Biografia




BIOGRAFIA

Tosin Carlo è nato a Thiene (VI) il 15 marzo 1965

1984 Consegue il Diploma presso l'Istituto statale d'arte di Nove (VI)
1984 Mostra Personale:Linea-Immagine,presso la sala G.De Fabris Nove (VI)
1986 5°Premio Ex Aqueo ,Biennale Triveneta,Lentiai (BL)
1986 Mostra Collettiva,Sala Comunale Romano d'Ezzelino (VI)
1987 La Rivista Flash Art (prima rivista d'arte in Europa)pubblica nella sezione
Overture dedicata ai giovani un'opera con un'introduzione critica.
1987 Mostra Collettiva,Sala Comunale Ponte di Piave (TV)
1988 Inizia la collaborazione con importanti aziende nel settore arredamento
nel ruolo di design interiors e industrial design.
1992 Inizia la collaborazione con l'azienda Taota Italia di Vittorio Veneto (TV)
che porterà alla realizzazione e produzione di 12 progetti di complementi
d'arredo (tavoli,mobili plurifunzionali) nel periodo compreso tra il 1992 e
il 1999.La rivista Area,specializzata in architettura e Design, pubblicà nel
1991 le immagini relative al progetto della cassettiera Diagonal.
2004 Esposizione di complementi in cristallo presso la fiera Glass Tech di
Dusseldorf in una mostra organizzata dall’università di Stoccarda
2004 Selezionato per una esposizione collettiva di artisti internazionali dal titolo 'Art Card 'presso l'Art Museum di Sharja negli Emirati Arabi
2005 Mostra Collettiva,Galleria Memoli Busto Arsizio (VA)
2005 Mostra Personale Virtual Gallery Mio Studio
2005 I Beni Culturali Italiani dedicano un ampio servizio sul Web alla ricerca artistica di Carlo Tosin
2005 La RIVISTA Internazionale Transfinito dedica l'home page del loro web all'opera Totem n°1
2005 Mostra Collettiva Splash Aqua Party Sporting Club,Romano d'Ezzelino(VI)
2006 Mostra Collettiva 'I Corpi Mutanti'Palazzo Pisani ,Lonigo (VI)
2007 Mostra Personale Galleria Webartmagazine a cura di Eraldo Di Vita
2007 Biennale Internazionale di Scultura di Valladolid
2007 Mostra Collettiva Internazionale,Obbiettivo Pop,Cascina (PI)presso Eurohotel,curatore Federico Bellini.Tra gli Artisti partecipanti: Warhol,Mapplethorpe,Haring,Ceroli,Adami,Nespolo,Folon,Vedova,Baj
2007 Mostra Collettiva Internazionale 'Oltreandiamo',Marina di Gioiosa Ionica .Curatore Giuseppe Gallo.

INTRODUZIONE CRITICA

PERCORSI 1984-2004
La mia prima ricerca pittorica risale al 1984,ma avevo in precedenza disegnato
sempre fin dalla più tenera età,con una serie di disegni su carta dove andai ad
indagare le tematiche astratte con dei lavori di stampo costruttivista e di forte
impatto cromatico con l'utilizzo dei colori primari in schemi geometrici con una definizione di tipo razionalista.L'evoluzione sucessiva portò a una serie di opere
basate sulle interazioni segniche date da segni e forme geometriche con densi-
tà variabile su punti di vista diversi che mi avvicinò a ricerche di carattere più
espressivo.(1984-1985-1986).
Dopo qualche anno (1988-1989-1990) i supporti passarono dalla carta al legno con una serie di lavori in cui la matrice gestuale e informale andò a sommarsi alle ricerche precedenti con la contaminazione di materiali diversi : cartoncino,lamiere,vetroresine,sabbie mantenendo comunque un impianto di
progetto all'interno dell'opera che si và a cogliere attualmente nei lavori recenti (2003-2004) in cui esiste una ricerca sempre più architettonica del quadro che va a combinare materiali diversi su corpi e piani sfalsati con una sensazione quasi scultorea nell'insieme.L'opera nasce da un progetto ben definito,in cui
l'invenzione formale va a definire quello che io chiamo i“TOTEM” con un forte
valore simbolico mettendo in rilievo,intersecando e sovrapponendo delle forme,segni e materiali creando una connotazione di forte timbro e identità.

Formazione artistica



Carlo Tosin (Thiene 1965), il suo modo di concepire il fare artistico implica un vero lavoro fisico, la necessità di indagare le molteplici possibilità offerte dalla materia. La sua ricerca lo ha portato a passare dalla bidimensionalità della tela alla costruzione di immagini spaziali, scultoree: i Totem. In questi lavori, il corpo, la figura umana compare in forma simbolica; nei Totem si legge una chiara ricerca architettonica, che dona dinamismo e spiritualità ad oggetti che rimandano a radici culturali molto profonde.

Introduzione critica e intervista a cura di Francesca Giubilei e Laura Finotto

Carlo Tosin si definisce un ricercatore eclettico nel campo della creatività e la dimostrazione di ciò sta nel suo percorso artistico: inizia la sua ricerca pittorica nel 1984, ispirandosi ai movimenti degli anni Sessanta (spazialismo, minimal art e arte povera). Oggi si muove sul versante dell’astrazione, con dei lavori di stampo costruttivista e di forte impatto cromatico; nelle sue opere cerca combinazioni sempre nuove di materia e colore, adattando forme e volumi al contesto in cui opera. Il suo modo di concepire il fare artistico implica un vero lavoro fisico, manuale, una prassi rivolta ad indagare le molteplici possibilità offerte dalla materia. È proprio questa consapevolezza raggiunta, questa necessità, che ad un certo punto gli impone il passaggio dalla bidimensionalità della tela all’immagine spaziale, scultorea…ed ecco la ricerca sui Totem. Come dice l’artista i Totem vogliono essere “un’immagine atemporale, in cui le radici culturali sono svincolate da qualsiasi appartenenza stilistica”. Da queste opere traspare una ricerca pittorica sempre più architettonica, una multidimensionalità e una pluralità semantica, che danno ai Totem grande dinamismo, espressività e spiritualità.
Nonostante egli distingua nettamente l’arte dal design, non possiamo fare a meno di supporre, che la carriera di interior e industrial designer non abbia in parte influito sul suo modo di fare arte, soprattutto osservando gli ultimi lavori (Totem), in cui la costruzione architettonica dei volumi si mescola ad un loro esplicito valore simbolico.

Cosa ti spinge a creare opere d’arte? Cosa vorresti comunicare e trasmettere con il tuo lavoro?
È quasi impossibile dare una risposta precisa a questa domanda poiché il motivo che spinge ad essere artisti è una motivazione misteriosa, in quanto l'arte è un sentimento, un'attitudine all'immagine. Allora, non essendoci una spiegazione razionale, non si può decidere di diventare artisti. Essere artista è un modo di essere, fa parte del destino di un uomo. Il mio essere artista l'ho scoperto quando da bambino mi sono reso conto di avere una forte capacità di disegnare, inoltre ho passato la mia infanzia nel silenzio e nel contatto con la natura e direi che i primi anni di vita sono fondamentali per il formarsi di una certa sensibilità.
Perché hai scelto la pittura e la scultura?
Mi muovo per cercare di mettere insieme due mondi, la scultura in senso plastico e la luce e il colore che appartengono al mondo della pittura; cerco di accostarli, di metterli vicini e far sì che ne nasca un luogo, uno spazio, un'idea delle cose. Penso di realizzare “oggetti d'arte”; quindi pittura e scultura li ho intesi come strumenti da usare per affermare una libertà espressiva. Il mio lavoro è un oggetto che si offre alla polisemia di più significati già nella sua costruzione.
Qual è la relazione tra la tua ricerca e questa esperienza espositiva?
…Il corpo, la figura umana compare in forma simbolica nei miei lavori. I Totem nascono da un'invenzione formale e da una mia personale simbologia in cui l'ispirazione è anche la figura umana insieme ad altre fonti vissute all'interno di un linguaggio in cui penso di essere estremamente riconoscibile. Il problema dell'arte è il linguaggio, poiché l'arte è un processo filologico che ha per base il linguaggio stesso. È un cammino evolutivo che procede per tappe, che gli artisti risolvono man mano, facendo i conti con la propria realtà storica rapportata alla propria sensibilità.
Qual è, secondo te, il ruolo, il significato del corpo nella società attuale e nell’arte contemporanea?
…È importante la presenza del corpo in un'opera d'arte come conservazione di un'identità di timbro e segno di riconoscibilità, attraverso il quale l'osservatore si addentri nel geroglifico dei significati del lavoro artistico; la presenza evocatrice di un simbolo inerente al corpo o a una figura vanno a definire e riconoscere una dimensione atemporale e di sospensione di una ricerca artistica che nel mio caso è l'unica accettabile. Questo è il mio punto di vista, in quanto ho fede nell'arte ma non ho una grande fiducia nella società

Tematiche

L'Originario poetico di Carlo Tosin

"L'astrattismo poetico" di Carlo Tosin è visibile ad occhio nudo nelle sue opere e viene colto fra le pieghe delle lacerazioni, emersioni, compressioni, tensioni, linee curve, la complessità delle tragedie contenute nelle avversità della nostra esistenza che viene trasportata sulla tela.
"L'originario poetico" che si legge nei lavori di Tosin costituisce il baricentro della sua arte astratta e diventa il termine principale di riferimento della sua dialettica artistica.
Questo ricercatore tenta costantemente di individuare prima e raffigurare poi, con le sue opere, la poesia della vita (nel bene e nel male) cioè l'evento contenuto nell'originario poetico e che lui ha volto in due direzioni: quella della primitivitè (arte povera) e quella dell'espressione grafica di cui è maestro senza ombra di dubbio, attraverso l'analisi di espedienti segnici, del senso che essi danno allo spazio e del modo di misurarlo e riempirlo, del modo di concepire il vuoto e il pieno, del modo di sondare l'interiorità, l'uso consapevole del linguaggio gestuale, del concetto per il quale il mondo artistico costituisce e rappresenta un luogo puro e poetico.
Nella ricerca dell’originario poetico, che dovrebbe costituire il contenuto dell'opera d'arte, Carlo Tosin passa attraverso varie esperienze per arrivare al recupero del "gesto totale", un gesto musicale, anche se la pittura non può essere trasformata in suono e viceversa, e il pittore usa il colore per darle voce.
Così Tosin vagheggia il ritorno all'essenzialità, alla primitività, all'archetipo e all'originario quali dimensioni ideali da vivere e quindi da proporre a modelli di vita per poterle infine recuperare prima che l'uomo, nel suo cammino verso il raggiungimento di non si sa quale meta, smarrisca il senso primigenio del suo "essere uomo", senso cercato anche da Kandinskij, quando afferma che se un artista usa mezzi "astratti" non significa che sia un artista "astratto"e si addice anche a Carlo Tosin che, come pittore, è più concreto di ogni altro figurativo.
Nella sua opera si intuiscono lo stimolo e la tensione della creatività, per sforzarsi a rendere visibili le sensazioni, le emozioni che l'artista prova nell'atto di creare.
Nell'opera di Carlo Tosin lo spazio diventa un "sistema funzionale" strutturato in volumi, superfici, distanze e segmenti estetici.
L'opera di questo artista si presenta in fondo come il racconto di una favola antica quanto il mondo, i cui personaggi principali, la materia e l'antimateria, ovvero il bene e il male, si combattono senza posa , ma la coerenza dell’artista le fronteggia senza difficoltà.
Dal 1986 al 2004 Tosin studia, attraverso la sua pittura, le "densità spaziali" e i "Totem", fino alle "Contaminazioni" del 2005.
Le dodici opere che presentiamo in questa mostra personale sono un po’ il riassunto di gran parte del suo cammino artistico.
Eraldo Di Vita

Tecniche


La dimensione della pittura. Intervista a Carlo Tosin

di Christiane Apprieux della rivista Transfinito.

Il suo modo d’intendere il fare artistico implica la necessità di indagare le molteplici possibilità offerte dalla materia. La sua ricerca lo ha portato a passare dalla bidimensionalità della tela alla costruzione di immagini spaziali, scultoree come i Totem e le Contaminazioni.

Come interviene il Veneto nel suo itinerario artistico ?

"Il Veneto, affermava lo scrittore Goffredo Parise, è forte, barbaro, e dunque produttivo e dunque industriale. La sua arte, se nasce dalla cultura, affonda tuttavia anch’essa dentro la terra, nelle sue radici, nei suoi minerali, nel suo fondo di fuoco". In questa frase penso ci siano i presupposti per parlare della mia ricerca e della sua appartenenza a questa terra che mi porta al recupero di una integrità di valori all’interno dell’opera, contrariamente a molta arte attuale che fa della provocazione e della spettacolarizzazione la sua arma migliore

Allora, la pittura è un modo di scrivere l’esperienza autentica ?

Penso che la pittura sia il mezzo più tradizionale ma anche il più difficile per poter esprimere qualcosa di veramente innovativo. Da questa considerazione si instaura il punto di partenza di questa personale ricerca che fa della progettualità l’elemento fondante per arrivare a creare dei procedimenti non convenzionali all’interno dell’opera, dialogando con materiali diversi in lavori tridimensionali e plurisensoriali.

Il Veneto come luogo impossibile del mito dell’origine non offre appigli all’appartenenza?

Il mio lavoro diventa quello della riflessione nei confronti di tutta la storia dell’arte, del già prodotto, in una indagine volta continuamente a sperimentare i fenomeni percettivi e interpretativi della ricerca in una forma inedita, e nella salvaguardia dei valori "atemporali" slegati da qualsiasi appartenenza a un movimento che caratterizzano il mio percorso.

Qual è la via che oggi le indica la pittura?

Dopo la caduta delle grandi ideologie, la pittura può rivendicare una propria identità avendo delle caratteristiche specifiche di sperimentazione e di indagine del materiale stesso della pittura, individuando uno spazio che si fa architettura diventando tridimensionale e cercando quello che sembra mancare o si è perso nell’esperienza culturale del momento, evitando i reality show, i brandelli di vita in diretta e la cronaca dell’evidenza.

Perché l’identità?

La questione dell’identità è uno dei grandi temi che la società e l’arte dovranno affrontare nel prossimo futuro, poiché esse non potranno subire la realtà ma dovranno aprirla come un atto introspettivo di conoscenza, cercando di proteggere una posizione per indicare un modo di essere…

Bibliografia

INTERVISTA CON L'ARTISTA DEL MESE: CARLO TOSIN

a cura di Barbara Tamperi di BT Art Gallery per BTDesign Awards-Golden Art Site

1) Per iniziare a conoscerci e presentarti ai nostri visitatori, chi è Carlo Tosin?


Direi che mi definisco un ricercatore eclettico nel campo della creatività,che può essere esercitata in vari ambiti,l'importante è esprimere una propria identità di linguaggio,un timbro personale che sia riconoscibile...

2) Come sei entrato in contatto con l'arte? Sei stato tu a cercarla o è stata lei a trovarti?

In questo caso sono un po' fatalista:probabilmente faceva parte di un destino e di una predisposizione naturale verso di essa.

3) Quale è stato il tuo percorso formativo? Hai frequentato scuole d'arte, hai avuto maestri che ti hanno particolarmente influenzato?

La scuola trasmette delle indicazioni generali,poi nel tempo lo studio dell'arte mi ha permesso di approfondire delle tematiche a cui
mi sentivo più vicino in termini di sensibilità verso determinate situazioni. Il punto di partenza sono stati tutti i movimenti artistici
degli anni 60 che hanno influenzato all'inizio il mio lavoro:lo spazialismo, minimal art e arte povera in particolare
sono stati importanti poiché la filosofia espressa da questi gruppi artistici credo si riconosca in alcuni tratti della mia ricerca,
anche se devo dire che ho sempre mirato a un linguaggio fatto di contaminazioni diverse riunite insieme per dare una impronta di valore
e unicità dell'opera finale.

4) Quali artisti e/o movimenti ti hanno ispirato e continuano ad ispirarti?

Mi muovo nel versante dell'astrazione con un carattere costruttivista nel modo di concepire l'opera che viene pensata sulla base di un
progetto in cui vado a trovare delle combinazioni sempre diverse nell'utilizzo dei materiali e dei colori ricercando sempre una espressività
data dal contrasto di corpi e volumi diversi all'interno dello spazio in cui intervengo.

5) Alcuni sostengono che la padronanza del disegno è un requisito fondamentale per ogni artista, grazie al quale è possibile affrontare
qualunque altro tipo di espressione artistica con una “marcia in più”. Quale è la tua opinione in proposito?

Penso che la padronanza del disegno sia un aspetto importante da conoscere e con cui cimentarsi prima di iniziare a possedere una propria autonomia di linguaggio poiché questo aiuta a conoscere le proporzioni della realtà e a capire che nella rappresentazione esistono delle regole date dalle simmetrie di ordine quasi matematico che poi aiutano a formare un'idea di equilibrio che viene espresso in un lavoro artistico. Oggi assistiamo a movimenti di avanguardia internazionale che esaltano un tipo di arte che io definisco molto concettuale che prende molte immagini della nostra società spostandone volontariamente i significati in una dimensione inconsueta e provocatoria che personalmente apprezzo e stimo ma queste operazioni in se stesse sono molto lontane dal mio modo di sentire e immaginare l'arte che nel mio caso è più legato a un lavoro,a una prassi rivolta all'utilizzo di certi materiali,colori e nella creazione di quelli che ultimamente ho chiamato i Totem volendo esprimere un risultato di un opera in cui le radici culturali diventano atemporali e svincolate da una precisa appartenenza a un movimento. Credo che questo atteggiamento nomadista abbia un senso anche ricollegato alla nostra epoca in cui abbiamo visto la caduta delle grandi ideologie e chi si esprime attraverso l'arte non può essere indifferente al proprio tempo.

6) Quando è stata la prima volta che ti sei sentito veramente soddisfatto del risultato del tuo lavoro? C'è una tua opera che meglio ti rappresenta?


Nel 1993 ho realizzato un'opera ,che ora fa parte di una collezione privata,che ha segnato una svolta nella mia ricerca(visibile nel mio Web pag. n°3 opere in alto a sx) mettendo le basi su quello che è stato il mio percorso successivo che ha fatto si che uscissi dalla superficie piatta della tela verso una immagine spaziale quasi scultorea giocata con delle parti in bassorilievo in cui traspare una connotazione di forte espressività e spiritualità insieme,ecco da dove nasce la parola 'Totem' che alla fine vuol esprimere tutto questo.

7) C'è un soggetto o una tecnica che non hai ancora affrontato e che ti piacerebbe rappresentasse una sfida per il tuo futuro?

Vorrei,quando ne avrò la possibilità,lavorare su spazi diversi dai quali opero tuttora e più precisamente vorrei cimentarmi attraverso delle
installazioni su spazi molto grandi all'interno di una galleria o all'esterno su dimensioni molto estese.

8) Hai un soggetto preferito?

Nel mio caso il soggetto,visto che non utilizzo codici figurativi,perde di valore riferito alla mia situazione

9) Parlaci del significato di Totem che tu attribuisci alle tue opere.

I Totem sono e vogliono essere una immagine atemporale,con una componente di misticismo e magia,intendendo per quest'ultima la possibilità di coinvolgimento e di farti entrare nel mondo di quell'opera dove qualunque evento può succedere.L'opera d'arte resiste nel tempo perchè ha la potenzialità e capacità di avere sempre una nuova lettura.

10) Lavori per importanti aziende nel settore arredamento nel ruolo di interiors designer e industrial designer. Come si intersecano le tue esperienze di pittore e quelle di designer?

Il design ha una marcia diversa da quella artistica in quanto spesso si misura con delle funzioni:una sedia è fatta per sedersi,un letto per dormire,un divano per sdraiarsi....perciò alla base esiste il principio di funzionalità connesso a quello di ergonomia e altre funzioni che vanno a sommarsi. L'opera d'arte và in moto con un altra energia che non può essere evoluzionista come quella del Design in quanto hanno radici linguistiche completamente differenti e aggiungerei che l'arte alla base ha bisogno del dramma per farla accadere in quanto nasce da una necessità più profonda,esistenziale atta a ritrovare i valori di fondo che si accompagnano a una tendenza morale personale. Credo che il Design possa esprimere dei contenuti esistenziali e di comportamento entro certi limiti per le ragioni indicate precedentemente ma contribuisce a esprimere l'identità degli spazi in cui viviamo in maniera più forte dell'architettura che spesso si trova ad essere troppo pianificata. Nei luoghi in cui viviamo sono spesso gli oggetti che danno un carattere all'ambiente diventando veicoli di valori espressi dal progettista quali testimonianze del proprio tempo in una forma di arte più pragmatica,ma certo più vicina,ai bisogni e alla natura della realtà attuale.

11) Il tuo approccio al design è molto essenziale ed elegante, con un gusto particolare per la forma. Come pensi si possa al meglio
conciliare la bellezza dell'oggetto con la sua funzionalità?

Quando si parla di Design bisogna ricondursi agli inizi al contributo fondamentale che la scuola di Dessau del Bauhaus ha dato in maniera indispensabile all'idea di modernità che raggiunse in quel caso il massimo livello di compimento tanto che per noi oggi progredire significa fare di più di quello che è stato fatto là.Per quanto mi riguarda credo che spazi per l' invenzione di nuove forme e la
sperimentazione di nuove tecnologie di produzione siano alla base dell'impegno di ricerca di chi si affaccia in questa realtà dell'Industrial-Design di oggi.

12) Come sei passato dalla pittura tradizionale a due dimensioni ad opere più dinamiche e multidimensionali e multimateriche?

Ero alla ricerca di dare una maggiore fisicità all'opera sfruttando i volumi sovrapposti e la vitalità della materia in cui il confine
tra pittura e scultura fosse superato. Sono fermamente convinto che non si crea teoria nell'arte senza un recupero della manualità,non si dà pensiero all'arte senza un'implicazione concreta del fare.

13) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Continuare in questo percorso di ricerca,sperimentando nuove situazioni,materiali e tecniche e credo che interrogarsi sul propio lavoro,
le proprie strutture possa rappresentare un valore importante.

14) Quali sono stati i premi e riconoscimenti che ti hanno dato maggiore soddisfazione nella tua carriera?

Direi che essere stato selezionato dal Museo di Sharja negli Emirati Arabi e l'esposizione a Dusseldorf curata dall'Università di Stoccarda
sono state due ottime soddisfazioni.

15) Cosa desideri comunicare all'osservatore delle tue opere? E dove trai l'ispirazione?

Io penso che l'arte sia una disciplina che riguarda gli altri e cioè la società,nella stessa maniera in cui si può porre la musica,la poesia,
la letteratura,la scienza e la cultura in generale. Serve alla società al suo miglioramento e alla sua crescita spirituale e può diventare
una delle ancore di salvezza,perciò sono contro chi afferma che l'arte è morta poiché questo non potrà mai succedere ed è una forma
di nichilismo pensare a questo. Non penso neanche che l'arte sia uno specchio delle cose del mondo e che possa modificare gli eventi e il nostro atteggiamento a riguardo della società,l'artista può considerarsi più uno spettatore delle cose che succedono davanti ai suoi occhi e non può sfuggire al proprio tempo e alla propria storia poiché attraverso il linguaggio dell'arte noi andiamo a leggere la storia sociale.

16) Alcuni artisti, interrogati sul significato delle loro opere, affermano di non aver voluto in verità inserire alcun messaggio in esse. Pensi che siano sinceri?

Non credo a questo poiché attraverso l'arte si riesce sempre a irradiare un concentrato di energia e si viene a creare un tramite magico
tra l'oggetto e l'osservatore.

17) A cosa deve rinunciare un artista quando deve venire a patti con il lato economico del suo lavoro?

Credo che la componente commerciale,ad ogni buon conto,è importante perchè anche l'arte ha a che fare con la realtà e bisogna rendersi conto che il tempo che noi abitiamo oggi è,dove conta, commerciale. Quindi,il mercato che alcuni moralisti rifiutano è una presenza importante per una attività come quella artistica che richiede dispendio di energie,tempo,uso di materiali costosi,prove e spostamenti continui.Poi vorrei aggiungere che alcuni compromessi con il mercato rientrano nella prassi del lavoro artistico come qualsiasi altra attività umana.

18) Come vedi il futuro dell'arte? C'è spazio, secondo te, per nuovi movimenti, per nuove esperienze di scambio tra artisti, oppure l'aridità del mondo attuale ha contagiato anche il mondo artistico?

Alcuni decenni fa, l'idea del gruppo e del movimento erano propri dei movimenti delle avanguardie,in questi ultimi anni c'è stato un maggiore silenzio da questo punto di vista e penso che questo sia legato alla caduta di molte ideologie che hanno portato l'arte e gli artisti a riflettere su se stessi abbandonando l'idea di aggregazione in un nucleo omogeneo allargato.

19) Quali sono le tue maggiori paure attualmente? E che cosa riesce a renderti ugualmente felice?

La mia maggior paura è questa specie di cinismo che appare un po' ovunque ,per cui sembra che riusciamo a parlarci solo se abbassiamo il
livello culturale,questo è dovuto in gran parte a una società protesa in primis a ricercare il valore economico tralasciando altri aspetti
che riguardano il rispetto per l'uomo e della sua integrità.

20) Se non fossi un artista, cosa ti piacerebbe essere?

Penso che essere artisti faccia parte di un indole e di una predisposizione che sta all'interno della sensibilità dell'individuo,io penso di essere, come mi sono descritto all'inizio, una persona che spazia in maniera eclettica all'interno dell'universo creativo delle immagini del proprio tempo.

Grazie infinite Carlo, per la tua disponibilità.
Barbara