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La caduta di un mondo nelle opere di Orodè
di Gian Ruggero Manzoni

Quando per la prima volta mi sono imbattuto nei lavori di Oronzo Decataldo, in arte Orodè, ho subito pensato a Egon Schiele, non tanto per i soggetti rappresentati, quanto per come egli affronta la figura nell’oggi e per come intende il gesto artistico. Orodè si pone con un segno disperatamente poetico, testimone della fine di un’epoca. In un Occidente che precipita, stordendosi, danzando, avvelenandosi e guerreggiando, verso la catastrofe, il pittore e performer pugliese introduce una nota di tragico presagio e insieme ci regala il desiderio di eros, di vita, di passione, seppure le sue rasoiate e il suo continuo rapporto con l’oscuro, con la tenebra, con l’abisso. Quindi la sua diventa una drammatica avventura interpretata con lucida partecipazione al nostro tempo. La caduta è evidente, ma il rappresentato si muove in senso contrario rispetto a una decadenza estetizzante o a un freddo distacco, come possiamo vedere in molta pittura giovane. L’originalità di Orodè sta in tali componenti, in modo che il simbolo diventa parte integrante della figura e la malattia e la morte sono spesso trattate con una visione polarizzante. Nelle sue raffigurazioni, espressioniste e di getto, l’artista non vuole mostrare ciò che appare, infatti per lui è importante ciò che è lo "sguardo verso l’interno". Nei numerosi ritratti da lui eseguiti, Orodè riflette, in modo molto pregnante, una visione delle abitudini socio-culturali che alienano il mondo. (...) Ed è di una debolezza che il nostro artista narra, di una debolezza ormai diventata sistema, assieme alla paura.

Bibliografia

Orodè Deoro è nato a Taranto nel 1974. Artista autodidatta, intraprende degli studi di Filosofia a Perugia, che abbandona nel 2000 per trasferirsi nella casa-museo del pittore e scultore Vincent Maria Brunetti a Guagnano in provincia di Lecce. In circa tre anni, Orodè decora circa 250 mq di superficie con mosaici nei quali accosta i materiali più diversi, dalla ceramica ai sassi, dagli specchi alle luci elettriche ed alla pittura. Gli interni e gli esterni di questa casa sono completamente trasfigurati dal suo intervento e questa casa-museo, vero collezione a cielo aperto della sua arte, è oggi liberamente visitabile.
Ha partecipato a partire dal 2002 a più di trenta mostra a livello nazionale ed internazionale con opere in tecnica mista, nelle quali associa pittura e mosaico. Questa tecnica che lui stesso battezza Fragmentart è oggi direttamente visibile sul web, all'indirizzo www.fragmentart.it
Sue opere permanenti sono realizzate in occasione di alcuni festival artistici. Nel 2002 a Parabita, in provincia di Lecce, partecipa al Primo Festival delle Arti Integrate Chiamal’arte. Nel 2008 e nel 2009, lavora invece ad Arcevia, in provincia di Ancona, in occasione della prima e della seconda edizione di Ar(t)cevia- International Art Festival.
Sperimentatore instancabile, Orodè Deoro è anche conosciuto per le sue performances pittoriche, che documenta e pubblica sul suo canale Youtube, sadgold.

Attestati / Premi

2009. Premio Nazionale Enzo Fani, Roma
2009. Premio Celeste Voto online sezione pittura