Biografia

Non so se tra i miei avi sia mai vissuto un artista, ma so di certo che mio padre non ha mai preso in mano una matita per disegnare e mia madre non sopportava i quadri perché i fori praticati per appenderli “rovinavano" le pareti di casa. Quello in cui sono cresciuta non era dunque affatto un clima artistico. Ma i disegni e i dipinti hanno suscitato in me stupore fin dal tempo in cui si estende il mio ricordo. Il fatto che figure confinate in un foglio da disegno o in una cornice sembrassero muoversi in uno spazio reale ma solamente ad esse accessibile aveva per me del miracoloso.

Formazione artistica

La mia passione per il disegno e la pittura è nata mentre frequentavo un corso biennale di vetrinistica che prevedeva sia il disegno tecnico che a mano libera. Gli insegnanti hanno notato in me una certa capacità innata di riprodurre le immagini utilizzando foglio e matita e, frequentando il corso, ho appreso le prime tecniche di pittura utilizzando i colori acrilici.

Ho poi sperimentato da autodidatta la tecnica a olio su tela, ma la mia produzione in tal senso è alquanto limitata. Essa infatti è subito stata abbandonata per amore della scultura, tecnica anch'essa appresa da autodidatta, che mi permette di essere co-creatrice delle mie opere in senso letterale. Sono infatti le immagini stesse (che osservo sulle riviste, sui siti, o che semplicemente scaturiscono dalla mia mente) che spesso mi suggeriscono come procedere nella loro realizzazione.

A dare il via alle mie creazioni scultoree è stato l'incontro con l'artista Giusy Morabito, avvenuto del tutto casualmente nell'autunno dell'anno 2010. Essendo ospite a casa sua, non potei non notare i bellissimi quadri astratti da lei realizzati con notevole rilievo utilizzando una sorta di stucco. Le sue opere mi incuriosirono e mi affascinarono. Nacque immediatamente in me la consapevolezza di poter utilizzare un materiale simile al suo per dare la possibilità alle immagini di liberarsi dal loro spazio illusorio e invadere il mondo tridimensionale.

Utilizzando come base i consigli di Giusy Morabito, iniziai a contattare conoscenti che operavano in campo edilizio grazie ai quali riuscii a creare una sorta di impasto che mi permetteva di realizzare i miei quadri scultura di tipo figurativo senza ricorrere all'utilizzo del marmo o altro materiale troppo duro e difficile da modellare per chi, come me, non aveva alcuna cognizione in tale campo.

Fu così che nel gennaio dell'anno 2011 realizzai il mio primo quadro scultura. La mia arte si è poi perfezionata in pochi mesi di lavoro da autodidatta, ma con l'apprezzatissimo sostegno morale di un'altra amica artista, Ester Magagnotti, che ha sempre apprezzato il mio modo artistico di comunicare e spesso operava quale critica imparziale del mio lavoro.

Ad influenzare la mia tecnica del basso e alto rilievo che prevede una graduale percorso dell'immagine verso l'osservatore, sono stati i miei studi di filosofia della scienza (non ho mai conseguito la laurea per motivi indipendenti dalla mia volontà, ma tali studi mi hanno sempre appassionata). Lasciata l'università ho continuato da autodidatta a interessarmi di argomenti dal contenuto scientifico filosofico giungendo nel fantastico mondo dei "quanti" con le sue ipotesi di possibili svariate dimensioni e la sua teoria della realtà virtuale. Definisco la mia arte 'Negaentropica', termine scientifico che rappresenta qualcosa che fa aumentare l'ordine, che si forma e si perfeziona nel tempo. Lo scopo dei miei quadri è infatti quello di portare gradualmente all'essere il soggetto perfezionandolo man mano che avanza verso l'osservatore.
Gradualmente la mia arte si è evoluta inglobando problematiche sociali, poliche e religiose

Tematiche

La mia arte utilizza la tecnica dell' altorilievo e ha lo scopo di rappresentare immagini che tentano la fuga dallo spazio bidimensionale e dalla prigionia della cornice e anelano a invadere lo spazio tridimensionale, rubando spesso dal mondo reale piccoli oggetti quali cerniere, bottoni, fibbie. La mancanza di cornice sottolinea l’assenza di barriere tra l’immagine rappresentata e l’osservatore: ciò permette una sorta di fusione tra il mondo raffigurato e quello reale. E se la maggior parte degli scultori si propone di liberare le idee dalla materia, il mio scopo è, al contrario, quello di dare materia alle idee.

L’utilizzo di specchi come base delle sculture mi permette di manipolare le immagini e costringerle spesso a rientrare nel loro spazio illusorio. L’immagine riflessa in uno specchio esiste soltanto se c’è una forma di luce che colpisce lo specchio, proprio come la realtà in cui viviamo esiste solamente se c’è una coscienza in grado di produrla.

Jean Dubuffet, con l'intento di esaltare l'arte astratta, scrisse "che l'arte esiste come modo che non coinvolge le idee e che probabilmente l'immaginazione degli intellettuali si consuma nei banchi di scuola proprio come il fondo dei loro pantaloni. Le idee non nutrono l'arte, che ci siano dunque meno idee possibili... beato l'idiota!"

Personalmente non posso che dissentire con tale opinione, considerato il fatto che la mia arte "negaentropica" (da me così definita perché l'immagine si perfeziona in modo progressivo, contrariamente al termine scientifico "entropia" che rappresenta il degenerare e la morte delle cose) nasce dalla fusione tra le conoscenze acquisite in campo scientifico filosofico e la mia passione per il disegno, la pittura e la scultura.

Quale persona amante della lettura non ho inoltre saputo resistere alla tentazione di inserire nei miei quadri scultura delle targhette con pensieri miei, o di altri scrittori e poeti, con lo scopo di facilitarne la comprensione. Per tale motivo la mia arte potrebbe essere definita non solo "arte negaentropica", ma anche "l'arte del post-it".

L'idea del post-it è stata da me sviluppata di recente e per tale motivo alcune opere quali "E=mc2" e "Risveglio" sono state in principio realizzate senza alcun commento ma, considerata la complessità di ciò che intendevo comunicare, ho pensato che la semplice vista non fosse sufficiente a cogliere l'intero significato; dunque ho applicato i post-it in un secondo tempo (tali modifiche sono visibili confrontando le immagini di questo sito con quelle del mio blog www.michelapugliese.blogspot.com.

Spesso le frasi sono apposte direttamente sullo sfondo dei miei quadri scultura con l'utilizzo di un colore scuro su un fondo altrettanto scuro. Se un'osservatore è appagato dalla semplice immagine neppure nota la scritta in sottofondo; ma se un osservatore desidera scendere a un livello più profondo di comprensione dell'opera, non può non trovare le parole in sottofondo. Desidero con ciò creare un'opera a 'strati' e ogni osservatore è libero di decidere quanto in profondità desidera scendere o a quale strato fermarsi.

I commenti da me applicati direttamente sui miei quadri non appartengono ad alcuna dimensione ma rappresentano la mia presenza attiva e costante all'interno delle mie opere. Se da una parte il mio intento è quello di liberare le immagini dal loro spazio illusorio, dall'altro cerco di entrare io stessa nel mondo delle immagini.

Gli psicologi della Gestalt sostengono che l’uomo non percepisce le cose come elementi distinti e sconnessi, ma le organizza in insiemi significativi. L’uomo è più che semplicemente il frutto dell’insieme unitario e integrato delle sue conoscenze: il tutto è maggiore della somma delle sue parti. Per me il risultato della somma delle mie esperienze è la mia arte.

Tecniche

Basso e altorilievo a stucco su tavola o specchio. Colore acrilico e olio