Biografia

Formazione artistica

Maria Serra in Arte Selvaggia nasce a Torino e si diploma nel Liceo Artistico di Lecce.
Nell '86 si trasferisce a Roma per continuare gli studi.
Frequenta l'Istituto Superiore di Fotografia, specializzandosi in reportage e foto di scena. Lavora così per 11 anni in questo settore . Contemporaneamente si occupa della cura delle immagini per diversi fotografi della capitale destinate alla mostra della Sicof di Milano. Per lo stesso motivo gli vengono affidate delle Campagne pubblicitarie come : Il Banco di Roma, “Il cavallo nel mondo della Pubblicità”, mostra ideata da Luciano Pavarotti a Bologna.
Nel 2000 consegue un'altra specializzazione all'ENGIM di Roma, in grafica e fotomontaggio, ottenendo l'attestato come tecnico multimediale.
Il suo impegno diventa costante dal 2010 quasi per caso...visitando un sito Artistico con lo scopo di contattare artisti e proporre Gallerie d'arte in grafica 3D e Video Art.
Selvaggia apre una sua pagina con la sezione di Digital Art, pubblicando dei lavori di grafica che aveva lì nel suo computer. Riscontra un immediato consenso da parte di altri artisti che presto diventeranno suoi colleghi.
Inizia così un percorso con l'Arte digitale per ritornare oggi al suo antico linguaggio...la pittura. Partecipa a diverse collettive ricevendo premi sia da giurie popolari e da giurie tecniche in diversi concorsi in Italia. La si vede impegnata ad un progetto “Worning Planet” in Uruguay per il Museo Pedagogico dove è presente una sua opera “Il bambino e lo spaventapasseri,” l'opera diverrà permanente nel Museo. Nel 2012 Selvaggia realizza la sua prima personale a Pomezia (Roma), nella Galleria Hesperia dal tema: “ Anno 2012 dai Maja a Nostradamus...ai giorni nostri”.
L’artista, pretestuosamente, prende in considerazione le innumerevoli ipotesi catastrofiche ed apocalittiche che affollano i più svariati mezzi di comunicazione, ovvero le culture popolari o religiose. L'artista traduce e rielabora in segni e colori tecnologici le “profezie”. Per la valenza culturale ed il chiaro riferimento alle tematiche ambientali l’evento ottiene il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e dell’Assessorato alla Tutela dell’Ambiente della Città di Pomezia. La mostra di Selvaggia parte da Pomezia per diventare sorprendentemente itinerante. Viene invitata ad esporre presso la Fiorillo Arte Riviera di Chiaja a Napoli, dalla Associazione“Le Tre Ghinee” per approdare infine al Museo MAMEC di Cerreto Laziale..Nel 2014 ritorna al suo antico amore la pittura,Dal 2012 ad oggi è impegnata ad esporre in Gallerie e Musei con temi sociali e per la tutela dell'ambiente .
Selvaggia dichiara: "Oggi per me l'Arte non è solo virtuosismo tecnico ma è una forma di comunicazione, strumento di protesta e di provocazione per indurre la gente a riflettere su questo particolare periodo della nostra esistenza, sentendomi così una narratrice del mio tempo.


Sito ufficiale: www.mariaserraselvaggia.com


BIOGRAPHY
Maria Serra, known as Selvaggia, was born in Turin but later moved to Lecce where she obtained her high school diploma in Arts. In 1986 she moved to Rome to continue her studies at the Institute of Photography, where she specialized in photo reporting and set photography. She continued to work in this sector for the following 11 years. While doing this she also became involved in the selection process of photos of various Roman photographers for the Sicof exhibition in Milan. She was also entrusted with some advertising campaigns such as The Bank of Rome campaign and the Bologna exhibition The Horse in the World of Advertising, conceived by Luciano Pavarotti. In the year 2000 she took another specialization in graphics and photo editing at the ENGIM school in Rome, obtaining the qualification of multimedia technician.
In 2010 her multimedia work took off, almost by chance, while she was searching on the web for artists to contact to propose a 3D graphics and Video Art gallery for the exposition of their works. It was then that Selvaggia decided to open her own webpage, with a section on Digital Art, and went on to publish graphic works that she happened to have on her computer. Immediate appreciation was shown by other artists who soon began working with her. Today, this experience with digital art has come full circle bringing her back to her original artistic expression: painting.
She has taken part in various collective exhibitions and has been awarded prizes in various juried competitions throughout Italy. She was involved in the project Warning Planet for the Pedagogical Museum in Uruguay where her painting The child and the scarecrow is now permanently exhibited. In 2012 Selvaggia held her first solo exposition in the Hesperia Gallery in Pomezia, near Rome, on the theme Year 2012: from the Maja to Nostradamus... to the present day. Selvaggia uses this theme as a pretext to consider the countless catastrophic and apocalyptic hypotheses in popular and religious cultures that crowd the most diverse media. Selvaggia translates and reworks the “prophecies” through the use of symbols and technological colours. The event was sponsored by the Departments of Culture and Environment of the city of Pomezia because of its strong cultural value and the clear reference to environmental issues. Following Pomezia the exhibition became itinerant.
The Artist was invited by the “Three Guineas” Association to exhibit in the Fiorillo Arte Riviera of Chiaja in Naples and after at the MAMEC Museum of Cerreto Laziale. From 2012 to 2014 Selvaggia was engaged in exhibiting works, in various Galleries and Museums, on the theme of environmental protection and other social issues. In 2014 the painting back to his old love.
Selvaggia says: “Today for me Art is not only technique but is a means of communication, a tool for protest and provocation to get people to reflect on this specific period of our existence. In this way I feel that I am a story teller of my time”.

Mostre

2010 Galleria Hesperia Pomezia RM. Concorso "Liberamente 2 “
Esito della giuria popolare 1 classificata sezione Digital art

2010 “Venti per Venti” edizione internazionale del piccolo formato Napoli Giugno -Luglio

2010 “Mente Libera” presso la Galleria Hesperia Pomezia -Roma

2010 “Estemporanea di Arsoli”

2010 Concorso “Musich Art” 6 Novebre Premio
Esito giuria Popolare 3 classificata Pomezia -Roma

“Proggetto “Worning Planet” Uruguay Museo pedagogico 6 Dicembre 2010
“opera donata al Museo”

2011 Concorso di pittura Fotografia e Arte digitale Indetto dalla Città di Pomezia 9 Aprile
“Non solo figura di donna “ Premio 2° Classificata” con Targa – sez digital Art

2011 Galleria Qantum Leap Gallery - Roma :Omaggio a Pasolini “Venti artisti rendono omaggio a Pasolini” con la partecipazione di Daniele Radini Tedeschi


2011 Concorso multi mediale Anime Silenziose indetto da Impuls Art - Ferrara
Esito della giuria popolare 2 classificata sezione grafica

Personale dal titolo : “Anno 2012 Dai Maya a Nostradamus ...ai nostri giorni sintesi di immagini grafiche ed elaborazioni fotografiche ” PRESSO LA GALLERIA HESPERIA Pomezia RM. Per la valenza culturale ed il chiaro riferimento alle tematiche ambientali l'evento ha ottenuto il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e dell'Assessorato alla tutela dell'Ambiente della Città di Pomezia. Questa mostra è stata ospite : a Napoli nelle Galleria Fiorilloarte a Riviera di Chiaya nel mese di Maggio 2012 e nel Museo D'arte Moderna M.A.M.E.C nel mese di Luglio 2012 a Cerreto Laziale

2013 Concorso internazionale 400 partecipanti 44 i selezionati. Premio - Della Lupa con Daniele Radini Tedeschi presso la Galleria La Pigna, sita presso il Palazzo Pontificio Roma

2013 Galleria spazio 40 Roma . Collettiva D'Arte contemporanea POPE -ART presso la Galleria

2013 Museo MAGMA collettiva di arte contemporanea -TREND line Roccamonfina (CE)

2014 Galleria Hesperia Pomezia RM Collettiva d'arte FuoriTema

2014 Galleria spazio 40 Roma CARNEVALE IN GALLERIA collettiva arte contemporanea

2014 PREMIO FRACTA DOMUS Museo di Frattamaggiore.- Napoli
Concorso nazionale Mostra-Evento di Arte e Architettura
“ATMOSFERE - Percezioni del visibile e dell’invisibile”
2014 Galleria Hesperia Collettiva di arte contemporanea" ARTISTS IN THE CREATION"S.Maria dei miracoli Via del Corso Roma
2015 Personale di Pittura " Pensiero cosmico viaggio astrale" Presso la Galleria Utopia Via degli Zingari Roma
2015 "Pensieri per l'Arte" collettiva di arte contemporanea Forte Michelangelo curata dalla scrittrice Marta Lock e per L'allestimento Ombretta del Monte
2016 Vieste Arte Eccellenze in Mostra II Edizione
2016 EGOS XI Sale del Bramante Rome International Exhibition of Contemporary Art
Collettiva Internazionale Egos XI Sale del Bramante Roma 2016


EXHIBITIONS / AWARDS 

2010 
· Art competition Liberamente 2 Luglio, Hesperia Gallery Pomezia, RM: First place in the Digital Art section 
Venti per Venti, International edition of small format art, Naples, NA 
2011 
Mente Libera, the Hesperia Gallery, Pomezia, RM 
Estemporanea, Arsoli 
· Art competition Music Art, 6th November Prize, Pomezia, RM: Third place 

· Warning Planet Project, Pedagogical Museum, Uruguay. The work was donated to the Museum 
· Painting competition

Non Solo Figura di Donna organized by the City of Pomezia: Second place in the Digital Art section 

· Twenty artists pay tribute to Pasolini, Qantum Leap Gallery, Rome (with the participation of the art historian and critic Count Daniele Radini Tedeschi) 
· Multimedia competition Silent Souls, Impuls Art, Ferrara: second place in the Graphics section 

2012 
· Solo Exhibition Year 2012: From the Maya to Nostradamus... to the present day. A synthesis of graphic images and photo processing, Hesperia Gallery, Pomezia, RM. 

2013 
· International Art Competition (400 participants, 44 selected), Della Lupa Award La Pigna Gallery, the Papal Palace, Rome (with the participation of count historic and art critic Daniele Radini Tedeschi 

· Group exhibition of contemporary art, POPE –ART, Spazio 40 Gallery, Rome 

2014 
· Contemporary Art Group TREND line, MAGMA Museum, Roccamonfina, CE 
· Art Group Fuori Tema 2, Hesperia Gallery, Pomezia, RM 

· Group exhibition, contemporary art, Carnival in Galleria, Spazio 40 Gallery, Rome 

· National Competition of Art and Architecture Atmosphere - Perceptions of the visible and invisible, the Fracta Domus Award, Frattamaggiore Museum, Naples, NA 

· Group exhibition of contemporary art Artists in the Creation, Hesperia Gallery, S. Maria dei Miracoli, Via del Corso, Rome 15
Gallery Utopia Via degli Zingari Personal painting "Cosmic Thought Astral Travel" Rome Curated by Francisco Córdoba and Alessandro Taliente With a special appearance by Mara Ferloni Historical and Art critic and journalist Ivan Ceci Ufologist

2015Collective Vieste Art - Edited by Stefania Maggiulli Alfieri historical and art critic

2016 EGOS XI Sale del Bramante Roma Mastra Internazionale di arte contemporanea

Critiche sezione digital art
Critiche anno 2012

Selvaggia: Tra logica incrollabile e istanze della vita. 

Mi affascinano nella coerenza dei suoi percorsi e nel suo scenario creativo, quelle strutture di comunicazione che sono innate, profonde nelle radici di quell' essere esprimere che motiva ed esalta rievocazioni poetiche e narrazioni epifanicamente profetiche. Selvaggia provoca e persuade con quelle intravisioni che già fervono nell'incantamento attrattivo delle immagini e così,tra lontananze intuitive e vicinanze tattili, la comunicazione dell'arte attiva cuore e cervello a meditare criticamente sul progetto di un nuovo modo d'esserci al mondo. L'arte al femminile gode dell' innegabile privilegio di una connaturata sintonia con la gloria, cioè la presenza della Magna Mater dell'universo, mai smemorato, mai disgiunto dell' unicità del sapere originario, comunicato nella scintillante lingua della natura. La sua grammatica germinativa, quotidiana e perpetua, regola la vita dove ha più vita: innova voci materne nelle vitali metamorfosi: ri-chiama e nutre umani sensi e valori lungo la via della vera scienza, che è l' inizio della poesia. Selvaggia sa esplorare: le sue introvisioni si configurano come modalità ulteriori per giudicare scientificamente e poeticamente lo spazio dell'uomo a immagine e somiglianza nel tempo di un processo involutivo al punto di non ritorno. La verità di un'artista, culminata sempre nel presente del suo fare creativo, meglio si legge nei percorsi delle sue scelte formative. Selvaggia, nomen omen,perciò meglio conformata alla scelta d' elezione, desidera che il nuovo corso del mondo si prospetti nelle ritrovate armoniche totalità. Teme e spera: intanto non rinuncia ad esserci e ad appartenerci, a viversi. Le da in una massificazione omologata,assolutamente innaturale, nomade e perciò estranea alle preesistenze nello spazio in cui il recuperato sapere progettuale potrebbe, il possibile è d' obbligo,attivare il progetto per il tempo della continuità. Tutto sta a verificare se c'è ancora tempo, dati gli immensi scompensi naturali,il sormontare dei bisogni elementari con i conseguenti rigurgiti dell' ignoranza, dei fanatismi, delle superstizioni,degli odi alimentati dagli eccessi di una ricchezza 
che impone sfruttamento e schiavitù. 
Intanto, prima di liberare qualche considerazione 
ineludibile, è opportuno chiarire che l'artista lei sa come si fa,perciò sa fare comunicazione d'arte a regola d'arte, avvalendosi di una metodologia progettuale che esalta la creatività liberata in poesia. 
A più riprese ho ripercorso i suoi sentieri, a partire da quelli siglati dalle sue scritture con la luce,e posso affermare che mai, in quelle,la calligrafia del dettaglio prevale nell'economia di una palpitante comunicazione, che nel suo sapore unitario,psico sociologico, è esigente: sfida a chiarirla in una sola parola,ma coniarla è impossibile. Il nominare invano è superato,dato l' accesso immediato all' evidenza dell ' accadimento nella sua imminenza o in atto deflagrante. Selvaggia, che leggendo e rileggendo apprendo a conoscere, sa come esserci,dove è chiamata, sul continuum dell'unico orizzonte passato - presente - futuro. In un perenne "qui e ora" fotografa la vita, inventa la scena, la poesia filmica del non umano, della vita naturale e animale,della tradizione dell' armonia sottratta agli indiani d'America. 
In special modo sono queste pagine, ciascuna aperta nella magnificenza di un capitolo o di un romanzo esperto di luci d'amore, di stagioni vitali, a meritare d'essere apprese"par coeur", a memoria dell' intelletto d'amore. Per un appassionato come me dei canti e dei costumi degli indianid' America, l' impatto con l'opera di quest'artista devota della natura e dell' universale umano, che non è mai generico, bensì essenziale per esigere libertà fuori dalle strettoie e dalle pastoie di parte, è stato sorprendente. L'autenticità creativa di Selvaggia mi è inoltre apparsa, nella piena evidenza poetica e nella spiritualità comunicata, avvalendosi delle più avanzate tecnologie del computer e degli strumenti cui si affida l'attualità delle espressioni comunicative. 
Selvaggia si distingue nel panorama bio-estetico perchè non è l'impassibile naufraga o una delle tante prefiche che piangono il morto, sapendo che son lacrime perse. L' apocalisse profetica che emerge dalla sua più recente ricerca scruta altrove quello che incalza in veloce imminenza. I suoi percorsi rivelano una sensibilità tesa ad investigarsi dall'infanzia e dalla adolescenza, a fronteggiare maree ondose che avvertiva e tangibili nei sogni chissà dove. Poi nei tumulti della complessità ha imparato a vagheggiare la semplicità, quella dell' acqua, di un cielo terso, dell' aria,degli incanti naturali,attenti ai suoi incantamenti prima che si facessero rimpianto nell' inclemente dissidio tra natura e cultura, meglio dire scienza, che nel suo delirio d'onnipotenza procede in autonomia, mettendo da parte coscienza e responsabilità. Dall'immondezzaio della terra chi probabilmente, abiterà altri mondi tecnologici, eletti per la felicità dei costruttori di protesi. Nulla di male? Non fa numero un pianeta che si perde con tutto il suo carico di speranze deluse. 
L'ambiente modificato ad oltranza dagli umani egoismi, ha trasformato l'uomo che continuerà a trasformarsi. 
Selvaggia sa bene che la regola universale esige da ogni genesi l'ordo ab Chao, che la comunicazione a venire si avvarrà di immagini ben diverse da quelle che ci sono familiari e ci trovano esaltati o smarriti. La scienza sogna vita senza limiti per i suoi eredi robotizzati e protesici.I profeti dell' Apocalisse oltre le imminenti o future catastrofi,preconizzano una natura incontaminata dall' artifico. 
La nostra artista, consapevole degli sprechi di civiltà, di solidarietà, di dolore che ormai domina ogni spazio degli ordini naturali e del pensiero,ha orrore degli incubi a venire. 
Si ricerca tra le misure degli argomenti umani, nelle immensità dei sentimenti e delle idee che illuminano la cultura dell' umanità. Nella certezza che il nostro tempo è ancora nelle nostre mani,ci invita a ritrovarci e riedificare equilibri,a curare almeno, anche in extremis, visto che nulla si è fatto per prevenire. Sarà la nuova era dell'Acquario a ridare alla terra desolata fiori e frutti copiosi? Non lo so. 
Tutto è nelle mani dell' uomo con la sua religiosità e spiritualità. Al povero Adamo fu chiesto, appena dopo la cacciata dal recinto edenico,dove fosse. Chissà come rispose nel disagio della nuova situazione in cui era chiamato per far da se e per tre. Era il progenitore. Chiamato oggi l' Adam a dire dove sia,certamente avrebbe a disposizione la scienza e la tecnologia per andarsi a scovare in qualsiasi parte del mondo. L'ultimo dei suoi eredi però, chiarite le coordinate del suo inferno potrebbe solo invitare l'inquisitore a rispondere ad una domanda sempre più incalzante: 
dici chi io sia? 
Critico Angelo Calabrese 



Critiche e recensioni 2015 Sezione Pittura

"Il pensiero cosmico viaggio astrale di Selvaggia" 

Le tecnologie e la scienza sempre più sofisticate permettono di esplorare oltre i confini dell'universo e le diverse sonde che inviano immagini da altri pianeti ne esprimono il senso del mistero e la profonda bellezza che permette come in questa interessante mostra , un affascinante viaggio astrale che la creatività di un'artista come Selvaggia rende particolare riuscendo a trasformare in un linguaggio che le è congeniale , la complessità dell'universo,in ispirazione , sogno . Indagando sui misteriosi pianeti del cosmo , dopo l'atterraggio sulla luna , ci stiamo sempre più convincendo che esistono altri spazi , altri mondi che in un altro tempo , ancora da venire , l'essere umano percorrerà anche considerando il sottinteso dramma dl Pianeta Terra nel quale l'uomo se vuole sopravvivere si deve impegnare a ritrovare l'equilibrio con la natura , i valori essenziali per la convivenza , l'armonia interiore con se stesso specie ora che i cyborg lo stanno sostituendo ed è sempre più controllato , catalogato , manovrato .Nel pensiero cosmico di Selvaggia è racchiuso uno scopo : l'inserimento di opere monumentali straordinarie è l'autentico messaggio di salvezza da catastrofi ambientali dovute all'incuria o da atti terroristici , frutto di una violenza sempre più presente . Sono pagine di un diario avveniristico nelle quali la tensione plastica si concentra in un'efficace sintesi formale , non solo prodotto dalla fantasia ma anche di approfondite ricerche . Con il recupero di immagini la matrice segnica supera ogni accademismo e con un cromatismo variegato , personale che va dalle tante variazioni del verde al rosso , al rosa,al viola , all'azzurro , al bianco ghiaccio la presenza -richiamo di opere immortali create dalla genialità dell'uomo del Pianeta Terra , trasferite su Marte , su Saturno , su Nettuno come il Colosseo , il David , il Nilo , alcuni dei tanti gioielli della terra , diventano nell'infinito creature di altri pianeti .Ma Selvaggia prende anche in considerazione le mutazioni genetiche come la donna polipo, la donna minerale , l'Eros ed il guerriero che sogna la bellezza che salverà il mondo . Attraverso le sonde inviate nello spazio abbiamo scoperto che la terra ha un gemello Keppler 22 b , che Mercurio è turbolento , che Venere che sempre ci fa fantasticare ha un'atmosfera insostenibile e da vicino le sue nubi gialle sono terrificanti , che Marte il pianeta rosso , nè troppo freddo nè troppo caldo ha tempeste di vento , che non si può resistere al sole anche se la nostra vita è legata e finirà con lui . Da sempre il cosmo così sterminato ha ispirato , inquietato , alimentato la capacità di guardare al cuore della materia aprendo nuove sfide per conoscere il mistero di quei mondi paralleli . Grande suggestione crea questo racconto in colore che si svolge attraverso una scala di tempo incommensurabile dando anche l'opportunità di ampliare i nostri orizzonti su intelligenze aliene. Pur con le premesse di un futuro in continua evoluzione che intravedere nuove frontiere , la tecnologia di oggi ancora non sa rispondere a tante domande e quindi affido ai versi di Antonio De Marco alcuni interrogativi :" .... Chissà , chissà le stelle / che cosa sono e sanno / che cosa penseranno / nel gran mistero dell'immensità.?! / Chissà , chissà le stelle se sono perle / chissà se son frammenti / di vulcani celesti in eruzione / oppure sono il niente / di tutto il niente dell'umanità ?!"..... 
Critica di Mara Ferloni . 


“Cosmic Thought in Colour” of the Wilderness 

Technology and science that always get more sophisticated let you explore beyond the boundaries of the universe, different senses that send images from other planets will express the sense of mystery and profound beauty in this interesting exhibition, the fascinating astral journey and creativity of an artist like in the Wilderness, help you gain a particular ability to turn it into a language that is suited to the complexity of the universe, in inspiration and dreams. 
Having investigated the mysterious planets of the universe, after landing on the moon, we are increasingly convinced that there are other spaces, other worlds that in another time, yet to come, humans will travel to, considering the drama of Planet Earth in which if he wants to survive, man must commit to regaining balance with nature, the essential values for living together, inner harmony with itself especially now that the cyborg will replace it and is more and more controlled, catalogued, manoeuvred. 
In cosmic thought of the wild there is an enclosed purpose: The inclusion of extraordinary monumental works is the true message of salvation from environmental catastrophes due to neglect or terrorist acts, the result of violence being more and more present. These are pages of a diary in which futuristic plastic tension is concentrated in an effective formal synthesis, not only the product but also by the imagination of extensive research. With the recovery of the matrix image of signs exceeds all academicism and with a chromatic varied, staff ranging from so many variations of the green to red, to pink, to purple, to blue, to black ice presence - recalling immortal works created by genius of man on the planet earth, transferred to Mars, on Saturn, on Neptune, like the Coliseum, the David, the Nile, some of the many jewels of the earth, become infinite creatures from other planets. The wild also takes into account the genetic mutations as the woman reptile, octopus, female mineral, Eros and the warrior who dreams a beauty that will save the world. Through probes sent into space, we discovered that the earth has a twin Keppler 22 b, that mercury is turbulent, that Venus that always makes us fantasize has an unsustainability and its yellow clouds are terrifying, that Mars the red planet, neither too cold nor too hot, has windstorms, that you cannot resist the sun, even if our lives are linked and will end with it. Always the endless cosmos is so inspired, disturbed, that the ability to look to the heart of the matter by opening new challenges to the mystery of those worlds is longitudinal. Evocative colour creates this story that takes place through a time scale immeasurable also giving the opportunity to expand our horizons of alien intelligence. Even with the premises of a future in continuous evolution that glimpse new frontiers, today's technology still cannot answer so many questions and so I entrust to the verses of Antonio De Marco. 

who knows, who knows the stars 
what they are and what they know 
what they think 
in the great mystery of the immensity? 
who knows, who knows if the stars are pearls 
who knows if they are fragments 
heavenly volcanoes erupting 
or they are nothing 
of that nothingness of the mankind? 

Critic Dott. Mara Ferloni . 


Maria Serra in arte “Selvaggia” 
L’artista sceglie come nome d’arte “Selvaggia”, una presentazione che colpisce e spalanca spazi inediti, “Selvaggia” come la natura incontaminata dove la vita segue i ritmi biologici, senza forzature e condizionamenti. Uno spazio mentale più che uno pseudonimo, che racconta l’artista nel suo più intimo sentire la vita intorno a sé, nell’anelito che muove la sua coscienza sempre volta a recepire messaggi e interpretarli. 
Come dal latino “silva” ossia bosco, la produzione di questa artista sembra un intreccio vitale, la convivenza di diverse espressioni di vita, in una dimensione naturale e necessaria. 
E ancora rimanda al mito del “buon selvaggio” a indicare l’uomo puro e pacifico al tempo delle sue origini, quelle origini che l’artista sembra ricercare e con metodo meticoloso voler raccontare. 
Selvaggia si avvale di differenti tecniche da quella fotografica al linguaggio virtuale a quella pittorica. 
Utilizza i mezzi come vettore per comunicare la propria inquietudine, lo sguardo attento a percepire ciò che accade e ciò che la storia scrive nell’umana esistenza. 
Il tema della sua produzione è comune alle tecniche utilizzate: la denuncia di un mondo sempre più omologato e distante dalla natura e dallo spirito, l’artista sembra essere di passaggio in questa dimensione, custode di messaggi profondi, legati alla natura stessa dell’universo e ai suoi misteri. 
Nella produzione pittorica si avvale di simboli attraverso i quali esprime le proprie visioni del mondo. 
Come direbbe il grande poeta:« È un tempio la Natura, dove a volte parole 
escono confuse da viventi pilastri 
e che l'uomo attraversa tra foreste di simboli 
che gli lanciano occhiate familiari » 
“Charles Baudelaire Les Fleurs du Mal” 
E questo universo l’artista lo comprime e insieme lo esalta, comprimendo i significati nei significanti, l’universo senza dimensione nella bidimensionalità del supporto fisico. 
Uno sforzo titanico di dar vita ai messaggi scritti nella storia e nelle tracce lasciate dal cosmo. 
Ecco che le tele prendono vita, si animano di soggetti provenienti da altri mondi, si fanno abitanti di uno spazio comune senza pur chiarire la loro presenza. 
Ci si chiede di quale tempo facciano parte, passato o futuro, ancor più inquietante l’ipotesi che possano essere presente.Un presente ancorato al tempo storico dell’uomo, simboleggiato da tracce espresse attraverso i resti di monumenti, il passaggio umano è sempre presente e in disfacimento quale denuncia e monito per coloro che camminano nell’oscurità della propria esistenza, ponendo limiti alla comprensione del tutto. 
Selvaggia dipinge con ricchezza di particolari e le tonalità cromatiche narrano uno spazio interiore senza fisicità alcuna, che possa racchiudere un pensiero cosmico e in espansione, i suoi lavori raccontano storie in evoluzione, si concatenano e non chiudono mai a ipotesi e scoperte. 
Si può definire l’arte di Selvaggia un campanello, una sveglia per le coscienze, l’artista è sempre attenta a trattare tematiche sociali che investono tutti ma non dà risposte certe piuttosto suggerisce diversi approcci al comprensibile, all’universale, al probabile. 
Apre porte affinché ognuno possa cercare il proprio percorso senza mai mettere un punto e scrivere la parola 
fine. 
Critica d’Arte Dott. Stefania Maggiulli Alfieri

TAVOLOZZE EMERGENTI: MARIA SERRA SELVAGGIA

Nel mio percorso di scoperta dei talenti pittorici italiani, la mia attenzione è stata catturata dai dipinti di questa artista torinese di origine, pugliese di studi e infine naturalizzata romana, un po’ per le maggiori opportunità che la capitale le poteva dare nella professione precedente alla scoperta dell’amore per la pittura, un po’ per respirare quell’ atmosfera di classicismo architettonico che tanto ama e che non ha potuto fare a meno di far uscire nei suoi quadri surrealisti-metafisici-fantascientifici. Lei che nella prima parte della sua vita sceglie di essere fotografa, dedicandosi soprattutto ai reportage e alle foto di scena, realizzando anche diverse campagne pubblicitarie e poi prosegue studiando grafica e fotomontaggio, dunque assolutamente legata al realismo visivo, nel momento in cui sente esplodere l’impulso pittorico che la spinge ad abbandonare la digital art e a prendere in mano i pennelli, dalla realtà si distacca completamente avvicinandosi a un tipo di pittura in cui immagina un mondo diverso, un altro mondo possibile, parallelo al nostro ma idealmente molto più attento a ciò che è più importante mantenere.

Il surrealismo descrittivo di soggetti irreali con caratteristiche umane ma al tempo stesso soprannaturali, si unisce al concetto metafisico che si cela dietro di esse, cioè quel Pensiero Cosmico che spinge Maria Serra Selvaggia a voler rendere consapevole l’osservatore che in un mondo ideale le persone convivono con il passato, senza deturparlo e trasformarlo in qualcosa nella quale poi non si ritrovano più perché ne hanno perso le radici, ma vivono in un presente segnato da trasformazioni che esse stesse hanno messo in atto, spingendosi inesorabilmente verso un futurismo che ricorda molto i mondi immaginari di cui hanno parlato molti libri prima e molti film poi.
La pittrice sembra volerci indicare la possibilità di scegliere se cambiare direzione e mantenere il rispetto della natura e dell’essere umano, conservando quel poco che ancora è possibile, oppure proseguire lungo un percorso che, inevitabilmente quanto inesorabilmente, condurrà verso cambiamenti che non ci permetteranno di riconoscerci più e forse neanche di avere memoria di chi eravamo.
La Creatura di altri mondi sembra proprio sforzarsi di ricordare un passato cancellato, quasi un disorientamento inconsapevole quanto forte, una perdita di sé che la fa sentire persa nello spazio in cui si è condannata a vivere.
Maria Serra Selvaggia ha colpito l’attenzione di molti critici e addetti al settore, oltre che del pubblico, proprio per questo neo surrealismo che le ha permesso di partecipare a mostre collettive e molte personali, divenute percorsi itineranti, legate proprio al suo concettuale Pensiero Cosmico.
Scrittrice Marta Lock
EMERGING ARTIST: MARIA SERRA SELVAGGIA 
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On my journey to discover new Italian artists, my attention was captured by the works of this artist in particular. Selvaggia was born in Turin, educated in Puglia and eventually settled in Rome, where she was sure to find more career opportunities, before discovering her love for painting. In Rome she could also breathe that atmosphere of architectural classicism that she so loves and that is so evident in the surrealist, metaphysical and science-fictional elements of her paintings. 
>She began her artistic career as a photographer, devoting her work primarily to photo reporting and set photography. She was also involved in the creation of several advertising campaigns and then went on to study graphics and photo editing, totally linked to visual realism. When the urge to paint overcame her, she abandoned digital art and picked up her brushes, detaching herself completely from reality and approached a kind of painting in which she imagines a different world, another possible world, parallel to ours but much more focused on the environment, on social issues. 
This descriptive surrealism of unreal subjects, supernatural but with human characteristics, joins with the metaphysical concept that it veils. It is cosmic thinking that pushes Maria Serra Selvaggia into making the observer realize that in an ideal world people live with the past, without spoiling it or transforming it into something which they no longer recognize because they have lost their roots. People live in a present marked by the transformations that they themselves have put in place, pushing themselves inexorably towards a futurism that recalls the imaginary worlds that many books and films have told about. 
The painter seems to want to show us that there is the possibility of choosing to change direction, maintaining respect for nature and human beings, preserving what little is still possible, or to continue along a route that will inevitably lead to changes that will not allow us to recognize ourselves and maybe not even retain the memory of who we were. The Creature from other worlds seems to be striving to remember a deleted past, an almost unconscious disorientation, it is so strong, a loss of oneself that gives the feeling of being lost in space where one is condemned to live. 

Writer Marta Lock

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