Biografia

Formazione artistica

RECENTI MANIFESTAZIONI CULTURALI E MOSTRE
- Intercambio culturale San fernando (Argentina)-Italia -Mostra Quinta el Ombu, aprile 2000;
- Palazzo Reale (Napoli),giugno 2000;
- Palazzo dei congressi Lugano-Svizzera, nov.2000- e ottobre 2001 –Presso- LA SOCIETA’ D’ANTE ALIGHIERI della SVIZZERA ITALIANA- LUGANO;
- Villa Comunale - Napoli, feb. 2001;
- Centro culturale Borges- San martin (Buenos Aires). Aprile 2001;
- Galleria Studio d’arte Due V “Biennale” (Venezia) , luglio 2001;

- Selezionato tra i finalisti (dalla giuria del Premio Arte 2001- Giorgio Mondadori con l’opera NATURA ;

- Selezionato e classificato 1* Posto alla 3 edizione Biennale della Regione Toscana- Giugno 2002 - organizzata dall’Accademia Italiana “GLI ETRUSCHI”- Vada - Livorno ,opera premiata “Mistero”Pittura figurativa contemporanea;

- Partecipazione mostra: “Luci, colori e forme del terzo millennio”svoltasi: -CITE’INTERNATIONALE UNIVERSITAIRE DE PARIS- Maison- d’Italia-2002 ;

Selezionato e classificato 2* Posto alla 4 edizione Biennale della Regione Toscana- Settembre 2003 - organizzata dall’Accademia Italiana “GLI ETRUSCHI”- Vada - Livorno
opera premiata “Paesaggio Fluviale”Pittua figurativa contemporanea;

Maggio dei Monumenti- Napoli Galleria Umberto1 - 2005 -;
Partecipazione Mostra I 100 Artisti di via Toledo- Giugno 2005

Partecipazione Mostra “La bellezza nel mondo della Medicina e dell’Arte”Le iimmagini della bellezza- svoltasi presso-(Istituto partenopeo di riabilitazione- NAPOLI- Soccavo- luglio 2005
Selezionato finalista 1 premio Lago di LUGANO- Centro diffusione Arte di Palermo e”Arte C’e’” di MILANO

Partecipazione – “Pulcinellamente IX” Rassegna Nazionale di teatro scuola , Patrocini Ministero Pubblica Istruzione - Regione Campania ;

Mostra personale – Giugno 2007 “ palazzo Fazio” Capua (CE)
-Partecipazione Mostra “SOTTO IL SEGNO DEL TORO: DA MITRA AD EUROPA” Museo Archeologico dell’antica Capua in occasione della XII settimana della cultura- Santa Maria Capua Vetere, aprile 2011
-Partecipazione Mostra in Via Margutta Roma: Artisti a confronto, un pensiero per l’Italia” a cura del critico: Conte Daniele Radini Tedeschi Roma aprile 2011
-Mostra personale – Dicembre 2014 – Aversa (CE) Città Normanna -presso “Art Gallery IO TU E BOH!? in via Seggio 74
Partecipazioni a concorsi ed estemporanee Nazionali di pittura con citazioni di critiche e di interesse pubblico,con conferimenti e meriti;
E’ stato invitato ad esporre le sue opere in numerose gallerie di prestigio Italiane ed estere;
Le sue opere presenti in musei, in qualificati annuari e cataloghi d’arte moderne e contemporanea;

- Critica: citato dalla stampa specializzata; testimonianze di:G. Corduas, G.Mazzetti , Raio, Assante, Ruju, E.Iorio, E. Ragucci, E.Battarra, D.Cutrufo, R.Pinto, L. Fusco. D.R.Tedeschi, R.de Chiara, ed altri

Bibliografia

ANTOLOGIA CRITICA

“Il gesto pittorico di Capone dà colore ad un’Arte che è voce libera dell’ispirazione, della creatività, rivelandosi effettivamente come quintessenza dell’interiorità umana. Le sue composizioni, da quelle iniziali a quelle dei nostri giorni sono felici testimonianze di un risultato pittorico – creativo profondamente ricercato e fortemente voluto e che, a partire da uno stato d’animo, sviluppa immagini, emozioni e racconti attraverso la sapiente descrizione del movimento, del segno e del colore. Traspare in esse un desiderio forte di aprirsi all’immensità della vita, da vivere con forte carica emotiva: ecco che la moltitudine di pulsione interiore determina le innumerevoli infinite pennellate. L’esplosione del colore è lo specchio dell’anima di Carmine Capone.”
Elpidio Iorio, giornalista

Giovanni Corduas, critico e presidente di “Napoli Nostra“
“Carmine Capone: Artista che ama la sperimentazione, esordisce con un linguaggio figurativo e con tecniche tradizionali, per approdare a differenti forme espressive, che sfruttano tecniche miste ,comprese il collage. Capone si addentra nei meandri più complicati di elaborazioni tecniche e compositive, giungendo a un discorso pittorico personalizzato.
Nelle sue ultime opere vasta predominanza hanno le colorazioni, cariche di luminosità e di accenti lirici, che rendono i lavori di impatto e di facile traduzione, trasponendo emozioni vive. Suggestive sono anche le sue scelte cromatiche basate sulla giustapposizione di tinte fredde, quasi glaciali, e calde solari tonalità mediterranee.
I suoi paesaggi sono luoghi dove lo spettatore ritrova pace ed equilibrio, luoghi dell’anima che creano atmosfere cariche di suggestioni.
Colori caldi e dal tono romantico, talvolta malinconico,permeano le tele di questo artista che, sia nei suoi paesaggi, sia nelle sue figure, esprime una celata ricerca della verità.”

Giovanni Mazzetti, critico
“L’opera di Carmine Capone evidenzia una grande passione per l’Arte, profusa in un’originale visione di tematiche di vasta risonanza etica ed umana, che egli rielabora con vibrante espressività, nella convinzione che l’operatività estetica è possente missione che raffina l’intelletto ed illumina la vita, orientandola alla saggezza.
I suoi dipinti propongono immagini e personaggi della vita quotidiana, emblemi di una concezione esistenziale improntata a valori universali, amalgamati con sagacia alle mutazioni emozionali dell’animo.
Artista sinceramente ispirato, fonde nel suo stile una vivace percezione dell’oggettività e i fremiti dell’interiorità a volta interpretata con surreale tensione, in cui raccoglie l’eco di oniriche vibrazioni.
Notevole rilievo dà sempre alla figura umana , sintesi di sentimenti e di riflessioni sul senso della vita, riprendendo i personaggi in ambientazioni efficacemente correlate ai contenuti, ricostruendo inquadrature fantastiche, dove le forme reali si intessono alle rappresentazioni
dell’immaginario, in una complessa architettura di serrati ritmi cromatici, molto variegati nella scelta dei timbri e tonalità.”

Luigi Fusco, critico
“La ricerca pittorica di Carmine Capone si sviluppa attraverso due precisi generi: il figurativo e l’astratto. Questi due filoni hanno caratterizzato, ed ancora determinano la produzione del pittore originario dell’area atellana.
I paesaggi di Capone, sia locali sia internazionali, sono caratterizzati da una visione romantica della realtà, notevolmente accentuata da un tratto coloristico pieno di vigore e di carica espressiva. L’esecuzione delle forme architettoniche e naturali risente di veri e propri impeti; sono esse delle pennellate violente che, allo stesso tempo, definiscono un senso di tranquillità e di pace interiore.
La contemporaneità degli eventi è manifestata attraverso il sentimento personale dell’autore: la lirica di Capone è direttamente proporzionale al suo fare pittorico, si immerge nella visione della quotidianità, rappresentando ogni aspetto dell’essere umano.
Altre sue opere possono essere facilmente accostate alle sperimentazioni informali,mi riferisco in particolare ai lavori Il volo,Materia e Nord Ovest, in cui si legge l’esperienza degli artisti informali degli anni Cinquanta del secolo scorso. In altre sue produzioni la struttura della composizione è scandita dalla presenza dei segni verticali, ma allo stesso modo alcune creazioni sono invece caratterizzate da campiture orizzontali su una superficie verticale. I campi di colore configurano un’atmosfera, una dimensione, che non hanno nulla della realtà quotidiana. Il quadro diventa dunque una testimonianza completamente ‘’ altra’’ , una finestra aperta su un mondo trascendente.
L’artista spazia dalle tecniche tradizionali a quelle più moderne; si avvale anche di tecniche miste, compreso il collage. Quanto alle tonalità si nota una prevalenza di cromie fredde, quasi glaciali, fatte per accostamenti in cui dominano le ocre, gli aranci e i blu. Analogamente l’artista giustappone nelle sue nature colori caldi e squisitamente mediterranei.
Capone intende la luce quasi in un senso contemplativo e religioso, facendola divenire la protagonista delle sue più sentite ricerche cromatiche.
La ricerca di Carmine Capone si muove lungo un arco pittorico che va dal figurativo di Sironi all’astrattismo di Pollock’’.


Rosario Pinto, critico e autore della monografia “La ricerca artistica di C. Capone”
“L’Arte si interroga sulla vita e – soprattutto nella sua più attuale modalità d’espressione – ha imparato a far parlare le cose, scoprendo nella materia il nodo significativo dell’esistente. Parlano perciò i muri, le distese dei cieli, l’intimità di oggetti stravolti nella propria pregnanza di cose ed assunti ad emblemi fantasmatici di una realtà che sembra trascenderli.
L’artista contemporaneo sa cogliere molto bene le vibrazione dell’esistente e ciò si rivela nella pittura di Carmine Capone, che muove da un impegno di restituzione del reale per giungere ad una disarticolazione dell’oggetto ridotto in frammenti empirici ed in schegge di saettante matericità.
Struggenti tramonti su mari lontani, echi di una vegetazione lussureggiante e preziosa sono stati i primi punti di orientamento della pittura di Capone, pittura già da subito rivelatasi come frutto maturo di un’intelligente e sapiente consapevolezza tecnica, non lontana da preziosismi formali, gemme espressive di un’atmosfera e di un ambiente. Man mano i paesaggi fluviali, i tramonti abbruciati, le vivide scene di natura si stemperano in dilatati orizzonti di mare e il
quadro diventa la giustapposizione delle campiture di cielo e di mare, attraversate dalla flèche saettante della linea d’orizzonte.
Poi, dopo ancora un po’, tutto si sfalda e la pittura di Capone prende a distendersi a tratti, a brevissime campiture, con pennellate doppie e ispessite, sfibrando la unitarietà pulita dei suoi paesaggi precedenti in più sfaldate composizioni. E’ ancora il suo paesaggio, sono ancora i tramonti tropicali, sono ancora le masse d’acque del mare, ma pian piano su quelle immagini di realtà lontane si diffonde e si spalma la gelatina della mente, il coacervo dei pensieri.
I titoli stessi delle opere nella successione degli anni tra i declinanti Novanta ed il primo quinquennio del 2000 ci rivelano infatti la processualità che monta da Tramonto ed Alba, a Natura, a Libertà, e poi ad Essenza terrestre per approdare a Oltre l’Universo del 2005,preceduto da Riflessioni nel 2004, ove la materia pittorica vale come strumento espressivo, al limite del monocromatico,per dettare una vera e propria sintesi geometrica. Ciò non impedisce che il Nostro, proprio in questi stessi anni, già addentro al nuovo secolo, ritorni in qualche modo alla referenza figurativa: in Segreti, un dipinto del 2003, compare la rappresentazione umana, nella modalità ed accreditata della cosiddetta “mezza figura”, preceduta da alcune intense prove di nudo, come ad esempio Nudo di fuoco del 2002, Nudo del 2001 e Nudo con acqua del 2000. Merita interesse, inoltre, sempre nell’ambito della creazione che rivolge il suo interesse preminente alla referenzialità oggettiva, la lettura decisamente paesaggistica di alcune tele come Amalfi, o come Faraglioni, o come Borgo Antico, che raffigura il profilo a strapiombo del centro antico di Sant’Agata dei Goti. Sfugge ad una logica” paesaggistica”, infine, un gruppetto di tele, tra cui segnaliamo 11 Settembre e L’Alba delle torri, che prendono in esame la vicenda degli attacchi terroristici al cuore pulsante della metropoli newyorkese nel 2001.
L’immagine, insomma, seduce sempre significativamente l’artista. Non è certo questo ritorno “ figurativo” che può destarci meraviglia: esso non solo non si lascia alle spalle il frutto delle nuove ricerche nel frattempo sperimentate ma ne sonda le opportunità espressive in un banco di prova impegnativo. Emergono infatti da queste prove due referenze costruttive che Capone ha fatto proprie. Il rapporto con la materia, inteso nella sua essenzialità corposa ed informale, e la scansione linearistica che si trasforma in libere irradiazioni vettoriali. Richiamiamo, per dar ragione di tale processo, opere come Materia del 2003, di chiaro e netto spessore informale, che testimonia di affinità con Il Volo del 2006 in cui l’addensamento materico esprime la tensione vettoriale ampiamente delibata in opere come Ostacoli e Nord Ovest del 2005 e poi Paesaggio astrale, Paesaggio A2, Volto e Artide, tutti del 2006, nonché in Vittoria del 2003, un’opera a tecnica mista e collage fortemente imperniata sulla delibazione tonale.
C’è, insomma in Capone una forte tensione costruttiva: essa si manifesta certamente nel rapporto pieno e totale con le cose, riuscendo a rendere in tal modo non solo il loro volto ma l’ordito logico e strutturale, la loro essenza. Sulla scorta di tali considerazioni è possibile iscrivere le soluzioni astratto – materiche di Capone in un processo di continuità col reale, come trasposizione non superficiale del dato fenomenico in uno slancio espressivo dalla Natura alla Materia.
Storiograficamente c’è d’altronde una lunga tradizione campana in tal senso: penseremo all’opera di Spinosa, ai suoi primordi informali nei primissimi anni Cinquanta ed a quell’irrinunciato rapporto col reale che si connotava di elementi antropologici come nel celebre archetipo Macchina da cucire. Forte è il richiamo parallelo alla pittura di Eduardo Palumbo ed alle sue sensibilità compositive e cromatiche che hanno svelato importanti ed inediti approdi della ricerca astratto informale.
Questa puntuale possibilità di etichettatura e di riconoscimento delle matrici – che qui definiamo senza timore “ ancestrali “- ci consente di leggere l’opera di Capone nella corretta prospettiva di un percorso che ha scaturigini importanti e lontane.