Biografia

Piero Racchi è un pittore, scultore, compositore, batterista e scrittore, L’attività pittorica l’ha iniziata a trentatrè anni. La grafica è stata la sua prima passione. In seguito è passato alla pittura all’olio dipingendo quadri surreali. Dopo varie tecniche e sperimentazioni, ha creato una personale serie di quadri polimaterici intitolati “vedute spaziali”. Infine, rapito dal piacere di realizzare opere utilizzando materiali diversi, è approdato nel genere attuale che lo caratterizza e differenzia da tutti gli altri pittori e scultori. Le sue sculture “tutto tondo” e quadri, hanno un unico significato: la natura che tenta disperatamente di affrancarsi dall’asservimento umano. Essa, con le sue lunghe dita vegetali, serpeggia, avvinghia, penetra in ogni crepa e pertugio dei gelidi e ambigui manufatti umani e, come un lenzuolo sepolcrale, con la presunzione di far nascere un nuovo ciclo di vita, li ricopre.

Formazione artistica

AUTODIDATTA. HO INIZIATO A SPERIMENTARE - PER CERCARE DI ESSERE DIVERSO DAGLI ALTRI - DAL PRIMO GIORNO DELLA MIA ESPERIENZA ARTISTICA. ORA HO UNA MIA PERSONALITA', UNA MIA TECNICA E UN TEMA A ME MOLTO CARO: "LA NATURA"

Tematiche

Artista di gran capacità immaginativa, con un’anima ecologica che lo rende attento osservatore della natura, indagata con appassionata curiosità.
Vilma Torselli

Tecniche

Le mie opere sono tutte polimateriche.Hanno tutte lo stesso significato:la natura che tenta disperatamente di affrancarsi dall’asservimento umano. Essa, con le sue lunghe dita vegetali, serpeggia, avvinghia, penetra in ogni crepa e pertugio dei gelidi e ambigui manufatti umani e, come un lenzuolo sepolcrale, con la presunzione di far nascere un nuovo ciclo di vita, li ricopre.

Valutazione artistica

I miei quadri sono valutati da 300,00 a 5000,00 €

Bibliografia

Racchi con inalterata sensibilità, continua, a voler sperimentare, scoprire: permane il bisogno istintivo di esprimersi, di dare corpo alla produzione incessante di apparizioni che popolano il suo universo immaginativo e i suoi labirintici percorsi.
I colori dispensano un’impronta di magica fioritura, a volte inquietante, e hanno una fondamentale importanza fino a diventare, nel loro ruolo di collanti, veri e propri protagonisti, riuscendo a dare campo a speranze e paure, in cui c’è lo spazio per tutto e tutto appare possibile. Essi ricoprono i suoi assemblaggi, le sue proliferazioni, con un velo lucido dall’effetto porcellanato; il gusto del paradosso fornisce lo spunto per pensare a Piero come ad un novello Luca della Robbia, improvvisamente calato in un’atmosfera extraterrestre senza tempo.
Soprattutto attraverso la scultura, l’artista incontra realtà concrete, pezzi scartati con la loro storia, raccolti e combinati che lo chiamano dal loro vissuto, pronti a meravigliose trasformazioni. Si tratta di materiali trovati per caso o scrupolosamente cercati, che, nella nuova fusione, acquistano la dignità di piccoli monumenti. Nel suo lavoro la polemica ecologista contro la mole sempre più soffocante degli oggetti che vengono gettati via si sposa con l’idea schwitteriana della riqualificazione estetica delle cose inutili, non più in uso.
Tutto allude sempre ad un qualcosa di enigmatico, straniante e, questo, in genere, non è conseguenza soltanto del processo alchemico della forma, quanto dell’alchimia del gesto, nel senso che l’opera è l’espressione immediata dei movimenti dell’essere e il luogo di inaspettate metamorfosi.
Se l’alchimia, dunque, è in grado di diventare strumento di indagine e di conoscenza, può, a buon diritto, essere avvicinata all’opera di Racchi, nella misura in cui l’opera stessa è una continua ricerca di libertà, nell’arte e nella vita. Quella libertà che Piero concede allo spettatore che, decifrando e interpretando, aggiunge il proprio contributo al processo creativo.

Arturo Vercellino

Attestati / Premi

Piero racchi, per principio, non ha mai partecipato a concorsi.