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<title>RSS News by Massimo Casagrande</title>
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<description>Tutte le ultime notizie dal mondo dell'arte dell'artista Massimo Casagrande. Scopri biografia opere e altro su www.gigarte.com/massimocasagrande.</description>
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<title>RSS News by Massimo Casagrande</title>
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            <title>Miguel Angel Cuevas intervista Massimo Casagrande</title>
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            <description>&lt;IMG border="0" src="http://www.gigarte.com/thumbs.php&#63;filename&#61;news/gigarte_news_2729.jpg&amp;size&#61;150&amp;side&#61;w" alt="Miguel Angel Cuevas intervista Massimo Casagrande"/&gt;Scritta Lunedi 1 Febbraio 2010 alle 09:23  Parlando con Massimo Casagrande  Siviglia 22 giugno 2009Con Massimo Casagrande ci siamo conosciuti nel 2004 soltanto cinque anni fa in ragione di una mostra da lui organizzata in Veneto a CittadellaPadova. Avevo gia visto alcuni suoi dipinti alla Galleria Artenvielfalt di Monaco di Baviera. Ne ero rimasto colpito. Poi incontrando lartista parlando con lui condividendo qualche serata direi eccessiva mi e sembrato subito che ci conoscessimo da una vita. Ho scritto su di lui un raccontino scherzoso; vi si legge appunto tra gli scherzi: Il midollo e dipinto: il segreto delle forme si nasconde nel loro non essere forme soltanto materia argilla logorata persino le mani sporche che la dipingono diventano anchesse materia del dipinto. Come se avvicinassi molto al muro lobiettivo della macchina fotografica: cancelli i limiti e il muro la forma sparisce vedi solo particelle sabbia impasto orme di umidita macchie sostanza informe dove locchio si smarrisce. E quei semicerchi oscuri che si aprono su ambo i lati? Una resa al capriccio della forma che comunque ogni tanto riappare. Ma se guardi lo spazio chiaro che delimitano quelle mezze lune anziche guardare la loro oscurita cosa vedi? Non ti ostinare: unorma schietta dumidita imperscrutabile. Mi scuserete lautocitazione; ma volevo ecco partire da qui da queste orme schiette imperscrutabili.M.A.C: Oltre alla memoria di tuo padre pittore la tua formazione si e attuata in parte come una volta accadeva lavorando nella bottega di un maestro affreschista Mario Filippin. Alcuni critici hanno appunto affermato che i tuoi dipinti significhino una sorta di trasferimento su legno su tela della tecnica dellaffresco. Ma non voglio chiederti soltanto di questioni tecniche: vorrei mi parlassi dellidea di muro: luogo deputato dellincontro tra la materia e la forma.M.C.: Grande Mario ora non ce piu e preferirei non parlarne Certo in quel periodo alcuni critici hanno etichettato i mie lavori come degli affreschi contemporanei ma non credo tanto per la resa estetica cercavo in tutti i modi di imitare lazione distruttrice del tempo pittosto per la velocita di esecuzione. In quel periodo usavo la vetroresina ed i tempi di lavorazione sono molto veloci e come sullaffresco non puoi permetterti di sbagliare. Il muro bella domanda Chiusura soffocamento prigione grida buio ma anche sfida insomma lo voglio giuM.A.C.: Ecco anche questa potrebbe intitolarsi come alcune pagine scritte da Antoni Tapies Conversazione sul muro. A proposito: a volte la critica ti ha dichiarato seguace ideale del maestro catalano. Ti chiederei pero di parlare un po in modo piu generale sulleredita dellinformalismo nella tua pittura.M.C.: Beh forse seguace ideale non proprio lo ammiro e diciamo che le opere del maestro sicuramente mi eccitano e mi fanno restare senza respiro. Sensazione Stupenda Per quanto riguarda linformale lo condivido nel suo totale. Amo la sfida con la materia metterci le mani dentro cercare di plasmarla per poi riuscirci a volte e adoro pure la definizione piu intelettuale del termine ignorare ogni forma di accademismo.Credo che sia importantissimo studiare le tecniche ma lo spirito deve essere tuo solo tuo E anche vero che farsi spazio in questo mondo senza aver fatto laccademia o aver leccato il culo di qualcuno non e assolutamente facile. Solo quelli forti ci riescono eh eh ehM.A.C.: Cambiando argomento ma ci torneremo volevo domandarti sulle tue incursioni nei territori del concettuale: Una performance ed una installazione: Sugar free e Ho lavato i panni sporchi. Credo che anche qui tu abbia cercato loriginalita nel vero senso del termine cioe nel senso etimologico: originalita quale ricerca delle origini. Nella fattispecie i panni sporchi non piu sporchi anzi freschi di bucato rimandano nella mia interpretazione a due dei capostipiti dellarte novecentesca Malevich e Duchamp al suprematismo e al ready made al bianco su bianco e ai cessi capovolti anche in senso metaforico.M.C.: Da qualche anno sto sperimentando azioni concettuali che apparentemente si discostano dallopera pittorica. In realta sono contigui. Ogni opera o ciclo che realizzo esprimono fin dallinizio l intento di voler sopprimere il marcio il dolore la negativita. Nella video performance Sugar Free lazione stava nella manipolazione del potere verso i piu deboli mentre in Ho lavato i panni sporchi latto e da considerarsi come pentimento volonta di ricominciare anche dopo aver commesso degli errori. Io sbaglio un sacco di volteM.A.C.: Non fuor di metafora anzi entrando nei luoghi altri nei luoghi eteronimi che il concettuale convoca: entriamo nei recessi del potere. Raccontaci un po della tua storia con Armani durante la tua installazione di Via Montenapoleone.M.C.: Ooh che bella giornata quella. Mi avevano commissionato uninstallazione al n.2 di Via Montenapoleone lo staff di Armani adiacente allo spazio ha ritenuto lopera troppo esagerata disturbava limmagine del brand e me lhanno gettata in un sotto scala e non capisco perche. Era solo uno stendi biancheria con delle calze appese ed un paio di mutande a terra. NereM.A.C.: Forse tutto cio che chiamiamo spirito non e che il movimiento della materia ebbe a scrivere Malevich. Tu hai insistito sulla dimensione consolatoria che vuoi dare alle tue proposte espressive; ne parli ogni volta che si presenta loccasione: siamo stati feriti siamo feriti anzi ma non vogliamo piu guardare le nostre piaghe finiremo col leccarcele e non guariremmo mai. Cerchiamo di entrare nel dopo cerchiamo di salvare noi stessi. Lultimo ciclo della tua opera lhai intitolato appunto Interventi.M.C.: Si Pretendo che questi Interventi anche se i piu li chiamano ferite e non e cosi siano un trampolino un mezzo per raggiungere percezioni piu lontane. Con cio voglio dire che in questo ciclo limmagine non deve essere considerata come un pretesto il cui ruolo si limita a sostenere componenti plastici e quindi porti il fruitore dinanzi ad una visione epigrafica ma deve essere osservata come possibile salvezza.M.A.C.: Una volta ho presentato una tua mostra a Padova: dicevo allora che nei tuoi dipinti fai vedere lincavo la matrice della larva. Facevo riferimento alla grande ricerca umana e artistica del piu alto tra gli scultori del Novecento il basco Jorge Oteiza. Nelle sue opere anche poetiche il vuoto e tuttaltro che vacuita: e spazio costruito per la sanazione rifugio non svuotamento ma disseppellimento. Ecco che torniamo alle forme che non sono piu alla materia forma di se stessa: ecco superato il divario tra il materiale e lo spirituale. Mi pare che le tue nuove proposte abbiano molto a che vedere con tutto cio che tu abbia proprio voce in capitolo.M.C. Condivido pienamente caro Miguel togliamo il superfluo a cosa serve Ed e un onore per me che tu abbia percepito questo dalle mie opere. Al tempo presentavo Prestigio delle rovine che si avvicina molto alla poetica di Otezia il grande Oteiza ho i brividi e sai cosa ti dico me li godo tutti. Finiamo qui vaM.A.C.: Finiamo. &lt;div style="clear: both;"&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:23:29 +0100</pubDate>
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