POESIA: "I SOLCHI PROFONDI DEL TUO VISO" (di Roberto Zaoner)

2019

L’ombra di Matteo dipingeva un corpo immobile su quella parete di color giallo ocra, che si affacciava su quel balcone in una notte fresca settembrina.
Una grigia e triste atmosfera avvolgeva il silenzio dell’uomo, che appoggiato alla ringhiera del balcone stava fisso a guardare i contorni della campagna, debolmente illuminata dalla luna, che piccole nuvole facevano a gara a nasconderla, trasportate da un leggero refolo ancor estivo. E quelle colline lì in fondo, ove si perdeva il suo sguardo, gli apparivano come simulacri di un Dio pagano, stanco, che dall’Olimpo venerabile e coevo, si avvicinava alla terra e diventava più umano. E i suoi travolgenti pensieri lo immobilizzavano alla ringhiera per un’ultima sigaretta di notte fonda, prima di ritirarsi a dormire e cercar pace nella sua stanza, che aveva conosciuto angosce mai sopite.
E Matteo ragionava sugli sviluppi della cosmogonia, ove tutto è stato e si è espanso dal principio, che era il verbo per i credenti. Ciò perché, la sua donna non l’avrebbe più vista, né posseduta, e lui non avrebbe più potuto prendersi cura di lei, a modo suo, ad accarezzare le sue ansie, le sue paure, le sue angosce. Povera donna. E a lui adesso appariva il tutto più eterico, indistinto e vago. Nebulosi erano i suoi pensieri e sfuggenti alla realtà. Avrebbe voluto assurgere a un Dio, che solo lui custodisce il segreto di tornare indietro nel tempo e di cancellare il passato. Ma era un offuscamento di confuse idee immaginarie e ritornò al reale, al presente.
Da lontano si udiva il suono smorzato e dolce di piccoli campanelli di un gregge, che brucata l’erba durante la giornata, guidato dal suo pastore, faceva ritorno al recinto.
Raggiunse così la sua stanza, ma prima ebbe un sussulto di sensazioni miste a ispirazioni. E decise così di dedicare, a quella che era stata la sua donna, una poesia, che gli sarebbe uscita dal cuore, sicuro che lei non l’avrebbe mai letta, ma che l’avrebbe sicuramente commossa se fosse stata ancora accanto a lui:


Il tuo ardore era il mio.
La tua rinascita era andata
via via spegnendosi in una
calda giornata d’agosto.
Nei solchi profondi del
tuo viso angosciato
leggevo la tua amarezza,
per un amore che pensavi
fosse perduto.


E quelle tue vissute rughe
erano lo specchio della
tua anima tribolata per
impietose menzogne che ti
avevano stravolta nell’animo.


Ti amavo e non hai capito.
Tradita da oscuri
pensieri che credevi
inganni sempre mal celati.


E spietati demoni
distruggevano la tua
ansia e frenesia d’amore.
Mi amavi e lentamente
la tua fragilità ricadeva
nel grigio limbo di
esistenze smarrite
e senza pace.


Inesorabile e brutale
il tuo destino. Ti eri
lasciata andare e
immobile rimanevi
su quel tuo letto fatto
di ricordi felici e
irraggiungibili.


Lancinanti dolori
nell’anima viveva
il cuor tuo. E un
giorno d’agosto
fu tutto buio.
Mi hai insegnato
che anche d’amore
si può morire e
io sto morendo
d’amore per te.


Sei ascesa all’eterno e
la cerulea volta celeste
ancor più luce dona
coi riflessi della
tua beltà, che come
per magia fatato era il
mio slancio verso di te.


E false e ingannevoli
colpe bruciano
nell’animo mio
per un amore
che pensavi smarrito.
Ma era tutto nella
tua fragile mente.
E ora un mero
desio di riaverti.


Comprerò un mazzo
di rose rosse e le
riporrò nel vasetto
di marmo bianco
colmo d’acqua.


Gocce d’amore che
sto versando per te
scivolano dal mio volto.
Sdrucciolano nell’acqua
e sbocceranno questi
fiori che parleranno
di noi. Il tuo sepolcro
sarà il più bello.


E quelle rose avvizzite
mai diverranno, finché
non avrò raggiunto anch’io
la fine dei miei giorni.
Ti raggiungerò e nulla
e nessuno potrà mai più
separarci.


Solo allora quelle
rose appassiranno
per un vero amore
scivolato e custodito
nell'eterno.


Mi chiamerai e
canterai di gioia,
e gioia mi darai con
la tua parvenza, che
nel tempo avrai
capito, e non
più solchi di
tormento scorgerò
sul tuo bel viso.

15 e 16 ottobre 2018 (rimodulato
03 agosto 2019)
Roberto Zaoner
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  • Codice:GA158750
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:agosto 2019
  • Archiviata il:domenica 19 gennaio 2020