Biografia

3 Premio Biennale D’Arte Contemporanea

Leonardo Da Vinci Terzo Millennio (Roma) 2001

Inaugurazione Paolo Ferrari Showroom A Bergantino Rovigo 2001

Collaborazione con Seagram Italia:
Creazione 2 Quadri & 1 Lampada per Absolute Vodka

1995 Collettiva Palazzo Strozzi Bergantino Rovigo
1995 Collettiva Ars Et Fabrica Villa Poma Mantova
1995 Personale Factory Gallery Sermide Mantova
1996 Personale Arte Nelle Mani Modena
1997 Collettiva Country Life Modena
1997 Personale Brera Via Solferino Milano
1998 Personale Villa Selmi Rovigo
1999 Personale Ristorante Il Tartufo Revere Mantova
2000 Personale Factory Gallery Sermide Mantova
2001 Collettiva Expo Arte Montichiari Brescia
2002 Personale Sport Village Mantova
2002 Collettiva Galleria Aus18 Milano
2002 Personale Bonifica La Mente Sermide Mantova
2002 Personale Brelin Naviglio Milano
2003 Collettiva Bonifica La Mente Sermide Mantova
2003 Collettiva Galleria Sekanina Ferrara
2003 Collettiva Galleria Allegretti Arte Villa Poma Mantova
2003 Collettiva Galleria Skies&Flowers Milano
2003 Personale Mondi Intoccabili Caffè Degli Artisti Bergamo
2003 Personale Save The Date Joost Cesare Correnti Milano
2003 Collettiva Art Bergamo Bergamo
2003 Personale Galleria Sekanina Oltre La Materia Ferrara
2003 Personale B&b Berlin Germania
2003 Collettiva Castello Estense Sale Dell’imbarcadero Ferrara
2003 Permanente MR&MRS House Showroom Londra
2004 Collettiva Galleria Aus18 Ligthing Aus Milano
2004 Collettiva Galleria Prisciani Art Suite Ferrara
2004 Personale Segreto Ferrara
2004 Collettiva Suite Duomo Paola Trevisan Ferrara
2004 Personale Oltrefrontiera Milano
2004 Personale Galleria Krisal Galerie Genève Suisse
2004 Personale Oltrefrontiera Como
2004 Personale Klink Lido Di Spina Ferrara
2004 Personale Ristorante Il Portico Bergantino Rovigo
2005 Personale Colladon Arzignano Vicenza
2005 Personale Oltre la materia Castello Estense Mesola Ferrara
2005 collettiva Alla ricerca dell Arte contemporanea Bergantino Ro
2005 personale Cecchini stanze italiane vicenza
2005 personale Bonetti & Zelaya Showroom verona
2005 personale Abaca showroom Rovigo
2006 personale Abitare il tempo Verona
2007 collettiva Capri isola in blu galleria s. Nicola Capri Napoli
2007 collettiva Galleria Crispi Roma
2007 collettiva Rassegna internzionale sale agostiniane s.m. del popolo Roma
2007 personale galleria Catus Bologna
2008 100 Alberi D'Autore Roma
2009 Arte nell'Uovo White Gallery Roma
2010 Hotel Plaza Abano Terme Padova
2011 Tartufo Arte Mantova
2011 Inversa palazzo Reggio Cagliari
2012 La Fenice Mirandola Modena


Formazione artistica

Biografia Breve

Paolo Ferrari, nasce a Bergantino nel 1968, dove vive e lavora.
Autodidatta, dipinge in modo professionale ormai da più di 20 anni, combinando con armonia ed originalità, sia quadri, sia sculture ed oggetti d’arredamento.
Ferrari ama possedere ed esercitare un’arte eclettica ed una passione per l’estetico, capace di cogliere tutte le sfaccettature del bello: “L’obbiettivo principale della ricerca di un artista completo, afferma lo stesso Ferrari, è quello di non fermarsi mai, bensì continuare a sperimentare materiali e forme”.
Così, un’inesauribile sete di sperimentazione, lo porta a catturare e ad interrogare sempre nuovi materiali, ad elaborarli e a trasformarli, giocando su un filo invisibile tra pittura e scultura.
Nel 1995, realizza la prima mostra a Palazzo Strozzi a Bergantino, dove riscontra un grande successo sia di pubblico, sia di critica: evento che lo spingerà a proseguire il proprio cammino poietico attraverso i percorsi dell’arte e del bello. Dopo varie esposizioni, nel 2001, partecipa alla “Biennale d’ Arte Contemporanea Leonardo da Vinci Terzo Millennio” a Roma, dove si aggiudica il III° premio, su un totale di oltre 400 artisti selezionati.
Ha infine realizzato importanti lavori per “Absolute Vodka” (Svezia), esponendo inoltre le proprie opere a Berlino, Germania, al B&b e a Ginevra, Svizzera, alla Krisal Galerie.
Nel 2001, inaugura la sua galleria a Bergantino, ricavata da un vecchio mulino ristrutturato, che fungerà sia da “Show Room”, sia da abitazione: connubio questo straordinario tra arte e vita, dove la quotidianità, diviene anch’essa opera d’arte.

Paolo Ferrari vive e lavora in Via Roma 186 a Bergantino Rovigo
Riceve previo appuntamento.
www.paoloferrarishowroom.it

Paolo Ferrari Bio

Paolo Ferrari was born in 1968 Italy, where he lives and works.
He has been painting professionally for over 20 years now, combining harmony and originality in his paintings, sculptures, and furniture items.
Paolo Ferrari loves and applies an eclectic art and his passion for aesthetics, able to capture beauty different aspects: “An accomplished artist main target in research, quotes Paolo, is to look forward and never stop creating, experimenting new materials and shapes”.
His inexhaustible craving for experience helps him to develop and explore new materials: expanding and transforming them, playing on the invisible thread between painting and sculpture.
In 1995, he arranged his first exhibition at the STROZZI Palace in Bergantino, where he was greeted with acclaim by both critics and public alike. This single event pushed him to pursue his artistic path as expression of art and beauty.
After several exhibitions, in 2001, he attended the "Biennial of Contemporary Art Leonardo da Vinci Third Millennium" in Rome, where he was rewarded with the 3rd prize out of a total of over 400 selected artists.
He was also commissioned for some works by "Absolute Vodka" (Sweden), and exhibited his artworks in Berlin (Germany) at the B&B Exhibition and in Geneva (Switzerland) at the Krisal Galerie.
In 2001, Paolo inaugurated his own gallery in Bergantino in an old restructured flour-mill, that will act as both his "Showroom" and home; an extraordinary combination of art and life, where the daily routine of life becomes a piece of art too.

Tematiche

PAOLO FERRARI: la pittura come vera icona Il tema del tempo è antico e attraversa nei secoli la storia dell’arte: dalla volontà di misurarlo nel complesso neolitico di Stonehenge alla Vanitas barocca, dalla Canestra di frutta di Caravaggio alla serie atmosferica de La cattedrale di Rouen di Monet. Anche presso molti artisti contemporanei la suggestione del tempo non ha cessato di esercitare un forte stimolo creativo. Nelle opere di Paolo Ferrari, con modalità vicine all’ ormai storicizzato informale materico, il tempo passato opera un’azione quasi mai violenta. Difficilmente esso logora e ferisce i materiali, sovente invece addolcisce, smussa, sfuma, accorda tonalmente. E’ l’artista che con grande sapienza pittorica (perché di pittura e di grande qualità si tratta) decanta le emozioni, rendendole al contempo addirittura intime e monumentali, in una fusione originalissima degli opposti. Macchia, segno, materia, sono tra gli stumenti espressivi adottati dal Ferrari, in continuità con quella stagione internazionale iniziata negli anni cinquanta del secolo scorso. Le lacerazioni traumatiche post belliche dei celebri Sacchi di Alberto Burri lasciano il campo ad una dimensione più apollinea. Il riscatto della forma si è compiuto attraverso la sua precedente distruzione: anche lui così come altri artisti della recente generazione va recuperando i frammenti per ricostruirli, alla luce di una nuova estetica e di un nuovo modo di sentire. E’ la pars costruens di baconiana memoria. Dipinti dal profondo senso classico, con ampie partiture spaziali determinate da bilanciatissimi accordi cromatici. Quando non è il rettangolo aureo è il quadrato a dettare il confine tra superficie pittorica e spazio esterno all’opera. La predilezione è per le composizioni ortogonali, rimando colto ad un mondo cartesiano-mondrianeo. Le stringhe delle vecchie pulegge non legano più solidi volumi ma marcano le superfici bianche, così come i sacchi non contengono più ma diventano, semanticamente, contenuto essi stessi. L’acrilico e il poliuretano degli ultimi anni, hanno ceduto il posto a materiali più naturali e “affettivamente” più vicini all’artista. Dal vecchio granaio di famiglia in disuso, oggi trasformato in splendido showroom, Ferrari ha conservato i sacchi di yuta, ancora profumati di frumento e farina. Tra gli anni trenta e quaranta hanno portato, in quel mulino di quel piccolo borgo, il mondo non ancora mondializzato. Le scritte stampate raccontano di luoghi esotici allora mitici: New York, Cuba, Haiti, Mississipi. Storie di carretti, di braccia, di treni, di bastimenti…di rammendi fortuiti e provvidenziali. Lontano da ogni operazione esclusivamente nostalgica o demoetnoantropologica, Paolo Ferrari celebra rendendogli omaggio, il lavoro manuale. Nessun intento semplicisticamente ecologista delle ormai logore e di maniera formule del “riciclo creativo”, quanto piuttosto il saper leggere il valore formale ed emotivo di oggetti in disuso. Una borchia arrugginita e una fascia di cuoio si rapportano a velature che abbassano, pittoricamente, le scritte stampate sulle yute. Lontanissimo se possibile da ogni velleità pop, non profetizza nessuna reificazione dell’opera d’arte, nessuna “riproducibilità tecnica”. Per dirla alla Calvesi “l’informale materico riesce a portare la vita nell’arte”. Alla brillantezza elegantemente decadente dei lustri metallici della produzione precedente, Ferrari oppone oggi con coraggio l’opacità e la solennità del tessuto…una Veronica (vera-icona!) della pittura. 1 febbraio 2013. Fabio Grassi.

Tecniche

informale materico

Valutazione artistica

0.6

Bibliografia

Paolo Ferrari

Un’arte che sorprende, colpisce, incanta, per dimensioni, colori e forme plastiche tridimensionali....un’arte che cattura ed interroga i materiali, le forme e i suoi interlocutori....un’arte che elabora la materia e la trasforma, giocando su un filo invisibile tra pittura, scultura e designer.....un’arte che infine riconduce all’artista Paolo Ferrari, il quale sorprende l’osservatore attraverso una ricerca che non ha nulla a che fare con l’idea di quadro dipinto, ma che vuole tuttavia proporre un gesto pittorico poietico e poetico, presentandosi come informale materico sul palcoscenico del bello, dell’estetico e perché no della vita stessa, sono gli elementi che caratterizzano l’iter artistico e l’apprendistato pittorico dell’artista e delle sue opere.
Nato a Bergantino nel ’68, l’artista riscopre continuamente il contatto e l’elaborazione dei materiali, il gioco dei colori, delle sfumature e delle ombre, dove quest’ultime, in fondo, divengono ritagli impercettibili o percettibili appena della luce, che risulta essere quasi sempre irreale, o meglio surreale.
Sarà per questo, che Paolo Ferrari, predilige le superfici di striscio, la percezione tattile-materica, che richiama mondi iperuranici e lunari: esplosioni preadamitiche, dove il magma e la materia primordiale, esplodendo, trovano una propria dimensione ed un proprio senso nell’opera dell’artista, che anche per questo, ricerca la monocromia di colori assoluti e magici come quelli dell’oro e dell’argento.
Non è dunque un caso, o meglio, è una casualità voluta, l’utilizzo di materiali come il poliuretano espanso, che nell’atto del suo utilizzo sulla tela, esplode, si espande, avvolge, fagocitando lo spazio ed il tempo in un atto irripetibile ed unico: quello del fare arte, che sorprende lo spettatore anch’egli fagocitato e catturato dalla materia, dall’irresistibile desiderio del contatto con quella superficie che prende corpo e sostanza, ricercando impercettibili significanze, nelle infinite traduzioni a cui l’arte di Ferrari si presta.
Ecco che forse, proprio qui, il connubio tra arte e bello, tra estetico inteso come il “baumgartiano” “ars pulcre cogitandi” ed il verbo greco, da cui lo stesso lemma “estetica” deriva, ovvero percepire, sentire, si fa vivo più che mai: la percezione diviene quotidiana, il contatto con l’opera è continuo, l’artista vive e lavora nella sua “home-gallery”, a contatto con le sue opere, il visitatore che è anche amico e frequentatore della quotidianità dell’artista, respira l’opera non più con quel senso sacrale ed asettico del museo, ma con quello confidenziale di una casa bella ed accogliente.
Il museo o la galleria, divengono insomma la casa di ogni giorno, le stravaganti poltrone, sofà e lampade, oltre ad essere opera d’arte, sono anche oggetti del vivere quotidiano: si assiste cioè ad un processo ribaltato, rispetto a quello utilizzato da Marcel Duchamp con le sue “fontane-orinatoi”, che estrapolati dal contesto quotidiano ed inseriti in quello museale, vengono investiti dalla sacralità dell’opera; qui l’opera invece, è tolta dal museo e vissuta giornalmente.


Ma, in fondo, i giochi materici di Ferrari, vengono ad identificarsi con i moti dell’anima dell’artista: turbolenze, capricci, spasmi, esplosioni che lo spirito inquieto
produce, che la materia rappresenta, che Ferrari concretizza, sono forse i segreti dell’artista.
Egli, li cattura inavvertitamente, per poi fermarli ed elaborarli sulla tela, nell’uso insolito di materiali come sabbia, commista di colore e colori, in quei giochi ottici, che ingannano il pubblico che li guarda, mutando di volta in volta colore e dimensione, in base alla prospettiva, ai punti luce, al fruitore.
Quella dell’artista allora, è un’arte che magicamente incanta, che Paltone, definirebbe menzognera ed ingannatrice, ma che in fondo, sa stuzzicare le corde dell’emotività e della creatività, del bello tout-court, ma anche quello di una spiritualità superiore, iper-materica, quasi irreale nelle sue coloriture calde dell’oro, dell’argento e delle polveri metalliche.
Ferrari, premiato terzo alla Biennale d’Arte Contemporanea “Leonardo da Vinci” di Roma, si mette in gioco, invita al gioco di prospettive, modellando a sua volta la materia informe attraverso una gestualità mirata e controllata, con colpi si spatola, plasmando l’implasmabile, attraverso quell’atto assoluto e per certi aspetti irrazionale che il “diaframma della mano” dell’artista rappresenta.
Le origini dell’arte di Ferrari, si trovano a brandelli, in diversi movimenti artistici dell’arte del ‘900, in una sorta di eccletismo e riorganizzazione, che si perdono anch’essi nella materia informe che egli rappresenta: ecco allora che è possibile ravvisare le tracce di Yves Klein e del “Noveau Réalisme”, per ciò che riguarda la sua ricerca monocomatica dell’oro, ma anche per certi aspetti quelle di Fontana nel suo “Concetto Spaziale”, in cui si registra l’accidentalità degli interventi, con l’inserimento di sabbie e lustrini.
Ferrari tuttavia, rivisita e ripercorre le correnti artistiche, prendendo le distanze da generie e riferimenti storico-culturali, pur non negandoli: la sua diviene allora una ricerca in se stesso, capace di volta in volta di rappresentarsi nella caoticità e plasticità della vita nelle sue sfaccettature.
Ma al di là delle critiche e delle parole, ancora una volta è l’opera a parlarci, a trasmetterci quel senso della vita e del sogno, quella capacità dell’oltre e del meraviglioso i cui confini e contorni, solamente l’arte è in grado di tracciare e solamente l’opera di manifestare.
Pertanto: “Molte son più antiche le cose che le lettere.....a noi basta la testimonianza delle cose” (Leonardo da Vinci).
critiva di Davis Raddi

Attestati / Premi

3 Premio Biennale D’Arte Contemporanea

Leonardo Da Vinci Terzo Millennio (Roma) 2001

Inaugurazione Paolo Ferrari Showroom A Bergantino Rovigo 2001

Collaborazione con Seagram Italia:
Creazione 2 Quadri & 1 Lampada per Absolute Vodka

1995 Collettiva Palazzo Strozzi Bergantino Rovigo
1995 Collettiva Ars Et Fabrica Villa Poma Mantova
1995 Personale Factory Gallery Sermide Mantova
1996 Personale Arte Nelle Mani Modena
1997 Collettiva Country Life Modena
1997 Personale Brera Via Solferino Milano
1998 Personale Villa Selmi Rovigo
1999 Personale Ristorante Il Tartufo Revere Mantova
2000 Personale Factory Gallery Sermide Mantova
2001 Collettiva Expo Arte Montichiari Brescia
2002 Personale Sport Village Mantova
2002 Collettiva Galleria Aus18 Milano
2002 Personale Bonifica La Mente Sermide Mantova
2002 Personale Brelin Naviglio Milano
2003 Collettiva Bonifica La Mente Sermide Mantova
2003 Collettiva Galleria Sekanina Ferrara
2003 Collettiva Galleria Allegretti Arte Villa Poma Mantova
2003 Collettiva Galleria Skies&Flowers Milano
2003 Personale Mondi Intoccabili Caffè Degli Artisti Bergamo
2003 Personale Save The Date Joost Cesare Correnti Milano
2003 Collettiva Art Bergamo Bergamo
2003 Personale Galleria Sekanina Oltre La Materia Ferrara
2003 Personale B&b Berlin Germania
2003 Collettiva Castello Estense Sale Dell’imbarcadero Ferrara
2003 Permanente MR&MRS House Showroom Londra
2004 Collettiva Galleria Aus18 Ligthing Aus Milano
2004 Collettiva Galleria Prisciani Art Suite Ferrara
2004 Personale Segreto Ferrara
2004 Collettiva Suite Duomo Paola Trevisan Ferrara
2004 Personale Oltrefrontiera Milano
2004 Personale Galleria Krisal Galerie Genève Suisse
2004 Personale Oltrefrontiera Como
2004 Personale Klink Lido Di Spina Ferrara
2004 Personale Ristorante Il Portico Bergantino Rovigo
2005 Personale Colladon Arzignano Vicenza
2005 Personale Oltre la materia Castello Estense Mesola Ferrara
2005 collettiva Alla ricerca dell Arte contemporanea Bergantino Ro
2005 personale Cecchini stanze italiane vicenza
2005 personale Bonetti & Zelaya Showroom verona
2005 personale Abaca showroom Rovigo
2006 personale Abitare il tempo Verona
2007 collettiva Capri isola in blu galleria s. Nicola Capri Napoli
2007 collettiva Galleria Crispi Roma
2007 collettiva Rassegna internzionale sale agostiniane s.m. del popolo Roma
2007 personale galleria Catus Bologna
2008 100 Alberi D'Autore Roma
2009 Arte nell'Uovo White Gallery Roma
2010 Hotel Plaza Abano Terme Padova
2011 Tartufo Arte Mantova
2011 Inversa palazzo Reggio Cagliari
2012 La Fenice Mirandola Modena