CRONISTORIA
1958
Questo uno dei miei primi passatempi preferiti, il traforo del compensato, con questo sistema ho eseguito varie cose, la tourr Effell nicchie angolari dove inserise la statua della Madonna, porta fotografie, e cose varie, compravo il disegno che incollavo sul compensato e dopo aver tagliati i vari pezzi li incollavo. Anche in questo portalavori ho adottato questo sistema.
1966
La mia tendenza artistica l'ho sempre coltivata dentro il mio subconscio, ho sempre avuto l'ammirazione delle belle opere. Cercavo nella mia mente di creare qualcosa di inconsueto ed ecco che guardando un giorno la Cattedrale mi venne in mente di farne una miniatura. mi fornii di varie cartoline per vederne i vari particolari, ma spesso mi recavo di presenza facendomi degli schizzi su carta. Iniziai il lavoro del disegno cominciando dalla base perimetrale e pian piano che andavo costruendo i vari particolari li andavo assemblando, questo il risultato finale.
1990
1991
1994
1997
1997
1998
Statua della Madonna di Lourdes
Un Pellegrinaggio fatto a Lourdes mi ha toccato veramente. Un giorno mi trovai a passare da un negozio dove vi erano tante statuette sacre in terracotta. La mia attrazione si posò sull’immagine della Madonna di Lourdes che ho riconosciuto fra le tante. Dopo averla acquistata la dipinsi.
1999
2001
2002
La pittura da me eseguita è vista dall’alto, si vedono dei tetti di alcune case di Castelbuono parte della strada che attraversa l’arco che porta allo spiazzo del Castello, e sullo sfondo l’antico Castello, Olio su una fetta di tronco d’albero in precedenza trattato misure approssimate cm 27 x 15
2002
2002
Con la nascita a Francoforte dell’Istituto Monetario Europeo, che in seguito divenne Banca Centrale Europea, dopo le varie concertazioni degli Stati si sono definiti i tassi di conversione definitivi tra l’euro e le diverse valute europee il 1° gennaio 1999 l’euro divenne la valuta ufficiale dell’Unione. Le nuove banconote e monete in euro entrano in circolazione il 1° gennaio del 2002.
Era mia intensione progettare qualcosa che potesse contenere le nuove monetine.
Ancora non erano in circolazione e quindi non potevo conoscerne le varie dimensioni, ma già nella mia mente vedendoli in foto cercavo nella mia menta di creare qualcosa di diverso del solito borsellino.
Appena messe in circolazione ho costruito otto piccoli cilindretti in lamierino di rame dove applicai un sistema di espulsione che con la pressione di un dito consentiva la possibilità di raccogliere la moneta in parte fuori dal cilindretto.
Il giorno 4 febbraio del 2002, mi recai all’Ufficio Brevetti qui a Palermo , dove ne depositai il marchio “ PORTAMONETE CILINDRICO CON SUPPORTI AD ESPULSIONE MECCANICA DELLE SINGOLE MONETE “.
In seguito assemblai gli otto cilindretti l’uno accanto all’altro, modificandone il formato, ma la sostanza era la stessa, con questo sistema, rotavo un congegno e posizionavo la tacca sulla moneta che dovevo espellere, pressavo il bottoncino centrale e fuoriusciva a metà la moneta.
In queste foto mostro il mio portamonete
2004
16°) - 18/12/2004 – Veduta di Palermo di Francesco Lojacono – Ho visitato la Mostra Permanente che si svolgeva al Teatro Politeama tra i tanti pittori che esponevano vi era quella di Francesco Lojacono grande pittore palermitano, fra tutte le Sue meravigliose opere mi è piaciuta la Veduta di Palermo, di cui ho comprato una stampa, trasferendola sulla tela ho ingrandita l’immagine e ne ho dipinto tutti i minimi particolari. Olio su tela cm 140 x 90
2005
2006
2007
19°) - 05/05/2007 – Panorama di Piano Battaglia - In questo quadro ho riprodotto la vallata e le alture di Piano Battaglia sulle Madonne, meta degli sciatori nel periodo invernale. Posizionatomi su un’altura ho fatto uno schizzo che dopo trasferii sulla tela. Olio su tela cm 47 x 30
I PAESAGGI DI MICHELE MONTALTO TRA STORIA E NATURA
La sensibilità nei confronti dell’ambiente circostante è tradotta in pittura dall’artista palermitano Michele Montalto, che enfatizza il territorio siciliano mediante ragionate pennellate, poste in rilievo sulla tela. Il suo stile così particolareggiato riesce a creare vibrazioni ottiche d’effetto nell’opera intitolata “Panorama di Piano Battaglia”, inquadrando l’attenzione su un luogo realmente esistente: l’affascinante scenario naturalistico delle Madonie con i suoi monti imponenti e le sue suggestive vallate.
A sorprenderci è quella tecnica così accurata e rigorosa che fende la retina e caratterizza il modus pingendi di un autore contemporaneo che ha le bellezze della Sicilia settentrionale impresse sul cuore.
Con le sue esecuzioni pittoriche Michele Montalto ci offre una inedita veduta montana, dedicata al Rifugio invernale di Piano Battaglia, catturando il nostro interesse tra natura e storia del paesaggio.
Sabrina Falzone
Critico e Storico dell’Arte
www.sabrinafalzone.info
DOMENICA 30 NOVEMBRE '08 - TAORMINA (ME), Taormina Gallery
Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea
PROFUMI DEL MEDITERRANEO
Inaugurazione ore 18,30
2007
2007
2008
2008
2008
2008
2009
[Pittore] Tarquinio Bullo | Inviato il 08/04/2009 |
In un momento in cui ci si trova spesso dinanzi a realtà artistiche sconcertanti, per la loro banale e grossolana resa espressiva, vedere le opere di Michele Montalto significa deliziarsi di una visione creativa che travalica entro lo spazio ogni bellezza del creato. Mastodontica l'opera "IL PONTE DI MESSINA" dove l'artista evidenzia oltre alle sue capacità artistiche architettoniche anche doti futuriste su quello che il ponte porterà nel futuro. Michele Montalto è anche un professionista nell'omaggiare i grandi del passato come: F. Lojacono, Botticelli, Leonardo, Vittore Carpaccio,ecc. Pochissimi i pittori come Michele Montalto che si cimentano a questi livelli, e finchè esistono è segno che la vera arte esiste ancora,ed è più viva che mai. Tarquinio Bullo
2009
In questa pittura ho voluto esprimere una veduta dello Stretto con la mia immaginazione vista da un monte sovrastante la città di Messina. Il “Ponte sullo Stretto fra presente e futuro ”Dal mio punto di osservazione una strada inesistente dove al di sotto alcune villette anch’esse inesistenti. Pittura mista acrilico ed olio su tela cm 70x50
2009
La richiesta ricevuta della pittura Sacra della Madonna delle Grazie, da parte di una novella sposa da utilizzare come capezzale per la stanza da letto, mi ha ispirato ad eseguire l'immagine a Bassorilievo, in precedenza ne avevo fatto altri paesaggi e strutture storiche ma in immagini rappresentanti personaggi non mi ero ancora cimentato.
L'ispirazione del Bassorilievo comprende anche i bordi del telaio, l'ho avuta guardando le gote della Madonna, della mano del bambinello Gesù in procinto di toccare il viso di San Giovanni. Le misure sono le seguenti Base cm 60 Altezza cm 50 Spessore cm 4,5 - Olio su Bassorilievo in pasta di gesso mista con resine
2009
Il secolare governo dei Viceré duro, oppressivo, dissanguatore portarono molte rivolte popolari tra le più dure quella capitanata nel 1647 da Giuseppe D’Alessi che durò ininterrottamente attraverso le dominazioni, spagnola, sarda, austriaca e borbonica fino al 1799, anno in cui Palermo tornò ad essere sede che tornò a Napoli nel 1815. I moti insurrezionali nel 1820 e del 1848 vennero soffocati nel sangue e Palermo dovette attendere la spedizione dei Mille del 1860 per essere liberata dalla tirannia borbonica. Questa la veduta del porto di Palermo nel periodo borbonico. I velieri facevano la spola con il porto di Napoli nel regno delle due sicilie.
Sullo sfondo il maestoso Monte Pellegrino, sul suo lato sinistro in penombra Monte Capo Gallo, più in basso il Castelloamare costruito dai normanni posto all’ingresso del porto per ed aveva in’importante sistema difensivo. Il porto era il mezzo di commercio molto importante, si possono notare le imbarcazioni in entrata che in uscita dal porto. Nella banchina accostata una imbarcazione prossima a salpare con il personale al lavoro. Gente che alla banchina cerca di acquistare del pesce mentre altra gente circola indaffarata. Olio su tela misure cm 50 x 40 x 2
2009
La Tonnara dell’Orsa è una struttura singolare posta su una scogliera all’ingresso di un piccolo porticciolo sulla località di Cinisi un grazioso paese in provincia di Palermo, esso si può scorgere a 500 metri prima dell’arrivo all’Aeroporto Falcone Borsellino.
Spesso ho percorso questa strada guardando questa struttura in lontananza.
Un giorno mi recai sul posto dove ho fatto delle fotografie, pregustando un’idea pittorica.
Era giunto il momento di eseguire il mio primo Affresco. Informandomi sulle varie tecniche eseguite dai grandi Pittori mi istruii, ma seguendo il mio maggior insegnante preferito mi ispirai al sistema adottato da Michelangelo sulla Cappella Sistina. Trovai una parete dove avrei potuto esibirmi nell’osservanza della Sua tecnica.
Affresco dipinto con pigmenti minerali sciolti in acqua distillata e mescolati con monachina e messa in posa su calce fresca. Base cm 115 ; Altezza cm 90 ; Spessore cm 3
Sul mio sito personale sulla parte ( Pagine aggiuntive ) ho inserito il mio sistema di procedura ed alcune foto in progressione.
2009
LA CHIAMATA
Questa immagine che mi è passata tra le mani, mi ha suscitato un’ispirazione. Gesù passeggiava lungo la riva del mare di Galilea, visto dei pescatori che erano rientrati dalla pesca sconsolati, Gesù li invitò a pescare li vicino ed essi dissero che avevano già provato senza nessun risultato, ma ascoltarono la sua parola non appena buttarono le reti questi subito si colmarono tanto da riempire la barca, chiesero aiuto ad altri pescatori per trasbordare a terra tutto il pescato. Tornati a riva il Signore chiamò a se i pescatori dicendo " Seguitemi vi farò pescatori di uomini ". La voce di Gesù è stato un richiamo davvero imperioso ha avuto il potere di sradicare Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni dai ceppi del loro mestiere, del loro padre, del loro patrimonio, della loro tradizione, lasciarono anche il pescato. Lo seguirono, senza rimpianti da ciò che lasciavano e rinunciare per loro è stato un privilegio, un piacere.
2009
Avendo visitato personalmente i luoghi Santi di Lourdes essendomi rimasti molto cari, con questa mia opera ne rivivo le mie emozioni.
2010
Medjugorje è diventata celebre nel mondo perché, dal 24 giugno 1981, Vicka Ivankovic, Mirijana Dragicevic, Maija Pavlovic, Ivan Dragicevic, Ivanka Ivankovic e Jacov Colo ( che allora avevano tra 10 e 16 anni, oggi sono adulti, padri e madri di famiglia ) affermano di ricevere apparizioni della Vergine Maria, che si presenterebbe con il titolo di “ Regina della Pace “ ( Kraljica Mira ). Molti sono stati gli avvenimenti e vi sono ( tuttora avvengono le apparizioni ) tra le tante la visione del sole che si avvicinava e roteava, cosi’ anche sul monte Crisvaz nella enorme Croce le testimonianze affermarono di vedere la Madonna che ne usciva fuori con una fortissima luce. Il parroco della chiesa di Medjugorje Padre Jozo Zovko ( incredulo di ciò che raccontavano i veggenti ) ha potuto costatarne di persona l’apparizione della Madonna nella propria chiesa.
Tutti questi avvenimenti mi hanno portato a raffigurarne una sintesi di questi avvenimenti.
L’artista vi invita alla visione della “ Sezioni in evidenza” al punto 52° del suo sito, da dove ne mostra l’evoluzione nella sua pittura.
2010
Un omaggio che ho voluto fare al grande pittore Renoir, rinomando una delle sue grande opere. Iniziato nel 1884 il dipinto fu terminato nella primavera del 1887
Renoir cerca di avvicinarsi il più possibile all’aspetto dell’affresco con effetti di materia opaca infatti i nudi ne mostrano tutta la limpidezza e la linearità. Di qui la tonalità molto chiara del quadro, ma poiché la superficie ha grande omogeneità e compattezza di stesura, la si può anche rapportare agli effetti degli smalti dipinti o della pittura su porcellana.
La pittura originale olio su tela cm 115 x 170
La mia copia Olio su tela cm 100 x 70 x2
2010
IL CASTELLO DI MONREALE
Fu costruito da Guglielmo II di Altavilla nel XII secolo a guisa di fortezza e controllo sui passaggi delle popolazioni ribelli saracene dell’entroterra siculo. All’interno conteneva una cappella di cui ancora restano le tre absidi ad una navata centrale ed era gestito dai monaci benedettini.Il castello si vede nominato per la prima volta nel 1309 in un documento nel quale è detto che la fortezza, cessando la concessione alla repubblica di Pisa, risulta concessa da Giacomo II d’Aragona a Mariano ed Andreotto de Bas di Arborea.
Nel 1324 si ha la prima attestazione dell’uso di Monreale quale residenza regale , come ci ricorda il documento relativo al soggiorno di Teresa d’Enteca, moglie dell’Infante Alfonzo d’Aragona, nel castello dopo la fuga da Villa di Chiesa. Numerosi documenti confermano la funzione residenziale del castello, non solo militare. Nel corso del XIV secolo, nella guerra contro i catalano – aragonesi, i Giudici di Alborea lo utilizzarono per ammassare scorte alimentari, come prigione,infine quale riparo delle truppe arboresi sconfitte durante la battaglia di Sanluri.
Il Castellaccio prosegui’ nella sua funzione di “ poderosa sentinella” tanto è vero che venne abitato dal re Martino I ne 1393 che si sentiva inattaccabile all’interno di quelle poderose mura. Poco dopo iniziò il degrado con il definitivo abbandono avvenuto nel 1898 quando l’architetto l’architetto Giuseppe Patricolo che tanta parte ebbe nel riportare alla luce moltissimi monumenti siciliani, si dedicò al restauro del castellaccio nelle sue parti meno danneggiate ed arrestando contemporaneamente la fine rapida di quel luogo ricco di storia e di cultura.
Il Castellaccio di Monreale a pianta quadrilatera irregolare con sette torri sporgenti all’esterno e con delle mura alte 10 m si erge maestoso alla sommità del monte Caputo ( appartenente al comune di Sardara ) ad un rilievo di 387 m sul livello del mare. Adesso è gestito dal Club Alpino Siciliano dove provvede alla manutenzione.
Acrilico su bassorilievo sulla tela il materiale adoperato è un impasto formato di polvere di marmo misto con resine.
Tela cm 90x30x6
2010
CUBO SCOMPONIBILE E RICOMPONIBILE IN 12 MODULI
Novità offro al miglior acquirente il progetto del cubo smontabile e rimontabile in 12 moduli, il progetto comprende tutte le misure necessarie e potrà essere presentato ad aziende di costruzioni plastiche giochi per adulti, per la diffusione Internazionale. I 12 moduli si incastrano fra loro nel giusto verso formando la perfetta figura prismatica del cubo.
UTILITA’ DEL CUBO
Il cubo scomponibile in 12 moduli, è in se stesso una novità, si distingue da altri per la sua complessità, incuriosisce chi cerca di smontarlo e rimontarlo ( senza conoscerne le regole che ho inserito nell’opuscolo assieme alle forme e misure atte alla costruzione del prodotto ) A cosa serve ! E’ un passatempo che può aguzzare l’intelletto, diverte o spazientire. incuriosire, creare nuove amicizie nel proporlo. Adatto ad un pubblico adulto data la sua complessità dei moduli minuziosi, è un oggetto che potrebbe essere costruito in plastica con dimensioni grandi per far giocare i bambini nelle scuole materne ( o altro ) nella costruzione in gruppi.
Cerco imprenditori interessati all’intero pacchetto contattatemi su:
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2010
Pittura
San Pio da Pietralcina noto come Padre Pio, al secolo Francesco Forgiane . Nasce a Pietralcina il 25 maggio 1887. Nell’incantevole cittadina ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza, dal 1887al 1903, quando è partito per il convento. Poi, tornato nel maggio del 1909, vi è rimasto, tranne che per brevi periodi che lo hanno visto alle prese con gli impegni militari, fino al 17 febbraio del 1916, all’orchè è cominciata la sua missione verso il Gargano.
Con la sua esemplare sofferenza seppe sempre offrire al Signore la prova più eminente ed eroica del suo amore. Gesù stesso gli aveva rivelato, nella sua Pietralcina che ”L’amore si conosce nel dolore“
Queste parole divennero la sintesi perfetta della sua correlazione spirituale e mistica con il Crocifisso e la grande rampa di lancio del suo apostolato nel mondo e per il mondo.
2010
150° - Anniversario dell’Unità d’Italia
Un mio contributo pittorico voglio esprimerlo per l’avvenimento del 150° anniversario dell’unificazione dell’Italia.
La spedizione dei Mille, partita nella notte del 5 e il 6 Maggio del 1860 da Quarto con la Lombardo dove tra questi vi era Giuseppe Garibaldi, e la Piemonte, circa 1150 uomini.
Lo sbarco avvenne a Marsala la mattina dell’ 11 Maggio.
Acclamato per i suoi ideali, il 14 Maggio giunto a Salemi Giuseppe Garibaldi dichiarò di assumere la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele issando per la prima volta la bandiera tricolore sulla cima di una delle tre torri del castello Arabo-Normanno.Proclamando Salemi la prima capitale d’Italia titolo che mantenne per un giorno. Ai Mille altri 500 Picciotti si unirono ed ebbero i primi scontri a Calatafimi era il 15 Maggio i 4000 borbonici sembrava avessero il sopravvento tanto che Nino Bixio consigliò la ritirata a Garibaldi e come è noto la risposta è stata “ Bixio qui o si fa l’Italia o si muore “
I garibaldini combatterono con onore e con accanimento tanto che infine ebbero la meglio sconfiggendo i Borboni.
Molteplici furono le vittorie ottenute dai garibaldini guidate dal Generale, Il ricordo VA dall’assalto avvenuto il 27 Maggio alla città di Palermo da Porta Termini, a quella di Milazzo del 20 Luglio.
Il 19 Agosto la Sua truppa sbarcò a Melito in Calabria, dove il 21 Agosto sconfisse i Borbonici a Reggio Calabria.
Una rapida marcia verso il nord, dove il 7 Settembre fece ingresso a Napoli. La battaglia di Volturno l’1-2 Ottobre dove respinsero l’attacco delle truppe Borboniche.
Garibaldi incontrò Vittorio Emanuele II il 26 Ottobre 1860, A Teano e gli consegnò la sovranità sul Regno delle due Sicilie.
Garibaldi accompagnò il re a Napoli il 7 Novembre, ed il giorno seguente si ritirò nell’isola di Caprera.
Con questa eroica battaglia il Generale Garibaldi aveva dato l’avvio all’Unità d’Italia.
Invito tutti gli Artisti a visitare sul mio sito di Gigante sulla Sezione in Evidenza: “150° Anniversario Italia “ dove accanto alle foto fatte in progressione racconto le avventure di Garibaldi.
2010
Fontana di Piazza Pretoria a Palermo
Questa fontana di Piazza Pretoria ha una storia.
La sua commissione è stata richiesta da Don Pedro de Toledo, padre d’Eleonora e suocero di Cosimo I dè Medici Granduca di Toscana agli scultori Francesco Camilliani e Michelangelo Naccherino una fontana per lo splendido giardino del suo palazzo fiorentino. Morto il committente nel 1552, la fontana, grazie alla mediazione di Don Garcia de Toledo, figlio primogenito ed erede di Don Pedro, venne acquistata dal Senato palermitano che pensò di collocarla nella piazza su cui prospetta il Palazzo Pretorio. La cura della ricostruzione fu affidata a Camillo Camilliani, figlio di Francesco che ultimò i suoi interventi nel 1581.
La fontana giunse a Palermo in 644 pezzi: La fontana, nella parte centrale è del tipo” a candelabra “ o ( a Kylix ), secondo la tradizione rinascimentale fiorentina, con pianta ellittica con tre tazze che si susseguono in modo degradante in altezza attorno ad uno stelo, culminante con la figura di Bacco; alla base è stata aggiunta una vasca grande.
Al livello inferiore sono quattro vasche ovali con quattro figure adagiate, personificazioni di fiumi ( Oreto, Papireto, Gabriele, Maredolce ) addossate al bordo esterno della grande pescheria all’interno della quale versano acqua le teste di sei animali fuoriuscenti da nicchie; la pescheria è divisa in quattro settori separate da gradinate, che conducono al circuito superiore, e da balaustre su cui spiccano quattro figure degli dell’Olimpo. Una balaustra recinta il tutto, interrotta da quattro aperture inquadrate da due Erme ciascuna.
L’artista invita alla visione della “ Sezioni in evidenza” al punto 39 da dove si mostra l’evoluzione della sua pittura.
2010
La Madonna che protegge il mondo
La figura della Madonna apparsa nel sogno, dove mi mostrava tutto il mondo illuminato dai splendenti raggi di una luce intensa trasferita dalle Sue mani, mi faceva capire che malgrado la cattiveria dell'umanità Egli lo avrebbe protetto e con voce mesta mi diceva " Pace, pace, pace "
2011
La Cascata delle Marmore è una cascata a flusso controllato, tra le più alte d'Europa, potendo contare su un dislivello complessivo di 165 m, suddiviso in tre salti.Il nome deriva dai sali di calcio presenti sulle rocce che sembrano simili a marmo.Le acque della cascata sono sfruttate intensamente per la produzione di energia elettrica, nella centrale di Galleto. Questo fa sì che la cascata vera e propria non sia continuamente funzionante, ma per la maggior parte del tempo si riduca alle dimensioni di un torrente. Il bacino del lago di Piediluco funge da serbatoio idrico per la centrale, costruita nel 1929, capace di produrre energia elettrica con una potenza di circa 530 MW. Per regolare il funzionamento della centrale e per permetterne la visione a tutti, in orari e periodi definiti, la cascata viene fatta funzionare alla massima portata: un segnale acustico avvisa dell'apertura delle paratoie di regolazione, e in pochi minuti la portata aumenta fino al valore massimo. Normalmente, la cascata funziona un paio di ore al giorno, con orari di funzionamento prolungati in occasione di giorni festivi. Si accede ai punti di osservazione migliori previo pagamento di un biglietto d'ingresso.
2011
L'Associazione Turistica Pro Loco Mezzojuso ( Palermo )
In occasione dei festeggiamenti di Carnevale Organizza al Castello Corvino delle Mostre pittoriche d'Arte Contemporanea.
I partecipanti alla Mostra di questo anno sono: Michele Montalto; Giusy Corrao; Giuseppe La Gattuta; Rosa Caravella; Nino Barone; Jo Pul; Francesco Crispiniano; G. Pantelleria; Stefania Spata.
Il Castello è una struttura che risale all'epoca del 1132 esso faceva parte del feudo affidato ai monaci di San Giovanni degli Eremiti da Ruggero II. Questi che avevano concesso in affitto tutte le terre ricevute in assegnazione, quando si recavano a far visita a Mezzojuso, usufruivano di questa casa che veniva chiamata "lu castello" come dimora per abitarci. Nel 1527 quando i monaci concedettero in enfiteusi ( diritto d'affrancazione )la Terra di Mezzojuso alla nobile famiglia dei Corvino, " lu castello " divenne anche per questi una nobile dimora dove trascorrere i soggiorni durante le loro visite in paese. Durante tutto il periodo feudale, ed in particolare tra la fine del "500 e gli inizi del "600 si effettuarono dei lavori di ampliamento e di abbellimento che diedero un nuovo aspetto e che nel tempo è rimasto invariato fino ad oggi.
Nel 1844 con l'abolizione della feudalità, la struttura cominciò a perdere pian piano il suo ruolo di palazzo signorile e fini' per ricadere in uno stato di completamente abbandono.
Dopo l'acquisto nel 1984 da parte del Comune di Mezzojuso, la struttura è stata completamente restaurata ed abbellita ed oggi è divenuta sede della Biblioteca Comunale, spesso viene utilizzata per ospitare conferenze e manifestazioni culturali come anche l'attuale Mostra d'Arte Contemporanea.
2011
In data odierna l’Artista Montalto Michele, informa in modo ufficiale il cambiamento del nuovo modo di presentazione delle opere ,sia per lo stile della nuova firma ,che per la rappresentazione dell’opera che verranno poste sul retro , assicurandone la loro autenticità.
Inoltre saranno accompagnate e documentate dalle stampe dei certificati d’inserimento nell’archivio internazionale della gigarte, dove si evidenzia il nome dell’opera, le misure , la tecnica, il supporto, l’anno e la data d’esecuzione, cosi come il n° di codice progressivo, ed il n° di tirature in originali, che saranno firmate dall’artista.
2011
Teatro Politeama Garibaldi di Palermo
Nel 1865 il Comune di Palermo delibera la costruzione del Politeama. Essendo la spesa superiore alla cifra prevista, viene contattato il banchiere Carlo Galland costruttore di mercati e teatri, egli si impegna alla costruzione secondo i disegni del capitolato Municipale dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, vincitore del concorso, i primi disegni vengono presentati a metà del 1866 e già a gennaio del 1867 sono in corso i lavori di scavo. Nel 1869 e 1870 sorgono dei problemi tra il Municipio e l’impresa Galland, ma si decide di proseguire i lavori eliminando tutti i lavori abbellimento. Il teatro era stato progettato come teatro diurno all’aperto, ma fu in seguito deciso di realizzare una copertura. Nel giugno 1874 fu inaugurato anche se incompleto e privo di copertura. Questa fu eliminata nel novembre del 1877. Gi ultimi lavori, di abbellimento furono realizzati ne 1891 in occasione della grande Esposizione Nazionale che si teneva a Palermo. Nel 2000 sono stati realizzati i restauri delle decorazioni pompeiane policrome dei loggiati. Dal 2001 il teatro è sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.
Opera in vendita
2011
La storia di Isola delle Femmine
Si narra che il bellissimo isolotto denominato "Isola delle Femmine" fosse stato un tempo una prigione occupata solo ed esclusivamente da donne. Tredici fanciulle turche, essendosi macchiate di gravi colpe, furono dai loro congiunti imbarcate su una nave priva di nocchiero e lasciate alla deriva. Vagarono per giorni e giorni in balìa dei venti e delle onde finché una tempesta scaraventò l'imbarcazione su un isolotto nella baia di Carini. Qui vissero sole per sette lunghi anni fin quando i parenti, pentitisi della loro azione, le ritrovarono dopo molte ricerche. Le famiglie così riunite decisero di non fare più ritorno in patria e di stabilirsi sulla terraferma. Fondarono quindi una cittadina che in ricordo della pace fatta, chiamarono Capaci (da "CCa-paci" ovvero: qui la pace) e battezzarono l' isolotto sul quale avevano dimorato le donne "Isola delle Femmine". Una testimonianza di Plinio il Giovane in una lettera indirizzata a Traiano, considera l'isola residenza di fanciulle bellissime che si offrivano in premio al vincitore della battaglia. Altra presunta origine trova nel nome latino "Fimis" la traduzione dell'arabo "fim" che indicherebbe la bocca, il canale che separa l'isola dalla costa. Secondo altri autori il nome dell'isola deriverebbe da "Insula Fimi" in riferimento ad Eufemio, governatore bizantino della Sicilia.
2012
Mondello, distesa lungo l'arco di una pittoresca baia tra il monte Pellegrino e il monte Gallo è il più importante centro balneare a 11 Km da Palermo .
Quante volte, ci siamo lasciati trascinare in un mondo fantastico osservando una cartolina che ritrae il paesaggio dei nostri sogni! Uno sconfinato mare azzurro, una dorata distesa sabbiosa sotto un cielo limpido illuminato dal sole cocente delle estati tropicali... e sembra quasi di sentire il vento che accarezza la pelle, spruzzi d’acqua che sfiorano il viso...! Ma proviamo per un istante a pensare che anche fuori dalla nostra fantasia esista un luogo altrettanto incantevole, ambita meta turistica, a due passi dal centro città, ed ecco prendere vita, sotto i nostri occhi, i colori tropicali, le acque cristalline del Golfo di Mondello, proprio a pochi chilometri dal centro urbano del capoluogo siciliano.
All’incirca un secolo fa nel 1906, il principe Francesco Lanza di Scalea. l’Amministrazione comunale di Palermo apponeva una firma sul compromesso che sanciva la rinascita della borgata marinara di Mondello. . L’accordo ufficiale venne firmato a Bruxelles nel ‘909 quando gli imprenditori, consorziatisi nella società anonima “Les tramvays de Palerme”,
si impegnasse a realizzare delle infrastrutture quali un Kursal con 10.000 metri quadrati di giardino, un grand hotel, uno stabilimento balneare ed una rete di collegamento tramviario etc. In realtà, l’unica opera ad essere realizzata fu l’Antico Stabilimento sulla spiaggia, progettato nel 1910 dall’ingegnere Rodolfo Stualker e costruito dalla società anonima che ne ottenne la concessione temporanea unitamente alla spiaggia anonima"Les tramvays de Palerme": una struttura dai colori vivaci, dominata da creature mitologiche e mostri marini, con terrazze che si protendono sul mare. Nell’arco di sei anni, ultimata la bonifica, si giunse alla costruzione di circa 300 villini in stile liberty, la cui realizzazione venne affidata agli architetti Caronia, Butera, Basile, Capitò e Mineo. Ecco che Mondello cambia volto e, da palude abbandonata, come per magia, diventa lido della belle époque. Abbellita dai ricorrenti richiami floreali architettonici, tipici dell’epoca, circondata da lunghi filari di alberi, vivacizzata dalle prime variopinte capanne che sorgono sulla spiaggia, Mondello vive il suo massimo splendore negli anni venti.
Ha conosciuto nell'ultimo decennio uno straordinario sviluppo alberghiero - turistico, con ottimi hotel e una fitta rete di ristoranti e di svaghi. Il clima particolarmente temperato anche nella stagione invernale, fa di Mondello una frequentatissima meta di soggiorno. All'estremo lembo a nord della baia si trova un borgo di pescatori, dominato dalle rocciose ed impervie pendici del monte Gallo dal quale si stacca una lingua di roccia protesa sul mare su cui sorge la Torre Mondello. Nella zona fanno spicco sul lungomare una torre saracena ed i resti di un antico castello.
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