POESIA: "SARO' CON TE"

2020

SARO’ CON TE


ANTEFATTO:



Questa poesia, molto triste, ho sentito di scriverla a dedica di un mio ex compagno di scuola ed amico affettuoso, di nome Salvo, la cui sorella, vedova di circa sette anni, ci sta lasciando. Prenderà altre strade lungo il sentiero misterioso della morte. M'immagino che a scriverla sia il marito, il cui decesso aveva lasciato la moglie nel vuoto più assoluto. Adesso, l'uomo la vuole con sé nell'oltretomba. Ammetto che non sia facile leggerla. Troppo struggente. Questa è la vita e dobbiamo accettarla nel bene, ma anche nel male. La donna ha ancora pochi giorni di vita e non è stata fortunata, come tante altre persone a cui sono stati tolti i propri coniugi e tutto l'amore che nutrivano per loro. La vita dà e toglie. Non è un mistero. E' sempre stato così e sarà sempre così, ma è rabbia quando si perdono i propri amati in giovane età. Solo rabbia. Sembra facile rassegnarsi, ma immagino che non lo sia affatto. Tanta gente ha avuto le stesse esperienze e solo loro sanno quanto hanno sofferto. Ora è lei che se ne sta andando, lasciando una scia d’implacabile tristezza nei suoi cari.




SARO’ CON TE


Solo dolci parole d’amore e di conforto
posso darti, amore mio, e null’altro.
E quella nuvola malata, vuota di energia
e minacciosa avanza, verso di te.
Come posso fermarla? Io da lassù ti
vedo tremante e muoio di nuovo per te.


Affranto, mi stringo a te col mio corpo
ormai glorioso, a cui anelavo. Ne è passato
di tempo e ho raggiunto la pace in cielo.
Ti dò tutto il mio calore inebriante d’amore.
Non ti ho dimenticata. E sono qui che ti aspetto.


Ricordi quando sfioravo il tuo venusto viso
e io veemente mi porgevo a te?
Starti accanto era pura magia e il tempo
si fermava e lo custodivo nella mia mente
per riviverlo in ogni istante quando eri
lontana da me.


Raccoglievo odorosi glicini color lilla
rampicanti nel muro della casetta di quel
prato lussureggiante e rigoglioso e
te li porgevo sorridente, e i tuoi occhi
parevano irradiare l’anima tua pura
come gigli lanceolati che profumano,
e tutt’intorno un effluvio di terra
campestre, umida per la giornata
piovosa appena trascorsa.


Infiorescenze di grano e l’erba alta
danzavano al ritmo di un
valzer sospinte da un dolce refolo.
Or tu mi appari smarrita e il tuo corpo
è esausto in questa tua ormai fragile
esistenza sfiorita dal cupo
incombere di un malvagio male e tua
beltà svanita, ma sempre nei miei
amorosi sensi ultraterreni vive.


La luce che vedevo nei tuoi occhi,
quand’eri in pieno rigoglio, va
spegnendosi piano piano, e sai
che questa tua fuggente
vita ti sta abbandonando. So che mi
hai amato anche dopo che andai via
da questo mondo malato. Strano
è il destino. Strana è la vita che dà
e poi toglie e spezza amori sinceri e
inconsolabili, che perpetui avrebbero
vissuto nella notte dei tempi senza fine.


E fiori inariditi come sterpi e
spinosi nell’anima e senza più linfa
vitale, sono i tuoi bagliori di vita e di
luce come pruni selvatici.
Sarò sempre con te a tenerti le
mani ormai fredde, anche se non mi
vedi e non mi senti. Accarezzo il
tuo ormai avvizzito e sfiorito volto
e non lo sai.


E lontani e spenti sono i ricordi
di quando eravamo felici insieme
prima che la morte vincesse la
mia esultanza di vita che avevo
ancor più amato per esserti accanto.
E quando gli angeli ti chiameranno,
diverrai un angelo anche tu e mi
vedrai insieme a loro.


Ti aspetto, cuore mio! Fuori dal
tempo e dallo spazio sarò anche
io con te. E felici, non permetteremo
che nulla possa più separarci
perché il nostro amore sarà sempre
vivo. Voleremo come uccelli, mitici
e divini, e aquile reali ci guarderanno
attonite. Volteggeremo alti nel cielo,
insieme ai loro variopinti e incantevoli
piumaggi e diverranno splendidi
anche i nostri sembianti, eteriche
parvenze. Vedremo diafane aurore
e cieli scarlatti al crepuscolo.


Avremo vinto il tempo se non la
morte. Non sarà trasformazione
del nostro imago in vecchiaia e
non avremo permesso al tempo
di aggredirci nel fisico e nella mente.
E il nostro giovane animo sarà
stato risparmiato e non spazzato
via da una violenta buriana in una
notte tempestosa, brutale e impietosa.


Le lacrime scendono e rigano i volti
di chi ci ha amato in vita.
Non disperate!!
E tu, dimmi dunque! Vorresti come
me risorgere dalle acque come il Benu,
uccello di fuoco per gli antichi egizi,
eternità della vita, nascita, morte
e risurrezione?


Risorgeremo dai mari che con
la loro immensità abbracciano
le terre, le accarezzano e diventano
un unico corpo come io bramo
per il mio corpo glorioso con te.
Da passeri e aironi cinerini
diverremo uccelli sacri e
abbracceremo l’eternità che ci è
destinata. Essa ci appartiene.
La morte non è niente.


Rivelaglielo ai tuoi cari, se puoi!!
E quel giorno in cui le nuvole ti
copriranno e dirai addio alla vita,
tu che hai donato amore sarai, dai
tuoi amati, ricompensata con i loro
ricordi ricchi di gratitudine.
Volgeranno in alto lo sguardo
nel cielo e saremo nei loro cuori
che non finiranno mai di amarci.


25/08/2020.
Roberto Zaoner.
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  • Codice:GA168687
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:agosto 2020
  • Archiviata il:martedì 01 settembre 2020