Biografia

Formazione artistica

Mario Saini è nato a Torino nel novembre del 1950. Vive e lavora a Cerreto d’Asti.
Si avvicina all’arte pittorica in età adolescenziale intervallando, negli anni successivi, lunghi periodi di inattività alla ricerca di un proprio stile.
La conoscenza e poi la frequentazione di Adriano Parisot lo aiutano a capire ed a interpretare “l’informale”. Il Maestro diventa per Saini un critico d’eccellenza suffragata dal sincero apprezzamento “andiamo bene…sei sulla buona strada”.
L’esperienza lavorativa e l’approfondimento culturale alla scuola di Francesca Comisso, storica dell’arte, gli permettono di iniziare ad esporre in collettive ed alcune personali.
Il Saini stesso organizza per se e per altri manifestazioni in luoghi inconsueti … caffetterie, negozi, boschi, cantieri, androni condominiali ecc. ecc.
La sua ricerca parte già dal supporto, spesso sul recupero ed il riutilizzo di antichi materiali tessili prodotti manualmente, tessuti rattoppati e logori di vita vissuta, sui quali interviene solo in una fase successiva con i colori.
Da alcuni anni arricchisce la sua produzione pittorica con “assemblaggi” lignei dando vita a simpatiche sculture di dimensioni verosimili alla realtà.
Nel 2006 in Cerreto d’Asti collabora attivamente alla nascita di “muri Maestri” museo permanente di arte contemporanea a cielo aperto.
Di lui è stato scritto: “...Il richiamo ad un arte impegnata socialmente, sicuramente accentuato dall’amicizia con il Maestro Adriano Parisot, ha condotto Saini lungo un percorso artistico nato come pittura figurativa, ma approdato da tempo ad emblematiche opere informali vivacemente fantasiose, supportate da una ben indagata tecnica materica e dalla stesura di felici ed attenti accostamenti cromatici.
Per l’artista ogni tappa stilistica del suo cammino pittorico ha sempre rappresentato una fonte ed un pretesto per la conoscenza e l’approfondimento della sua ricerca, di uno studio volto ad inserire nell’attuale contesto artistico un discorso personale validamente espressivo. Una fitta produzione, quindi, che spiega come l’esigenza di esprimere le proprie emozioni e sensazioni nasce da un incontro tra percettibile e conoscibile, creando scene che permettono all’osservatore di vagare nell’assoluto tra cadenze reali e momenti autobiografici.
La stessa libertà d’intuito, associata ad un’atmosfera calda e vivace dagli estrosi colori che a più strati rivestono la tavolozza, evoca una vivacità pregna di nuove simbologie corrispondenti ognuna ad un particolare stato d’animo e ad un linguaggio inventivo di forte intensità emotiva”…