Stefano Iatosti intervista l'artista Monica Palermo

Credi che nella tua arte sia pi importante la meditazione o limmediatezza?
Nellimmediatezza c molta meditazione. Ma in genere dopo aver realizzato la mia opera, che mi fermo a meditare.

Pensi di recuperare qualcosa della libert infantile dipingendo?
La pittura mette a contatto con le emozioni pi profonde e non ci sono emozioni pi profonde di quelle infantili. In ognuno di noi c il desiderio di liberarsi dagli schemi e dalle costrizioni dellet adulta. Larte offre una possibilit di realizzare il desiderio, sia pure in un tempo limitato.

Ritieni la tua pittura astratta come la musica?
Non ho mai considerato la musica una forma di astrazione. Credo che tanto la pittura che la musica possano suscitare emozioni indipendentemente dal significato che assegniamo loro.

Ti trovi pi a tuo agio nellordine o nel caos?
Penso che non possano esistere lordine senza il caos e viceversa. Il caos la premessa della creazione perch la mente libera di spaziare, ma dopo il caos arriva il momento di mettere ordine. Personalmente mi trovo a mio agio tanto nellordine che nel caos. Quello che appare come caos dallesterno pu nascondere un ordine interno pi saldo, cos come lapparenza dellordine pi asettico dissimula un caos interiore che si cerca inutilmente di tenere a freno.

La tua scelta del cuore come simbolo pu essere riferita a una necessit di dare amore?
Non credo che il cuore abbia qualcosa a che vedere con lamore. Piuttosto mi rappresenta.

Il tuo cuore tanto grande da moltiplicarsi o la tua una visione ironica dellamore attraverso il suo simbolo?
Sento il bisogno di moltiplicarmi in tutte le forme e cerco di trasmettere, se non amore, serenit e allegria a chi guarda i miei cuori. Non c ricompensa pi grande del leggere la gioia negli occhi di chi osserva un mio quadro.

Il caos che rappresenti unimmagine di quello che vedi fuori di te o che senti in te?
Sono circondata dal caos, per le strade e nei sentimenti che provo. Il caos dentro di me e cerco di liberarmene attraverso le mie forme e i miei colori o piuttosto di dargli un senso, di trasformarlo in un percorso.

La tua una ricerca a ritroso, un ritorno alle origini, al grado zero della comunicazione? Una sorta di archeologia emotiva?
Prima di dipingere cerco di uscire da me stessa, per quanto possibile, per entrare nella tela senza vincoli n pregiudizi. Nei miei quadri prevale il senso del gioco infantile, listinto del bambino libero da rimproveri e divieti.

Nel caos del mondo, la sola via lamore dellarte o larte dellamore?
Nel caos del mondo serve larte dellamore, che per me si trasforma spontaneamente in amore per larte, il mezzo attraverso il quale cerco di esprimere questo amore. Forse solo i bambini sanno qualcosa dellamore, perch amano a prescindere del giudizio altrui, seguendo il loro istinto e il desiderio di conoscere.

Credi che nella tua arte sia pi importante la meditazione o limmediatezza?
Nellimmediatezza c molta meditazione. Ma in genere dopo aver realizzato la mia opera, che mi fermo a meditare.

Pensi di recuperare qualcosa della libert infantile dipingendo?
La pittura mette a contatto con le emozioni pi profonde e non ci sono emozioni pi profonde di quelle infantili. In ognuno di noi c il desiderio di liberarsi dagli schemi e dalle costrizioni dellet adulta. Larte offre una possibilit di realizzare il desiderio, sia pure in un tempo limitato.

Ritieni la tua pittura astratta come la musica?
Non ho mai considerato la musica una forma di astrazione. Credo che tanto la pittura che la musica possano suscitare emozioni indipendentemente dal significato che assegniamo loro.

Ti trovi pi a tuo agio nellordine o nel caos?
Penso che non possano esistere lordine senza il caos e viceversa. Il caos la premessa della creazione perch la mente libera di spaziare, ma dopo il caos arriva il momento di mettere ordine. Personalmente mi trovo a mio agio tanto nellordine che nel caos. Quello che appare come caos dallesterno pu nascondere un ordine interno pi saldo, cos come lapparenza dellordine pi asettico dissimula un caos interiore che si cerca inutilmente di tenere a freno.

La tua scelta del cuore come simbolo pu essere riferita a una necessit di dare amore?
Non credo che il cuore abbia qualcosa a che vedere con lamore. Piuttosto mi rappresenta.

Il tuo cuore tanto grande da moltiplicarsi o la tua una visione ironica dellamore attraverso il suo simbolo?
Sento il bisogno di moltiplicarmi in tutte le forme e cerco di trasmettere, se non amore, serenit e allegria a chi guarda i miei cuori. Non c ricompensa pi grande del leggere la gioia negli occhi di chi osserva un mio quadro.

Il caos che rappresenti unimmagine di quello che vedi fuori di te o che senti in te?
Sono circondata dal caos, per le strade e nei sentimenti che provo. Il caos dentro di me e cerco di liberarmene attraverso le mie forme e i miei colori o piuttosto di dargli un senso, di trasformarlo in un percorso.

La tua una ricerca a ritroso, un ritorno alle origini, al grado zero della comunicazione? Una sorta di archeologia emotiva?
Prima di dipingere cerco di uscire da me stessa, per quanto possibile, per entrare nella tela senza vincoli n pregiudizi. Nei miei quadri prevale il senso del gioco infantile, listinto del bambino libero da rimproveri e divieti.

Nel caos del mondo, la sola via lamore dellarte o larte dellamore?
Nel caos del mondo serve larte dellamore, che per me si trasforma spontaneamente in amore per larte, il mezzo attraverso il quale cerco di esprimere questo amore. Forse solo i bambini sanno qualcosa dellamore, perch amano a prescindere del giudizio altrui, seguendo il loro istinto e il desiderio di conoscere.

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