Biografia

Formazione artistica

Ho scoperto l'arte da bambina quando, competitiva e testarda, sfidavo mio padre nel copiare nel modo migliore possibile i personaggi dei fumetti che assieme a lui leggevo. Era un grande disegnatore mio padre, infiacchito dal lavoro duro e dalla stanchezza delle ore in fabbrica, che non sapeva dir di no alla sua unica bambina.
Un giorno mi disse ridendo: "l'allievo ha superato il maestro", lì per lì non capii.
Non gareggiò mai più con me.
A mio padre devo l'amore per la matita che corre veloce sul candore di un nudo foglio, la mania di buttar giù qualcosa ovunque: tovaglie, fazzoletti, carta di ogni genere. Mio padre mi ha insegnato a dipingere il mondo coi colori della mia fantasia. Senza limitazioni.
Poi l'incontro col mio grande maestro, pittore affermato, i cui consigli non seppi seguire: mi improvvisai cinica e realista, decisi di cambiar strada, ma quello dell'arte è un fuoco che ti arde dentro, è un amante insaziabile che di rado perdona e che non ti abbandona mai. Per fortuna, mi sveglia ancora di notte, assetata di sogni, per urlarmi in faccia una nuova idea, il punto di inizio per un nuovo progetto... Ebbene sì, lei non sussurra mai, non bussa e apre piano la porta, la pittura ti invade e ti pervade, ti lascia senza fiato, ti mette a soqquadro l'anima; l'unica alternativa che hai alla follia è risponderle come il più appassionato degli innamorati e donarle la tua vita per intero, senza remore, senza paura. Così ho deciso di render reali tutte le mie contorte allucinazioni, di mostrarle al mondo affinché anch'esso possa misurarsi con la lucidità delle loro elucubrazioni, affinché anch'esso possa vederci dentro ciò che più desidera perché un quadro appartiene al pittore solo fin quando alberga, muta impressione, negli angoli più reconditi della sua mente, appartiene a tutte le genti quando si fa tela, colore, sudore e fatica. Il pittore, in fondo, è solo un mezzo, uno sprone, un pungolo: è una spina nel fianco di chi non si spinge a ragionare al di là delle umane apparenze quello che voglio essere, una compagna di viaggio per menti eccelse, un castigatore indignato per quelle semplici ed ordinarie che si trascinano indolenti nel mare dell'essere.