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Formazione artistica

Già sorprende come gli inizi dell'impegno artistico di Tabularis siano caratterizzati da una grande passione per le strutture ritmiche e cromatiche di Paul Klee e che solo dopo attenti esercizi di disegno, di colore e di composizione egli sia passato a esplorare la figura, con esiti personali e di valore accertato. Non si tratta però di figurazione come ripresa dal vero, ma di una visione intima della realtà e della forma, per coglierne la risonanza panica, esaltarne, nella sensibilità individuale, l'appartenenza alla natura in un gioco di luce e colore fatto di compenetrazioni luminose. Così non ci sono emergenze volumetriche e l'immagine (una figura, un volto, la tigre, il leopardo) si formano in un flusso di campiture di colori attenuati, pregni di quella solarità che appartiene più alla visionarietà del sogno e di una memoria felice che alla realtà fisica. E, in effetti, la pittura di Tabularis è frutto d’autentica scelta espressiva e comunicativa privilegiata, un 'salva vita', territorio di coltivazione della percezione e di espressione affettiva, oltre che di ricerca, anche, rivolta a esaltare le risonanze sensitive, l'immaginazione poetica, il sogno.
Le strutturazioni cromatiche di Klee erano un geniale studio di composizione, di accostamenti e di ritmi del colore ed esprimevano una volontà di immersione lirica nella musicalità delle variazioni tonali e timbriche, per cui di tanto in tanto tornano ancora, nei racconti figurali di Tabularis, come termini di confronto o come fondali evocativi, non tanto o non solo della figura, quanto, evidentemente, del colore usato quasi per intermittenze luminose che tendono ad alleggerire e a dilatare la percezione e la conoscenza del reale. E in essa si coniugano, sempre più armoniosamente via via che il complesso impianto costruttivo acquista in libertà e sicurezza, memoria oggettiva e commossa partecipazione soggettiva, nostalgia panica, ricordo e desiderio di natura. La visione di Tabularis, quindi, è, insieme, evocazione e rivisitazione atmosferica, illuminata da una memoria solare, felice, di armonia tra ragione e istinto, tra insorgenze oniriche ed esperienze del quotidiano, per luci chiare e sature di tonificante energia positiva.

Giorgio SEGATO, Padova 2000


Volto pagina e sempre guidato dal mio accompagnatore d'eccezione mi trovo tra i vari stand della manifestazione di fronte ad una serie di quadri dalla sintassi originale. Sono di Tabularis, giovane pittore italiano. Si tratta di un giovane di talento che lavora squadrando in un modo tutto suo le tavole su cui inserisce elementi figurali spesso ingranditi (la testa di una tigre, un'aquila di mare, due profili femminili). Sembrano quasi piastrelle maiolicate di qualche tempio di Babilonia (il ricordo va al "Pergamon Museum"): la pittura è nitida, scandita con rigore geometrico, eppure ricca di effetti sia dimamici che di profondità. Con queste sue costruzioni ritmate Tabularis scandisce tutta una lezione che, più che partire dal cubismo, guarda appunto a certi esempi fascinosi di decorazione arcaica.

Paolo RIZZI, Padova 2001

Tematiche

GRAFFITI

I contorni del pomodoro che tutti abbiamo colorato all'asilo, come le righe nelle quali i n un secondo tempo a scuola abbiamo impatrato a contenere il nostro segno in lettere, erano i prodromi dei muri che oggi circondano ed opprimono le nostre esistenze , le linee nere delle scatole nelle quali mestaamente ogni giorno ci spostiamo , il simbolo di quei netti confini che così inutilmente ci dividono in classi razze partiti credenze religioni.

Il segno dei graffiti si ribella a tutto ciò. Esso è profondo, irregolare, non rispetta nessun contenimento, non identifica alcuna idea e non ha forma, confonde ed unisce ogni colore. E' questo per noi il significato universale: "colorando il pomodoro usciamo pure dai contorni! Possiamo farlo tranquillamente o per lo meno crewderci può essere talvolta rilassante, positivo ed aiutarci ad imparare a dipingere anche tutta la nostra vita senza lasciarci imporre inutiloi confini. Non conta se il tracciato è deciso o tremolante, se il segno è marcato o trasparente. Ci sono completamente dentro ed uscendone, alla fine, sul colore di quel mondo resta il segno del percorso intricato, sempre vario ed imprevedibile, dell'esistenza".

COLORFIELD PAINTING

E' un errore pretendere di inventare tutto ed è più onesto, nella funzionalità dell'arte atemporale, non celare le proprie fonti di ispirazione, sebbene sarebbe facile lasciar sospettare, per amore della propria illusione d'originalità, una sorta di ingiustificata relazione, un'assonanza, come facilmente potrebbe essere definita. Lasciar così un dubbio e non doichiarare è un fatto proprio dell'epoca attuale, in cui molti, forse realmente, si illudono o sono addestrati a pretendere e superbamente professare, d'aver creato il nuovo. Non è per contro tipico di chi, convinto, riconosce che ormai ogni suono ed ogni forma sono stati svelati, a conferma della finitezza che ci è propria, quella del nostro genere umano. Conoscenza della tecnica e vero amore, possono comunque, con i dovuti sforzi, consentire ad entrambi (artista e committente) di ripercorrere, in assoluta condivisa lealtà, linee già tracciate ripercorrendo ispirazioni ed intenti, in onestà e sincertità assolute. Spontaneità, semplicità ed immediatezza sono i valori del bambino, che non possono non essere raccolti e nuovamente rappresentati dalla mano adulta di colui che, più o meno consapevole, ha lasciato in se perfettamente intatta la sacra ingenua impronta.

RILIEVI
"Con gli anni le linee dei graffiti tendono ad ingrossarsi e come rughe invecchiano sul quadro della vita in segni precisi, forme e contrasti maggiormente dilatati e rincorrendosi emergono tagli evidenti negli elementi eterni dell'acqua, dell'aria, della terra e del fuoco. Una città osservata dall'alto, appare come enigmatico labirinto, l'ardere del fuoco, il motivo del volo, il ciclico ripetersi degli eventi nel tempo: COLORE. Nient'altro che colore. Anche qui come altrove".

Tecniche

Le tecniche adottate per l'esecuzione sono molteplici e strettamente legate ai differenti materiali adoperati. Dai fondi di gesso e colla di coniglio, alle resine sintetiche, la gamma è assai ampia e ripercorre l'intera tradizione e contemporaneità pittorica. Assai vario anche il tipo di pigmenti adoperati (acrilici, olii, smalti, ossidi, encausto). Secondo i risultato che si è inteso ottenere e l'utilizzo finale dell'opera (interno - esterno). Legno pressato, supporti plastici, lamiera, vetro, plexiglass, MDF, sono preferiti a cartone, tela, carta nella convinzione che l'opera debba essere innanzitutto dotata di una sua decisa consistenza materiale e d a una solida presenza spaziale. Ciò consente realizzazioni modulari, anche di notevoli dimensioni, commissionate come veri e propri "elementi architettonici" da esterno.