Biografia

Formazione artistica

Maria Galiana Sopelsa è nata a Venezia il primo giugno 1933. Nasce in una famiglia dove sia i genitori che i fratelli coltivano ogni ambito dell’esperienza artistica, dalla musica alla scultura. I due fratelli maggiori, Pierluigi e Luciano sono pittori e scultori valenti e di fama riconosciuta non solo in Italia ed è con loro che Liana elabora le sue prime esperienze di mosaico. Si è diplomata presso l'istituto d' Arte a Venezia. Promettente violinista, negli anni prima del matrimonio ha modo di lavorare soprattutto con Luciano alla preparazione di grandi opere musive marmoree.
Nel 1960 si sposa con Ambrogio Castiglioni e si trasferisce a Varese. Ha quattro figli, Marilina, Lucia, Urbano e Igor.
Nei primi anni '80, a seguito della morte del proprio figlio minore si dedica al volontariato, ma il suo amore per l'Arte e il bisogno viscerale di aiutare i bambini la conducono a sperimentare la musica quale strumento di ausilio per l’handicap mentale e inducono Liana a fondare una associazione dedicata all’aiuto alle famiglie e all’integrazione dei bambini con handicap nella società. Questa impresa, che l’ha costretta a sobbarcarsi a fatiche indicibili, fisiche, intellettuali ed economiche, nella realizzazione di molte attività a favore di bambini Down della provincia di Varese, si è tristemente arenata per mancato riscontro negli Enti preposti, che non hanno saputo cogliere l'opportunità che veniva loro offerta di dotare la città di una struttura di alto spessore umanitario e culturale.

Dal momento in cui il peso della propria famiglia si è allentato, Liana ha preso a lavorare a tempo pieno e con una smania irrefrenabile alla produzione artistica che da sempre è stata la sua vera vocazione.
Ha partecipato a importanti manifestazioni artistiche e ha esposto in numerose gallerie nazionali con mostre personali. Le sue opera si trovano in collezioni private e pubbliche sia in Italia che all'estero. Diverse altre opere le sono state commissionate da privati.
Da evidenziare ancora l'opera di volontariato che presta agli insegnanti del centro di formazione per disabili, facendo registrare una entusiastica partecipazione all’apprendimento delle tecniche musive da applicare ai giovani frequentatori del centro; e l’attività di insegnamento ad adulti e bambini nel proprio atelier, effettuata grazie all’interessamento della associazione Sharazade che si occupa in Varese di promozione e integrazione culturale.

Ma al di là di queste attività più o meno sporadiche, conta mettere a fuoco il suo incessante, febbrile impegno nell'attività musiva, l'atto creativo che la coinvolge e la travolge dando un senso ad ogni sua giornata. Il suo disegno, così vivo e vibrante, conferisce fascino ai mosaici, la scelta dei colori e l’accostamento tonale delle tessere esprimono una sensibilità delicata. Il tutto è in grado di infondere in noi che li guardiamo un senso di tranquillità, la stessa che essa ritrova e, soprattutto, ha imparato a comunicare dopo anni di ricerca e lavoro, donandola poi a noi attraverso le sue felicissime creazioni. Liana Sopelsa sa infatti trovare le forme e le tessere più adatte per mostrarci i colori della sua anima.