POESIA: " O' DOLCE E CARA NOTTE "

2020

O' DOLCE E CARA NOTTE O dolce mia notte che brilli nei miei pensieri e nell’oscurità i miei stanchi occhi fan fatica. Tutto mi appare più lucente. Le Eliconie scendono a valle dal loro monte ad ispirar gli eletti animi. Si avvicinano a me e mi danzano intorno. Mille pensieri. Mille versi. E’ tutto più chiaro e squarcia il buio che mi avvolge. E di quel candore ne creerò una poesia e un’altra ancora. La notte, compagna di vita a me cara, che tutto tiri fuori dal mio desio e con un ricco manto di preziose gemme mi avvolgi perenne. Sempre vorrei lasciarmi condurre dalla tua mira a infondermi virtù. E’ il mio modo d’esistere. Finalmente ci sei, mia garbata e cara olimpica Musa. Ti aspettavo. Sono a te riverente, o mia Erato. Lascia nell’Olimpo Euterpe che con la sua musica desterebbe i dormienti in questa notte magica di versi nascenti! Abbandonala per una sol notte su al monte Elicona e parla a me sottovoce! Scendi a valle ad addolcire i miei aneliti che sto offrendo alla quiete, che mi dà pace! Li custodirò come adamantini e fulgidi diamanti che non verranno mai spazzati dal tempo fuggente e dal suo travolgente, vorticoso e indomabile corso. Solo questi versi posso offrirti e null’altro. Puoi tu essermi compagna fedele e starmi accanto nell’immaginario e trovar parole che non si dissolveranno mai nell’etere e da essa trovar respiro? E mentre gli animi quieti e inconsapevoli sono in braccio al buon Morfeo, tu m’infondi universali d’amor versi. 19/09/2020 Roberto Zaoner (Le Muse, figlie del Dio Zeus e di Mnemosine rappresentavano l’ideale supremo dell’Arte, intesa come verità assoluta, cioè del “Tutto”, “l’eterna magnificenza del divino”. La loro guida era il Dio Apollo, Dio del Sole, di cui traina il carro, divinità greca e in seguito romana. Era il Dio di tutte le arti: della musica, della poesia, della profezia e persino delle arti mediche e della scienza che illumina l’intelletto. Suo figlio Asclepio, o anche chiamato Esculapio, era il dio della medicina, invero un semidio, dunque uomo mortale per Omero. Si diceva fosse stato istruito nella medicina dal centauro Chirone o dallo stesso Apollo, suo padre. I simboli principali di Apollo sono il Sole o la lira. Essendo Dio della poesia è anche il capo delle Muse. Era anche un provetto arciere ed era in grado di infliggere con la sua arma terribili pestilenze a quei popoli che lo osteggiavano. Era anche protettore della città e del tempio di Delfi ed era venerato anche come Dio oracolare, capace di svelare il futuro agli esseri umani, tramite la sacerdotessa Pizia. Era conteso da due città, come luoghi principali di culto che lo veneravano: Delfi, sede dell’oracolo e Delo. Lo storico delle religioni e filologo classico tedesco: Walter Friedrich Otto asseriva che le Muse ricoprivano un altissimo posto nella gerarchia divina. Solo a loro, insieme al padre degli dei Zeus e padre delle stesse Muse, era riservato l’appellativo di olimpiche, col quale si onoravano solo Zeus e le Muse. Erano chiamate Eliconie, perché vivevano nel monte Elicona. E poiché questo monte si trova in una regione storica dell’antica Grecia, in Beozia, regione abitata dagli Aoni, nell’Aonia, che era una regione montuosa dell’antica Grecia, le Muse venivano chiamate anche “Aonie”).
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  • Codice:GA169365
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:settembre 2020
  • Archiviata il:domenica 20 settembre 2020