I colori di Bossa

Giuseppe Bossa, spinto da un’immensa passione per l’arte, dipinge cercando un proprio linguaggio espressivo. È un'artista validissimo, che vive nell’umiltà e nella solitudine. Il nostro è un colorista dal sapore veristico: egli, infatti, intende, attraverso il colore, esprimere il suo pensiero con l’evitare tutte quelle forme transitorie a lui non congeniali e quindi per lui indifferenti. La sua tematica è il personaggio di ieri, di oggi o addirittura originari come quello biblico. Per Bossa, il soggetto è il prodotto di una fantasia autonoma, che non chiede nulla all’iconografia figurativa tradizionale, e che però egli si crea, per così dire, da solo; man mano che per la sua stessa vitalità esce dal più profondo intimo dell’artista e si collega naturalmente alla identificazione della forma pittorica, capace di esprimere in modo coerente la ricchezza fantastica di una visione interiore. Questa forma altro non può essere che fondata sul colore e sui rapporti di tono, più che sul disegno e sulla composizione,. Un cromatismo caldo, ricco di una intensità di accordi, una pittura che è tutto è solo colore, questo è forse, il segreto più fascinoso di Bossa; proprio perché il quadro è per lui espressione di uno stato d’animo, e il paesaggio assume per l’artista altrettanta importanza quanto le figure, e l’uno e le altre quasi evocate da mondi lontani, non possono chiudersi entro la linea di un disegno ben definito, ma la loro forza espressiva è proprio il pathos dell’artista proteso alla ricerca di una verità, che altro non è : lo scopo della sua stessa vita

di mario campo
critico d'arte
1991

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