Biografia

Gabi Minedi nasce in Abruzzo, vive e lavora tra Bologna, San Benedetto del Tronto (AP) e Palma De Mallorca. Dipinge sin da bambina. Dal 1970 è presente in Collezioni, Gallerie e Musei Internazionali di Argentina, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Malta, Spagna, Stati Uniti d'America, Svizzera, Venezuela. Architetto di formazione, alterna l'attività pittorica con scultura, grafica, scenografia e designer. Il suo lavoro è stato documentato da autorevoli critici, testate giornalistiche, radiofoniche e televisive di rilievo internazionale. La ricerca della Leggerezza dell'essere come reazione al peso di vivere caratterizza i cicli pittorici Boogie Woogie, The Blues, El Viajero. Nel 1999 nelle Sale Comunali di Teramo, rileggendo Cervantes, inaugura le grandi Tele Gorilla and Rock and Roll dedicate all'amico Ivan Graziani. Cavalieri erranti, ironici, beffardi e ribelli combattono un mondo assurdo fatto di cattiverie e malelingue. Nel 2007 la Galeria Mediterranea di Palma De Mallorca ospita le particolari Tempere all'uovo El Viajero. Viaggiatori solitari con in testa enormi frutti, bizzarre borsette e valigie grandi quanto il quadro stesso, sono esseri appesantiti dalla stessa vita nel tortuoso ed infinito viaggio esistenziale. Simboli di creature lacerate e sfatte ma capaci ancora di urlare, ed è il colore puro, mai mescolato, che grida contro il male assoluto, l'indifferenza. 

Formazione artistica

MINEDI

'UN COLORE CHE PARLA E UNA PAROLA CHE COLORA'

GABI MINEDI? UN URLO UN GARAGE ROTTO UNA PALUDE DI BENZINA UN GIOCATTOLO SPACCATO CON I PIEDI MENTRE FAI UNA PERNACCHIA AD UN BAMBINO UN MILLEPIEDI UN GELATO AL GUSTO DI STRACCIATELLA PERIODICA UNA RADICE DI LIQUIRIZIA QUADRATA UNA FRAGOLA VIOLA UNA GOMMA DI CAMION AVARIATA UN SORRISO IDIOTA UN PELO SUL NASO UN CULO CHE SALTA UN COLORE UN GRAFFIO UN RAGGIO DI LUNA NEL SOLE UNO SBADIGLIO IN FACCIA ALLA VOLGARITà DELLA MORALE CARTESIANA LETTA MALE...IN POCHE PAROLE UN COLORE CHE PARLA E UNA PAROLA CHE COLORA (PATRIZIO MARIA)

Gabi Minedi è un giocattolo con l'antifurto! E' una chiusura lampo, un buco della serratura, una zanzara a quadretti che se ti punge ti regala un fiore, una candela che brucia la notte e una bocca che mastica canditi. Tanti i soldatini nella sua mano leggera che graffiano e colorano di anidride carbonica e di vento la vita che spesso è troppo geometrica. Siamo di fronte ad un'artista della nuova scena underground internazionale, un'artista radicale e indie che ha il giusto tic-tac della bomba che sta per esplodere e imbrattare di colore magnifico e deciso questo mondo-palazzo abitato da uomini grigi e carnivori. Entrando con le sneakers dentro le sue opere si ha come la sensazione di attraversare un bosco surreale, minimale, diverso, pieno di nuove invenzioni e sperimentazioni dove crescono frutti mai visti e dove passeggiano animali di ferro e signorotti che al posto delle gambe hanno ruote a forma di orologio dove caramelle e muffin di miele e fruttosio crescono sugli alberi in ordine sparso lasciando il gusto allo spettatore di attraversarne il sentiero senza seguirlo. Minedi è dissetante come una limonata e divertente come un'altalena. I suoi graffi, i suoi lamenti e denunce corrodono correttamente il mondo-finestra decostruendolo per poi ricomporlo in modo giocoso, spensierato, attento, cinematografico e colto. Le opere di Minedi sono una scimmia sulla schiena per tutti i signori quadrati che non sanno sorridere. Molti si rispecchieranno nelle sue opere che continuano a girare il Mondo dando penna e voce a chi non ha il coraggio di farlo. Siamo davanti a qualcosa di diverso, di attivo, di trasgressivo e di dolce. Un pungibol di speranza per una cultura stanca e sonnolenta. Un istinto, un raptus, un gesto e un cane che ti morde lo stomaco e ti lecca la coscienza. Minedi o la si ama o la si odia, non mette d'accordo nessuno è questo è il bello ma di certo non si può ignorare la sua stravaganza, la sua forza, la sua voglia di divertire, la sua creatività, il suo essere primal scream, il suo modo di creare musica teatro e cinema con le sue opere e la sua bravura pittorica. Un fumetto perfetto per una vita di vignette. Un estintore che spegne incendi inutili ma getta benzina sulla normalità. E' una lente di ingrandimento sulla piccola statura della dignità. A cena con Minedi? non si può evitare di ordinare metri di insalata colorata e un litro di chiodi al pesce ombrello, un chease cake con la corda e un tramezzino al cocomero, uno spaghetto di fustagno e una scarpa piena di mirtilli! Preparatevi! Stiamo entrando in un mondo diverso dove anche voi finalmente vivrete la vostra favola metropolitana e sarete protagonisti indiscussi di questo mondo che sembra molto più interessante grazie a Gabi Minedi. Not a storm in a cup of tea! (Patrizio Maria)

Gabi Minedi nasce in Abruzzo, vive e lavora tra Roma, San Benedetto del Tronto (AP) e Palma De Mallorca. Dipinge sin da bambina. Dal 1970 è presente in Collezioni, Gallerie e Musei Internazionali di Argentina, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Malta, Spagna, Stati Uniti d'America, Svizzera, Venezuela. Architetto di formazione, alterna l'attività pittorica con scultura, grafica, scenografia e designer. Il suo lavoro è stato documentato da autorevoli critici, testate giornalistiche, radiofoniche e televisive di rilievo internazionale. La ricerca della Leggerezza dell'essere come reazione al peso di vivere caratterizza i cicli pittorici Boogie Woogie, The Blues, El Viajero. Nel 1999 nelle Sale Comunali di Teramo, rileggendo Cervantes, inaugura le grandi Tele Gorilla and Rock and Roll dedicate all'amico Ivan Graziani. Cavalieri erranti, ironici, beffardi e ribelli combattono un mondo assurdo fatto di cattiverie e malelingue. Nel 2007 la Galeria Mediterranea di Palma De Mallorca ospita le particolari Tempere all'uovo El Viajero. Viaggiatori solitari con in testa enormi frutti, bizzarre borsette e valigie grandi quanto il quadro stesso, sono esseri appesantiti dalla stessa vita nel tortuoso ed infinito viaggio esistenziale. Simboli di creature lacerate e sfatte ma capaci ancora di urlare, ed è il colore puro, mai mescolato, che grida contro il male assoluto, l'indifferenza.

Dicono di lei:

Siamo di fronte ad opere che non sussurrano ma
piuttosto gridano.
(Maria Cristina Ricciardi Critico)

'Le tue favole' sono personalissime con contenuti poetici e una materia ricercata e preziosa (forse per l'amore per Ortega, un grande!)
(Alfredo Paglione Galleria 32 Milano)

Una grande padronanza di materiali, un'assoluta scioltezza di linguaggio, una forte linfa vitale che incide in modo determinante nelle emozioni del suo Lettore.
(Francesco Votano Giornalista Rai)

Refleja un mundo particular, en el que expresa de forma simbólica la realidad, buscando resaltar aspectos de naturaleza e idiosincrasia universal.
(Joan Lluís Montané de la Asociación Internacional de Críticos de Arte)

Minedi è presente tra l'altro: 2010 Arco Madrid 2011 Biennale di Venezia, Art Basel Basilea, Art Basel Miami






Bibliografia

Gabi Minedi nasce in Abruzzo, vive e lavora tra Roma, San Benedetto del Tronto (AP) e Palma De Mallorca. Dipinge sin da bambina. Dal 1970 è presente in Collezioni, Gallerie e Musei Internazionali di Argentina, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Malta, Spagna, Stati Uniti d'America, Svizzera, Venezuela. Architetto di formazione, alterna l'attività pittorica con scultura, grafica, scenografia e designer. Il suo lavoro è stato documentato da autorevoli critici, testate giornalistiche, radiofoniche e televisive di rilievo internazionale. La ricerca della Leggerezza dell'essere come reazione al peso di vivere caratterizza i cicli pittorici Boogie Woogie, The Blues, El Viajero. Nel 1999 nelle Sale Comunali di Teramo, rileggendo Cervantes, inaugura le grandi Tele Gorilla and Rock and Roll dedicate all'amico Ivan Graziani. Cavalieri erranti, ironici, beffardi e ribelli combattono un mondo assurdo fatto di cattiverie e malelingue. Nel 2007 la Galeria Mediterranea di Palma De Mallorca ospita le particolari Tempere all'uovo El Viajero. Viaggiatori solitari con in testa enormi frutti, bizzarre borsette e valigie grandi quanto il quadro stesso, sono esseri appesantiti dalla stessa vita nel tortuoso ed infinito viaggio esistenziale. Simboli di creature lacerate e sfatte ma capaci ancora di urlare, ed è il colore puro, mai mescolato, che grida contro il male assoluto, l'indifferenza.