Biografia

Nato a Palermo e per ragioni lavorative vive da 30 anni nel Friuli Venezia Giulia al ridosso del confine con la ex Yugoslavia, oggi Slovenia per affilare il suo istinto d’artista seppur affascinato dal Naif Yugoslavo, voleva distaccarsene, cercando di crearsi uno stile, un filone e osservando i paesaggi locali, univa il recente e il passato animando nei suoi quadri il suo stile, la sua impronta.
Da qui nasceva il “ Naif Siculo “ la ricerca quindi delle sue origini si discostava totalmente dal Naif Yugoslavo anche perché masticando naif, aveva modo di osservare con sguardo critico moltissimi pittori locali che per sfruttare il filone del Naif Yugoslavo , non facevano altro che imitare i grandi maestri oltre confine.
Così tutto nacque dalla fantasia, i colori si mescolarono, nacquero i suoi gialli irrompendo con sui i verdi creando così in modo delicato la danza di un’armonia cromatica che è viva espressione nelle sue opere.
I personaggi con i baffoni e la coppola, i pupi siciliani, le colline del Collio Friulano i corposi fichi d’india della sua Sicilia, sono sempre presenti nei suoi messaggi artisti, proprio queste piante spinose le ritraeva molti anni fa anche sulla neve e quando un tempo sembrava cosa irreale, fu proprio il suo tempo che gli diede ragione, infatti quasi per la mancanza delle ben definite stagioni e del mescolamento delle temperature dal sud al nord e viceversa oggi quei corposi fichi d’india proprio in Sicilia spuntano quasi per incanto dal manto nevoso dando fondatezza al suo naif.

Formazione artistica

Pittore autodidatta che si cimenta nel campo artistico da circa 40 anni.

Tematiche

Con i suo particolari Naif , Gianni Ciulla dimostra di conoscere bene le varie tecniche artistiche, oggi nulla gli manca per aderire a una corrente o a una scuola, ma vuole mantenere la sua libertà d’espressione, di essere un po’ filosofo e un po’ artista, ma soprattutto un ironico e disincantato viaggiatore dell’animo umano.
Nei quadri di Ciulla non c’è sogno, neppure simbolismo e tanto meno folklore, «si tratta piuttosto di un piacevole divagare in un ambiente armoniosamente umano», e in queste semplici parole sta tutta nella sua arte, ossia la capacità (e fors’anche la volontà) di narrare storie e di abitare lui stesso – come un fico d’india – (dall’aspetto delle sue opere) in un ambiente che sia armoniosamente umano: tutto congiura infatti a ritenere il nostro vivere un lavoro continuo per imporre una parte di noi.
L’armonia è creata con un disegno tranquillo, misurato, non affollato, con colori caldi, ben stesi; nessun segno è casuale, significa quello che si vede, che vi è minutamente raccontato, ma il reale deve essere percepito dallo spettatore, ogni quadro va visto con pacata attenzione e ogni cosa andrà così al suo giusto posto.

Tecniche

olio - acrilico - grafica - pastelli
vetro tavola tela c. telato