Cronistoria
1977
COLORE IMPREGNATO DI RICORDI ROMANTICI
Siamo andati Cargioli ed io a trovare Delsoldato nel suo studio di via Bologna.
Il soggiorno,caldo ed accogliente, antichizzato da mobili di pregiata fattura, ospita alle pareti numerosi quadri del pittore spezzino, tra i quali spicca un omaggio a a Monet, opera di Delsoldato stesso. Innamoratissimo dell'Impressionismo, dal movimento francese ha tratto lo stimolo emozionale per i suoi dipinti, immagini di natura calma, riposante e sincera.
Preziosi i bozzetti(Delsoldato ne ha un'infinità, segno sicuro d'attiva partecipazione, di voler dipingere, di godere attimi incessanti con tele e colori e pennelli) adagiati come sono nella bellezza serena e rasserenatrice di verdi pianure, di sottoboschi,di rivoli ancheggianti di mare e d'aerate campiture.
Il colore è sempre ben dosato ed equilibrato, mai invadente, colore tonale impregnato di ricordi romantici e palpitanti e per questo vivi ed edificanti.
Non si riscontra nei lavori di Delsoldato velatura di mestizia, si contatta il sapore gradevole dei tepori primaverili, quasi di fanciullezza sempre presente, non impregnata delle soffocanti palpitazioni dell'oggi più attuale.
Guardando questi dipinti, a prescindere dal valore tecnico e pittorico esistenti e quindi dalla loro validità intrinseca pur con le sue incertezze e smagliature (chi è perfetto) ci sentiamo subito attratti dalla facilità di lettura anche per l'abito di modestia di cui sono vestiti che individua tra l'altro il temperamento emotivo del pittore con il quale ci palesa questo suo afflato romantico, ci narra la storia tranquilla con amore e bontà.
L'esistenza estetica e l'attitudine morale pongono Delsoldato nella tradizione impressionista, ma più vicino a noi, in quella toscana e sono da considerarsi pertanto come basi di partenza. Il discorso pittorico racchiude invece un suo personalismo identificato non tanto nel tratto grafico, quanto nella tonalità del colore e nella sua stesura fatta di piccole pennellate in vibrazione affettiva per la natura che scioglie sulla tela, quella natura amica ansiosa di silenzi, di echi varii, di non dissimilata poesia.
Abbiamo fatto il giro di tutte le pareti, abbiamo visto tutto, Delsoldato ci ha palesato le sue ansie e i suoi timori; siamo usciti,sereni nel sereno investiti da una leggera brezza e dai raggi del sole ancora un saluto forse dall'atmosfera limpida che ci ha appena lasciati prima di essere avvinti dalla sempiterna magia della sera.
(dalla mostra personale alla galleria "La Sprugola" 1977) Franco Ortis
1979
Romano Delsoldato è certamente un pittore di verità, non soltanto nei soggetti che ci propone ma, anche, nel modo di operare: egli infatti - armato di cavalletto e pennelli - percorre le contrade del nostro paesaggio alla ricerca di spunti inediti, convinto che anche nella nostra era la natura abbia ancora molto da offrire all'uomo.
Dipingere all'aria aperta, alla luce del sole, è dunque per Delsoldato il modo migliore per cogliere il vero aspetto di quello che ci stà attorno, rispecchiando con fedeltà il tono dei colori, il gioco di luci ed ombre, la poesia della natura. Così l'ombrosa quiete d'un bosco, il leggero stormire dei pioppi sulla riva del fiume, il profumato silenzio d'un giardino adorno di giaggioli, una siepe di biancospino fiorito, hanno il sapore d'una gioiosa scoperta. Così un paese antico fatto di vie lastricate e di case di pietra segnate dal tempo, una sperduta pieve cinta di cipressi, un muro al limitar dei campi, un sentiero sassoso, si fondono nella natura come le note d'una sola armonia.
Paolo Bassani La Spezia 16-12-1979
1979 - Collettiva di pittura - 1° edizione del premio nazionale di pittura figurativa "Il paesaggio nell'arte" U.S. Landini Lerici
1980
"Amo la natura e tutto ciò che è in essa. Quando dipingo vado alla ricerca degli angoli più remoti, delle vedute più suggestive..."
Così scrive, parlando di sè, Romano Delsoldato: parole schiette e semplici che ci permettono di cogliere il nucleo della vocazione e dell'ispirazione di questo sensibilissimo interprete del paesaggio.
Romano Delsoldato non dipinge nel chiuso di uno studio, ma all'aria libera, a contatto diretto con gli alberi, i fiori, il cielo, il mare, il vento, i greti sassosi dei torenti, i sentieri pieni di sole, la pace raccolta dei borghi della sua terra. Nessun virtuosismo quindi, nessun artificio nel suo linguaggio, ma soltanto immediatezza sorretta da un vigile senso della coerenza artistica.
Ci troviamo di fronte ad un autentico "poeta" che fatica con instancabile vitalità ed ardente passione creativa per far sua la bellezza del mondo.
Il suo "verismo" che forse sarebbe meglio chiamare "realismo magico" pur nella sua concisa aderenza agli innumerevoli e mutevoli aspetti del creato, nasce da un sentito bisogno di sincerità che è, al tempo stesso, sofferta conquista interiore: di qui, nei suoi dipinti, un'efficacissima sintesi d'osservazione realistica e d'emozione pacata, un commento lirico del mistero abbagliante dell'universo.
Ecco perchè i suoi paesaggi, densi d'afflato spirituale, si fanno trepida meraviglia, diventano la voce più segreta e profonda delle cose, hanno una vibrazione cromatica intrisa di dolcezza e di stupefatto silenzio: quel silenzio in cui si riverbera, anche nella raffigurazione dei più umili aspetti della natura, lo struggente senso dell'infinito che alberga nell'anima d'ogni vero artista.
Dallo sfumato accordo delle linee, dei volumi e dei colori si sprigiona la nitida presenza di un semplicità estatica e casta, e la poesia zampilla con un flusso lento e continuo in una melodia delicata e sommessa che avvince e consola.
Forse, fra decenni, in questa nostra impietosa epoca dell'obsolescenza, moltissima pittura - che fa pompa di sè nelle troppe mostre tenute in piedi dall'industria pubblicitaria e dalla velleità del succeso ad ogni costo - sarà stinta ed estinta, ma i paesaggi di Romano Delsoldato continueranno, sempre più vivi, a testimoniare che l'essenza più pura dell'arte trova la sua genesi nella sincerità e chiarezza interiore.
Messina, 9 ottobre 1980 prof. Giuseppe Sciarrone
1981
La pittura di Romano Delsoldato, rispettando i canoni più rigorosi degli impressionisti, non ha certo bisogno di didascalie.
Permane sempre nella sua pennellata, ora larga ora minuta, policroma e brillante, quel messaggio di trepidante passione che lega l'uomo al mondo che lo circonda ed alle cose.
Un pittore, quindi, che vive in un naturale convincimento del bello per fermare nella tela l'estasi del momento vissuto con la gioia serena dell'umile sentire.
I suoi quadri, paesaggi, nature morte, fiori, sono sempre permeati da una luminosa compostezza che raggiunge a volte limiti eccellenti.
Per questo, a mio avviso, di Delsoldato si può dire che egli è un pittore vivo, ma soprattutto un buon pittore.
Rocco Màlato Firenze 28-09-1981
1981 - 7° Edizione del premio internazionale di pittura, scultura,grafica "S. Croce" Galleria d'arte "Il Cenacolo" Firenze 28/3 - 5/4
1981 - Rassegna culturale galleria d'arte moderna "L'OLMO" Collettiva di primavera - La Spezia 28/3 - 9/4
1981 - 6° mostra mondiale d'arte contemporanea "Città di Crescentino" Vercelli - 12/4 - 26/4
Premiato con targa "Città di S. Salvador"
1981 - Collettiva di primavera - Centro prospettive d'arte "L'Indice" La Spezia - 4/4 -16/4
1981 - 1° mostra arti figurative CRAL TMI La Spezia
1981 - 1° concorso di pittura estemporanea "Da Lerici alle 5 terre" Centro prospettive d'arte "L'Indice" La Spezia 29/6 - 10/7
Premiato con 1° premio ex-aequo
1981 - 9° concorso nazionale di pittura "La Quercia d'oro" Quercia di Aulla (MS)
1981 - 2° premio "Città di Torbole" Torbole sul garda (TN) 27/8 - 6/9
1981 - Conferimento del "Premio Europeo Parigi 81" 4/10/1981
1982
Si è detto, giustamente, per Romano Delsoldato, della sua adesione diretta e senza riserve all'impressionismo, ma si fa presto a parlare d'impressionismo oggi, quasi che non fossero passati più di cento anni da quando un gruppo di "refuses" dai "salons" ufficiali si riuniva in problematiche e avventurose esposizioni e da quando un piccolo quadro, "impression, soleil couchant" dava il battesimo all'inizio della storia moderna dell'arte, segnava la fine delle secolari certezze dell'illusione razionale: il progetto, il disegno, il chiaroscuro, il colorito. Il nuovo credo diveniva allora il vero naturale, la visione dell'occhio, abbagliato dalla bellezza della natura, ma lucido percettore dei fenomeni colti nel loro farsi, nel loro essere e mutare.
Ripercorrere e continuare quella strada così come fa Delsoldato oggi pone una serie di problemi e di nuovi confronti che devono essere necessariamente considerati.
A fronte, infatti, della libertà compositiva, dell'impetuoso tuffarsi nel verde e nell'azzurro del plein-air, non vi sono certo più regole accademiche tiranneggianti e neppure committenze borghesi che prediligono rappresentazioni storiche o allegoriche. Non è quindi, ad una realtà culturale retriva o ad un mercato reazionario, che si risolve questo bisogno di Delsoldato di cantare tutta la poesia che sale dagli umori della terra amica dell'uomo. Ma neppure è l'estasi nella beatitudine dell'eremita, della fuga in un mondo dorato di pace e armonia.
I problemi della società di cui l'artista vive e di cui si fa testimone, le istanze di cui si fa interprete, i pericoli di cui si fa spesso inascoltato anticipatore, sono cambiati ma non diminuiti.
Delsoldato, come uomo e artista che vive profondamente calato nel suo tempo, sa che tutto oggi è questione di scelte; non scegliere è anch'esso un atteggiamento politico in quanto non permette in ogni caso un'assenza di relazione provocando una serie di conseguenze automatiche inevitabili. Da qui la coscienza del significato di ogni atto e di ogni inerzia, dell'interdizione della casualità e dell'indifferenza.
La natura di Delsoldato non è una formula, non una sostanza in provetta isolabile dal circostante; stà indissolubilmente di fronte all'urbano, è maestra di vita di fronte ai falsi profeti del consumo elettronico, e tremolanti appigli delle scalate al sistema, è momento di ritrovo dell'essenza dell'essere in sè di fronte agli sdoppiamenti e alla dispersione nell'indifferenziato e nel massificante contemporaneo.
Non solo dunque Delsoldato è cosciente della vera natura del suo operare, ma ne conosce e valuta la portata, l'importanza. Questa coscienza si trasferisce interamente nella sua pittura che si rivela con il corrispondente spessore culturale e la consapevolezza storica dati da una esperienza giocata nel vivo dei rapporti uomo-ambiente, cardine delle possibilità future di gettare nuove basi di sopravvivenza basate sull'ordine ecologico, sull'equilibrio protetto delle risorse della natura, oppure su strade senza uscita in cui può incamminarsi la scelleratezza e la mancanza di scrupoli dell'uomo contemporaneo.
Una pittura non fine a se stessa dunque, questa di Delsoldato, che ammonisce senza pronunciare sermoni, offrendo invece al pubblico lo spettacolo miracoloso dei colori sfavillanti del cielo, della acque, degli alberi di una natura felice in cui sia bello vivere.
Francesco Benedetto Rossi giugno 1983
1982
Premiato con terzo premio
1982 - 2° mostra di pittura e grafica - CRAL TMI La Spezia 11/6 - 19/6
1982 -10° Edizione concorso nazionale "La Quercia d'oro" Quercia di Aulla (MS) 4/7/1982
1982 - Mostra collettiva galleria "La salamandra" (SP) 1/9 - 12/9
1982 - 1° rassegna arti visive Centro d'arte "La Salamandra" La Spezia 2/10 - 10/10
Premiato con 2°premio, targa e diploma di merito
1982 - Rassegna Nazionale di pittura, grafica e naif. Galleria d'arte "La Contemporanea" C/so Buenos-Aires 46/A Genova 9/10 - 19/10
Premiato con medaglia d'argento
1982 - 9° edizione del premio internazionale di pittura, scultura e grafica "IL CENACOLO" Firenze 21/11 - 28/11
Segnalato con diploma e targa
1982 - Mostra collettiva di Natale. Centro prospettive d'arte "L'INDICE" La Spezia 20/12 - 8/01/1983
1983
Premio speciale per l'impressionismo.
1983 - 3° mostra collettiva di pittura, grafica e poesia CRAL TMI La Spezia giugno 1983
1983 - 1° estemporanea ed esposizione nel rione, comune di S. Stefano di Magra (SP) 31/7/1983
Premiato con 1° premio assoluto
1983 - 1° edizione gran premio di pittura, poesia, grafica e scultura "LA LIZZA D'ORO 83" Marina di Carrara 25/9/83
Premiato con 7° premio, targa e diploma.
1983 - 5° edizione del premio internazionale di pittura "Castagna d'argento 83" Palazzo Berghini - Sarzana 19/11 - 27/11
Premiato con il 2° premio per la sezione "paesaggistica"
1983 - 2° rassegna arti visive - centro d'arte "LA SALAMANDRA" La Spezia 17/9 -1/10
Premiato con il 2° premio per l'impressionismo con targa e diploma.
1983
Mazzi di fiori
ti guardano.
Paesaggi
che tu non pensavi.
Ed ora li vedi.
Par che ti giunga
il mormorio
dell'acqua
che accarezza le barche,
poste lì
in attesa.
Vi è un silenzio,
una pace.
Nessun rombo
tu senti
vicino e lontano.
Quadri...
Vi guardo vorrei
sognare.
A Romano Delsoldato un ammiratore dei suoi quadri
Dott. Leonardo Zucchini 2/6/1983
1984
1984 - Collettiva dei vincitori del XII concorso nazionale di pittura "La quercia d'oro" Galleria d'arte moderna "L'OLMO" 8/20/settembre
1984 - 4° mostra collettiva di pittura, grafica e poesia - CRAL TMI La Spezia sala Dante 23/30 giugno
1984 - XII concorso nazionale di pittura "La Quercia D'Oro" - Estemporanea di pittura sul tem "Paesaggio, vita e lavoro" 10/giugno Quercia di Aulla (MS)
Assegnato il 1° premio ex-aequo
1984 - "Estate dei rioni 84" S. Stefano Magra 2° premio di pittura estemporanea "S. Stefano e i suoi colori"29/7/84
assegnato il 3° premio ex-aequo
1984 - 3° edizione del premio internazionale di pittura "Città di Bagnone 4/15 agosto - teatro comunale, Bagnone circolo culturale "G. Fantoni Lunigiana" 2° classificato per la sezione "figurativo classico" - premiato con coppa.
1985
Magnificenza cromatica in ogni soggetto. In questo modo si evidenzia la pittura di questo artista poderoso che stendendo il colore con grande libertà, violenta lo spazio per fissare le splendide immagini di paesaggi, fiori e marine.
Artista dal solido mestiere, Delsoldato interpreta il vero con grande libertà, generando composizioni di notevole equilibrio compositivo e vibranti per la magia del colore.
Fiori che nascono dal nulla, girasoli di incredibile bellezza, composizioni fantastiche nelle quali l'elemento naturale è risolto nella massa cromatica. In questa stupenda girandola di mezze tinte, di rossi improvvisi , di verdi esuberanti ogni soggetto trova la sua esatta collocazione, assorbendo i colori intorno e inserendosi nel tessuto pittorico del quadro con perfetta sintesi.
Gli alberi, i prati, le case, tutto questo nel rispetto di una lettura che è per noi tradizione estetica di valore incalcolabile e Delsoldato si riallaccia a questo modulo dilatando i confini del tradurre, per interpretare con la forza dei sentimenti lo splendore delle cose.
Cieli tempestosi e immensi sereni, alberi rigogliosi e piangenti scheletri autunnali, ogni cosa letta con scrupolo e un'attenta ricerca formale e coloristica che diviene arte quando Delsoldato libera la sua pennellata nel ritmo stupendo delle foglie al vento.
Un'artista quindi personalissimo in ogni manifestazione, sempre attento nel filtrare la mutevolezza degli eventi con una sensibilità affinata dal lungo lavoro.
Bruno Cosignani 29/05/1985
1986
Uno dei temi comuni alle tele del pittore Delsoldato, forse il leit-motiv delle sue opere, è rappresentato da quella serenità (espressiva) che, lungi dal costituire un limite, ci aiuta a capire il fascino della sua pittura.
Essa nasce non tanto dai temi rappresentati magistralmente, quanto dalle tonalità del colore, che ha il pregio di essere "rasserenante", senza mai sconfinare nell'opaco.
Graziella Carlini
1986 - 1° rassegna d'arte città di Viareggio "omaggio al carnevale di Viareggio" - sala d'arte europa 2000 13/2 - 23/2
Premiato con coppa - 2° premio per la pittura
1986 - Circolo culturale "G. Fantoni" collettiva di primavera 86 13/27 aprile La Spezia
1986 - Mostra di pittura estemporanea "Dipingi piazza Brin" in occasione del 1° centenario della costituzione della parrocchia di N.S. della Salute (1886-1986) 1° giugno
1986 - 7° premio internazionale di pittura "Castagna d'argento" 12/12 - 19/12 Auditorium di Sarzana
Premio speciale con coppa.
1987
I lavori di Romano Delsoldato sono un inno alla semplicità del vivere, una sfida all'artificio ed alle elucubrazioni intellettualoidi. Egli ama la pittura "en plein-air" degli impressionisti e, infatti,i suoi paesaggi nascono tutti da un contatto con la natura, vissuta intensamente ed intensamente contemplata, per poterla poi trasfondere sulla tela con sentimento panico della vita. Le sue e ariose e vibranti atmosfere, intrise di luce solare, esaltano la serenità di un mondo dove non ha spazio il facile gioco o la corriva costruzione. Artista eccellente, Delsoldato ha saputo cogliere la lezione dei grandi maestri e, con tenace ed assiduo lavoro di scavo della materia trattata, ha raggiunto una professionalità che gli permette di trasfigurare il reale in accenti di suggestiva liricità. Notevoli quindi, i suoi paesaggi, ma anche le composizioni floreali, che denotano conoscenza del colore ed acuta sensibilità inventiva.
Oreste Burroni
1987 - Collettiva di pittura "Collettiva di primavera" Circolo Culturale G.Fantoni Lunigiana 7/3 - 27/3
1987 - 1° estemporanea di pittura "Maestro Ruffini Pietro" indetto dal Circolo culturale "G.Fantoni Lunigiana" - Comano - 29/30 agosto
Premiato con il 2° premio acquisto.
1987 - 4° edizione premio di pittura "Foglia d'oro 87" Circolo culturale G. Fantoni Lunigiana 3/10 - 17/10 La Spezia
1988
ROMANO DELSOLDATO
Il colore è pulito, il tutto squisitamente ordinato e con una soluzione pittorica smagliante. La composizione è di una spazialità impressionista notevole e, anche per Romano, la forma assai rispettosa del concetto pittorico è espressa con rara disinvoltura. Opere paesaggistiche, dunque, di realismo pittorico ben costruito e di calibrata e giudiziosa essenza formale.
Dal servizio televisivo di Franco Ortis trasmesso il 28 ottobre 1985 da Teleliguria Sud
1988 - 2° incontro d'arte in Versilia 1988 - Omaggio al carnevale di Viareggio, patrocinato dal Park Hotel Lido di Camaiore 13/2 - 28/2
Premiato con coppa - 2° premio assoluto per la pittura. N° di catalogo gigarte GA 32461 "fiori" rappresentato a lato.
1990
I colori ad olio e i chiaroscuri costituiscono la base della sostanza pittorica e le sue tele si inquadrano nell'ambito di un gusto di ispirazione propria, seppure sottilmente legata alla tecnica manieristica dei pittori impressionisti francesi.
Inoltre l'artista si esprime con intensità nel motivo decorativo floreale. I suoi dipinti nella realtà naturalistica portano questo particolare genere di pittura a livello di forma d'arte completa.
Nelle composizioni di Delsoldato il realismo diventa poesia nel momento in cui raffinate tonalità (in particolare freddi veri e ocre gialle) si intrecciano in un gioco di reciproche corrispondenze.
2000
LA SPEZIA 5/2 - 17/2
Mentre mi avvio al centro culturale "G. Fantoni Lunigiana" per filmare l'opera di Romano Delsoldato, penso a com'è ora la sua pittura. Sono anni infatti, che non vedo i quadri del pittore spezzino fin dai tempi che dirigevo, con Franco Levi, la galleria "La Sprugola". Gli addetti al settore artistico e i simpatizzanti dell'arte sanno di che cosa tratto.
Delsoldato è un impressionista ed è difficile cambiare, cercare quelle nuove vie che sono il Cubismo, l'Astrattismo, l'Informale, l'arte Pop ecc. Insomma quei sacri legami dell'arte del mondo moderno prima, e ora contemporanei.
La città è piuttosto silente oggi, martedi 15 febbraio in piazza Brin, ed una causa di ciò è lo sciopero dei mezzi pubblici, anche se qui passano soltanto gli autobus che provengono da Pegazzano e da Rebocco e quindi se c'è rumore, c'è, ma trattenuto.
In piazza Brin la bella fontana, pare pavoneggiarsi e la chiesa domina sulla piazza tetragona, nella sua romanità.
Entro al Fantoni e mi vengono incontro le opere di Delsoldato e il pittore stesso. E' come pensavo: Romano Delsoldato è e rimarrà, a mio parere impressionista. Un impressionismo procace, plastico, dominato dai colori che contrastando, creano quelle ombre che rendono più volumetrica l'opera. Questo comportamento cromatico è di vitale importanza nei dipinti di Romano, anche se non assoluto.
La scoperta della luce per gli impressionisti fu importante come per il Brunelleschi la scoperta della prospettiva. Chi poteva supporre in quel lontano tempo umanistico, che in una pochezza lineare formativa erano gli estremi di una rivoluzione artistica che soggiogò letteralmente pittori e scienziati.
Qui in Delsoldato, lo spessore cromatico è marchiato dal colore che dà forma che trascende la realtà, che acquista dolcezza e bellezza per gli effetti luministici cui Delsoldato si abbandona.Il colore tende più alle terre ma l'impasto è comunque multiforme, la lettura è immediata anche se non facile. Del resto la difficoltà di recepire una forma che spii e scovi la realtà che appare come non è, è la stessa difficoltà che si impadronì di critici famosi come Robert Gordon e Andrev Forge davanti al "Le Dèjeuner sur l'erbe" di Claude Monet; forse perchè il primo dipinto eseguito dal maestro sul tema, era frammentario, mentre la seconda opera del 1866 anche se in formato più piccolo, contiene quella grandiosità propria del nuovo che sa eccitare e sa anche stupire.
Un'ardita messa in scena cromatica impressionista dunque, che ritroviamo in Delsoldato nei suoi alberi, nella sua terra, nelle acque, nei rivi, nelle cose, elementi che determinano freschi paesaggi, che si consolidano nelle sfumature proprie della luce, quasi immobili nella loro ricercata essenza del profondo che stimola l'osservatore, che allena occhio e mente alle variabilità cromatiche che celano sempre un quid di misterioso.
Sincero amico della vera realtà dunque, forse interpretata dalla fantasia e da una sua creatività, Delsoldato dipinge episodi di vedute e vita "en plain air" tanto amate dagli impressionisti e per noi attenti lettori assai affascinanti.
Flobert, a proposito del romanticismo, si era lasciato andare ad una definizione come mera natura e mero sogno; qui in Delsoldato la natura e i sogni romantici si fondono con una lieve prevalenza del primo. La vera irrealtà è sogno, quello stesso che anima i dipinti di Chagall e del simbolismo in generale. Delsoldato è più tetragono nei riguardi del suo vero. La natura ispira e il pittore ne respira gli aliti che interpretati in forme e colori danno così luogo alle sue vedute, ai suoi fiori e alle sue nature morte, contrassegnato il tutto con quella che è stata ed è tuttora la saggezza del trattato impressionista.
Ad onore del vero, comunque, non è detto che Delsoldato sia proprio impressionista. L'impressionismo è francese non c'è dubbio. E' fiorito nel 1870 quando l'Italia dichiarava o stava per dichiarare la propria indipendenza, ma prima dell'impressionismo in Italia nasceva la pittura macchiaiola. La pittura della campagna, anch'essa "en pain air". G. Fattori primo fra tutti, Segantini, Silvestro Lega, una pittura questa nostrana nata sotto i migliori auspici per far sorridere, far stare lieti. Per fare un esempio di date, quando De Tivori scoprì a Parigi nel 1855 la pittura di Barbizon, Renoir aveva 14 anni. Il primo gruppo macchiaiolo era più vecchio di 10 anni di quello impressionista. Ecco perchè non si può dire che Delsoldato non si sia rifatto a questa pittura.. Dal sud francese, da Aix-en-Provence di Cesanne, dalla provenza, dalla Bretania al centro dell'Italia dunque in quella Maremma contadina accarezzata dal sole, piena di vita di suoni e di canti. In questa bellissima nostra Toscana ricca d'umori sereni dell'umile lavoro della terra, delle sconfinate praterie.
I quadri di Romano Delsoldato ritraggono dal vero questa terra di nobili tradizioni e il colore affonda nei luoghi il suo piglio terroso. La visione è meno ampia, meno dilatata nello spazio di quella macchiaiola quindi più costretta dai primi piani più affollati di natura, mentre l'uomo figura assai poco, al contrario della pittura di macchia dove la figura era quasi sempre presente. "il salto delle pecore" del Fattori e "La visita" di Silvestro Lega ci insegnano.
A monte di tutto ciò, Delsoldato con i suoi colori a volte accesi a volte smorzati, esprime l'intimo essenziale di questo mondo; e sebbene il linguaggio non sia nuovo, quale linguaggio è ora nuovo, da Derain in poi tutto è ripetitivo.
Il lavoro di Delsoldato non è certamente visitato dalla noia, da una sequenza disaccattivante dei valori umani. Questi quadri di Delsoldato con i suoi colori cupi di ombre e di rasserenanti solazioni, innescono delicati trapassi cromatici, individuano una sensibilità di osservazione e una natura divinica poetizzazione. Non c'è intenzione metafisica, c'è un'individualizzazione di purezza formale con la quale il misterioso della natura, effonde il suo tessuto cromatico.
Ecco ancora, allora, un lieto vibrare d'atmosfere, che tende a risolversi in concetto luminoso che rivela nel suo substrato un quid emotivo che si bilancia tra orizzonti e non in assoluta libertà che si estende nella sua esemplare semplicità.
Semplice, ma di una sottile eleganza, l'opera di Delsoldato che stà con un concetto di lirica poesia nel lirismo della traduzione più esemplare. La sua opera, dà esempio di un valido rapporto tra mano e mente che riescono a trascrivere sulla tela umori suggestivi della natura con l'abile invenzione di un uso mai distaccato del colore, che vivifica ombre, luci fiori, foglie, alberi, erbe che assumono certezze naturali attraverso la sensibilità coloristica che vi emerge.
E' strano, ma la pittura di macchia oppure d'impressione, arriva allo sconcerto, sembrerebbe quasi che l'artista che la propone come gia fu per Monet, volesse anche dipingere l'aria, più che creare atmosfera.
La forma comunque riesce a fondersi con gli elementi che la compongono, leggi disegno, leggi ombre, leggi luci e altra inventiva paesaggistica con quell'indefinito non finito che sa accarezzare poi la sua bellezza.
Esco dal Fantoni, e mi immergo nuovamente nella città, ritrovo ovviamente piazza Brin, ritrovo il suo parco e la sua bella fontana. E' una splendida giornata di metà febbraio e c'è nell'aria gia un quid di primavera. Vorrei soffermarmi un pò sui miei pensieri, su uno specialmente che bussa continuamente per dirmi che il tempo vola; Piazza Brin è qui a dirmi che tutto è come tanti anni fa, ma è bugiarda; osservo intorno la gente che va e che viene e sorrido, soltanto ieri io e voi eravamo dei bambini.
prof. Franco Ortis
2002
2002 - Estemporanea di pittura "Colori della Lunigiana 2002" Circolo culturale "G.Fantoni Lunigiana"
...Delsoldato con i suoi colori a volte accesi a volte smorzati, esprime l'intimo esistenziale di questo mondo; e sebbene il linguaggio non sia nuovo, quale linguaggio è ora nuovo, da Derain in poi tutto è ripetitivo.
Semplice, ma di una sottile eleganza, l'opera di Delsoldato che stà con un concetto di lirica poesia nel lirismo della traduzione più esmplare. La sua opera, dà esempio di un valido rapporto tra mano e mente che riescono a trascrivere sulla tela umori suggestivi della natura con l'abile invenzione di un uso mai distaccato del colore,che vivifica ombre, luci, fiori, foglie , alberi, erbe che assumono certezze naturali attraverso la sensibilità coloristica che vi emerge...
Da una presentazione televisiva del prof. Franco Ortis
Italy