Biografia

Alex Portuesi


Lo smarrimento dell’essere e la continua ricerca di un’identità irraggiungibile. Questi sono gli elementi peculiari della scultura ed in genere del lavoro artistico di Alex Portuesi, che della disperazione dello spirito ha fatto sostanza della forma.
Memore di una stoica malinconia, che affonda nella plasticità d’epoca tardo imperiale romana, la scultura del Portuesi si lascia coinvolgere da una ricerca volta a manifestare prima di tutto agli occhi, poi alla mente, il continuo farsi e disfarsi di una materia che, tenace nel suo aspetto esteriore rivela invece grande plasmabilità. Non è dunque un caso che l’artista sia passato dall’iniziale uso del consueto marmo, all’adozione di sostanze povere che nel concetto di riciclo hanno la loro reale ragione d’uso, rivestite poi di polveri in grado conferire loro una patina di preziosità. Ebbene si, perché in fondo l’anelito di ogni uomo è quello di piegare persino le più dure forme alla visione della mente; dominare l’indomabile della natura e della donna.
Eterno femmineo splendore, la donna si rivela essere custode di tragici nonché fascinosi misteri dionisiaci, che in una mimica fisica perennemente coinvolta in un ritmo danzante, mette in luce un universo in grado di distruggersi e risorgere dalle proprie ceneri. E il ciclo della vita, nel suo cangiante segreto il vero interesse dell’artista; lascia dunque quasi mai in vista i volti delle sue creature, avvolgendole anzi di un magrittiano velo che sfrutta la leggerezza delle chiome per far colare la sostanza su di un suolo inesistente e proprio per questo più facilmente ricollegabile alle estremità inferiori del corpo umano, radici esse stesse di un remoto legame che non manca mai di emergere con forza.
Grembo vitale e già in Leonardo ideale luogo di convergenza del supremo equilibrio, la donna si disvela con semplici morbide curve, in grado di far risaltare per contrasto, una mente complessa nel suo anelito di fuga e voglia d’emersione attraverso la superficie. Come nella Medusa di remota memoria, un frammento di gorgonica bellezza ritorna in una delle sculture più gradite, ove due svettanti serpi dominano l’orizzonte oltre il quale la mente vorrebbe procedere, servendosi dell’acuta vista rapace, che trova in una isoalta testa d’aquila la sua concretizzazione. Si badi bene non è solamente un urlo la sonorica manifestazione di questa creatura, ma bensì il chiassoso e disilluso ghigno di chi ha fatto della doppiezza dell’apparire la sua fondamentale arma di vita, nella coscienza di non potersi mai piegare fino all’estremo ad un mondo che essa desidera e respinge insieme.
Che sia la meditazione filosofica o la voglia di riscatto fisico-spirituale quello che più conta è che essa è riveli sempre un’inquietudine senza tempo, ma proprio per questa ragione ancor più attuale. Così come nel flusso dell’energia che tutto coinvolge, il venereo capo si torce allora contrito, nella certezza che al di là di se stesso risieda vera possibilità di liberà espressione.

Dr. Marcello Castiglia
critico d’arte

mail-marcellocastiglia@hotmail.it
info- 3316331842


Formazione artistica


Tecniche

tecniche varie : modellando con qualsiasi materiale ,anche da riciclo:

Bibliografia

Bio-Bibliografia
Alessandro, (Alex) Portuesi nasce a Castellammare del golfo, in provincia di Trapani, il 14/06/1961 sotto il segno dei Gemelli, dove ha vissuto da studente. Fin dall’età scolastica, Alex era appassionato, sempre di più del mondo dell’arte figurativa . Alex da bambino si distinse nel disegno con caricature delle proprie maestre o, più in là con schizzi sulle strategie di grandi battaglie del passato storico o modellando con qualsiasi materiale a disposizione come fango, creta, impasto misto, ecc, e ancora dipingendo su tela, legno, metallo, ecc. La materia, nelle sue mani, da inerte assumeva forme vitali, come rigenerate. Affascinato della storia dell’arte, nel 1977 si sposta a Roma presso alcuni zii, osservando e studiando le sontuose bellezze delle opere d’arte sparse per le strade, le piazze e i musei con particolare attenzione per gli artisti chiamati “di strada”. A Roma completò gli studi di Geometra e quelli di “Arredatore Progettista” presso l’Istituto Quasar Design, sempre a Roma. Avendo buona conoscenza tecnica,intraprese l’attività di pittore e scenografo . Il mito stimola in lui spettacolari evocazioni. E’ del 1981 la sua prima mostra presso la galleria d’Arte “LA FONTANELLA” in Via Del Babbuino in Roma ricevendo ampi consensi di critici e di pubblico. Nel 1983 studia come tecnico e restauro presso la Scuola CESMA. Onde approfondire la sua cultura e la sua conoscenza artistica parte per i luoghi più disparati e interessanti per la sua fame di sapere: Parigi, Marsiglia, Barcellona, Stati Uniti, e ancoraafrica, Israele, Giordania, Burundi, ecc.ecc. Stanco di tanto girovagare ritorna al suo paese natio e, nel 1986 espone nel capoluogo presso i locali/galleria de “La Loggia”. Nel 1990, al ritorno di altro lungo viaggio, portò al termine un corso di scenografo per teatro e televisione che valse un impegno non indifferente presso TELE EUROPA. Nel 1991 ricevette una targa quale scenografo e coreografo dell’anno. Nel 1993 partecipò con i massimi esponenti del Teatro Massimo di Palermo alla realizzazione di un colossale parco scenografico presso il baglio di Scopello . Nel 1994 si dedicò al restauro e ripristino di soffitti decorati settecenteschi, alla pittura e al modellamento scultorio. Nel 2008 fa parte di un Movimento Artistico “impressionismo Dianoetico” ideato da Giusy Grimaldi; Con il noto critico”Nic-Giaramita” l’arista Alex Portuesi, assieme al movimento Artistico inizia un nuovo cammino verso L’arte e la Dianoia. Nel 2009, lo 04 Aprile presso Centro Congressi Marconi, partecipa a una collettiva intitolata “LA CREATIVITA’ COME PRETESTO”.

Attestati / Premi

primo premio per la creatività presso la galleria d'Arte " La Fontanella" Roma
diploma di geometra
attestato di Arredatore Progettista
attestato di Scenografo
corso di restauro e ripristino e conservazione
targa doro come migliore scenografo dell'anno1991