MELINDA MICELI - POLIEDRICA, PROLIFICA E LONTANA DA OGNI STEREOTIPO COL SUO MODO D'ESSERE SCRITTRICE, SAGGISTA, CRITICA D'ARTE, POETESSA, GIORNALISTA

2015

MELINDA MICELI - POLIEDRICA, PROLIFICA E LONTANA DA OGNI STEREOTIPO COL SUO MODO D'ESSERE SCRITTRICE, SAGGISTA, CRITICA D'ARTE, POETESSA, GIORNALISTA



Se ancor oggi, la grande aspirazione delle donne comuni è quella di avviare un percorso di vita com’era un tempo, e per alcune come lo è a tutt’oggi, crearsi una famiglia e avere un partner, per il critico d'arte Melinda Miceli non è fondamentale, anche se desiderato. Alcune donne ne fanno una ragione di vita, uno scopo che ancora considerano prioritario a tutti gli altri valori. Avere una famiglia e dei figli da accudire e da amare, parte integrante di loro stesse. Altre donne, specie intellettuali , preferiscono star sole che avventurarsi in legami stabili da cui ne potrebbero trarre solo delusioni, o perché a loro non interessa legarsi ad alcuno.
I valori della famiglia sono secondari nelle donne d’oggi, in specie se impegnate in altri ambiti sociali e se hanno acquisito un’autonomia economica. L’erudizione gioca un ruolo molto importante in questo. In estrema sintesi e con le dovute eccezioni, più è erudita la donna e più refrattaria è ad assumere il ruolo di donna casalinga, dedita all’uomo. La donna non dipende più dall’uomo dal punto di vista economico e questo la fa sentire più forte e indipendente. E’ la convinzione fondata che nulla più la donna deve temere. E’ la convinzione che essa è forte come l’uomo. E’ un aspetto positivo nella vita d’oggi.


La professionista Melinda Miceli mette al primo posto la sua passione professionale, pur riconoscendo nella famiglia il suo alto valore etico e morale, imprescindibile nella vita di una donna. Ha sposato il suo lavoro che le porta comunque grandi soddisfazioni. Studio, impegno, tenacia, costanza, fanno di questa scrittrice, saggista, giornalista, poetessa, critica d’arte, uno scopo di vita. Il fine superiore è per lei il soddisfacimento dei propri interessi culturali e professionali, da lei tanto amati, e la conquista delle conoscenze in ogni ambito lavorativo-artistico che lei aspira, e che riesce anche per mezzo del suo talento a fare proprio. E’ una donna particolare Melinda. Ha una personalità complessa, poliedrica e originale. A volte, è impenetrabile e imprevedibile. Non è facile avere un rapporto diretto con lei, a meno di non averlo in campo artistico-culturale. Chiunque abbia una personalità molto forte, si scontra con la sua, che è comunque diplomatica. Ciò si riscontra dalle tante cariche onorifiche che le sono affidate nel mondo dell'editoria dell'arte.


La Miceli è una scrittrice old style, ricca di cultura classica, sia dal punto di vista della storia dell’arte, sia da quello umanistico, da quello mitologico, e soprattutto letterario- filosofico. Il suo curriculum è invidiabile e di tutto rispetto. Melinda ha ottenuto meritatamente dei riconoscimenti, sia in campo nazionale che internazionale, per avere pubblicato innumerevoli guide turistiche da intenditore, articoli sulla storia di questa nostra amata terra che è la Sicilia e ha insegnato, oltre alle materie umanistiche e artistiche, nei master post laurea, marketing turistico. Insomma: una scrittrice completa e un’instancabile viaggiatrice alla ricerca di luoghi poco conosciuti al turismo di massa, monumenti e luoghi non molto frequentati dai viaggiatori che non siano anche studiosi; castelli inaccessibili e che non fanno parte degli itinerari turistici consueti, bellezze architettoniche e paesaggistiche che possono sfuggire al visitatore meno attento, siti archeologici dove sembra che il tempo si sia fermato.


Il direttore artistico Antonio Omero ha recentemente dichiarato che il premio “donna siciliana dell’anno 2015” le è stato assegnato grazie ad un’intensa produzione letteraria sulla Sicilia. Ed ha aggiunto che esso è largamente meritato per una donna che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi di una terra così affascinante (e io aggiungo: complessa e contraddittoria) che è la nostra amata isola. Il suo stile di scrittura non è farraginoso, ma altisonante. Non vuole impressionare il lettore con troppe frasi di difficile comprensione. Sa palesare ordine nella logica, armonizzando l'ordito nella trama come un pittore. Il suo è un linguaggio spesso aulico ma lineare, limpido e scorrevole. La limpidezza è l’elemento principale dello stile della sua scrittura. Leggere i suoi lavori è come camminare lungo la battigia di una spiaggia bagnata da un mare trasparente. In ciò che Melinda scrive, emerge una profonda conoscenza della storia della nostra isola, ma anche di terre fuori dai nostri confini regionali e nazionali. Lascia lo spazio all’immaginazione. Ne cura la stesura con l’apporto non indifferente di belle foto scattate da lei stessa, che accompagnano il lettore alla conoscenza dei luoghi da lei descritti. E tutto diventa più chiaro. Quando la Miceli scrive, sembra che si apra una finestra al mondo e il lettore può scorgere tutto quanto si presenta ai suoi occhi in maniera chiara.


All’immaginazione del lettore sembra che segua la visione reale dei luoghi e delle opere che la scrittrice ci porta a conoscenza. Sembra quasi di avere di fronte a sé opere, paesaggi, monumenti, bellezze naturali che la giornalista Miceli ci propone. Le sue descrizioni degli ambienti profumano di zagara, di terre incontaminate, di luoghi baciati dal sole, di siti assolati che superbamente si elevano a protagonisti di quella che è stata la storia di questa nostra terra. E’ scrittrice che descrive la vita, contemporanea e di altri tempi. Descrive le fatiche dei grandi artisti e di uomini passati alla storia, vissuti nelle varie epoche, e che hanno reso quest’isola ricchissima d’arte, di cultura e di storia, molto ricca di vicende e leggende ancora non del tutto conosciute ai lettori che non siano storici e intellettuali. E in ogni suo scritto, essa ne approfondisce per l'appunto l’aspetto anche storico, riportandoci a quelle vicissitudini spesso non liete e a quegli uomini che hanno fatto la storia e la civiltà della Sicilia. E non finisce qui il suo lavoro. L’autrice s’interessa e approfondisce in maniera completa l’urbanistica del territorio e l’architettura, in specie medievale, nei saggi “Siracusa e le meraviglie dell’Unesco” e “Siracusa provincia d’Europa”, che insieme ad altre sue pubblicazioni hanno meritato di fare parte della lista dei libri più belli del mondo, grazie anche al contributo fotografico che lei realizza con maestria. Le sue opere sono divenute anche materia didattica per scuole ed enti. E in campo filosofico, è una grande sostenitrice di Platone, che lei menziona a volte nei suoi commenti sui social.


Melinda Miceli ha scritto moltissimi reportage per autorevoli riviste specializzate, come Notabilis. I suoi lavori hanno largamente dato alla scrittrice infinite soddisfazioni, e lei non ne fa un mistero. Infatti, Melinda Miceli ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, quali: il premio Pirandello e, in campo internazionale, due lauree honoris causa assegnatele dalla prestigiosa Università di Cantherbury, grazie alla sua vasta conoscenza della letteratura e della filosofia. Il suo ultimo lavoro, un romanzo autobiografico che ha per protagonisti personaggi e vicende sullo sfondo di una Sicilia amata, trascurata, negata e misteriosa, è davvero interessante; tant’è che gli editori si sono contesi la pubblicazione di questo libro. Insomma: una scrittrice dotata di un mix di professionalità, classe, eleganza.
I suoi lavori sono sempre permeati da uno studio volto ad approfondire sempre più il suo campo conoscitivo. Tutte queste doti fanno di Melinda un’artista veramente completa.
Discorso a parte val la pena farlo riguardo alla creazione dei suoi componimenti poetici, molto enigmatici, che impegnano il lettore a comprenderne il significato, forse volutamente oscurato dall’autrice, delle sue poesie, che hanno dunque una significanza e rilevanza che vanno oltre la banale comprensione epidermica, evidenziandosi per il loro ermetismo musicale.


Non si finisce mai di conoscere, per fortuna. Se così non fosse, ci annoieremmo fino alla morte. Andare alla ricerca del sapere è anche un impegno, un lavoro, uno studio. E occorre costanza. Elementi, questi, che non devono e non possono mai esaurirsi. E’ la continua ricerca nel sondare ciò che ci circonda e anticipare gli eventi che a volte sono infausti. La vita è una continua ricerca della conoscenza. E’ la continua ricerca di conoscere il mondo, l’universo, la storia, le arti, gli eventi umani, terreni e ultraterreni, che paiono imperscrutabili, ma che impossibili non sono con la capacità, la dote, il talento, l’intelligenza di cui è dotato il nostro intelletto. E arricchendoci sempre di nuove conoscenze, arricchiamo il nostro spirito e lo eleviamo a livelli superiori, sempre più alti e sempre più irraggiungibili. E arricchendoci nello spirito, ci avviciniamo quanto più possibile alla perfezione e quindi al divino. E con l’impegno, il lavoro, lo studio, le conoscenze, percorriamo una strada, seppur ardua, alla continua ricerca di noi stessi, e in fondo a quella strada potremo dire di essere arrivati a conoscerci, anche solo un po’, ma quel che basta da poterci definire anche un tantino saggi per le conoscenze ed esperienze di vita acquisite.


“Scorre veloce il tuo pensiero e lo trasporti sulla tua penna, e scientemente ne hai la consapevolezza che non sei arrivata alla meta, che ci sarà sempre dell’altro al tuo scibile arricchire”.


Palermo, 10 agosto 2015 (rielaborato e completato il 23/07/2019)

Roberto Zaoner
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  • Codice:GA166197
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:agosto 2015
  • Archiviata il:lunedì 22 giugno 2020