Richard Silvaggio

pittore

Esposizioni
2005
-Personale presso "L'alma Rosa di Forte dei Marmi;
-Collettiva "Pink Project" presso "L'art Cafè" di Pietrasanta;
-Collettiva "Pink Project" pressi Irida Gallery, Sofia Bulgaria;
2006
"Arte in Fiera VII" Reggio Emilia;
"Liberamente Libero", collettiva presso la biblioteca civica di Carrara
"Liberamente Libero”, collettiva presso la biblioteca Panizzi di Reggio Emilia a cura del Prof. Omar Galliani;
2007
"Arte in Fiera IX" Reggio Emilia;
"Una vaga idea di", Personale presso Rolland Arredamenti di La Spezia a cura di C.Simonelli;
Collettiva presso Torre Matilde, Viareggio
2008
"Toccare, Ridere, Pensare" collettiva presso Galleria delle Erbe (Carrara), a cura di Monica Ferrarini;
"Armonia degli opposti", personale presso Galleria delle erbe, a cura di Monica Ferrarini. Catalogo personale.
2012
"La mente sul volto" personale presso il Dragoncello, Sarzana.
2013
"La mente sul volto" personale presso "Portrait café" La spezia;
"Falling Florence" collettiva presso La bottega di Merlino (Firenze), a cura di Marina Volpe;
"Sguardi Neorealisti" personale presso l'atrio di Palazzo Gambacorti, Pisa.
2014
"In Fieri" collettiva presso la Sala dell'Agostiniana Piazza del popolo, Roma;
"Save the children", Bologna con vendita all'asta do un opera;
-Partecipa con un opera alla Caput Mundi, casa d'aste di Roma.
"Prospettiva 14", collettiva presso LA.VI,Roma. Curato da Monica Ferrarini e Massimo Picchiami.
- Personale presso Kulchur21, Sarzana.
- God is woman. Collettiva presso La casa internazionale della donna- Roma, a cura di Monica Ferrarini
- Collettiva presso "La galleria Centrale dell'Unione San Pietroburgo degli Artisti. S.Pietroburgo, Russia. A cura di Olga Okuneva
-Personale di pittura presso Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno di Aulla.
2015
-Primo premio nella categoria "Realismo magico", della biennale d'arte su Facebook a cura di Giorgio Grasso.
- "No limits", Collettiva presso l'ambasciata d’Egitto (Roma) a cura di Monica Ferrarini.
- Il gesto nell'arte. L'eloquenza silenziosa delle immagini. Collettiva a cura di Monica Ferrarini.
- Itinerarte. Collettiva presso Savigliano (CN) a cura di Fabrizio Gavatorta.
-Collettiva Milan Expo 2015 International contemporary art. Trezzo d’adda. A cura di Giorgio Grasso.

Tematiche

ARCHETIPI DEL NULLA.

(…) con l’andare del tempo ho sentito la necessità di individuare una cifra essenziale: nasceva in me il desiderio, forse il bisogno, di spingere il mio lavoro verso una formula di sintesi, capace di esprimere in un’estetica pulita ed immediata, il disegno delle mie riflessioni. Ho sacrificato il colore. Volevo ridurre le variabili, assecondare sul piano grafico il conflitto in luogo del mio stato cosciente, del mio essere vivo. Ridotta in parole, l’operazione potrebbe svelare dei riflessi ingenui, ma è propria dell’umano la tensione che spinge il pensiero sul limite estremo della contraddizione. Non siamo in grado di immaginare la morte: non produce immagine. Non siamo neanche in grado di cristallizzare la sorgente del nostro pensare, l’io, dunque il fondamento della vita. Colgo il mio essere come una transizione tra due condizioni essenziali che, tuttavia, non mi è dato di vedere. Ed è tra questi due estremi che si consuma, in un anello ricorsivo, la mia sostanza pensante. Sono, siamo, la sfumatura di grigio che intercorre tra il bianco ed il nero. Lo stesso grigio che da volume ai drappi che dipingo, drappi che, a loro volta danno volume ad una figura assente che, nell’atto di cercare e di cercarsi, ne rivela, in vero, l’assenza.
La sfida, a mio vedere, sta pure (e soprattutto) nell’arrivare ad un’estetica, ad una bellezza intrinseca dell’immagine, che sì veicoli un contenuto, ma un contenuto che, come ultimo, estremo paradosso, esprima l’inesprimibile: il nulla.

Bibliografia

Biografia.
Richard Silvaggio nasce a Melbourne (Australia) il 15/2/1976. Si iscrive all'Accademia di belle Arti di Carrara e nel 2008 si diploma con il massimo dei voti (110 e Lode), con la tesi dal titolo FREAKSHOW, "Il brutto e il diabolico nell'arte dal medioevo all'arte contemporanea", con relatore Omar Galliani.
Il suo percorso artistico inizia seguendo tematiche grottesche, abbinando alle rappresentazioni pittoriche (spesso raffiguranti personaggi goffi e brutti), oggetti fisici, installazioni, con lo scopo di dare una maggiore completezza ai titoli delle opere. Successivamente mette da parte l'aspetto bizzarro per seguire una linea più delicata e decisamente più figurativa. La figura femminile, il movimento e l'eleganza del corpo diventa per l'artista un punto saldo. Abbandona completamente l'uso del colore per dedicarsi solamente all'immagine monocromatica. La genialità della sua pittura risiede nell'uso sapiente ed elegante del "non colore". Richard in fatti riesce con l'uso esclusivo del bianco e nero a creare giochi di chiaro/scuro che rendono plastiche le sue figure.
Quelle della sua ultima produzione, che lui chiama “Gli archetipi del nulla”, sono identità nascoste, fluttuanti in uno spazio non definito, donne eteree, armoniche, a volte imponenti come a voler dimostrare che è l'anima che si impone e non la materialità del corpo. Il suo è un linguaggio originale, quasi provocatorio nei confronti di quell'arte contemporanea che a volte si piega ai cliché del mercato: la sua è una libertà che gli consente di mettersi perennemente in gioco sfidando il presente.
Richard Silvaggio ci regala la sua visione poetica dell’inconscio, in una serie di tele e tavole dipinte splendidamente ad olio. Come archetipi di infantili visioni di fantasmi, lenzuola bianche circolano sospese nel nulla nelle sue opere, riempiendo di stupore chi li osserva aggirarsi nel vuoto o riposare lasciando intravedere la sagoma di chi ne è il proprietario senza mai rivelarne le sembianze. Richard Silvaggio mantiene inalterato il gusto per l’enigma ravvivandolo con raffinatezza d’intelletto e di esecuzione pittorica. Artista dotato di una discreta tecnica, si cimenta nel descrivere i morbidi panneggi in tonalità di grigio, bianco fino all’intenso scuro, dando origine a delle grisailles mai noiose, mai scontate sorrette da una forte base spirituale-concettuale. Protagonista è quella parte dell’essere eterea che è il pensiero, chiamato ad assolvere alla funzione di colmare i vuoti esistenziali, in questo caso materializzato in candide, inquietanti apparizioni scaturite dalla fantasia dell’artista e dalla sua capacità di gestire con la pittura la varietà delle sue rappresentazioni.
Lo scopo dell’artista è quello di creare un intimo dialogo tra l’opera d’arte e l’osservatore; il quadro deve trasformarsi in una sorta di oracolo silenzioso capace di porre domande ed infliggere risposte.
Testo della curatrice Monica Ferrarini.