RECENSIONE: "E LA TECNOLOGIA SI E' INSINUATA NELL'ARTE DELLA PITTURA DI MARISA FALBO" (di Roberto Zaoner)

2015

E la tecnologia si è insinuata anche nell’arte della pittura. Sembra strano, ma è proprio così. Ne abbiamo un esempio coi più recenti lavori della pittrice palermitana Marisa Falbo, che coi suoi studi di trasmigrazione dal reale al virtuale degli oggetti che lei ci presenta, ha ottenuto importantissimi risultati nell’arte della pittura, sebbene la pittrice non sia mai stata un’artista digitale. Il suo lavoro è stato apprezzato anche in campo internazionale. E il culmine è stato raggiunto con l’opera “il respiro della crisalide”. Per la realizzazione dell’opera sono stati utilizzati sofisticati software. La sensazione che se ne ricava è l’illusione che gli oggetti dipinti su tela siano reali e non più schiacciati, come sono realmente le immagini dipinte su una qualsiasi superficie. Un altro risultato che si ottiene è l’insieme della visione che pare proiettata su uno schermo cinematografico in 3D. Sicuramente impressionanti sono i luccichii di luci e colori e le zone d’ombra che l’opera ci propone, e che riescono a dare l’illusione all’osservatore di una visione onirica. Insieme all’eterogeneo e complesso lavoro di preparazione, l’artista riesce a ricavarne un’opera davvero completa in ogni suo particolare. La cura degli elementi prettamente di natura tecnologica per la realizzazione dell’opera, è troppo complessa per esporla in modo analitico-descrittivo. E la Falbo ha affermato che è entusiasta di questa sua esperienza pittorica. Lo ha dichiarato nelle sue interviste rilasciate, ove descrive minuziosamente questo suo nuovo, ma non nuovissimo, metodo di lavoro. E
adopera termini quasi incomprensibili al pubblico meno avvezzo all’evoluzione digitale.
E al di là dell’uso della tecnologia, lo scopo di Marisa è quello di utilizzare il suo enorme talento artistico per farci immaginare, osservando i suoi dipinti, o meglio le sue opere, di fare parte dell’immagine che ci presenta. Il visitatore che osserva i suoi lavori deve perdersi nell’universo immaginario dell’artista, come se divenisse parte integrante dell’opera, quasi un protagonista di quello che il dipinto vuole esprimere. Il fine della Falbo è quello di identificarci nei soggetti da lei dipinti. E se in questo, la grande artista riesce nell’impresa, può orgogliosamente convincersi che la sua opera è davvero compiuta e perfetta.

Palermo, 13 agosto 2015
Roberto Zaoner


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  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:agosto 2015
  • Archiviata il:domenica 19 gennaio 2020