Recensioni sul pittore

"...a me pare che di fronte ad una roccia, ad un albero, ad un gruppo di ragazze la sua sensualità, la sua fantasìa trovino un più libero e felice approdo."

Leonardo Sciascia


"Questi paesaggi scaturiti dall'osservazione diretta della natura sono proiettati in un mondo favoloso; e non si riesce sempre a identificare l'espediente tecnico mediante il quale Totò Amico perviene a questo risultato, appunto perchè la mano obbedisce spontanea ad un modo autentico di vedere e di sentire: talora è l'angolo visuale o il taglio prescelto che libera il quadro in una atmosfera incantata, che raccoglie un gruppo di alberi sopra un poggio aereo o li allinea in filari ritmati o apre orizzonti improvvisi oltre la movimentata diagonale di colline; o è la tavolozza che trova accordi meno consueti al nostro occhio stendendo tonalità violacee dal cielo alla terra o incupendo gli azzurri con riflessi verdastri: oppure è la grafìa che scioglie i nodi delle ombre in sottili vibrazioni lineari."

Franco Grasso


"... e accanto a tutto questo, in una dialetticità che si scopre necessaria, c'è la tematica del silenzio. Noi viviamo nel silenzio del fracasso, aveva osservato Sklovskij.
Il tema di Totò Amico è invece il silenzio e la sua significatività, quegli spazi raccolti e chiusi che sono la deliberata alternativa della città, i colori rapidi che gremiscono la superficie, il macerarsi lento ed inesorabile delle cose, il corso lungo della vita, l'albero che allunga il suo ruvido e affaticato tronco per esplodere improvvisamente nella violenta trasparenza di un verde, nella viva ebbrezza delle sue foglie..."

Sebastiano Addamo


"E così è negli alberi che Amico disegna e colora, nella campagna, nelle rocce: la natura sembra si sia appena rischiusa (involgendolo in una vita di radici e di foglie, nodi, schegge, rughe, immemorabili secrezioni e levigazioni) sull'uomo. Per cui poi sembra del tutto ovvio che sui suoi fogli si realizzi come un processo inverso, per cui dalle rughe e dai nodi dell'antico ulivo, del mandorlo, riaffiori il volto umano, confitto nella pena della vecchiaia e nell'antica pena del vivere..."

Leonardo Sciascia


"E le figure umane dei disegni in bianco e nero, le testine di ragazze, le vecchie col loro triangolo di volto che emerge da un cupo sfondo di scialle e d'agonia, sono anch'esse cifre e metafore di questo silenzio che pur impone una sua presenza attiva e indocile, momento di un discorso dove la rabbia ha ceduto il suo posto a un lontano - e rifiutato - ricordo di dolore e di idillio."

Sebastiano Addamo

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Coppietta in '500