1968
Il suo spirito di osservazione, il caso o forse il destino gli fornirono un elemento fondamentale per la creazione di una nuovo stile pittorico consentendo in tal modo il passaggio dal figurativismo classicheggiante a una tecnica estremamente innovativa per quei tempi, una tecnica che aveva il potere di incantare il pubblico e anche gli artisti del tempo che, affascinati da quei colori ( ed anche dal successo nelle vendite ) molto spesso lasciavano il loro modo usuale di dipingere per tentare di imitare questo nuovo modo di fare arte.
Certamente oggi non provocherebbe più di tanto, ma, allora, alla fine degli anni '60, quando ancora non si parlava di arredamento moderno, quel tipo di pittura, semplice nella sua essenza, non passava mai inosservato.
In effetti anche se allora non se ne rendeva conto, A. Romino aveva creato uno stile vero e proprio che fece il massimo dei suoi proseliti nelle scuole.
Infatti " IL RILIEVISMO " fu adottato dagli insegnanti che per caso lo incontravano e lo proponevano alle scolaresche.
Certo il Rilievismo che aveva creato il giovane pittore era basato su composizioni ricavate dalla pittura ad olio con effetti luminosi dovuti all'impiego di speciali porporine, comunque le tentate imitazioni con i più disparati materiali, anche se approssimative, erano pur sempre di un certo effetto e soddisfacenti per chi le eseguiva.
Un episodio interessante che accadde in quei tempi all'allora scanzonato giovane pittore ebbe luogo a Venezia:
era l'anno in cui il grande pittore spagnolo Mirò faceva parlare di se alla biennale, per una fortuita circostanza, il pittore A. Romino si trovava per diporto proprio in quella città e, poichè quando viaggiava era solito portare con se cavalletto e qualche quadro come ogni bravo " hippy " di quel tempo, lo espose proprio nei pressi dell'ingresso della Biennale al Lido, ovviamente senza volerlo, perché a quel tempo non si interessava ne di grandi mostre ne di pittori di gran fama.
Ricorda l'interesse suscitato nei critici d'arte che lo notarono, e che, issando in alto le tele con grandi cenni di approvazione, mormorando continuamente il nome di Mirò...Mirò... gli diedero un appuntamento nello stesso posto per un ora successiva, dicendogli che avevano delle importantissime cose da proporgli.
Ma cosa fece lo scanzonato pittore? Passati 5 minuti, vendette le due tele alla prima richiesta e, andò a godersi la bella Venezia.
Col senno di poi, ricordando quell'episodio, si rende conto di quanto può essere matta la testa di un giovane, però, quest'episodio che poteva condizionare la sua esistenza, ora l'aiuta a comprendere meglio i giovani d'oggi.
Certamente oggi non provocherebbe più di tanto, ma, allora, alla fine degli anni '60, quando ancora non si parlava di arredamento moderno, quel tipo di pittura, semplice nella sua essenza, non passava mai inosservato.
In effetti anche se allora non se ne rendeva conto, A. Romino aveva creato uno stile vero e proprio che fece il massimo dei suoi proseliti nelle scuole.
Infatti " IL RILIEVISMO " fu adottato dagli insegnanti che per caso lo incontravano e lo proponevano alle scolaresche.
Certo il Rilievismo che aveva creato il giovane pittore era basato su composizioni ricavate dalla pittura ad olio con effetti luminosi dovuti all'impiego di speciali porporine, comunque le tentate imitazioni con i più disparati materiali, anche se approssimative, erano pur sempre di un certo effetto e soddisfacenti per chi le eseguiva.
Un episodio interessante che accadde in quei tempi all'allora scanzonato giovane pittore ebbe luogo a Venezia:
era l'anno in cui il grande pittore spagnolo Mirò faceva parlare di se alla biennale, per una fortuita circostanza, il pittore A. Romino si trovava per diporto proprio in quella città e, poichè quando viaggiava era solito portare con se cavalletto e qualche quadro come ogni bravo " hippy " di quel tempo, lo espose proprio nei pressi dell'ingresso della Biennale al Lido, ovviamente senza volerlo, perché a quel tempo non si interessava ne di grandi mostre ne di pittori di gran fama.
Ricorda l'interesse suscitato nei critici d'arte che lo notarono, e che, issando in alto le tele con grandi cenni di approvazione, mormorando continuamente il nome di Mirò...Mirò... gli diedero un appuntamento nello stesso posto per un ora successiva, dicendogli che avevano delle importantissime cose da proporgli.
Ma cosa fece lo scanzonato pittore? Passati 5 minuti, vendette le due tele alla prima richiesta e, andò a godersi la bella Venezia.
Col senno di poi, ricordando quell'episodio, si rende conto di quanto può essere matta la testa di un giovane, però, quest'episodio che poteva condizionare la sua esistenza, ora l'aiuta a comprendere meglio i giovani d'oggi.
1970
Lo videro protagonista sulla scena dell'arte, di successo in successo, raccogliendo molto pur avendo seminato poco, se fosse durata per sempre quella età d'oro avrebbe vissuto invano la sua vita, materialmente ricco ma infinitamente povero nello spirito.
Ma, i suoi Angeli, gli Esseri di Luce che l' hanno accompagnato in ogni attimo della sua vita, lo costrinsero a seguire un percorso obbligato ponendogli innanzi tutte le difficoltà possibili che un uomo possa affrontare e, nel contempo lo illuminarono dandogli la certezza che ognuna di queste difficoltà potesse essere superata sempre, senza alcun avvilimento o disperazione.
Una serenità spirituale che lo ha traghettato dal mero artigianato del pittore di un tempo all'uomo di pensiero, al filosofo, all'artista pieno che è oggi.
Ma, i suoi Angeli, gli Esseri di Luce che l' hanno accompagnato in ogni attimo della sua vita, lo costrinsero a seguire un percorso obbligato ponendogli innanzi tutte le difficoltà possibili che un uomo possa affrontare e, nel contempo lo illuminarono dandogli la certezza che ognuna di queste difficoltà potesse essere superata sempre, senza alcun avvilimento o disperazione.
Una serenità spirituale che lo ha traghettato dal mero artigianato del pittore di un tempo all'uomo di pensiero, al filosofo, all'artista pieno che è oggi.
1972
E' di quest'anno la sua prima personale di pittura alla Golden Brush di Silvio Godina (Via Chiaja)
Per descrivere il successo strepitoso di questa esposizione mi rifaccio testualmente alle parole di Silvio Godina, il direttore della galleria che in un articolo su un giornale dell'anno successivo, in occasione del cambio del nome della galleria diceva:
1) " ...Cosa si augura per la nuova stagione? " Un altro Romino ". Antonio Romino, un giovanissimo pittore e scultore è stata la " stella " della passata stagione. Alla sua prima personale, riscosse un successo che raramente si verifica nella nostra città. "
2) " ...A questo artista e alla sua Van Gogh auguriamo tanti " Romino ". "
Per descrivere il successo strepitoso di questa esposizione mi rifaccio testualmente alle parole di Silvio Godina, il direttore della galleria che in un articolo su un giornale dell'anno successivo, in occasione del cambio del nome della galleria diceva:
1) " ...Cosa si augura per la nuova stagione? " Un altro Romino ". Antonio Romino, un giovanissimo pittore e scultore è stata la " stella " della passata stagione. Alla sua prima personale, riscosse un successo che raramente si verifica nella nostra città. "
2) " ...A questo artista e alla sua Van Gogh auguriamo tanti " Romino ". "
1980
Fu proprio nel 1980, che nacque la sua prima opera ricca di interiorità in ogni suo piccolo particolare.
Negli anni precedenti aveva avuto modo di comprendere quante passioni erano racchiuse negli oggetti che spesso ci accompagnano per un'intera esistenza, e poi, facilmente vengono buttati via.
Passeggiando una mattina sul litorale dopo una mareggiata, notava tanti piccoli oggetti disposti sulla sabbia che lo invitavano a raccoglierli e quasi ad ascoltare le tante storie che ogni singolo oggetto aveva vissuto: sembrava che avessero ancora tanto da raccontare e ancora recavano le emozioni di tante persone con cui avevano convissuto, tanti sentimenti umani di cui s'erano appropriati.
Il MARE, il grande mare, la stupenda forza della natura li aveva disposti ai suoi piedi, come una storia già pronta da raccogliere e da destinare ad altri, un invito a cui il maestro non seppe resistere: raccolse gli oggetti e li portò nello studio, li dispose sul retro della tela come a significare l'importanza della priorità del CONTENUTO sulla mera FORMA estetica e li
riportò a nuova vita dando inizio al suo primo lavoro di uno stile che ha definito POP-INFORMALE, uno stile che nel " revival " di questi ultimi tempi, gli sta riservando grandi soddisfazioni.
Negli anni precedenti aveva avuto modo di comprendere quante passioni erano racchiuse negli oggetti che spesso ci accompagnano per un'intera esistenza, e poi, facilmente vengono buttati via.
Passeggiando una mattina sul litorale dopo una mareggiata, notava tanti piccoli oggetti disposti sulla sabbia che lo invitavano a raccoglierli e quasi ad ascoltare le tante storie che ogni singolo oggetto aveva vissuto: sembrava che avessero ancora tanto da raccontare e ancora recavano le emozioni di tante persone con cui avevano convissuto, tanti sentimenti umani di cui s'erano appropriati.
Il MARE, il grande mare, la stupenda forza della natura li aveva disposti ai suoi piedi, come una storia già pronta da raccogliere e da destinare ad altri, un invito a cui il maestro non seppe resistere: raccolse gli oggetti e li portò nello studio, li dispose sul retro della tela come a significare l'importanza della priorità del CONTENUTO sulla mera FORMA estetica e li
riportò a nuova vita dando inizio al suo primo lavoro di uno stile che ha definito POP-INFORMALE, uno stile che nel " revival " di questi ultimi tempi, gli sta riservando grandi soddisfazioni.
1990
Anni '90
Lo Stile Pop-Formale
Il "decadentismo" ha sconvolto l'arte italiana in genere dalla fine del millennio fino ai primissimi anni del nuovo secolo. Un decadentismo provocato in massima parte dal protagonismo di certa critica che propugnava, tuonando a gran voce da studi televisivi prima e da alti seggi poi, il ritorno incondizionato all'arte classica, un ritorno che purtroppo c'è stato ed è durato molto a lungo, un ritorno che provocò per ovvi motivi economici l'abbandono dell'Arte da parte di tanti bravi artisti del tempo che non seppero o non vollero adeguarsi al nuovo andamento di un'arte essenzialmente formale ed anacronistica. Di quest'epoca in Italia restano le testimonianze rese dalle innumerevoli copie di dipinti classici straripanti nei vari mercatini delle pulci ( vedi gli "Angioletti del Caravaggio" ). All'estero invece l'Arte contemporanea continuò a progredire senza alcun intralcio. Opposi resistenza a questa ondata barocca e non mi lasciai travolgere, pur accusando il disagio economico causato dal ritorno di questa forma d'arte fatta di fronzoli, merletti e riproduzioni, continuai per la mia strada creativa traducendo il pop-informale in pop-formale. Appartengono a questo primo periodo pop-formale (che definisco "periodo del fango" in quanto nella mescola dei colori usavo aggiungere realmente fango) una serie di dipinti sul tema dell'imperante "tangentopoli" ed alcune tele dissacranti sul tema della "donna non più oggetto ma inconsapevole di aver intrapreso una strada che avrebbe scardinato le basi della società"
Lo Stile Pop-Formale
Il "decadentismo" ha sconvolto l'arte italiana in genere dalla fine del millennio fino ai primissimi anni del nuovo secolo. Un decadentismo provocato in massima parte dal protagonismo di certa critica che propugnava, tuonando a gran voce da studi televisivi prima e da alti seggi poi, il ritorno incondizionato all'arte classica, un ritorno che purtroppo c'è stato ed è durato molto a lungo, un ritorno che provocò per ovvi motivi economici l'abbandono dell'Arte da parte di tanti bravi artisti del tempo che non seppero o non vollero adeguarsi al nuovo andamento di un'arte essenzialmente formale ed anacronistica. Di quest'epoca in Italia restano le testimonianze rese dalle innumerevoli copie di dipinti classici straripanti nei vari mercatini delle pulci ( vedi gli "Angioletti del Caravaggio" ). All'estero invece l'Arte contemporanea continuò a progredire senza alcun intralcio. Opposi resistenza a questa ondata barocca e non mi lasciai travolgere, pur accusando il disagio economico causato dal ritorno di questa forma d'arte fatta di fronzoli, merletti e riproduzioni, continuai per la mia strada creativa traducendo il pop-informale in pop-formale. Appartengono a questo primo periodo pop-formale (che definisco "periodo del fango" in quanto nella mescola dei colori usavo aggiungere realmente fango) una serie di dipinti sul tema dell'imperante "tangentopoli" ed alcune tele dissacranti sul tema della "donna non più oggetto ma inconsapevole di aver intrapreso una strada che avrebbe scardinato le basi della società"
2000
Anni 2000
Lo Stile Pop-Formale
Al secondo periodo, detto " periodo della terra fertile", appertengono una serie di nudi femminili in cui la donna riacquista la sua femminilità e si ripropone in tutta la sua serena bellezza. Appartengono a questo secondo periodo "La Leda col cigno" e "Magdalena". Ormai il fango non rientrava più nella mescola dei colori, prese il suo posto la terra, una terra fertile, la più fertile che potevo trovare, quella che laboriosi contadini avevano cura di smuovere quotidianamente e da cui traevano il sostentamento. Terra come Madre come Fertilità come Donna.
Lo Stile Pop-Formale
Al secondo periodo, detto " periodo della terra fertile", appertengono una serie di nudi femminili in cui la donna riacquista la sua femminilità e si ripropone in tutta la sua serena bellezza. Appartengono a questo secondo periodo "La Leda col cigno" e "Magdalena". Ormai il fango non rientrava più nella mescola dei colori, prese il suo posto la terra, una terra fertile, la più fertile che potevo trovare, quella che laboriosi contadini avevano cura di smuovere quotidianamente e da cui traevano il sostentamento. Terra come Madre come Fertilità come Donna.
2002
Opere dal 2002
Pop-informali recenti
Quì i dipinti Pop-Informali di questi ultimi anni, dipinti che hanno mantenuto tutto il loro carico poetico del primo pop-informale cedendo solo nella forma con la scelta di materiali dallo spessore meno accentuato allo scopo pratico di consentire una spedizione più facile delle opere.
Pop-informali recenti
Quì i dipinti Pop-Informali di questi ultimi anni, dipinti che hanno mantenuto tutto il loro carico poetico del primo pop-informale cedendo solo nella forma con la scelta di materiali dallo spessore meno accentuato allo scopo pratico di consentire una spedizione più facile delle opere.
2006
Anni 2006
Bianco & Nero
E' stato dopo l'estate del 2006, quando ebbi l'occasione di partecipare ad una manifestazione artistica nella mia città, tra gli espositori era presente un giovane pittore con i suoi dipinti in bianco e nero. Per la prima volta nella mia vita restavo perplesso dinanzi a lavori non miei, ammiravo qualcosa che sembrava parlarmi stranamente di futuro, stranamente perchè il figurativo-figurativo, quello fatto col pennellino doppio zero, l'avevo già archiviato da oltre 30 anni ritenendolo una perdita di tempo prezioso, in quanto, gli stessi effetti,sicuramente migliori, possono essere ottenuti col semplice click di una macchina fotografica, eppure...qualcosa di indefinibile mi turbava...ma non riuscivo a capire cosa. Poi, accadde uno di quei fenomeni che accompagnano la mia vita da sempre : uno strano personaggio trasandato, in bicicletta, promettendo mari e monti, si era avvicinato al giovane presentandosi come un Angelo! E' eufemistico dire che fu molto poco gentilmente mandato a "quel paese". Ma il mio percepire fu diverso, capivo che ancora una volta le circostanze mi avevano condotto lì e che quel "qualcuno era lì per dare a me indicazioni su qualcosa da decifrare. Nonostante mancasse del tempo alla fine della rassegna, raccolsi i miei dipinti e tornai alla studio. Passarono alcune settimane e già sul cavalletto potevo ammirare dei dipinti in bianco e nero che prendevano forma, erano d'effetto, appaganti esteticamente, momentaneamente anche molto soddisfacenti.....
Bianco & Nero
E' stato dopo l'estate del 2006, quando ebbi l'occasione di partecipare ad una manifestazione artistica nella mia città, tra gli espositori era presente un giovane pittore con i suoi dipinti in bianco e nero. Per la prima volta nella mia vita restavo perplesso dinanzi a lavori non miei, ammiravo qualcosa che sembrava parlarmi stranamente di futuro, stranamente perchè il figurativo-figurativo, quello fatto col pennellino doppio zero, l'avevo già archiviato da oltre 30 anni ritenendolo una perdita di tempo prezioso, in quanto, gli stessi effetti,sicuramente migliori, possono essere ottenuti col semplice click di una macchina fotografica, eppure...qualcosa di indefinibile mi turbava...ma non riuscivo a capire cosa. Poi, accadde uno di quei fenomeni che accompagnano la mia vita da sempre : uno strano personaggio trasandato, in bicicletta, promettendo mari e monti, si era avvicinato al giovane presentandosi come un Angelo! E' eufemistico dire che fu molto poco gentilmente mandato a "quel paese". Ma il mio percepire fu diverso, capivo che ancora una volta le circostanze mi avevano condotto lì e che quel "qualcuno era lì per dare a me indicazioni su qualcosa da decifrare. Nonostante mancasse del tempo alla fine della rassegna, raccolsi i miei dipinti e tornai alla studio. Passarono alcune settimane e già sul cavalletto potevo ammirare dei dipinti in bianco e nero che prendevano forma, erano d'effetto, appaganti esteticamente, momentaneamente anche molto soddisfacenti.....
2007
Anni 2007
Squarci & Cerniere
.....Già! momentaneamente...infatti dopo qualche giorno incominciai a chiedermi perchè stavo stavo perdendo tempo dipingendo in tal modo, erano belle...sì...ma cosa comunicavano? come avrei potuto presentarle pubblicamente e cosa avrei narrato se non le mie perplessità? Poi gli eventi incalzarono, il dott. Enzo, carissimo amico di pensiero, sicuro di se e dalla grande praticità, con insistenza mi convinse ad inviare una di queste tele a una esposizione a Milano...praticamente aveva avuto ragione, fu un successo. Ciò nonostante i miei dubbi permanevano, anzi si accentuavano. Intanto si avvicinava la data della personale alla fiera dell'arte di Viterbo, mi dividevo tra l'insistenza di Enzo che mi spingeva a tenere in gran conto le ultime creazioni e la mia titubanza dovuta al fatto che con tali dipinti la mia presenza in fiera sarebbe risultata inutile, non avrei saputo narrare, non avrei potuto dare niente di quanto ero solito dare come durante le passate esposizioni. Eppure doveva esserci un motivo per cui mi ero dedicato alla stesura di quei lavori....perchè l'Angelo?...quale il vero fine? Fu un vero colpo di fulmine! Qualcosa che ci procurò una emozione vivissima ed intensa, ancora il dottore sente i brividi accapponargli la pelle....ricordo che mi alzai di scatto dalla poltrona in cui ero assorto ed accasciato ed esclamai a viva voce:" ecco il motivo!... ecco le indicazioni dell'Angelo!! " Avrei portato sì le tele in fiera ma anche un taglierino, le avrei aperte e avrei mostrato a tutti che dietro quella facciata vi era un mondo intero di spiritualità tutto ancora da scoprire! Tagliando proprio lì, a caso o non a caso, sulla parte raffigurante il muro della chiesa sarei entrato assieme a chi era con me nella Casa del Signore, dal bianco e nero saremmo entrati nella gioia e pienezza dei colori con le mille storie che il retrostante pop-informale mi consentiva di poter narrare. E così è stato. Grazie Angelo, chiunque tu sia e ovunque tu sia ora. Perchè la "Cerniera" ? Un'opera artistica, sia essa figurativa o informale, che persegua sì l'intento di essere piacevole nella forma estetica ma principalmente possa essere un' opera d'arte piena di contenuti, capace di trasmettere fiducia ad una umanità in apparenza demotivata e distratta ma in realtà fortemente assetata di spiritualità da prendere e riversare. Il ruolo di un Artista è: - Aprire il mondo dell'anima, dei contenuti, dell'essenza delle cose senza soffermarsi compiaciuti di ciò che al primo impatto riesce ad appagare il solo senso della vista. -Usare la dote di saper riprodurre la realtà soltanto come mezzo di seduzione e non fermarsi a questo come meta finale, ma servirsene per indagare le profondità dell'essere umano. -Un produttore di emozioni è l'anello di congiunzione tra la materia e lo spirito, tra gli uomini è il più prossimo al grande Uno e dal Creatore ha ricevuto il compito di distribuire ai e per i distanti il talento ricevuto: la capacità di vedere in anticipo e poter sintetizzare ciò che generalmente non cade nell'immediatezza dei nostri sensi. La Cerniera vuole essere il tratto di unione tra una breve realtà figurata e le infinite emozioni della spiritualità.
Squarci & Cerniere
.....Già! momentaneamente...infatti dopo qualche giorno incominciai a chiedermi perchè stavo stavo perdendo tempo dipingendo in tal modo, erano belle...sì...ma cosa comunicavano? come avrei potuto presentarle pubblicamente e cosa avrei narrato se non le mie perplessità? Poi gli eventi incalzarono, il dott. Enzo, carissimo amico di pensiero, sicuro di se e dalla grande praticità, con insistenza mi convinse ad inviare una di queste tele a una esposizione a Milano...praticamente aveva avuto ragione, fu un successo. Ciò nonostante i miei dubbi permanevano, anzi si accentuavano. Intanto si avvicinava la data della personale alla fiera dell'arte di Viterbo, mi dividevo tra l'insistenza di Enzo che mi spingeva a tenere in gran conto le ultime creazioni e la mia titubanza dovuta al fatto che con tali dipinti la mia presenza in fiera sarebbe risultata inutile, non avrei saputo narrare, non avrei potuto dare niente di quanto ero solito dare come durante le passate esposizioni. Eppure doveva esserci un motivo per cui mi ero dedicato alla stesura di quei lavori....perchè l'Angelo?...quale il vero fine? Fu un vero colpo di fulmine! Qualcosa che ci procurò una emozione vivissima ed intensa, ancora il dottore sente i brividi accapponargli la pelle....ricordo che mi alzai di scatto dalla poltrona in cui ero assorto ed accasciato ed esclamai a viva voce:" ecco il motivo!... ecco le indicazioni dell'Angelo!! " Avrei portato sì le tele in fiera ma anche un taglierino, le avrei aperte e avrei mostrato a tutti che dietro quella facciata vi era un mondo intero di spiritualità tutto ancora da scoprire! Tagliando proprio lì, a caso o non a caso, sulla parte raffigurante il muro della chiesa sarei entrato assieme a chi era con me nella Casa del Signore, dal bianco e nero saremmo entrati nella gioia e pienezza dei colori con le mille storie che il retrostante pop-informale mi consentiva di poter narrare. E così è stato. Grazie Angelo, chiunque tu sia e ovunque tu sia ora. Perchè la "Cerniera" ? Un'opera artistica, sia essa figurativa o informale, che persegua sì l'intento di essere piacevole nella forma estetica ma principalmente possa essere un' opera d'arte piena di contenuti, capace di trasmettere fiducia ad una umanità in apparenza demotivata e distratta ma in realtà fortemente assetata di spiritualità da prendere e riversare. Il ruolo di un Artista è: - Aprire il mondo dell'anima, dei contenuti, dell'essenza delle cose senza soffermarsi compiaciuti di ciò che al primo impatto riesce ad appagare il solo senso della vista. -Usare la dote di saper riprodurre la realtà soltanto come mezzo di seduzione e non fermarsi a questo come meta finale, ma servirsene per indagare le profondità dell'essere umano. -Un produttore di emozioni è l'anello di congiunzione tra la materia e lo spirito, tra gli uomini è il più prossimo al grande Uno e dal Creatore ha ricevuto il compito di distribuire ai e per i distanti il talento ricevuto: la capacità di vedere in anticipo e poter sintetizzare ciò che generalmente non cade nell'immediatezza dei nostri sensi. La Cerniera vuole essere il tratto di unione tra una breve realtà figurata e le infinite emozioni della spiritualità.
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