"LA DONNA MODERNA"

2022

“LA DONNA MODERNA” PREFAZIONE: Avevo tracciato, nel marzo 2015, un profilo della donna moderna, non più finalmente sottomessa all'uomo, anche se ancora deve, sotto certi aspetti, guadagnarsi il rispetto del macho. Mi riferisco a tutte quelle violenze, spesso tragiche, subite dalle donne e che apprendiamo quasi quotidianamente dai media, per non parlare delle discriminazioni economiche tra uomo e donna in vari settori lavorativi, sia pubblici che privati. “LA DONNA MODERNA” La condizione femminile in ambito prettamente psicologico e di evoluzione sociale. La donna che dal punto di vista antropologico-culturale avrebbe dovuto essere oggetto, da tempo immemore, di attenzione da parte dell’uomo. Quest’ultimo ne avrebbe dovuto riconoscere le enormi capacità intellettive e qualità in ogni campo si conosca. La natura femminile andava, quindi, già rivalutata dai nostri antenati di epoca molto remota; riconoscimento che avrebbe dovuto risalire già agli inizi della storia dell’uomo. Nessuna differenza sarebbe stata giustificata tra uomo e donna, ove si sarebbe privilegiata la condizione maschile in ogni campo, da quello intellettuale a quello sociale. E l’uomo avrebbe dovuto ammettere la natura di forza fisica e mentale che la donna sempre dimostra, ma che l’uomo non vuole riconoscere. Questa è la donna. E oggi abbiamo finalmente una maggiore consapevolezza delle potenzialità che il genere femminile ci dimostra. Affermazione e consapevolezza delle sue potenzialità oramai riconosciute dalle società moderne. Tutti meriti che il genere femminile ha saputo conquistarsi. La donna moderna cerca comprensione e sensibilità nell'uomo. L'uomo moderno è in crisi d'identità. Dobbiamo un po’ ripercorrere la storia di quello che è stato uno dei maggiori movimenti, già del XIX come del XX secolo. Era l’epoca vittoriana. Siamo esattamente a metà del XIX secolo. La Bloomer e la Stenton s’inventarono un modo rivoluzionario di concepire l’abbigliamento femminile. I bloomers, in onore di una delle due creatrici, risultavano di più agevole vestibilità, prendendo a modello l’uso dei pantaloni. I pantaloni, dunque, erano diventati parte dell’immaginario collettivo femminile. Era la ribellione verso l’uomo padrone e verso la società maschilista? Era voglia di rompere con i canoni della tradizione che voleva sempre l’uomo come protagonista della società civile o, piuttosto, desiderio ancestrale di apparire all’uomo sempre seducente, ammaliante e oggetto di desiderio? Da lì, nacquero i germi di una consapevolezza sulla questione della partecipazione delle donne alla vita pubblica. Da lì seguì, nei paesi occidentali, il movimento delle suffragiste, il cui scopo era quello di ottenere il diritto di voto per la popolazione femminile. La donna aspirava, dunque, ad un riconoscimento ufficiale nella società che, in specie nel diciannovesimo secolo, cominciava a costruire le basi per una civiltà imperniata anche sull’evoluzione industriale, ove nacquero all’epoca anche dei movimenti letterario-culturali e di arte figurativa, come quella di cui era fervido sostenitore lo scrittore e intellettuale parigino Charles Baudelaire, anticipatore del decadentismo, movimento artistico e letterario, sviluppatosi nel XIX secolo in Francia, ma anche in Europa, fino ai primi anni del novecento. Il movimento era in contrapposizione con la razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo, che interagiva con tutto ciò che mostrava praticità, interesse materiale, escludendo motivi di ordine ideale o affettivo. E poi, seguirono altre correnti di pensiero legate al femminismo, come il cosiddetto “socialismo femminista” che si batteva per un riformismo sociale, che vedeva nell’emancipazione della donna un elemento qualificante nella società moderna. La differenza tra uomo e donna, che era non solo di carattere sessuale, ma anche antropologico, doveva per la donna cessare, perché ritenuta insopportabile. Poi, la questione femminile, nella seconda metà del secolo scorso, è a conoscenza dell’opinione pubblica. Tutti i movimenti appena esposti sono pienamente condivisibili all’uomo moderno che abbia a cuore una giusta causa: quella della questione femminile, ove uomini e donne devono avere gli stessi diritti sociali in una società che si definisca civile. Il movimento femminista in tutte le sue sfaccettature ha in parte posto i cardini sul tema della comprensione che deve avere l’uomo, ove voglia protendersi verso la conquista dell’animo femminile, e capirne e condividerne la sua sensibilità, pensiero e spirito profondi. L’uomo è in crisi d’identità. I cambiamenti sociali che piano piano hanno sempre preso più piede, grazie proprio a una maggiore consapevolezza che la donna ha di sé stessa, di sentirsi uguale all’uomo, l’ha portata all’estremizzazione del convincimento della sua forza per i progressi raggiunti in campo sociale, e anche sul piano sessuale. Oggi, le maggiori cariche sociali sono occupate anche da donne. La donna ha raggiunto una maggiore sicurezza di sé stessa, anche per il ruolo che ricopre nelle società moderne, specialmente in quelle occidentali. E l’indipendenza economica l’ha resa ancora più sicura e specialmente più libera. Le conquiste della donna non sono state di ordinaria amministrazione, ma c’è stato verosimilmente un cambiamento epocale nel rapporto tra uomo e donna. L’uomo sempre meno macho e la donna sempre più convinta delle proprie capacità, che sono reali, non più sottomessa all’uomo per indole e attitudine. Oggi, l’uomo, se vuole addentrarsi nell’universo femminile per carpirne i segreti ed entrare nelle grazie della donna, deve rendersi conto che gioca alla pari con la donna moderna. E se vuole capirla a fondo, deve sforzarsi ad entrare nei meandri della sua personalità, della sua sensibilità, delle sue debolezze: accostarsi al suo mondo interiore e universale. Non può più considerarla un oggetto “usa e getta”, perché inferiore. Deve, invece, condividerne i pensieri, le abitudini e gli atteggiamenti, se giusti. Deve interiorizzare i suoi stati d’animo e i suoi problemi atavici: retaggio di “modus vivendi” ancestrali. Essere sempre in comunione con la sua sensibilità e avere spirito di partecipazione con essa; proteggerla da mali oscuri o da situazioni inestricabili. Starle accanto e fare da scudo alle sue paure. La donna moderna vuole sentire vicino a sé il respiro dell’uomo. Lo vuole presente, specie quando avverte delle insidie. La donna, oggi, acquistando consapevolezza delle sue potenzialità in ambito sociale, è più indipendente. Sa di competere al pari dell’uomo, intellettivamente ed intellettualmente. Ma è pur sempre donna. E come tale, ha le sue ansie, i suoi timori, le sue debolezze, le sue fragilità, che derivano chissà… da una sua maggiore sensibilità d’animo. In tutto questo, colui il quale ha a cuore il suo benessere nella psiche e nello spirito, deve dimostrare di essere un vero uomo. Farla sentire donna è una priorità assoluta. Protezione, partecipazione, vicinanza e comunanza di pensieri. L’uomo dovrà sempre riuscire a entrare nell’animo femminile. E solo così sarà possibile conquistarne l’anima. E con l’anima tutta sé stessa. Questa è la donna moderna. Roberto Zaoner marzo 2015 (testo riveduto il mattino del 20/05/2022)
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  • Codice:GA193662
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:maggio 2022
  • Archiviata il:sabato 21 maggio 2022