata al I° Premio Internazionale Trofeo città di New York e al concorso “Premio Internazionale Tokio” 2011 dove ha ricevuto il premio della critica con la seguente motivazione: “Per l’elevato valore artistico espresso”.
Personali dell’artista a Palazzo Cerretani (2006) e Palazzo Bastogi (2011) a Firenze ,sedi del Consiglio Regionale della Toscana, personale al Palazzo della Cultura di San Vincenzo (LI), a Palazzo Pretorio (Campiglia Marittima), alla galleria Agorà e a Palazzo Appiani a Piombino 2010 (LI) e Abbazia di San Galgano 2012, Chusdino (SI).
Musei: Una sua opera “Pace” è esposta al Museo di arte contemporanea “Un segno per la pace” a Murlo (SI). Una sua opera è esposta al Museo Civico d’Arte Moderna ”Giuseppe Sciortino” di Monreale con catalogo e critica di Paolo Levi. Sue opere sono esposte nella Pinacoteca del Consiglio Regionale della Toscana. Collettive ”Festa di Toscana” ,Premio A.C.I Gallery arti visive 2010 , “Fari nella città””Adotta un pittore”2011 al Circolo degli artisti Eridano Torino, Presente alla Galleria Modigliani di Milano ad Arte Padova e alla 1° Biennale Internazionale “Città di Lecce”. Artista selezionata e presente alla Prima Edizione della “Biennale Internazionale di Palermo” inaugurata il 10 gennaio da Vittorio Sgarbi , mostra visitabile fino al 3 febbraio 2013.

Attestati / Premi

E’ presente nel libro “Ornaments: Artisti Italiani contemporanei” pubblicata dall’Accademia Michelangelo di Firenze ,presente in 80 Biblioteche in tutta Italia ,ricevendo il Diploma di merito con la motivazione:”Per la sua alta qualità espressiva nel campo dell’arte contemporanea”. Premiata alla manifestazione “Arte in passerella” tenutasi a Palermo estate 2011. Premiata con l’”Oscar della Cultura 2011” a Firenze e con l”Oscar dell’Arte 2011 a Montecarlo”;artista finalista premiata al “Gran Premio delle 5 Terre” con la motivazione : “Un vibrante gesto,che par che esca dalla realtà, per offrirci la sua marcata personalità,ricca di umore cromatico e decifrabili vibrazioni.” Presente sul catalogo di arte “L’elite 2011” e “L’Elite 2013” con una recensione del critico d’arte Vito Cracas e di Roberto Perdicaro “Arte fuori dal comune,originale,palpitante di vitalità,quella di Oriella Francini,dove protagonista è spesso la donna con le sue esperienze interiori,le sue sicurezze, le sue fragilità in un mondo vibrante di mille emozioni” presente nel volume “Accademia Internazionale delle Avanguardie Artistiche 2011 e 2012, nel Catalogo d’Arte Moderna e Contemporanea ”Arte Collezionismo 2011 e 2012; nel catalogo “Arte in tricolore”,la bandiera italiana rivisitata dagli artisti in concomitanza con la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, nel Catalogo Ufficiale dell’Accademia Santa Sara, nel Dizionario Enciclopedico Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea 2012 (Alba Italia Edizioni), in “Enky Enciclopedia d’arte Moderna e Contemporanea” (Targa al maestro d’arte con la motivazione “Per la sua importanza stilistica” e sul catalogo Dizionario Enciclopedico Internazionale d’arte Moderna e Cantemporanea ( Alba Italia Edizioni 2012), presente nei cataloghi “I Segnalati 2012” e “Art Museum Selection” curati da Salvatore Russo e da Francesco Saverio Russo distribuito in musei quali il Louvre –MoMA -Prado- Musei Vaticani –Uffizi. Presente nell’ “Annuario d’Arte Contemporanea ’13 Artisti” a cura di Vittorio Sgarbi.