“MELINDA MICELI - POLIEDRICA, PROLIFICA E LONTANA DA OGNI STEREOTIPO COL SUO MODO D'ESSERE SCRITTRICE, SAGGISTA, DOCENTE, CRITICA D'ARTE, POETESSA, GIORNALISTA”

2021

“MELINDA MICELI - POLIEDRICA, PROLIFICA E LONTANA DA OGNI STEREOTIPO COL SUO MODO D'ESSERE SCRITTRICE, SAGGISTA, DOCENTE, CRITICA D'ARTE, POETESSA, GIORNALISTA” (di ROBERTO ZAONER) Essere single è una scelta? Forse sì, ma non sempre. Nei casi più frequenti, la solitudine è di quelle persone che non riescono o non vogliono trovare la persona giusta con cui convivere e condividere passioni, emozioni, affinità, aspirazioni e forse anche ambizioni. Le donne, specialmente quelle intellettuali e impegnate, sia nel sociale, nella professione, nel lavoro che occupa la mente, nell’arte e in altri campi che non si elencano per ragioni di concisione, preferiscono stare sole che avventurarsi in legami stabili da cui ne potrebbero trarre delusioni, o perché a loro non interessa legarsi ad alcuno. La paura dell’essere. I valori della famiglia sono pur sempre forti anche nelle donne di oggi, ma non unici come un tempo, ancor più se hanno acquisito un’autonomia economica. L’erudizione, comunque, ma specialmente il concentrarsi alla carriera nel lavoro, gioca un ruolo molto importante in questo. In estrema sintesi e con le dovute eccezioni, più è erudita la donna e più refrattaria è ad assumere il ruolo di donna casalinga, dedita all’uomo e ad assumere un atteggiamento di quasi totale dipendenza e dedizione dei propri figli. La donna è fuori da ogni logica di dipendenza dall’uomo, sia dal punto di vista economico che da quello partecipativo ed emotivo, laddove si debba approfondire il rapporto umano e d’amore tra i due generi. La donna è libera. Il suo pensiero è libero. Donna indipendente da ogni punto di vista la si voglia collocare. Questa realtà la fa sentire più forte, come realmente è sempre stata. La donna, retaggio di sottomissione all’uomo. Retaggio di tradizioni popolari. Retaggio di civiltà millenarie. Ma nel tempo coevo è rimasto soltanto un retaggio di memorie. Non dobbiamo meravigliarci, senza bisogno di avventurarci in profonde riflessioni, che la donna da sempre è stata più capace e più forte mentalmente e come resistenza fisica rispetto all’uomo. La natura l’ha dotata, già alla nascita, di una resistenza al lavoro mentale, ma anche fisico, rispetto al genere maschile da renderlo a volte invidioso per queste sue capacità espresse. L’uomo padrone, da tempo immemore, si è sempre illuso di esercitare su di lei un potere esclusivo. Puro narcisismo. Alcuni uomini amanti si sé stessi e poco inclini all’empatia, anche verso la moglie o compagna, hanno manifestato il peggio di loro stessi. Il narcisismo però non è una caratteristica solo del genere maschile. Alcune donne sono narcisiste, ma il più delle volte quello dell’uomo è più pericoloso. Penso alle violenze fisiche, spesso mortali, e anche psicologiche messe in atto da uomini malvagi e senza scrupoli, che avvengono all’ordine del giorno. La donna è vittima ma, in ultima analisi, ne rimane sempre vittoriosa, quand’anche è stata fisicamente eliminata per mano dell’uomo. Essa ha dimostrato la sua forza e quest’aspetto, non di poco conto, ha fatto impazzire il fidanzato, il marito, il compagno. Il non sentirsi più accettato è stata per l’uomo una sconfitta, un potere perduto, non più recuperabile. Non era vero amore. Era la forte stima di sé stesso perduta ma non accettata, perché in fondo la sua era mancanza di autostima, che si era di nuovo presentata alla sua coscienza dell’essere in quanto tale. E questo ha fatto impazzire l’uomo. Ritornando al tema di questo saggio, per non peccare di ulteriori digressioni e non perdermi in inutili perifrasi, a descriverò la personalità del soggetto, che è il tema del saggio, di cui andrò a enunciarne la vastità culturale, le capacità espressive e divulgative, non trascurando le proprietà di linguaggio (che le appartengono) e la profondità di pensiero che sono le caratteristiche evidenti della personalità e della professionalità della giornalista e scrittrice Melinda Miceli. Cercherò di tracciarne quelli che sono gli aspetti professionali, nonché caratteriali di questo personaggio. La professionista, dottoressa Miceli, mette al primo posto la sua passione professionale, pur riconoscendo nella famiglia il suo alto valore etico e morale, imprescindibile nella vita di una donna. Ha sposato il suo lavoro che le porta comunque grandi soddisfazioni. Studio, impegno, tenacia, costanza, fanno di questa scrittrice, saggista, giornalista e critica d’arte uno scopo di vita. Il fine superiore è per lei il soddisfacimento dei propri interessi culturali e professionali, da lei tanto amati, e la conquista delle conoscenze in ogni ambito lavorativo-artistico a cui lei aspira e che riesce anche per mezzo del suo talento a fare proprio. Una vera passione per il suo lavoro e per la cultura, che ne ha fatto di lei una valente professionista, non trascurando l’aspetto filosofico e didattico, oltre alla conoscenza della grammatica e della letteratura italiana, nonché delle letterature classiche antiche, greca e romana. Una studiosa a tutto tondo, a 360°. E’ mia convinzione che sia impossibile starle dietro. Chi cerca di farlo rischia di perdersi. E’ una donna particolare Melinda. Ha una personalità complessa, poliedrica e originale. A volte, è impenetrabile e imprevedibile. Non è facile avere un rapporto diretto con lei, a meno di non averlo in campo artistico-culturale. Chiunque abbia una personalità molto forte, si scontra con la sua, che è comunque diplomatica. Ciò, si riscontra dalle tante cariche onorifiche che le sono affidate nel mondo dell'editoria dell'arte. La Miceli è una scrittrice old style, ricca di cultura, sia dal punto di vista della storia dell’arte, sia da quello umanistico, da quello mitologico, e soprattutto letterario- filosofico. E’ anche donna ambiziosa la studiosa e ricercatrice Miceli. Il suo curriculum è invidiabile e di tutto rispetto. Melinda ha ottenuto meritatamente dei riconoscimenti, sia in campo nazionale che internazionale, per avere pubblicato innumerevoli guide turistiche da intenditore, articoli sulla storia di questa nostra amata terra che è la Sicilia e ha insegnato, oltre alle materie umanistiche e artistiche, nei master post laurea, marketing turistico. Insomma: una scrittrice completa e un’instancabile viaggiatrice alla ricerca di luoghi poco conosciuti al turismo di massa, monumenti e luoghi non molto frequentati dai viaggiatori che non siano anche studiosi; castelli inaccessibili, luoghi impenetrabili e che non fanno parte degli itinerari turistici consueti, bellezze architettoniche e paesaggistiche che possono sfuggire al visitatore meno attento, siti archeologici dove sembra che il tempo si sia fermato. Ma anche dal punto di vista umano è una donna inafferrabile. Da ogni lato la si voglia prendere, ti sfugge. E’ imprevedibile, ma sincera. E’ complessa, difficile e impenetrabile, ma generosa. E’ sfuggente ed evasiva, ma affidabile. Ha una forte personalità e non si lascia coinvolgere, né professionalmente e neppure nei rapporti umani, ma è unica. E’ indomabile perché è libera. E’ enigmatica e indecifrabile, ma è vera. Il direttore artistico Antonio Omero ha recentemente dichiarato che il premio “donna siciliana dell’anno 2015” le è stato assegnato grazie ad un’intensa produzione letteraria sulla Sicilia. Ed ha aggiunto che esso è largamente meritato per una donna che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi di una terra così affascinante complessa e contraddittoria, che è la nostra amata isola. Il suo stile di scrittura non è farraginoso, ma lascia intravvedere quale sia il suo livello culturale. Non vuole impressionare il lettore con troppe frasi di difficile comprensione. E’ proprio il suo linguaggio nobile e raffinato che ha acquisito con anni di studio e di passione per le materie umanistiche. Sa palesare ordine nella logica, armonizzando l'ordito nella trama come un pittore. Il suo è un linguaggio spesso aulico ma lineare, limpido e scorrevole. La limpidezza è l’elemento principale dello stile della sua scrittura. Leggere i suoi lavori è come camminare lungo la battigia di una spiaggia bagnata da un mare trasparente. In ciò che Melinda scrive, emerge una profonda conoscenza della storia della nostra isola, ma anche di terre fuori dai nostri confini regionali e nazionali. Lascia lo spazio all’immaginazione. Cura la stesura dei suoi libri con l’apporto non indifferente di belle foto scattate da lei stessa, che accompagnano il lettore alla conoscenza dei luoghi da lei descritti. E tutto diventa più chiaro. Quando la Miceli scrive, sembra che si apra una finestra al mondo e il lettore può scorgere tutto quanto si presenta ai suoi occhi in maniera chiara. All’immaginazione del lettore sembra che segua la visione reale dei luoghi e delle opere che la scrittrice ci porta a conoscenza. Sembra quasi di avere di fronte a sé opere, paesaggi, monumenti, bellezze naturali che la giornalista Miceli ci propone. Le sue descrizioni degli ambienti profumano di zagara, di terre incontaminate, di luoghi baciati dal sole, del meraviglioso colore del mare, di siti assolati che superbamente si elevano a protagonisti di quella che è stata la storia di questa nostra terra, di luoghi prativi e di sottoboschi di erbe e arbusti con alberi d’alto fusto, di cavallerizzi che coi loro scudisci incitano i loro destrieri alla corsa e tracciano dei solchi lungo alte spighe di grano frignanti, e il sole scarlatto che timidamente si nasconde dietro a poggi all’orizzonte, insieme a piccole nubi che come damigelle accompagnano la sposa all’altare. Queste sono le impressioni che ne ricava il lettore leggendo i suoi libri. E’ scrittrice che descrive la vita, contemporanea e di altri tempi. Descrive le fatiche dei grandi artisti e di uomini passati alla storia, vissuti nelle varie epoche, e che hanno reso quest’isola ricchissima d’arte, di cultura e di storia, molto ricca di vicende e leggende ancora non del tutto conosciute ai lettori che non siano storici e intellettuali. E in ogni suo scritto, essa ne approfondisce per l'appunto l’aspetto anche storico, riportandoci a quelle vicissitudini spesso non liete e a quegli uomini che hanno fatto la storia e la civiltà della Sicilia. E non finisce qui il suo lavoro. L’autrice s’interessa e approfondisce in maniera completa l’urbanistica del territorio e l’architettura, in specie medievale, nei saggi “Siracusa e le meraviglie dell’Unesco” e “Siracusa provincia d’Europa”, che insieme ad altre sue pubblicazioni hanno meritato di fare parte della lista dei libri più belli del mondo, grazie anche al contributo fotografico che lei realizza con maestria. Le sue opere sono divenute anche materia didattica per scuole ed enti. E in campo filosofico, è una grande sostenitrice di Platone, che lei menziona a volte nei suoi commenti sui social. Melinda Miceli ha scritto moltissimi reportage per autorevoli riviste specializzate, come Notabilis. I suoi lavori hanno largamente dato alla scrittrice infinite soddisfazioni, e lei non ne fa un mistero. Infatti, Melinda Miceli ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, quali: il premio Pirandello e, in campo internazionale, due lauree honoris causa assegnatele dalla prestigiosa Università di Cantherbury, grazie alla sua vasta conoscenza della letteratura e della filosofia. Il suo ultimo lavoro, un romanzo autobiografico che ha per protagonisti personaggi e vicende sullo sfondo di una Sicilia amata, trascurata, negata e misteriosa, è davvero interessante; tant’è che gli editori si sono contesi la pubblicazione di questo libro. Insomma: una scrittrice dotata di un mix di professionalità, classe, eleganza. I suoi lavori sono sempre permeati da uno studio volto ad approfondire sempre più il suo campo conoscitivo. Tutte queste doti fanno di Melinda un’artista veramente completa. Discorso a parte val la pena farlo riguardo alla creazione dei suoi componimenti poetici, molto enigmatici, che impegnano il lettore a comprenderne il significato, forse volutamente oscurato dall’autrice, delle sue poesie, che hanno dunque una significanza e rilevanza che vanno oltre la banale comprensione epidermica, evidenziandosi per il loro ermetismo musicale. La ricerca del sapere è anche un impegno, un lavoro, uno studio. E occorre costanza. Elementi, questi, che non devono mai esaurirsi. E’ un continuo lavoro dell’intelletto nel sondare ciò che ci circonda. La vita è una continua ricerca della conoscenza. E’ il grande desiderio di conoscere il mondo e tutto ciò che lo circonda: la natura, gli eventi epocali e quindi la storia, le arti, i fenomeni ultraterreni, a cui l’uomo ha ambito da sempre, ma che sono imperscrutabili anche con la capacità, la dote, il talento, l’intelligenza di cui è dotata la nostra mente. Ma arricchendoci sempre di nuove conoscenze sensibili, arricchiamo il nostro spirito e lo eleviamo a livelli superiori, sempre più alti e sempre più irraggiungibili. E arricchendoci nello spirito, ci avviciniamo quanto più possibile alla catarsi, anche mediante contemplazione estatica, e quindi alla completa sublimazione. La catarsi, l’estasi, il sublime. Percorsi sempre più in alto verso la perfezione dello spirito. E con l’impegno, il lavoro, lo studio, le conoscenze, percorriamo una strada, seppur ardua, alla continua ricerca di noi stessi, e in fondo a quella strada potremo dire di essere arrivati a conoscerci, anche solo un po’, ma quel che basta da poterci definire anche un tantino saggi per le conoscenze ed esperienze di vita acquisite. “Scorre veloce il tuo pensiero e lo trasporti sulla tua penna, e scientemente ne hai la consapevolezza che non sei arrivata alla meta, che ci sarà sempre dell’altro al tuo scibile arricchire”. Roberto Zaoner Roberto Zaoner 10/08/2015 (rielaborato il 23/07/2019 e riveduto il 22, 23 e 26 dicembre 2021) diritti riservati
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  • Codice:GA189193
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:dicembre 2021
  • Archiviata il:giovedì 23 dicembre 2021