Biografia

Biografia

Fabrizio Pia,
nato a Roma il 12 marzo 1964, ho cominciato ad appassionarmi alla pittura durante le scuole medie, dove partecipai ad un concorso. Ho dipinto per brevi periodi finché, verso la fine degli anni 80, è esplosa in me la necessità di dipingere, dopo un viaggio a Venezia.
Da lì cominciai a dipingere di frequente, come un fiume in piena, elaborai diverse pitture.
Ho interrotto con amarezza l’arte pittorica - per vari motivi - per circa 20 anni; di recente – nell’estate 2012 - si è risvegliata la necessità e l’amore per la pittura, con la stessa intensità e passione di un tempo.
Dipingere mi fa sentire bene perché, come per la Poesia, è un mezzo di comunicazione di quei sentimenti più reconditi e veri, è il dono del Se.
L’arte in genere - riferita alla creatività - è un attributo del Creatore che tutto crea e tutto rinnova; è un “dono” - una capacità - a volte una esigenza, innata.
Dall’espressione artistica di noi stessi, si può realizzare quell’amore profondo, puro e travolgente, che spinse il Creatore a fare ogni cosa: per similitudine e meglio comprendere, il Big Bang è una ottima raffigurazione!
E noi abbiamo ricevuto dalla multiforme Sapienza divina quel “pizzico”, quella particella, quello spirito - che ci differenzia da individuo a individuo – e che fa di noi artisti per natura.
Non ho fatto studi particolari in ambito artistico, quindi, sono autodidatta; mi lascio trasportare dalla fantasia e dall’emozione del momento.
Un viaggio costante nel sé, ricercando sempre nuovi istinti e nuove “visioni” in un mondo – il mio – in cui mi perdo e mi ritrovo.
L’arte, l’espressione artistica, è per me fonte vitale.
Sono impiegato presso la Corte dei conti.

email: fprz@live.it

Formazione artistica

Autodidatta

Tematiche

Figurativo

Tecniche

Olio e acrilico

Valutazione artistica

Ispirazioni naturalistiche prevalgono nelle opere di un artista che ha il pregio di cromatismi dal forte impatto visivo.
Le sue sono raffigurazioni immediate nella comunicazione espressiva, volte a presentare il paesaggio bucolico con naturalezza, traendo dagli elementi essenziali fonte di figurazione, come testimoniano le opere “Rami” e “Dopo la vendemmia”.
Prof. Claudio Lepri

Pensieri che si trasformano in colore. Ricordi che indossano le vesti più belle e vengono ad abitare la tela. Inquietudini e stati d'animo che con forza vogliono essere rappresentati. Fabrizio Pia ci confessa le sue emozioni. Lo fa attraverso una figurazione le cui trame si colorano di voglia di vivere. Un artista che assapora la luce e la proietta in tutte le sue composizioni con le sue sfumature più belle.
Temi a lui cari sono le nature morte, i tramonti e la bellezza del mare. Emozioni violente, libere da freni cognitivi e allo stesso tempo razionali. La genialità del segno viene così rappresentata attraverso un gesto che essendo allo stesso tempo razionale con sprazzi istintivi, si fa autentico. Un monologo interiore che Pia sceglie di condividere con l’osservatore. Un monologo fatto di mistero, tacitamente segreto, e di intime confessioni che testimoniano la grande saggezza compositiva di un artista sublime. Un artista dal narrare romantico. Opere destinate a rimanere nel tempo, ed ad essere un esempio da seguire. Una pittura che racconta un'emozione. Una pittura i cui sentimenti escono dalla tela e vengono ad abitare il nostro mondo. Una pittura silente che non ha la presunzione di urlare le sue verità, ma di sussurrarle con infinita dolcezza. In queste sue rappresentazioni visive si respirano quelli che sono i sapori mediterranei con tutta la loro tradizione. Una pittura nella quale Pia manifesta tutta la bellezza dei suoi pensieri. Pensieri che con grande energia e potenza gestuale vengono fissati su tela. Una tela che si trasforma in un oceano di colori scintillanti. La pittura di Fabrizio Pia è una pittura che rielabora i dettami di una psiche molto creativa e ce ne riporta la sintesi segnica attraverso un linguaggio cromatico estremamente dotto.

Dott. Salvatore Russo


Questo mio scritto su Fabrizio sarà un analisi non indirizzata sullo stile e tecnica della pittura che ci propone ma bensì sul perché di quello che realizza.
Fabrizio quando imita Van Gogh lo rappresenta con le forme che hanno reso famoso il grande artista ma lo priva di tutta quella inquietudine che lo caratterizzano, donandogli un semplicità e serenità che accompagnano l'osservatore in un oasi di pace.
Fabrizio può apparire infantile nelle rappresentazioni che, invece, sono testimonianze di vita analizzata in maniera fanciullesca e priva di preconcetti, affrontate schiettamente, senza divaricazioni, ma dritte nel loro essenziale contenuto. Un albero per lui è un rapporto d'amicizia con il prato colorato dai petali di fiori che accompagnano la pianta nel suo letto di dimora.
Sicuramente Fabrizio crede in Dio e ha plasmato la sua vita su questa immensa fede.
Un pittore pudico, timoroso e vergognoso delle bruttezze che oggi purtroppo avvengono nella nostra società, la sua ricerca su i messaggi che la vita ci invia è semplice, pura e genuina.
Sicuramente come artista ancora non si è completato, ma quando riuscirà a rappresentare con i colori tutta la sua pace interna, allora potremmo ammirare il vero Fabrizio, un uomo che sa di famiglia.

Artista Giulio Micheletti

Una prima considerazione sulla pittura di Fabrizio Pia va alla gamma dei colori: sottile e delicata, aerea, in cui dominano sfumature fredde, verdi, viola, blù, vibranti di cangianti rosa e lilla che trasmettono una vivacità del segno a tratti liberi.
Pia ha il dono di afferrare il tratto essenziale di uno spettacolo istantaneo (come nella dottrina del Fauvismo).
Le opere sono un repertorio vastissimo che vantano essenzialità nel modo più semplice.
Avvolte i personaggi sono disposti nel modo più imprevisto e piacevole niente forzature né esagerazioni.
I dipinti nella loro semplicità esprimono concetti profondi attuali e cosa più importante sono capaci di trasmettere un'emozione a chi le osserva.

Artista Lucia Simini