Poesie di Floriana
Amico mio,
compagno di vita.
Ho bisogno di te.
Mi dai tanto.
Tu parli.
Sono felice quando
Rispondi al mio richiamo.
Sei tenero.
Mi sento egoista
A volerti vicino,
anche quando non vuoi.
Sai,
sono solo un essere umano,
tu sei più di me.
Sarai un ricordo intramontabile.
Grazie, amico mio.
Mio dolce gatto nero.
Desidero che tu mi sorprenda ogni giorno.
Voglio abitare nel tuo cuore.
Essere il tuo sole nei giorni che verranno.
Che il tuo sguardo, guardando la mia figura,
sia sempre lo stesso.
Vorrei essere la pioggia,
che fa sbocciare i fiori
e che spegnerà il buio dei tuoi momenti.
Voglio riempire i tuoi occhi,
d’emozioni, quando ti dirò:
che ancora ti amo e,
abbracciami sempre dicendo
che anche tu mi ami.
Vittani Floriana
Il concerto è finito.
Nel buio del teatro i ricordi affollano la mia mente…
Sono nato in braccio a mia madre
a mio padre
al violino.
Ho passato la mia infanzia
piangendo
per un diesis o un bemolle.
Sorridendo per un concerto,
esaltandomi per i “capricci”,
divertendomi sul palco.
Ai miei giochi scatenati
non ho rinunciato,
tra un ottavo, un mezzo, un tre quarti.
Ho iniziato l’adolescenza
Con un intero,
tagliandomi le dita sulle corde,
vibrando il mio corpo,
studiando la quarta corda,
sognando
un “Guarnieri del Gesù”,
uno “Stradivari”,
diventando violinista
in terra straniera.
Ora, emigrante,
dove il mare
non si vede,
il sole
non si vede,
continuo a suonare
pensando all’Italia,
al mare, al sole
della mia Liguria che,
par poco o nulla
ma,
quando sei lontano…
è grande, immensa
come il mio cuore,
gonfio
di nostalgia e malato d’affetto.
Penso.
Sempre.
Alla mia famiglia
che amo
In ogni nota che suono.
Malinconia davanti allo spettacolo
Autunnale del vento,
che strappa
senza pietà,
le ultime foglie ingiallite
dei rami brulli e spogli
degli alberi,
e le strapazza.
Le sbatte di qua e di là,
sulle sue ali
le torce,
le porta lontano,
le consuma!
Questi alberi siamo noi,
che vediamo i nostri sogni,
i nostri pensieri,
le nostre speranze,
sparire all’orizzonte,
disperdersi lontano,
in balìa di una forza potente.
E’ triste,
ma giusto.
La vita non sarebbe vita
Se non fosse fatta
Di gioie che nascono,
e muoiono,
per lasciare il posto ad altre.
‘’ Dovrò ritrovare me stessa
tentando di cogliere
quello che la notte, mi sfuggirà.
Quel mondo che al mattino,
nel ricordo,
mi si presenterà,
completo,
intero,
presente,
mentre quello della veglia
mi apparirà sempre più
frammentato,
feroce
nutrito di tradimento
che si ripeterà all’infinito.’’
Avevo preso in considerazione
La mia morte
Pensando ai miei figli,
ma non sopporto
che uno di loro
mi abbia preceduto.
Non lo accetto e mi chiedo:
perché?
Una madre che ha perso un figlio.
Ogni uomo in momenti di sconforto,
di pianto,
rievoca le gioie passate
e ne trae un motivo
di nuova gioia,
di speranza.
Sembra che il ricordo,
incorruttibile dal tempo
e sempre vivo,
dia alla vita,
in quel momento ,
un contenuto nuovo
e ringiovanisca lo spirito.
I ricordi sono l’uomo,
e più ricordi affollano la sua memoria,
più ha vissuto agendo,
amando,
godendo e soffrendo.
I ricordi sono tutto quello che di più bello,
di più dolce,
di più intimo,
corona la vita di un uomo.
I ricordo fa dimenticare il presente,
Le sue amarezze,
e se ciò
avviene
anche soltanto per un attimo,
l’uomo si sente sollevato
affrontando
con più coraggio
la vita.
Cerco il tuo sguardo e non lo trovo
Chissà cosa stai facendo adesso
-Mio grande amore-
Mi fissavi- rapito- stupito
Nessuna figura negli specchi
Nessun’alba furtiva
nessuna carezza lenta dalla mia mano
nessuna coccola
Come farò senza la tua presenza
in questa casa muta
amico di cui non posso stare senza
Riempivi il mio cuore
-Il mio cuore-
Continuo a chiamarti con la mente
Si muove una tenda
è soltanto il vento
Eri solo un gatto
-Un gatto nero-
Come vorrei accarezzarti
sedermi ancora con te al sole
sentire il dolce velluto del tuo muso
-Ti chiamano bestia-
Hai vissuto con me
-sulle ginocchia-
nei miei giorni smarriti
Ti abbraccerò
scriverò il tuo nome nei miei ricordi
Ulisse
ormai libero dagli affanni
della sofferenza
tolto ai dolori che ti struggevano
-il mio atto d’amore finale-
Intreccio colori
Cammino a spirale
Mi torco l’anima
Perché poeta?
Genio e follia
Il poeta è il sogno
Il pianto del’uomo
Creo l’amore
invento la vita
soffro nelle mani vuote
vinco col pianto
il freddo del silenzio
Scopro il rosso del sangue
e il bianco
perché poeta
vedo la morte
l’uomo
il sospiro
il buio
Il poeta è paura
perché nel sogno scolorato
fa nascere la poesia
Solo- nella notte-

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