BREVE RACCONTO: "DOPO IL CREPUSCOLO LA NOTTE"

DOPO IL CREPUSCOLO LA NOTTE (di Roberto Zaoner Sinatra) (A chi ha amato e ama Mondello e ama la natura. A chi è cresciuto e vive a Mondello e ama la vita) Quando nel vespro la notte ossequia e baldanzosa spera, sarà in ogni luogo e in ogni dove appagata e giammai non lascerà posto alla pallida aurora che nell’aria diafana avanzerà nella luce nascente, ed è un altro giorno. La notte rincorre il crepuscolo e il dì l’alba. Nell’aurora uno stormo di uccelli viandanti in volo, accostati fra loro come fosse una squadriglia di aerei che fendono l’aria e sembrano tracciarne solchi agli ordini di un solo comandante. Vanno in direzione di mete sconosciute, in terre più calde di questo luogo di quasi inverno. ,Ecco, è un altro giorno. Non più ombre sul terreno. Il sole è alto nel terso cielo e l’aria umida intirizzisce la pelle e ho brividi che mi entrano nel sangue. La giornata è aprica e i raggi del sole rischiarano la piazza dei ricordi seppelliti. Brillano i colori delle facciate delle casette e le campane della chiesetta richiamano i fedeli come fosse un invito a corte. E quella stondata torre quattrocentesca, in un tempo lontano a difesa di una tonnara dalle incursioni e scorrerie d’orde piratesche. E dalla cima della piccola torre si ergevano alti segnali di fumo il dì, e di fuoco quando tutto era buio, a difesa delle poche anime che vivevano nella piccola borgata. Un manufatto andato nei rivoli delle memorie perdute. Nello spiazzo antistante la piazza e accanto alla riva, le barche dai vividi colori. Ognuna ha un nome. Capita che qualche onda lunga s’insinua fin sotto alle barche e le risacche dolcemente le accarezzano. E le spume si sciolgono al batter dell'acqua salata che odora di fauna marina contro lo scoglio perpetuo che ha visto nascere e crescere gente che l'hanno guardato con rispetto e devozione. Scivolano via quelle dei cuori intorpiditi e affranti e hanno accompagnato quelli che ci hanno salutati per non tornare più. E lungo il viale veder crescere il rampollo di quella pianta a me cara, vicina alla rena di mare, ove m’incanto vedere il golfetto sempre arricchito di colori che solo la natura può offrire. Un giorno i germogli di queste piante avranno completato la loro crescita e si presenteranno in tutto il loro splendore, riempiendo di gioia la vista di chi avrà rispetto per loro. La mia Mondello, calpestata anni e anni con amore e rispetto che solo chi ha vissuto in questo luogo può capire. Passano le ore e il sole va calando e l’aria è più fredda, ma vivo è il desiderio di assaporare il profumo della borgata, come non vi è in nessun altro luogo che io sento vicino a me. L’odore inconfondibile del mare mi riporta indietro nel tempo e mi rivedo bambino saltellante di gioia nella piazza e sorridente alla vita. Ma il cielo assume tratti di scarlatto colore col sole che va calando dietro le cime di quei piccoli monti, poco più alti di poggi. E di là dagli alti clivi, il cielo diviene porporino ed è il crepuscolo, che via via lascia il posto alla notte che è curiosamente stellata. Una notte decembrina linda di rugiada. Senza la bruma le stelle schiariscono l’ameno borgo marinaresco coi loro deboli luccichii, come quasi fosse una lontana notte agostana. E’ un trionfo della natura. E le luci sfavillanti sul mare che si riverberano sulle timide onde di una notte senza vento, e odo il suono lontano di una musica senza tempo, che mi entra nell’animo. E la mattina sarebbe stata un’altra alba e la luce di un nuovo giorno. La vita continua. Quando nel vespro la notte ossequia e baldanzosa spera, sarà in ogni luogo e in ogni dove appagata e giammai non lascerà posto alla pallida aurora che nell’aria diafana avanzerà nella luce nascente, ed è il nuovo giorno. La notte rincorre il crepuscolo e il dì l’alba. Roberto Zaoner (dicembre 2020)
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  • Tipo:Poesia
  • Archiviata il:martedì 15 dicembre 2020