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Review Dr. Francesca Mariotti
PATRIZIA TESTONI, aka Patrizioni emotions, in a moment Patrizia Testoni, Patrizioni as he loves to sign, in her search to herself and, searching, is in a thousand emotions and facets of which 'capable. He followed his passion and gave free rein to his desire to express himself, to externalize, to "pull out" his soul. The Art and the 'congenial and self-taught which', explores and becomes "author" following quell'indole creative belongs. Graphic works and paintings on paper and canvas, crayon, pencil and oil, with subjects and emotions that convey a restless mind and attentive to the world and its strengths and weaknesses. Important issues of sensitivity 'social, war and children (Dreaming "), love and life in the poor places in the world (" The Blue "), the femininity' more 'feel, but also the nature, laughing or stormy, quiet or distorted, it often becomes an expression of our IO more 'secret. And so' born 'THE Marina ", sunny and pointless, but also" bent shaft ", tilted and twisted by the wind and weather, and indomitable strong against every storm. Tele where the blue of the sea and sky are torn by colorful boats or tangled branches gray and white, black and green of the trees, which launches Patrizioni brushstrokes on the canvas with endless and repeated, almost overcome by a fit of painting "vangoghiano." When he paints Patrizioni turns and, freed of contingent events, enter into another dimension, beyond time and space in which often feels forced, free herself and how much more 'deep he touched . "hears" and instilled in signs and colors his world of hopes, loves, disappointments, joys, memories and moments of which his "wonder child" is still capable of. paints so 'with a rapidity' and an unusual fervor , to capture the fleeting and transient impression in the light and air, to communicate and to externalize what 'that his mind is experiencing. emotions that result in equivalent painting with light through color. signs and strokes that are intensifying in the later works, as in "THE Viale," or "The Trees", in which the artist's research shows particular attention to the lights and shadows in a dream vision of space, alienating colors, but recognizable and true in the references. spaces and places that are made quickly and kept together, through dark and light, signs and movements of the brush, because '"Everything changes, even if the stone" in the words of Claude Monet. Patrizioni and' so 'that shows, changing and complex, full of emotions and feelings, sensitive and strong with his own sensibility. 'In painting has found a way to communicate his impetuosity and emotional, more and more', becomes expressive figure through it. Dr. Francesca Mariotti
Scritta il 08/11/2012 alle ore 08:41
RECENSIONE LILLO TURCO
RECENSIONE LILLO TURCO
RECENSIONE LILLO TURCO La pittura di Patrizioni è un'arte personale che scaturisce dalla profondità del suo animo a contatto con tutto ciò che la circonda, alimentando le sue stesse passioni e restituendo all'osservatore le emozioni che lei prova in prima persona.
Le varie opere dell'artista emiliana formano tante sinfonie, che nel loro intrecciarsi producono una sorprendente musica di colori, musica che sostituisce alle note dei colpi di pennello capaci di armonizzarsi nella rete di un linguaggio figurativo unitario, che sembra crescere a poco a poco di fronte ai nostri occhi avidi d'immagini.
La Natura è raffigurata in chiave romantica: le diverse sequenze visive proiettate sulla tela rappresentano infatti altrettanti correlativi oggettivi di emozioni personali. In questo senso Patrizioni condivide l'assunto del pittore inglese John Constable, secondo il quale la "pittura non è altra parola che sentimento".
"La Natura non è un mondo a parte, ma una parte di noi. Siamo immersi in questo cosmo e finiremo in mezzo alla natura, che è colore, vita. Gli stessi alberi parlano!”.
Ne “Il viale”, una tra le opere più interessanti, la Patrizioni mette su tela un viale alberato in aperta campagna: alberi con foglie gialle e grigie, una visione contrassegnata da freschezza, luce e colori. Il tocco del pennello leggero e delicato delinea in maniera semplice ma incisiva i minimi dettagli.
Come racconta l’artista stessa: “era il 2 di Novembre e gli alberi avevano ancora delle bellissime foglie verdi che mi entusiasmavano solo a guardarle, nonostante questo non sono riuscita a usare quei colori. Sembrava che il pennello avesse già deciso di usare altri colori, diversi da quelli reali”.
In “Bosco autunnale” l’artista mette in primo piano quattro grandi alberi che hanno già perduto le foglie, ma conservano nonostante il “letargo” la propria vitalità. Patrizioni scrive: “L'aria era fresca, tipica dell'autunno, soffiava il vento , e i tre alberi davanti alla mia finestra ondeggiavano e le foglie assumevano quel colore marrone bruciato che segna la fine del loro ciclo vitale eppure mi sentivo viva e frizzante...
Del resto non capisco la natura: si prepara a dormire, eppure tutt'intorno si riempie di vita e colore!”.
“In Pineta” troviamo in primo piano due maestosi pini marittimi; sullo sfondo, un uomo e una donna circondati e quasi sopraffatti dalla meraviglia di fronte alla straordinaria bellezza della natura. Luci, colori, ombre e sfumature sono ben bilanciati. Ricorda tanto gli artisti naif che si distinguono per il loro istinto e originalità, senza seguire i dettami tecnici o “filosofici” delle espressioni artistiche del “momento”.
Patrizioni ancora scrive: “La natura, il pino, l'odore della salsedine che si sente in pineta, mi riempiono il cuore di entusiasmo, di vitalità, come se pregustassi già l'imminente vista dell'azzurro del mare, quest'energia vitale che ci regala la natura senza chiederci nulla in cambio, se non un po di rispetto”.
Questa attenzione alla natura ha una valenza fortemente ecologista che si contrappone alla nostra attuale situazione, dove una ingiustificabile conflittualità tra natura e mondo metropolitano mortifica l’intrinseca esigenza di libertà e spazio.
In "L'Albero piegato" una raffica repentina di vento tenta di sopraffare l’indomita pianta che resiste e vive contro ogni avversità climatica.
In “Volo di gabbiani” e in “Volo di gabbiani 2” è evidente l’influenza vangoghiana, colori accesi rivelano un campo di grano maturo pronto per il raccolto, con gabbiani al posto dei paradigmatici corvi, e il mare azzurro dello sfondo, che con la sua limpida freddezza cromatica si contrappone ai cieli cupi e burrascosi del famosissimo pittore olandese.
Un’altra tematica importantissima è la guerra, posta in relazione con l’infanzia. Ciò si evince nel dipinto “Sognando”, dove, sotto un cielo plumbeo, un bambino innocentemente si svaga con un aeroplanino giocattolo, senza rendersi conto della distruzione che è proprio davanti ai suoi occhi.
L’aria rarefatta e satura è raffigurata dai colori, giallo, nero e marrone ben sfumati, le figure sono solo sagome nere quasi a suggerire la condizione permanente di lutto e dolore che una guerra comporta.
Ne“Il colore blu” la tematica trattata è quella (implicita) della fame del mondo. Nella lontana Africa una donna di colore tiene sulle spalle il suo bambino, mentre beve da un recipiente.
Nell’artista emiliana troviamo un’autentica attenzione ai variegati temi sociali, alla guerra, ai bambini, alla natura, in un intreccio di luci ed ombre, colori e sfumature che rendono il mondo artistico di Patrizioni particolarmente suggestivo.
Lillo Turco
Link: facebook Patrizia Testoni (Patrizioni)
Scritta il 26/10/2012 alle ore 08:52
IL PIOPPO E LA LUNA THE POPLAR AND THE MOON
Link: www.artexxisecolo.com
Scritta il 26/10/2012 alle ore 08:40
Link: www.artexxisecolo.com
PROFILO ALDO MARIA PERO
Molti artisti, spesso senza proclami, hanno trasformato la propria esistenza in una vera e propria milizia artistica: si pensi, per fare un solo esempio, a Vincent van Gogh, che non seppe mai distinguere esattamente il sentiero della vita da quello dell'arte e la cui massima preoccupazione nei periodi trascorsi in ospedale era la garanzia di poter continuare a dipingere. Non sono peraltro mancati molti fatui personaggi che hanno preteso di essere artisti per il solo fatto di collezionare stramberie. Ai due estremi di questo orizzonte si collocano personalità che, pur avendo molto "costruito" la propria vita pubblica, erano genî autentici come Salvador Dalí ed altri per i quali l'arte è una componente indispensabile del loro spirito e che vivono momenti di straordinaria rarefazione in virtù dell'improvviso insorgere dell'ispirazione che li trascina davanti alla tela. Come accade a Patrizia Testoni, una donna il cui spirito vibra quando si sente in sintonia con la natura, che con assidua applicazione dipinge avvertendone la forza misteriosa che sostanzia le campagne, i declivi, gli alberi, i cieli, gli uccelli raminghi, lontani fra le nubi o nella pienezza del meriggio estivo. Una pittrice che sa imprimere una sua interpretazione alla deserta presenza umana, allorché raffigura casolari ed abitazioni in atmosfere sulle quali incombono ignote presenze. Un'artista che è capace di dialogare con la luna annullando gli spazi siderei per catturare l'astro notturno o per conferirgli un rosso e minaccioso aspetto, come se gli echi della terra vi si rifugiassero ed il sangue di mille ingiustizie colorasse gli orizzonti notturni. Non è più la luna di «Saffo divina dai crini di viola» cantata da Alceo o la pallida luna, testimone delle sventure umane, rimirata insieme alle «vaghe stelle dell'Orsa» dal giovane Leopardi nei cieli di Recanati. È una luna greve, carica di simboli, immagine di tutti i tremori dell'esistere.
La rossa luna di Patrizia Testoni è soprattutto la conferma che il suo modo di dipingere erratico, istintivo e per questa ragione prezioso, sta accentuando il processo di progressiva personalizzazione da un semplice approdo di carattere impressionistico ad una sempre più significativa meditazione, che indirizza le risorse dell'artista verso mete di carattere espressionistico non prive di interessanti evasioni tra il metafisico e il surrealistico. Mi pare addirittura di poter affermare che dall'inizio di quest'anno, da La casa di Rosa in poi, l'insieme dei fattori che rendono possibile l'opera d'arte –invenzione, tecnica e stile- siano in Patrizia notevolmente maturati, tanto da far prevedere nel prossimo futuro altri significativi e maggiori frutti.
Scritta il 19/10/2012 alle ore 05:58
Link: www.artexxisecolo.com
7 CONCORSO D'ARTE ANIME COLORATE POTETE TROVARLO ANCHE SU FACEBOOK
Scritta il 17/10/2012 alle ore 11:00
Link: www.animecolorate.it
Video www.arsvalue.com
PROFILO DI ALDO MARIA PERO
Molti artisti, spesso senza proclami, hanno trasformato la propria esistenza in una vera e propria milizia artistica: si pensi, per fare un solo esempio, a Vincent van Gogh, che non seppe mai distinguere esattamente il sentiero della vita da quello dell'arte e la cui massima preoccupazione nei periodi trascorsi in ospedale era la garanzia di poter continuare a dipingere. Non sono peraltro mancati molti fatui personaggi che hanno preteso di essere artisti per il solo fatto di collezionare stramberie. Ai due estremi di questo orizzonte si collocano personalità che, pur avendo molto "costruito" la propria vita pubblica, erano genî autentici come Salvador Dalí ed altri per i quali l'arte è una componente indispensabile del loro spirito e che vivono momenti di straordinaria rarefazione in virtù dell'improvviso insorgere dell'ispirazione che li trascina davanti alla tela. Come accade a Patrizia Testoni, una donna il cui spirito vibra quando si sente in sintonia con la natura, che con assidua applicazione dipinge avvertendone la forza misteriosa che sostanzia le campagne, i declivi, gli alberi, i cieli, gli uccelli raminghi, lontani fra le nubi o nella pienezza del meriggio estivo. Una pittrice che sa imprimere una sua interpretazione alla deserta presenza umana, allorché raffigura casolari ed abitazioni in atmosfere sulle quali incombono ignote presenze. Un'artista che è capace di dialogare con la luna annullando gli spazi siderei per catturare l'astro notturno o per conferirgli un rosso e minaccioso aspetto, come se gli echi della terra vi si rifugiassero ed il sangue di mille ingiustizie colorasse gli orizzonti notturni. Non è più la luna di «Saffo divina dai crini di viola» cantata da Alceo o la pallida luna, testimone delle sventure umane, rimirata insieme alle «vaghe stelle dell'Orsa» dal giovane Leopardi nei cieli di Recanati. È una luna greve, carica di simboli, immagine di tutti i tremori dell'esistere.
La rossa luna di Patrizia Testoni è soprattutto la conferma che il suo modo di dipingere erratico, istintivo e per questa ragione prezioso, sta accentuando il processo di progressiva personalizzazione da un semplice approdo di carattere impressionistico ad una sempre più significativa meditazione, che indirizza le risorse dell'artista verso mete di carattere espressionistico non prive di interessanti evasioni tra il metafisico e il surrealistico. Mi pare addirittura di poter affermare che dall'inizio di quest'anno, da La casa di Rosa in poi, l'insieme dei fattori che rendono possibile l'opera d'arte –invenzione, tecnica e stile- siano in Patrizia notevolmente maturati, tanto da far prevedere nel prossimo futuro altri significativi e maggiori frutti.
Link: www.artedelxxisecolo.com
Scritta il 08/08/2012 alle ore 09:27
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PROFILO DI ALDO MARIA PERO
Molti artisti, spesso senza proclami, hanno trasformato la propria esistenza in una vera e propria milizia artistica: si pensi, per fare un solo esempio, a Vincent van Gogh, che non seppe mai distinguere esattamente il sentiero della vita da quello dell'arte e la cui massima preoccupazione nei periodi trascorsi in ospedale era la garanzia di poter continuare a dipingere. Non sono peraltro mancati molti fatui personaggi che hanno preteso di essere artisti per il solo fatto di collezionare stramberie. Ai due estremi di questo orizzonte si collocano personalità che, pur avendo molto "costruito" la propria vita pubblica, erano genî autentici come Salvador Dalí ed altri per i quali l'arte è una componente indispensabile del loro spirito e che vivono momenti di straordinaria rarefazione in virtù dell'improvviso insorgere dell'ispirazione che li trascina davanti alla tela. Come accade a Patrizia Testoni, una donna il cui spirito vibra quando si sente in sintonia con la natura, che con assidua applicazione dipinge avvertendone la forza misteriosa che sostanzia le campagne, i declivi, gli alberi, i cieli, gli uccelli raminghi, lontani fra le nubi o nella pienezza del meriggio estivo. Una pittrice che sa imprimere una sua interpretazione alla deserta presenza umana, allorché raffigura casolari ed abitazioni in atmosfere sulle quali incombono ignote presenze. Un'artista che è capace di dialogare con la luna annullando gli spazi siderei per catturare l'astro notturno o per conferirgli un rosso e minaccioso aspetto, come se gli echi della terra vi si rifugiassero ed il sangue di mille ingiustizie colorasse gli orizzonti notturni. Non è più la luna di «Saffo divina dai crini di viola» cantata da Alceo o la pallida luna, testimone delle sventure umane, rimirata insieme alle «vaghe stelle dell'Orsa» dal giovane Leopardi nei cieli di Recanati. È una luna greve, carica di simboli, immagine di tutti i tremori dell'esistere.
La rossa luna di Patrizia Testoni è soprattutto la conferma che il suo modo di dipingere erratico, istintivo e per questa ragione prezioso, sta accentuando il processo di progressiva personalizzazione da un semplice approdo di carattere impressionistico ad una sempre più significativa meditazione, che indirizza le risorse dell'artista verso mete di carattere espressionistico non prive di interessanti evasioni tra il metafisico e il surrealistico. Mi pare addirittura di poter affermare che dall'inizio di quest'anno, da La casa di Rosa in poi, l'insieme dei fattori che rendono possibile l'opera d'arte –invenzione, tecnica e stile- siano in Patrizia notevolmente maturati, tanto da far prevedere nel prossimo futuro altri significativi e maggiori frutti.
Scritta il 01/08/2012 alle ore 12:38
Link: www.artedelxxisecolo.com
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