POESIA: "LA MOVIDA PALERMITANA" (di Roberto Zaoner)

2018

La città si risveglia in questa serata di quasi
estate e di luna piena, e risplende su questa
città di magica atmosfera di notte vissuta a
festa. Quei bagliori lontani c’invogliano ad
avvicinarci nelle vie del centro storico in un
fine settimana di una fresca e piacevole serata.


Lungo quello che è chiamato il Cassaro,
odo debolmente sul cielo di un paesino,
al di là della collina, continui e serrati
scoppiettii di varie luci colorate.
E’ la ricorrenza del Santo Patrono e fan festa.


Mi volto e tendo lo sguardo verso il mare, e vedo lanterne
di carta illuminate di rosso volteggiare, lanciate
da gente riversa su quel verde prato d’incantesimi
suggestioni, accarezzato dalle dolci onde marine.
Il cielo quasi purpureo col calar pigro del sole sul mare.
L’allegria è percepibile nell’aria festante in una
notte di movida, e la gente rumoreggia gioiosamente.


Sono con la mia donna, mano nella mano, e la
strada si fa sempre più affollata di gente.
Raggiungiamo i Quattro Cantoni, e ci
incamminiamo verso quella che è la strada
principale di questa parte di città.


E’ tutto uno spettacolo di bancarelle e piccoli chioschi,
e venditori allegri smerciano bibite e cibo da strada,
che è adornata di piante di ogni genere e dai molteplici
colori. Vedo sorridenti molti turisti scesi da una
nave da crociera che in questo porto di mare fan tappa.


La via è un susseguirsi di antichi e nobili palazzi e
chiese che sembrano accostate tra loro, tanta è la
concentrazione in questa zona di città. E una luna
piena e ridente fa compagnia alle luci dei riflettori.


I fari si stagliano sugli edifici e sulle fontane
di queste splendide piazze e sulle tre cupole
rosse di quella chiesa col suo fascino di
epoche lontane. Ma la luna non aspetta e
pur benevola, con la sua luce
sfavillante, va sempre per la sua strada e si
nasconde sopra ai tetti.



Marcato è il tipico odore del cibo da strada.
Con la mia donna ci fermiamo ad assaporarne
i gusti. Ricordi di tempi lontani ma vicini al
mio cuore, di quando mi soffermavo, giovane,
a gustarne i sapori.


Bar e ristoranti all’aperto, brulicanti di
gente allegra e che fa festa alzando grandi
calici di birra e immortalano con foto
momenti di vita vissuta insieme.


Ci guardiamo, io e la mia amata, negli occhi
sorpresi e pieni d’impeto e d’ardore, che
brama gioventù rivissuta vicina a questi
giovani briosi e pieni di vita, e scorgiamo
di esserne involti nel loro spirito gioviale.



Attratti da una dimensione irreale per una
notte ridiventiamo giovani anche noi.
E bambini felici e chiassosi che si rincorrono,
ridendo a squarciagola, si lasciano trasportare coi loro
pattini e vanno incontro alla vita.

10/06/2018
Roberto Zaoner.
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  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:giugno 2018
  • Archiviata il:domenica 19 gennaio 2020