POESIA: "ANDRIJ, OCCHI DI CRISTALLO"

2022

POESIA: “ANDRIJ, OCCHI DI CRISTALLO” (sulla guerra in Ucraina) “Ogni guerra è una guerra contro i bambini” (Eglantyne Jebb, fondatrice di “Save the children”) Nella notte luminosa di luna nascente, due perle di smeraldo inorridite guardano il cielo rosso dei bombardamenti. Andrij non sa. Alle grida strazianti della lontana terra d’Oriente nell’etere vibrano corde vocali di martoriate anime che lottano per la vita e la dignità, e ignorando si chiedono il perché. Andrij è coraggioso come il suo nome. Il grido inascoltato si erge fiero tra mamme che piangono i loro figli e uomini incontro alla guerra senza forse più ritorno. Giovani guerrieri che camminano accanto a quei corpi straziati da bombe assassine e impietose e adagiati sulle fosse dell’oblio. Non guardarli, caro Andrij! Ricorderai per la vita la malvagità del nemico fratello. Andrij alza lentamente lo sguardo e davanti a lui palazzi di cenere martoriati e si chiede il perché. E nell’aria neri lapilli come un vicino vulcano che vomita grossi e impetuosi zampilli di lava e si sveglia fertile la terra. Ma può aspettare. Deve accogliere i suoi cari nelle aride, gelide e umide fosse. Andrij guarda quei corpi dilaniati e gocce di dolore e di pietà ne rigano il bel viso di porcellana. Andrij ha capito. Il tormento è nell’aria, alimento per il respiro dell’umile e incolpevole gente che non s’arrende. Andrij tiene per mano suo padre lungo il sentiero dell’ingiustizia della guerra e lo guarda con gli occhi della compassione. Fratelli che non più si riconoscono. È dolore che brucia pure l’anima e hanno rubato pure l’ingenuità di un bimbo che guardava il mondo con occhi lucenti d’amore e di bontà. Bambini innocenti che si nascondono sotto le vesti porpora delle penose mamme che del sangue ne custodiscono i segreti e piangono una guerra ingiusta. Sbirciano sotto le vesti e con gli occhi berillo d’ametista vedono i loro padri allontanarsi incontro ad una morte certa, eroi coraggiosi contro un destino di sangue. Papà, non te ne andare! Non mi lasciare! Devo, figlio mio adorato. Devo. Percorrono gli uomini armati le vie della speranza della liberazione tra bombe distruttive, missili vaganti e mine assassine lungo il selciato. La terra trema. La terra piange. Andrij non sa immaginar cagione di tanta crudeltà su mamme oltraggiate e violentate e bambini distrutti nell’animo innocente ed altri assassinati. Andrij si guarda attorno. Che tristezza… Il tuo futuro non saprai, ma la libertà e la pace è già nei tuoi pensieri. Sorridi Andrij! Sorridi! Se non lo vedrai tornare, non piangere! Ha combattuto per una giusta causa e tu, orgoglioso, sarai fiero nel ricordarlo. Prega per lui! Sarà sempre vicino a te e alla madre tua. La speranza in uno spiraglio di luce che luce non vedi. I morti gridano al mondo, lontani nel cielo, giustizia all’arroganza dei malvagi e alla crudeltà verso i fratelli. Aguzzano l’ingegno nel male. E il cielo rosseggiato all’occaso che guarda ad Occidente ove il popolo si è dato per un futuro più certo, Andreij, muto, accenna ad un sorriso. Occhi di cristallo brillano di speranza e nella notte tetra pare riaccendersi la fiamma della vita, e dalla polvere della cenere del tempo e del silenzio fiorirà un petalo di cuore, e come per magia sbocceranno altri fiori in un rigoglio della natura e di pace. Roberto Zaoner (18/04/2022. Poesia riformulata il 23/04/2022)
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  • Codice:GA192864
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:aprile 2022
  • Archiviata il:sabato 23 aprile 2022