Biografia

Elisa Anfuso è nata a Catania nel 1982, dove vive e lavora.
Laureata con il massimo dei voti press
Elisa Anfuso è nata a Catania nel 1982, dove vive e lavora.
Laureata con il massimo dei voti presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, ha recentemente conseguito la specializzazione e l’abilitazione all’insegnamento delle Discipline Pittoriche. In questi anni arricchisce la sua formazione frequentando importanti stage di pittura e fotografia. Viene selezionata e partecipa a numerose mostre e fiere d’arte contemporanea.
Nel 2005 ha vinto il primo premio al concorso Fate questo in memoria di me, a cura del Museo Diocesano di Catania.
Nel 2008 si è classificata seconda al premio internazionale La Pergola Arte a cura dell’omonima galleria fiorentina e nello stesso anno ha inaugurato la prima mostra personale Del corpo…dell’anima presso Artesia Galleria d’Arte di Catania.
L’anno successivo partecipa con successo alla Biennale del libro d’artista di Napoli, vince il Concorso Eismann ed espone in numerose città italiane.
Nel 2010 è tra i vincitori del prestigioso premio Arte Laguna, finalista al Premio Combat e vincitrice del concorso Copertine al tratto, a cura della casa editrice Subway.
Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private.

Formazione artistica

2010 - Premio Combat - Artisti Finalisti in mostra - Bottini dell’Olio, Livorno
2010 - Premio Arte Laguna - Arsenale, Venezia
Premio speciale Galleria dell’Ombra
Premio speciale Galleria Gagliardi
Premio speciale Istituto Nazionale di Cultura di Vienna
Premio speciale Istituto Nazionale di Cultura di Praga

2009 - Eismann - Arte per passione, Foyer del Teatro Nuovo, Verona
2009 - Sguardi Multipli, Rassegna nazionale di arti visive - Castello Estense, Ferrara
2009 - Trofeo G. B. Moroni - New Artemisia Gallery, Bergamo
2009 - Il secondo libro dei sogni - Vie di fuga - Castel dell’Ovo, Napoli
2009 - Sorrento Art Contest - Villa Fiorentino, Sorrento (Na)
2009 - Aspettando la Biennale del Libro d’Artista, a cura di Linea d’Arte, Palazzo Merolla, Napoli
2009 - Aida, rassegna d’arte - Palazzo dei congressi, Taormina (Me)
2009 - ArteCapri, premio Laetitia Cerio 2009 - Centro Caprense I. Cerio, Capri (Na)
2009 - Pacilio Art, I premio giuria tecnica e II premio assoluto - a cura di Massimo Pacilio
2009 - Start-Up, Rassegna internaz. artisti emergenti, a cura di Roberto Ronca, Villa Sant’Isidoro (Mc)
2009 - È nato prima l’uovo o la colomba? Museum & Fashion Marella Ferrera, Catania
2009 - Arte al cubo - One way, percorsi (ir)reali, a cura di Tribe art, Acireale (Ct)
2009 - Sublime quotidiano, a cura di Tribe art - Palazzo della Cultura, Catania
2008 - Arte al cubo - Memorie del sogno, a cura di Giovanni Caviezel, Acireale (Ct)

2008 - Del corpo… dell’anima - Mostra personale, Artesia Galleria d’Arte, Catania
2008 - Premio internazionale Piccolo formato – Galleria la Pergola Arte, Firenze
2008 - Testimonianze sul futuro dell’arte - Galleria La Pergola Arte, Firenze
2008 - Tremestieri Arte, XIV ed. - Centro Culturale Villa Immacolata , Tremestieri Etneo (Ct)

2007 - Mostra collettiva - Galleria “Oldrado da Ponti” - Lodi (Lo)
2007 - Firenze Arte 2007 - Galleria La Pergola Arte, Firenze
2007 - Danzando il tango come Arte-Esistenza, Castello Normanno di Acicastello (Ct)
2007 - Asta d’arte contemporanea - Aurum Casa d’Aste - Palanaxos, Giardini Naxos (Me)
2007 - Apantè - Fiera d’arte - Palanaxos, Giardini Naxos (Me)
2007 - Mostra collettiva - Artesia Galleria d’Arte, a cura di Luigi Nicolosi - Catania

2006 - Check-in - collettiva di pittura, Centro fieristico culturale Le Ciminiere, Catania
2006 - Viscalori in fiore - Estemporanea di pittura, Viagrande (Ct)
2006 - Mostra collettiva - Artesia Galleria d’Arte, a cura di Luigi Nicolosi,Catania

2005 - Fate questo in memoria di me , I° premio - Museo Diocesano, Catania
2005 - Catania Arte Fiera - Centro fieristico culturale Le Ciminiere, Catania
2005 - Bacco e dintorni, Mostra d’arte collettiva - Museo di Trecastagni, Catania
2005 - Luce - Colore - Emozioni - Estemporanea di pittura, Viagrande (Ct)
2005 - Percorsi, nei luoghi dell’incontro quotidiano - a cura di Paolo Giansiracusa, C.c. Le Zagare, Catania

2004 - 13° concorso nazionale di calcografia, Gorlago (Be)
2004 - Estemporanea di pittura, galleria L’Arte Club, Catania

2003 - 2° Estemporanea di Pittura, Accademia Apollodoro - Ct

2002 - Mare Nostrum, identità alterità, mostra collettiva - a cura di Salvo Russo, Baia Verde, Catania

Tematiche

IL TEMPO PASSA SOLO SULLE COSE CHE PASSANO

Elisa Anfuso, giovane ma già riconosciuta artista catanese, in questi suoi recenti lavori, rivela uno sguardo sospeso tra le maglie del moto continuo dell’esistenza.

La danza narrativa, espressa anche con lo strumento del trittico, si esprime sottile e ambigua ora celandosi tra le pieghe dell’esperienza passata, ora affermandosi con forza tra le pieghe di un vivere consapevole, mai prevedibile.

Si avverte, decisa, la ricerca concettuale che induce e conduce all’ulteriore riflessione sugli aspetti più profondi e le conflittualità dell’evoluzione individuale e sociale. Il taglio spiccatamente fotografico delle inquadrature rafforza il senso cinematografico del racconto, ponendosi come forte strumento evocativo ed è gancio per "l' introiezione simbiotica” tra fruitore e artista, nel caos ordinato dell’esperienza comune. I protagonisti di questi fotogrammi appaiono “frizzati” in un fermo immagine di cui si fa fatica a contenere la forza dinamica e, infatti, non vi si riesce.

La stasi diventa lotta e la rivincita è meta. La fragilità è forza, la consapevolezza è perdono.

Così mentre I passi all’indietro non fanno rumore, Molly ha spiccato il volo con la forza e la dolcezza di chi sta imparando a proteggersi ma sa già proteggere con materno Riguardo.

È la metafora della vita che viene trafusa in queste opere, il “manuale d’istruzioni” dove capita di naufragare in maschera e da cui è sempre possibile riemergere con la forza di ali che sanno nuotare.

La ricerca concettuale, quindi, si sposa con la perizia tecnica in perfetta armonia, regalando al fruitore l’atmosfera ideale per un viaggio ermeneutico nel quale è possibile perdersi senza smarrire la rotta.

L’espressione cromatica, infatti, al tempo stesso eterea e marmorizzata accresce il senso di astrazione nei confronti del reale, restituendo un senso di spaesamento, a tratti surreale, che si veste di attesa, di pause silenziose e di riconquistati slanci. Si percepisce una carica emotiva elegante e dirompente.

Le pieghe dei tessuti si fondono morbide ai chiaroscuri tonali e gli sguardi, celati e rivelati, mantengono viva la tensione. L’uso attento degli scorci, suggerisce il “non visto” e sposta l’attenzione su ciò che accade al di fuori del dipinto, in un vortice ammaliante di input immaginifici e di suggestioni favolistiche.

Peccato solo che quei graffi che l’artista usa fare sulla tela, rovinino quei “capelli che sembrano veri” e quelle “mani che, davvero, sembrano una fotografia”. Peccato che è tutto perfetto ma “Oddio! C’è una donna nella vasca da bagno; vestita!” però, certo, “il vestito sembra vero”. Peccato che, a volte, da alcuni graffi, capiti che esca del sangue, ricordandoci di essere ancora vivi. E se poi stare vestiti dentro una vasca da bagno, fosse preferibile a camuffarsi nel ballo in maschera della “normale” quotidianità?

Bene quindi, si dia inizio alle danze! Perché in queste opere c’è la possibilità di ballare, rapiti da una musica onesta e convenzionale quanto basta, per non esserlo.

Egidio Liggera



"L'interesse per il dettaglio, il particolare, la frammentazione, fanno dell'opera di Elisa Anfuso uno specchio di rifrazione, la cui capacità esplorativa innesca nel fruitore una sequenza di reazioni interiori. La messa in scena al femminile, aggiunge il significato di un confronto con la realtà, filtrata attraverso la sensualità e l'autoanalisi". (Luigi Nicolosi)


"Nell’opera di Elisa Anfuso lo spessore tecnico si stringe, in una fitta trama d’ eleganza sensualmente eterea, a una profonda ricerca concettuale che, attraverso i frammenti definiti della figura, si manifesta in ognuna delle sue sfumature a prendere forma nella luce penetrante, abbagliante – sovente dedotta dall’utilizzo di una folgorante foglia d’oro impressa sulla tela dalla quale la figura sembra venir fuori, o nella quale essa appare penetrare e perdersi - che s’infiltra nelle pieghe del corpo, mirabilmente sintetizzato nella mano, dettaglio ricorrente e significante. Infatti, essa si mostra strumento, non soltanto offerto all’indagine ermeneutica, ma anche e soprattutto attraverso il quale il soggetto ritratto ripetutamente nasconde la propria identità, quasi a distrarre l’osservatore dalla predominanza concettuale dell’opera, o viceversa catturarlo nell’enigma che si snoda negli infiniti attimi di vita che attraversano le dita danzanti.

Lo “stato di calma apparente”, la dimensione catartica della figura umana che le opere offrono all’osservatore, quasi che il corpo non fosse più finita materia carnale, ma piuttosto rappresentazione umana di un’entità immatreriale, celano e rivelano invece, nei tagli scelti, oltre che nel ripetersi dei graffi a segnare le linee del movimento, la ricerca sottile della psiche umana, tesa fra il buio delle forme materiche e la luce della coscienza che lo illumina.
Anche la scelta delle inquadrature, i tagli operati sull’immagine fornendo poi, al fruitore, una porzione dettagliata ben definita, non può non valutarsi quale mezzo della meticolosa ricerca di quella totalità buia che trova luce nel particolare: i “frammenti”, infatti, si presentano quali scomposizioni di una totalità intuita e mai manifesta, o forse attendono di comporre un’unità di cui non si conosce l’identità. Risiede qui l’enigma della ricerca nell’opera di Elisa Anfuso, qui la sua magia che diverrebbe oblio se avanzassimo la pretesa di trovare una risposta definita." (Tiziana Rasà, dal catalogo Check-in, 2006)



Intervista tratta da L' Inchiostro, mensile - Luglio/Agosto 2007

"Attimi, Aria, Frammenti, Luce. Nata a Catania nel 1982, vive e lavora nella città etnea. Fondamentale nel "fare arte" di Elisa Anfuso, la scelta di un elemento che sia inteso quale gesto ed indagine del corpo; il particolare segnato dalla luce, atta ad esaltarlo. Mani o spalle. Aria o movimenti. Spazi. Preferisce rifarsi a dinamiche veloci, situazioni in movimento. Bandita in modo naturale la staticità. I quadri di Elisa Anfuso, legittimano nel fruitore un certo stato di incertezza; da un momento all'altro ci si può aspettare che qualcosa cambi. Partendo da un momento preciso, un frammento determinato. L'atteggiamento dell'artista soddisfa gli ochhi e l'animo di chi ha voglia di scoprire ed indagare tra le forme: "mi è congeniale lavorare sulle figure, affinchè si trovi un buon rapporto con la luce". Un monocromo cangiante: può accendersi, può spegnersi.

Elisa incarna bene l'atteggiamento della galleria Artesia e le idee di Luigi Nicolosi: "Apprezzo che le opere degli artisti proposti, siano passibili di interpretazioni a posteriori". Lei, protagonista di un percorso in "fieri" e ben foraggiata, si lascia andare a considerazioni precise: "I miei quadri sono colmi di implicazioni personali. Amo esaltare le figure femminili, cerco di riversare sulla tela il mio concetto di femminilità. la donna è per me segno di fragilità, vista quale valore aggiunto; completezza d'animo, sensibilità, recettività. "Essere" capace di vivace esplorazione del sé". La donna cui si fa riferimento non è inquadrabile in luoghi precisi che attengano allo spazio o al tempo. Donna in quanto tale, a prescindere da dimensioni fisiche o non.

Continua l' artista: "Amo rappresentare la femminilità, elemento che sento accanto, sempre vicino. Mi muovo in un' indagine rivolta alla luce, agli equilibri, anche attraverso netti contrasti cromatici. Che tutto converga nella ricerca di un'emozione". Un assunto cardine: "Sulla tela ciò che ho dentro". non bisogna tralasciare, per sentire a fondo il valore della ricerca impegnata dell'artista, l'itima connessione tra tele, temi e personalità. Non è difficile notare quanto Elisa, stia costruendo una passione duratura: "Muovermi nell'arte mi aiuta a focalizzare determinati aspetti che non riuscirei a vedere con lucidità. L'arte, la mia arte, mi aiuta a inquadrare la complessità dell'essere donna. Amando la pratica, riesco a rileggere tutto in chiave prolifica, quasi a dare forme concrete al carattere Donna, generatrice di Vita e di Erotismo".

Fili tesi e sottili innervano le sue tele, significanti, sottesi ma lucenti. Ribadisce l'amore per la fisicità, da difendere e coltivare, quasi cullare: "Nelle mie opere sono sempre presenti le mani quali immediato tramite con il corpo". (L' I. M.)

Valutazione artistica

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Attestati / Premi

2010 - Premio Arte Laguna - Arsenale, Venezia
Premio speciale Galleria dell’Ombra
Premio speciale Galleria Gagliardi
Premio speciale Istituto Nazionale di Cultura di Vienna
Premio speciale Istituto Nazionale di Cultura di Praga
2010 - Premio Combat, finalista - Bottini dell'Olio, Livorno

2009 - Eismann - Arte per passione,finalista Foyer del Teatro Nuovo, Verona
2009 - Pacilio Art, I premio giuria tecnica e II premio assoluto - a cura di Massimo Pacilio

2005 - Fate questo in memoria di me , I° premio - Museo Diocesano, Catania