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ESTRATTO DAL VOLUME "Iesuel Dio d'Amore e gli Angeli del Santissimo" © Jamie Know ... Delle volte la causa del malessere, del disagio e della malattia stessa potrebbe risiedere in cattive abitudini o frequentazioni, catene e vincoli da cui non si riesce a sciogliersi. La negatività potrebbe sorgere spontanea in noi o essere portata da persone e fattori, influenze esterne. Basterebbe in questi casi, troncare con quelle cause per ritornare a star bene e guarire. Come che sia, se siamo consapevoli del nostro bisogno di cambiamento e di aiuto per farcela a guarire, gli Angeli sono pronti a venire in soccorso. Eventualmente non fossimo in grado di individuare l’origine della malattia, se necessario, ci aiuteranno a scoprirla. Nell’un caso o nell’altro il loro intervento potrà essere conclusivo. Dal punto di vista degli Angeli, le sfide quotidiane che affrontiamo sono l’opportunità di analizzare il nostro percorso di vita, riconoscere e ammettere le nostre colpe e responsabilità. Se l’insoddisfazione, il nervosismo e l’incertezza circa la piega che ha preso il nostro destino ci stringe la gola, potrebbe significare che i nostri Angeli ci stiano spingendo a fare ritorno a Dio. Il pentimento è alla base del ritorno a una situazione di purezza nella quale solo lo stato di Perdono e di Grazia possono collocarci. In realtà tutti gli Angeli interagiscono in sinergia fra loro per riconciliarci con Dio e garantirci redenzione e salvazione, buona salute, successo lavorativo, gioia, felicità, prosperità e un futuro sempre migliore. È peccato desiderare salute e guarigione dalle malattie, maggiore benessere e abbondanza per noi e per i nostri familiari? Dico di no. No che non lo è! Tuttavia molti di noi, soprattutto se cresciuti in famiglie di poche o modeste risorse economiche, abbiamo imparato a non lamentarci più di tanto, o meglio a paragonarci a chi sta peggio. Siamo avvezzi alla rassegnazione che talvolta però porta con se paura, desolazione, ansia, angoscia e depressione. Alcuni di noi hanno preso il “vizio“ o l’abitudine di vivere come pezzenti invece che qual figli di Dio, principi, al fine. Ce lo hanno insegnato i nostri genitori, per farci smettere il lamento: “O Dio mai peggio di così!“ - ci hanno insegnato a dire - “Ringrazia Dio per quello che hai e pensa a chi non ha neppure questo!“ - ci hanno ripetuto, ed è un bene, è giusto così, salvo che, senza averne la minima intenzione hanno creato in noi dei sensi di colpa superflui, frustrato l’aspirazione al miglioramento, e paradossalmente hanno generato egoismo invece che liberalità. Personalmente ho sempre faticato a entrare nell’ordine di idee adeguato, a pregare specificamente per chiedere un maggiore benessere, figuriamoci poi l’abbondanza! Le circostanze della vita ci ammaestrano a venire a capo dei nostri dubbi, ci costringono a capire. Talvolta siamo costretti nelle necessità proprio perché abbiamo bisogno di imparare a chiedere, e dopo avere chiesto, dobbiamo imparare a ricevere in maniera empatica e positiva, cioè, schiettamente, senza se e senza ma. Dobbiamo credere. Ho dovuto almeno arrivare a concepire l’idea di poterlo, anzi, di doverlo fare: chiedere. Imparare la semplice formula del “dammi, dammi, dammi.“ Non c’è neppure bisogno che spieghiamo perché vogliamo ricevere. Il Signore conosce ogni cosa, già prima che formuliamo il pensiero. Se chiediamo ad alta voce, tanto meglio, in quanto il suono della nostra parola deve convincere noi stessi innanzitutto. Lui, il Santissimo, non ne ha bisogno, conosce già tutto. Chiedere, ma come? Come figli di Dio, ecco come! In quanto figli di Dio possiamo, non è peccato. Rubare ed estorcere è peccato, ma chiedere a Dio, il Signore, che è Creatore, e di più, è il Padre della creazione, è un nostro diritto acquisito per nascita. Per il fatto stesso di essere venuti al mondo, circondati dalle tante necessità, non ultime quelle dei nostri cari, e comprese le nostre, chiedere di ricevere abbondanza di ricchezze spirituali e materiali, in ogni fase della nostra vita, non è soltanto consentito, è del tutto legittimo. Il Santissimo e tutti i Suoi santi Angeli vogliono per noi benessere e prosperità, e che impariamo a riceverli come Grazia ricevuta. Dio è Misterioso, e a qual fine permette che attraversiamo circostanze avverse se non lo vediamo al momento lo capiremo in appresso. Di certo Iddio non vuole che viviamo male, nella malattia e nella sofferenza. Chi di noi vorrebbe vedere i suoi figli nel dolore, in povertà e miserie? Potrebbe mai Iddio desiderare altro che il bene dei suoi figli? Invece di lamentarti, domanda, invece di elemosinare chiedi con fede, fermamente! “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto, perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa. E qual è l’uomo fra voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure, se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi che siete malvagi sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” 1 Sii vivo, tu che leggi, e sii prospero! Perché Iddio, che non manca di nulla, è Misericordioso, e giammai potrebbe negare il Bene a chi lo domanda. Il compito degli Angeli della Guarigione e del Benessere, della Prosperità e dell’Abbondanza non è solo di esaudire le nostre richieste, ma di condurci attraverso esperienze che ci costringono a chiedere se proprio per davvero non sappiamo farlo. In breve, non è superbia richiedere, è superbia non farlo! Il loro compito è di ascoltarci nel segreto e nel palese, soccorrerci, indicarci le soluzioni adeguate a garantirci non soltanto quello che abbiamo chiesto, ma ciò di cui abbiamo realmente bisogno sia noi che i nostri cari. Se preghiamo per il mondo intero è un bene, se facciamo delle azioni caritatevoli è meglio. Se amiamo gli altri è buono, se smettiamo di disamare noi stessi è meglio. “Ama il prossimo tuo colme te stesso“ com’è scritto. Non possiamo affermare di amare Dio con tutto il cuore, l’anima e la mente se non amiamo gli altri come noi stessi, assieme.2 Nessuno è in grado di amare il prossimo, il vicino, se non comincia da sé stesso. Non è egoismo amarsi in quanto oggetto della cura di Dio, ed è un sacro dovere verso il nostro Creatore. Purché le nostre preghiere siano genuine, non ci sono regole precise sul come pregare, nessun rito complicato, nessuna formula segreta e stantia, nessuna vanità. Basterà invocare il nome dell’Angelo, ecco la “magia“! Se non è l’Angelo opportuno ci rivelerà qual è, se serve ci presenterà a lui, ma ciò che più conta, ci introdurrà al Trono della Grazia di Dio quale mediatore fra noi e Lui! “Ieshuel, Ieshuel, Ieshuel“! È chiaro il concetto? Chiediamo aiuto con fiducia, e a Dio piacendo a tempo e modo si manifesterà che l’avremo ricevuto.