POESIA: "IL MUGHETTO"

POESIA: "IL MUGHETTO" Dimmi tu, cos’è il candore? Non guardarmi con quei tuoi occhi stupiti!! La neve cade a fiocchi e ghiaccio in ogni parte fuori dalla finestra. Tremiti e brividi lungo il nostro corpo e un caminetto che ci conforta e riscalda pure l’anima. Fuori è il sogno e il tempo mi ricondurrà alla più vicina stagione, ma il bianco è il tuo candore: il bianco della neve. Stagioni che mi parlano di te: d’estate i gabbiani, d’inverno la neve e in primavera il mughetto. Mi piacerebbe raccogliere un pugno di neve e confonderlo col tuo candore ma è freddo e mi gela la pelle. I gabbiani non posso afferrarli; solo ammirarli nel loro aleggiar leggero nell’aria che in alto mi appare cerulea. Sono liberi come vorrebbero i nostri aneliti sempre vivi. Il mughetto è nei miei pensieri e quando arriverà la vicina stagione andremo in un campo di fiori, e frasche verdi come berilli gemma di smeraldo, preziosa come questa tua presenza che mi fa pensare all’eternità. E alberi fronzuti e giganteschi simili a ciclopiche sequoie, audaci contro il vento dirompente nella foresta tetra. Si piegano ma si rialzano. E tutt’intorno casette frondose di querce che sorridono timorosi ai loro maestosi alberi. Un rudere che pare scrutare i nostri gesti e rampicanti che salgono e discendono allegramente lungo le pareti bianche baciate dall’aria tiepida. Mi pare di scorgere cavalieri di un tempo lontano che correvano lungo l’area prativa e coi loro frustini incitavano alla corsa i loro destrieri che tracciavano sentieri calpestando alti steli di spighe di grano frignanti, color berillo d’eliodoro. Balle di fieno rotolanti che appaiono scivolare lungo il terreno in pendio ci guardano rispettosi da lontano. Ci adagiamo sull’erba fresca e profumata di rugiada del giorno ormai andato e tu mi porgi la tua mano e accarezzo il tuo radioso viso. Ti guardo e il tuo candore lo vesto di mughetto. I tuoi occhi mi parlano di purezza. Ne afferro steli coi loro bianchi fiori ed è un effluvio della natura. E da questa rara pianta erbacea, ne accarezzerò gli odori che olezzano di rinascita. I nostri ricordi di giovani guerrieri s’incontravano dopo lunghi viaggi per venirci incontro. Ricordi? E’ il nostro passato. Il profumo del tempo andato ma non perduto: impulso al nostro futuro. Quando il tempo è andato e ne rimane la memoria irrinunciabile, il sublime ritorna al presente. La catarsi è vicina e la purificazione allieta ed eleva l’anima. La vedi? E’ nell’aria e ci aspetta gioiosa. Dammi un po’ di purezza!! Dammi un po’ di candore!! Glieli porgerò col cuore di chi spera e ne sarò confortato. Il conforto: la mia salvezza. Roberto Zaoner 12 e 19/01/2021
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  • Tipo:Poesia
  • Archiviata il:mercoledì 20 gennaio 2021