POESIA: "IL DEMONE CAMUFFATO"

2020

POESIA: IL DEMONE CAMUFFATO (Questa poesia è dedicata a tutti i defunti a causa del Covid-19, che sono morti in modo straziante, affamati d’aria e spingendosi fino a volere la morte, perché vittime di una tragica sorte straziante, morti soffocati, senza più poter respirare e in completa solitudine, senza potere dare l’addio ai loro cari. E anche un doveroso pensiero va ai parenti dei defunti, che hanno vissuto queste tragedie senza poterli vedere andarsene da questa terra. P.S. I tre valenti artisti che ho voluto ricordare in questa mia lirica sono: l’attore e produttore cinematografico: Sir Sean Connery, da me sempre ammirato, deceduto il 31 ottobre u.s., l’esimio artista a tutto tondo, attore cinematografico e teatrale, doppiatore, regista, cabarettista: Gigi Proietti, deceduto il 02 novembre u.s., molto amato dai nostri connazionali e dai romani in particolare, e uno dei componenti del complesso musicale dei Pooh, Stefano D’Orazio, batterista, cantante, nonché autore dei testi delle canzoni del gruppo musicale, deceduto il 06 novembre u.s.) IL DEMONE CAMUFFATO Lacrime scendono da questi miei stanchi occhi, tristi e turbati, e solcano come sentieri d’aratro questo mio affranto volto riflesso dalla luce silenziosa di questo specchio di realtà perdute in questa penosa notte d’argilla che s’infrange alla forza oscura. Maligno e peccaminoso questo demone, col suo nero e tenebroso mefisto, si traveste da virus dannato che non ci lascia che amarezza e per i più deboli la morte. Ed io sommessamente gemo, come fossero richiami di tortore e colombi che stridono perché non hanno più ali per volare lungo fiorenti valli e ampi spazi prativi. E uomini stolti che non hanno avuto mai il senno. Non discernono e non si cautelano. Deferenza non hanno per quelli che son morti. Per un attimo non mi anima più la speme, e allora son per l‘umana sorte miei mementi. Prego per loro: vivi e morti in quest’angoscioso periodo dominato da un male oscuro e brutale, impietoso di uomini e donne, vecchi e giovani. Tre grandi uomini hai rubato alla vita nel volgere di poche evanescenti aurore e porporini crepuscoli di un periodo d’inferno che tante vite sta spegnendo: tre valenti artisti che hanno dato tutto all’arte, nella loro brillante vita di esseri immortali nelle memorie di uomini che non dimenticano. E tu, specchio funesto rifletti la mia imago incapace di consolare la mia anima affranta. Io mi vedo coi miei occhi rossi e palpebre tremanti e tu sai. E nefasto m’immagino ancor il domani. Non sia così. Frena i tuoi sanguigni impeti, o vile demonio! Ti vuoi appagare del nostro sangue? Sussurri e inganni coi tuoi bisbigli ai deboli morenti che non più respiro hanno e desiderano la morte. Mormorii ai loro orecchi, anche lor consunti, vacue promesse di spingersi al giardino dell’Eden e cogliere fiori che olezzano di rinascite di stagioni e di passioni travolgenti per l’amata Madre Terra. Ma è un inganno. Uomo e donna non possono goderlo. Mai più. Un privilegio esalato col peccato. Or tu, specchio della mia anima, rifletti la mia sembianza al demonio e rendilo partecipe che agli uomini più forti, validi e fortunati non sfuggirà mai il ricordo della sventura che codesto violento e dannato virus, ove il brutale si cela, sarà cacciato. La sfida che ha lanciato a noi mortali sarà sconfitta e questa sciagura rimarrà solo un brutto ricordo. Annullati dunque, vile essere immondo! Deponi il forcone, strappa le tue rosse corna, che ne sarai vinto, e svelati al mondo! Roberto Zaoner (08/11/2020) diritti riservati
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  • Codice:GA172010
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:novembre 2020
  • Archiviata il:domenica 08 novembre 2020