Biografia

Quell’eclettico nomadismo culturale

L’eterno divenire dell’arte, tra scenari futuribili e crocevia d’incontri, porta ad una circolazione di talenti attraverso l’Europa.
Conosciamo così Alexandra Maciac, in arte solo Maciac, come tutti i giovani “cittadina del mondo”. Ha già conquistato una sua cifra stilistica, tra ritratto femminile e universo delle galassie.
Nulla che assomigli ad un mero esercizio estetico, bensì una forte accensione emotiva che accoglie e fonde tecnica, idee e cuore.
Libera espressione della sua creatività, i ritratti vivono in un’invenzione coloristica che accende timbri vivaci nella pienezza dell’immagine. Una caratterizzazione, la sua che viene enfatizzata dalla ricerca continua nella costruzione pittorica per una resa d’effetto, per cui il forte impatto visivo consente collegamenti sul versante esistenziale.
Le atmosfere suscitate dai personaggi femminili sono interrogazioni sul vivere in un’inquietudine visiva che la forte preponderanza del colore induce.
L’artista conosce a fondo il suo tempo; la sua ritrattistica è riconducibile ai desideri,
alle rappresentazioni spettacolari, all’immagine protagonista in un chiaroscuro di vicende giovani, glamour e forse di allusività problematiche. La nera collana drammaticamente tra i denti o il volto ombreggiato, nascosto dall’ampio cappello sono fatti per aprirsi un varco tra segreti e tormenti al di là del magnetismo spettacolare, quasi teatralizzato da accenti molto intensi, con lo sguardo “che impone domande”, come dice lei stessa.
Il genere “ritratto” si presta comunque sempre a veicolarsi in una serie di “Autoritratti”, tanto i soggetti si offrono in sintonia anche fisica con l’artista.
Tra figurazione e astrazione si può verificare in lei quell’eclettico nomadismo culturale, che caratterizza la stagione artistica del nostro tempo.
Fabrizia Buzio Negri

Formazione artistica

Elenco mostre e pubblicazioni dell’artista


*settembre 2010 - in collaborazione con l’associazione Amref ,l’evento di beneficienza
"Mille calci al Pallone per l'Africa" ,”Artiste e Attrici contro Puppe e Secchioni”,Napoli,
confermato con foto nella rivista "Di Tutto"
* Settembre 2010 - Premio Costa Smeralda, primo premio execque
* Ottobre 2010- Biennale Internazionale di Lecce,Castelo Carlo V di Lecce
* Ottobre 2010-Biennale Internazionale di Ravarino
*Dicembre 2010
-Premiazione al Premio Internazionale Messina Città D'Arte,preso la sede del Comune Messina
-Premiazione al Concorso Satura Prize, Associazione Culturale Satura,Genova.
-Expo Officine ,Bologna .
-Natale in Arte,preso la Galleria “Il Tempio” Palermo.

* Gennaio 2011 ,Galleria “Immagini Spazio Arte” Cremona

* Febbraio 2011 , Mostra Milano
*Marzo 2011 , Fiera D’Arte Forli
*Premiazione con il Trofeo “ Guglielmo II” per maggiore distinzione nell’anno 2010,da parte del Assessorato alla Cultura del Comune di Monreale con la collaborazione dell’Associazione Artistica “Il Tempio” di Palermo ed il Museo Civico d’Arte Moderna “Giuseppe Sciortino”, premiazione che avra luogo il 23 aprile 2011 presso la Sala Consiliare del Comune di Monreale (Palermo)
In concomitanza una mostra colletiva preso il Museo Civico d’Arte Moderna “Giuseppe Sciortino” .
*Ottobre ,Fiera D’Arte Agrigento

Tematiche

Quell’eclettico nomadismo culturale

L’eterno divenire dell’arte, tra scenari futuribili e crocevia d’incontri, porta ad una circolazione di talenti attraverso l’Europa.
Conosciamo così Alexandra Maciac, in arte solo Maciac, come tutti i giovani “cittadina del mondo”. Ha già conquistato una sua cifra stilistica, tra ritratto femminile e universo delle galassie.
Nulla che assomigli ad un mero esercizio estetico, bensì una forte accensione emotiva che accoglie e fonde tecnica, idee e cuore.
Libera espressione della sua creatività, i ritratti vivono in un’invenzione coloristica che accende timbri vivaci nella pienezza dell’immagine. Una caratterizzazione, la sua che viene enfatizzata dalla ricerca continua nella costruzione pittorica per una resa d’effetto, per cui il forte impatto visivo consente collegamenti sul versante esistenziale.
Le atmosfere suscitate dai personaggi femminili sono interrogazioni sul vivere in un’inquietudine visiva che la forte preponderanza del colore induce.
L’artista conosce a fondo il suo tempo; la sua ritrattistica è riconducibile ai desideri,
alle rappresentazioni spettacolari, all’immagine protagonista in un chiaroscuro di vicende giovani, glamour e forse di allusività problematiche. La nera collana drammaticamente tra i denti o il volto ombreggiato, nascosto dall’ampio cappello sono fatti per aprirsi un varco tra segreti e tormenti al di là del magnetismo spettacolare, quasi teatralizzato da accenti molto intensi, con lo sguardo “che impone domande”, come dice lei stessa.
Il genere “ritratto” si presta comunque sempre a veicolarsi in una serie di “Autoritratti”, tanto i soggetti si offrono in sintonia anche fisica con l’artista.
Tra figurazione e astrazione si può verificare in lei quell’eclettico nomadismo culturale, che caratterizza la stagione artistica del nostro tempo.
Fabrizia Buzio Negri

Tecniche

olio su tela

Bibliografia

Maciac Alexandra
“il personaggio, la ritrattistica”
Cenno critico di Franco Bulfarini
Non di rado accade che i commentatori d’arte nel presentare un lavoro artistico non ne colgano la reale portata, in quanto troppo attenti a soffermare l’ attenzione sull’evoluzione dell’artista, sulle mostre od eventi che lo hanno visto partecipe, sulle gallerie che ne hanno sostenuto il lavoro, sui grandi critici che ne hanno parlato, come se questo elemento fosse determinante più del prodotto artistico in se, ovvero delle opere e della loro qualità reale. La Rumena Alexandra Maciac classe 1987 non può essere valutata per il suo percorso, pure presente e già significativo, ma per il suo lavoro e per il suo talento. A soli 24 anni, si può dire che siamo di fronte ad un personaggio che ha piena consapevolezza dei propri mezzi, sia tecnici che espressivi. La pittura contemporanea come del resto è successo nel passato e sempre accadrà, esplica significato nel momento in cui riesce a cogliere le valenze del tempo vigente e spesso è demandato ai posteri comprendere chi maggiormente è stato coerente con quel periodo, cogliendone gli aspetti salienti nella propria dimensione artistica. Chi produce arte deve prima di tutto assumere posizione di astante di fronte ad uno specchio e soffermarsi in silenzio per un attimo, quello che basta per comprendersi, analizzarsi esternamente ma ancor più interiormente. A ben vedere è questo che Alexandra fa quanto realizza ritratti ed autoritratti: Ella si scruta e nello scrutarsi esprime il sentimento contemporaneo, comprende il proprio tempo o il nuovo che avanza in un confrontarsi instancabile e ripetuto con la propria sostanza emotiva interiore. Anche i luoghi del nostro peregrinare e scrutare il mondo arricchiscono di consapevolezza del presente, ed allora perché non notare che Alexandra Maciac a circa diciotto anni ha deciso di trasferirsi dalla storica città Rumena di Costanza, città portuale anticamente in mano romana col nome di “Tomis”. Da questo luogo d’arte e cultura baciato dal Mar Nero Alexandra ha spiccato il volo proprio per sezionare il mondo, per comprenderlo, e si è avviata verso un’altra città di mare che parla al mondo: “Venezia”. Questo luogo è certamente un’osservatorio privilegiato ove ogni giorno si vive cultura globale, soprattutto nel campo artistico, con la sua biennale d’arte e di cinema e con il suo carnevale, con le sue gallerie ed i suoi musei e con i mille eventi di taratura internazionale, cosa potrebbe volere di oltre e di meglio una giovane artista. Lei dotata ed apprezzata per la sua arte fin da bambina non ha avuto esitazioni. In lei è sempre stata presente quell’energia interiore propria di chi vuole vivere con libertà il proprio esistere, e potersi esprimere nel mondo ed al mondo. Per spiccare il volo ed apprendere la difficile arte di volare occorre lasciare il nido, per quanto piacevole ed accogliente possa essere. Ma chi ha il coraggio di farlo, chi ha il coraggio di rompere gli indugi, ha maggiori possibilità di apprendere in fretta e raggiungere i propri obiettivi. La ritrattistica su cui mi soffermerò in questo commento che non ha pretesa di completezza, ma vuole essere spunto per ulteriori indagine ed approfondimenti, anche in considerazione di una produzione ben più vasta ed articolata, come ha dimostrato l’artista stessa con le opere presentate alla recente “Biennale internazionale d’arte tenutasi a Ravarino Mo” (Nov. 2010), mi appare momento non marginale anzi, aspetto saliente del suo costrutto artistico, rendendone efficacemente la peculiare dimensione concettuale. Il ritratto è meta ambita e privilegiata per ogni artista, proprio per le difficoltà di doversi confrontare con l’animo umano nostro o di chi rappresentiamo. Leggersi dentro, non è semplice, ed il fatto che Alexandra realizzi ritratti ed autoritratti di grandi dimensioni, con una disinvoltura straordinaria è certo elemento di non poco conto nel considerare la portata del suo lavoro. Opera con una disinvoltura radiosa stupisce per bravura e capacità introspettiva. L’artista in fondo deve saper intuire il sentimento del tempo, lo stile ha valore se si fa interprete di un’epoca ed al contempo è ben riconoscibile e soggettivato alla perfezione. Alexandra Maciac vive l’arte come vive la vita lei è i suoi ritratti, in essi esplora la propria condizione di donna contemporanea, con le fasi alterne del quotidiano. Come Lei stessa dice “cerco di dipingerli con tocco leggero e delicato, quasi a definire l'aspetto più fragile, enigmatico, sensuale della personalità femminile”. Ecco emergere da queste parole un’altro dato che ci offre un’ulteriore chiave di lettura: “ dipinge visi femminili ”. La nostra epoca vive ogni giorno il riscatto della donna, certo non senza difficoltà ed arretramenti o sconfitte, ma è un dato di fatto che oggi la donna, quanto meno nelle società occidentali è affrancata da una sudditanza millenaria ed è determinante come non mai per la crescita e l’evoluzione della società. In fondo Alexandra, esprime questa consapevolezza, questo dato di fatto.Intende vivere d’arte e perseguire con convinzione il proprio destino. Tutti i ritratti che ho avuto occasione di ammirare recano incarnati delicati quasi diafani ove emerge l’attenzione introspettiva rara e preziosa che l’artista riesce ad esprimere ed a cogliere ovvero la determinazione, la passione, la seduzione, la femminilità all’ennesima potenza. Oggi l’arte è sentire il proprio tempo e questo, il tempo dell’affermazione personale di cui i media si fanno veicolo; Come potrebbe l’artista non cogliere tutto ciò. Questi ritratti o autoritratti: l’attesa, il dubbio, pensiero delicato, pensiero profondo, fascino,stupore, già dal titolo denunciano il postulato, la premessa indispensabile al progetto, la “condicio sine qua non”, ovvero la definire il femminile come centrale elemento di speculazione, poiché valore essenziale nel nostro tempo. Come “l’Attesa” ove il volto stesso dell’artista osserva chi l’osserva nell’intento di creare un dialogo immaginario ed immaginato con noi fruitori, ove si finisce per essere spiazzati dall’opera che noi vorremo dominare, giudicare ma che anzi ti giudica e ti indaga e ti domina; Non siamo noi che scrutiamo ma l’immagine che scruta noi, questo può creare disagio, ma ci induce a riflettere sul nostro tempo presente al femminile, ci mette a nudo in un confronto in cui ci si sente messi al muro dall’immagine che ti trapassa e da cui non ci si può sottrarre. Dopo anni di emancipazione oggi il mondo è femmina ed è questo di cui parlano queste opere, nulla di più di una costatazione di dati di fatto. L’arte è comunicare, oggi la comunicazione nell’era del cellulare e di internet è tutto e l’arte non può non avere questo valore primario. Alexandra a differenza di molti altri artisti si guarda dentro con serenità e conosce il suo desiderio di affermazione e la sua forza, non ha timore ad ammetterlo e a lasciarcelo intendere nei suoi ritratti, le sue opere parlano anche di questo. Sono queste di Alexandra opere ad olio su tela, raffinate, di grande formato. E’ ammirevole che il mezzo scelto sia la pittura ad olio, molti giovani artisti preferiscono nascondersi nell’originalità della tecnica o nell’alchimia a volte spregiudicata , piuttosto che nella valenza del pensiero che una semplice ma ben definita pittura riesce meglio di altre fantasiose esperienze tecniche a dispensare. La Maciac ci convince con questo suo dipingere con personalità e ci conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che il mezzo della pittura ha ancora una valenza contemporanea è sempre attualissimo e lo sarà ancora a lungo, nonostante la fotografia digitale e le infinite possibilità di elaborazione grafica. Quello che serve all’artista è saper attualizzarne i soggetti e poter trasmettere emozioni , la tecnica intesa come mezzo tecnico è sempre sussidiaria, non fondante dell’arte. Sono le idee che nel mezzo tecnico trovano compimento e non il mezzo tecnico ad esprimere l’idea ed è questa la grande differenza fra artigiani ed artisti, i primi esprimono grande perizia tecnica, mestiere e i secondi grandi idee che devono avvantaggiarsi di una tecnica che le possa bene esprimere. Con Alexandra Maciac siamo di fronte ad una personalità significativa dell’arte contemporanea, che non teme di aprirsi al mondo, desidera lasciare una traccia delle proprie emozioni di donna persona e di donna artista. Le sue figure descritte in primi piani da scatto fotografico ci ricordano anche che l’artista ama la fotografia, la musica e fin da bambina tutto quello che la emoziona profondamente. Ed è tutto questo incredibile laboratorio volitivo rivolto all’arte che le consente con semplicità di realizzare quelle piacevoli campiture stese alla perfezione, che balzano all’occhio come potrebbe all’orecchio una melodia armoniosa e ben calibrata. Tutto questo rende al personalità di quest’artista ed il suo personaggio, ma a questo si aggiunga una del tutto naturale e straordinaria grazia, leggiadria e bellezza di giovane donna, che completa l’icona: Ella stessa, di cui sempre più sentiremo parlare. Una donna, un’artista che con lucidità rara compenetra il presente con immagini, quelle dei suoi mille volti che superano la parola, perché lasciano senza parole, di stucco chi le osserva. Questa è comunicazione immediata, espressione stessa del vivere l’oggi.

Attestati / Premi

-Premiazione 1 premio ex acqueo Premio Costa Smeralda sett 2010,
-Premiazione "Satura Prizze" Associazione Culturale Satura Genova dec 2010,
-Premiazione Messina Citta D'Arte,preso la sede del Comune Messina dec 2010,
-Premiazione con il Trofeo “ Guglielmo II” per maggiore distinzione nell’anno 2010,da parte del Assessorato alla Cultura del Comune di Monreale con la collaborazione dell’Associazione Artistica “Il Tempio” di Palermo ed il Museo Civico d’Arte Moderna “Giuseppe Sciortino”, premiazione che avra luogo il 23 aprile 2011 presso la Sala Consiliare del Comune di Monreale (Palermo)
In concomitanza una mostra colletiva preso il Museo Civico d’Arte Moderna “Giuseppe Sciortino” .