Biografia

Salvatore D'Imperio (Napoli 1963) è un pittore Italiano. Autodidatta, intraprende il suo cammino artistico nel 1988, in piena TransAvanguardia di Achille Bonito Oliva con “una ricerca astratta fortemente cromatica”. (Enzo Battarra). Nel 1991 si qualifica tra i primi trenta giovani artisti al concorso internazionale “gli Artisti del Genius” indetto dalla Renault seguito da una mostra che si tiene in via Nazionale a Roma con un catalogo a cura di Duccio Trombadori edito per l’occasione da “Carte Segrete”. All’Università conosce ed approfondisce il “Pensiero Debole” di Giovanni Vattimo e A. Rovatti. Questo nuovo approccio filosofico lo accompagnerà in futuro nel suo progetto artistico più intimo insieme all’ “Uomo di Vetro” di Vittorino Andreoli. Il primo incontro\scontro è stato con Mafonso con il quale ha condiviso idee, viaggi strategie ed amicizia. Ma il più formale dal punto di vista puramente pittorico è stato con Decio Carelli che gli ha dato una impostazione Accademica per ciò che concerne la costruzione di un "quadro". D'Imperio ha sempre tenuto d'occhio i grandi Maestri della Pittura quali Kandinsky, Mondrian, Pollock ma il suo interesse è caduto in seguito sui Pittori Informali e la forza del loro segno che li contraddistingueva. Nel Dicembre del 1993 si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Nel 2012 il MAC Museo di Arti Contemporanee di Caserta acquisisce un suo lavoro. Nel 2015 la Fondazione ACBEU di Salvador de Bahia (Brasile) acquisisce una sua opera. Nel 2017 il MACS Museo di Arti Contemporanee di Santa Maria Capua Vetere (Ce) acquisisce una sua opera. Dal 2017 è impegnato in maniera volontaria in un progetto d'arte con i pazienti del Dipartimento di Igiene Mentale presso l'ASL 21 di Santa Maria Capua Vetere (Ce) seguito dal personale medico e sociologico oltre che dal personale infermieristico.


Salvatore D'Imperio (Naples 1963) is an Italian painter. Self-taught, he began his artistic career in 1988, in full TransAvanguardia by Achille Bonito Oliva with "a highly chromatic abstract research". (Enzo Battarra). In 1991 he qualified among the first thirty young artists in the international competition "Gli Artisti del Genius" organized by Renault followed by an exhibition held in Via Nazionale in Rome with a catalog edited by Duccio Trombadori published for the occasion by "Carte Dungeons ". At the University he knows and deepens the "Pensiero Debole" by Giovanni Vattimo and A. Rovatti. This new philosophical approach will accompany him in the future in his most intimate artistic project together with the "Glass Man" of Vittorino Andreoli. The first meeting \ clash was with Mafonso with whom he shared ideas, travel strategies and friendship. But the most formal from the purely pictorial point of view was with Decio Carelli who gave him an Academic setting for what concerns the construction of a "framework". D'Imperio has always kept an eye on the great masters of painting such as Kandinsky, Mondrian, Pollock, but his interest later fell on the informal painters and the strength of their sign that distinguished them. In December 1993 he graduated in Modern Foreign Languages ??and Literatures at the Oriental University Institute of Naples. In 2012 the MAC Museum of Contemporary Arts in Caserta acquires its work. In 2015 the ACBEU Foundation of Salvador de Bahia (Brazil) acquires one of his works. In 2017 the MACS Museum of Contemporary Arts of Santa Maria Capua Vetere (Ce) acquires one of his works. From 2017 he is voluntarily engaged in an art project with the patients of the Department of Mental Hygiene at the ASL 21 of Santa Maria Capua Vetere (Ce) followed by medical and sociological staff as well as by nursing staff.

Salvatore D'Imperio (Nápoles, 1963) é um pintor italiano. Autodidata, iniciou sua carreira artística em 1988, em plena TransAvanguardia de Achille Bonito Oliva, com "uma pesquisa abstrata altamente cromática". (Enzo Battarra). Em 1991, ele se classificou entre os primeiros trinta jovens artistas da competição internacional "Gli Artisti del Genius" organizada pela Renault, seguida de uma exposição realizada na Via Nazionale em Roma com um catálogo editado por Duccio Trombadori, publicado para a ocasião por "Carte Dungeons". Na Universidade, ele conhece e aprofunda o "Pensiero Debole" de Giovanni Vattimo e A. Rovatti. Esta nova abordagem filosófica irá acompanhá-lo no futuro, no seu projeto artístico mais íntimo, juntamente com o "Homem de Vidro" de Vittorino Andreoli. O primeiro encontro foi com Mafonso com quem compartilhou idéias, estratégias de viagem e amizade. Mas o mais formal do ponto de vista puramente pictórico foi com Decio Carelli, que lhe deu um cenário acadêmico para o que diz respeito à construção de um "quadro". D'Imperio sempre manteve um olho nos grandes mestres da pintura, como Kandinsky, Mondrian, Pollock, mas seu interesse mais tarde recaiu sobre os pintores informais e a força de seu signo que os distinguia. Em dezembro de 1993, formou-se em Línguas e Literaturas Estrangeiras Modernas no Instituto Universitário Oriental de Nápoles. Em 2012, o MAC Museum of Contemporary Arts de Caserta adquire o seu trabalho. Em 2015, a Fundação ACBEU de Salvador da Bahia (Brasil) adquire uma de suas obras. Em 2017, o Museu de Arte Contemporânea MACS de Santa Maria Capua Vetere (Ce) adquire uma de suas obras. A partir de 2017, ele está voluntariamente envolvido em um projeto de arte com os pacientes do Departamento de Higiene Mental na ASL 21 de Santa Maria Capua Vetere (Ce), seguido por pessoal médico e sociológico, bem como pela equipe de enfermagem.


Formazione artistica

Autodidatta. Laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne

Self-taught. Graduated in Modern Foreign Languages and Literatures

Autodidata. Graduado em Línguas e Literaturas Estrangeiras Modernas

Tematiche

Salvatore D'Imperio ama definire l'Arte come Spirito che diventa materia. I suoi quadri sono senza tempo. Il suo gesto immediato lascia la razionalità per trasmutarla in materica follia, facendo ciò, la sua pittura sembra fragile ma paradossalmente scopriamo tutta la sua forza: la forza della fragilità. "i miei lavori esprimono un magma interiore pari a quello del Vesuvio"

Ricordiamo qui di seguito i suoi cicli pittorici più importanti:

Composizioni
la Mia Terra si Eclissa
Concetto Fragile
La Macchina del Tempo
Marine
Alberi
Informali
Ordinary Madness
Superfici Fragili
Wake up


Salvatore D'Imperio loves to define Art as a Spirit that becomes matter. His paintings are timeless. His immediate gesture leaves rationality to transmute it into material madness, doing this, his painting seems fragile but paradoxically we discover all his strength: the strength of fragility. "my works express an inner magma equal to that of Vesuvius"

We recall below its most important pictorial cycles:

Composizioni
la Mia Terra si Eclissa
Concetto Fragile
La Macchina del Tempo
Marine
Alberi
Informali
Ordinary Madness
Superfici Fragili
Wake up


Salvatore D'Imperio adora definir a Arte como um Espírito que se torna matéria. Suas pinturas são atemporais. Seu gesto imediato deixa a racionalidade transmutá-la em loucura material, fazendo isso, sua pintura parece frágil, mas paradoxalmente descobrimos toda a sua força: a força da fragilidade. "minhas obras expressam um magma interior igual ao do Vesúvio"

Recordamos abaixo os seus ciclos pictóricos mais importantes:


Composizioni
la Mia Terra si Eclissa
Concetto Fragile
La Macchina del Tempo
Marine
Alberi
Informali
Ordinary Madness
Superfici Fragili
Wake up

Valutazione artistica

Per Salvatore D’imperio vige la legge degli opposti. Lo Yin e lo Yang si scontrano, più che fondersi, per portare l’uomo in un perenne stato di equilibrio fragile. Colori gradienti, costruzioni umane sottili come l’angoscia, sfruttano la leggerezza delle campiture per dimostrare un pensiero etereo e sfuggente. C’è molto del difficile vivere quotidiano di affannosa ricerca di una negata stabilità. Le tensioni e le pulsioni sono vissute in tutta la loro drammaticità senza falsi pudori o menzogne. D’imperio ha un modo tutto suo di interrogarsi sul dramma di una generazione priva di veri punti di riferimento, sempre alle prese con la definizione di un’etica e di una morale, ogni giorno più difficili da trovare. Il Diogene stanco dell’arte, continua a cercare il suo “Uomo”. Solo un uccello sotto forma di Origami sembra indicargli una strada possibile. Per il resto, intorno è caos. Per D’imperio valgono le parole di Bob Dylan: “Io accetto il caos: non sono sicuro che il caos accetti me”.


For Salvatore D'imperio, the law of opposites is in force. The Yin and Yang collide, rather than merge, to bring man into a perpetual state of fragile balance. Gradient colors, human constructions as thin as anguish, exploit the lightness of the backgrounds to demonstrate an ethereal and elusive thought. There is a lot of the difficult daily living of frantic search for a denied stability. Tensions and impulses are experienced in all their drama without false modesty or lies. D'imperio has its own way of questioning the drama of a generation without real landmarks, always struggling with the definition of ethics and morality, every day more difficult to find. The Diogenes tired of art, continues to look for his "Man". Only a bird in the form of Origami seems to show him a possible way. For the rest, around it is chaos. For D'imperio, the words of Bob Dylan are valid: "I accept chaos: I'm not sure that chaos will accept me".

Para Salvatore D'imperio, a lei dos opostos está em vigor. O Yin e o Yang colidem, em vez de se fundirem, para levar o homem a um estado perpétuo de equilíbrio frágil. Cores gradientes, construções humanas tão finas quanto a angústia, exploram a leveza dos fundos para demonstrar um pensamento etéreo e elusivo. Há muito da difícil vida cotidiana da busca frenética por uma estabilidade negada. Tensões e impulsos são experimentados em todo o seu drama sem falsa modéstia ou mentiras. D'imperio tem sua própria maneira de questionar o drama de uma geração sem marcos reais, sempre lutando com a definição de ética e moral, cada dia mais difícil de encontrar. O Diógenes cansado da arte, continua a procurar o seu "homem". Apenas um pássaro na forma de Origami parece mostrar-lhe um caminho possível. Para o resto, em volta disso está o caos. Para D'imperio, as palavras de Bob Dylan são válidas: "Aceito o caos: não tenho certeza se o caos me aceitará".

Massimo Sgroi

Sono venuti dalla Campania italiana, questi tre giovani pittori autodidatti che Antonio Sapone, noto gallerista, ha aperto nella zona di Caserta, con il patrocinio di Capitani, Console Generale d'Italia, attualmente è in mostra la loro mostra nella sala del teatro del consolato, 72, boulevard Gambetta, a Nizza.
[...................] Il terzo di questi "moschettieri" della giovane pittura italiana si chiama D'imperio. È certamente un poeta nato. I suoi piccoli paesaggi, adornati con uno o due uccelli fatti di carta tagliata e dipinta, sono aree di sosta in questa mostra con simboli spesso molto forti. Collina o mare, non importa: ogni opera è un piccolo gioiello, sul fondo dipinto con olio variamente colorato. Come un leitmotiv, una piccola macchia di colore, posta lì, ritorna alla sua tela in un contrappunto giudicato. In sintesi, una mostra da non perdere.

They came from the Italian Campania, these three young self-taught painters that Antonio Sapone, a well-known gallerist, has opened in the Caserta area, under the patronage of Mr. Capitani, Consul General of Italy, their exhibition is currently held in the theater hall of the consulate, 72, boulevard Gambetta, in Nice.
[...................] The third of these "musquettaires" of the young Italian painting is called D'imperio. He is certainly a born poet. Its small landscapes, adorned with one or two birds made of paper cut and painted, are rest areas in this exhibition with symbols often very strong. Hill or sea, it does not matter: each work is a small jewel, at the bottom painted with oil variously colored. As a leitmotif, a tiny spot of color, placed there, returns to its canvas in a judiciously placed counterpoint. In summary, an exhibition that must not be missed.

Ils sont venus de la Campanie italienne, ces trois jeunes peintres autodidactes qu’Antonio Sapone, galeriste bien connu, a dèniches dans la region de Caserta, sous le haut patronage de M. Capitani, consul general d’Italie, leur exposition se tien actuellement dans la salle du thèatre du consulat, 72, boulevard Gambetta, a Nice.
[...................] Le troisième de ces “mousquettaires” de la jeune peinture italienne se nomme D’imperio. C’est assurèment un poète-nè. Ses petits paysages, adornès d’un ou deux oiseaux faits de papier dècoupè et peint, sont des aires de repos dans cette exposition aux symboles souvent très forts. Colline ou mer, peu importe: chaque oeuvre est un petite bijou, au fond peint à l’huile diversement colorèe. Comme un leitmotiv, revient dans sa toile une minuscule tache de couleur, posèe là, en un contrepoint judicieusement place. En rèsumè, une exposition qu’il ne faut pas manqué.

Eles vieram da Campania italiana, estes três jovens pintores autodidatas que Antonio Sapone, conhecido galerista, abriu na área de Caserta, sob o patrocínio de Capitani, Cônsul Geral da Itália, está atualmente exibindo sua exposição no hall do teatro consulado. 72, Boulevard Gambetta, em Nice.
[...................] O terceiro desses "mosqueteiros" da jovem pintura italiana chama-se D'imperio. Ele é certamente um poeta nascido. As suas pequenas paisagens, adornadas com uma ou duas aves feitas de papel cortado e pintado, são áreas de exposição nesta exposição com símbolos frequentemente muito fortes. Colina ou mar, não importa: todo trabalho é uma pequena jóia, no fundo pintado com óleo de várias cores. Como um leitmotiv, uma pequena mancha de cor, colocada ali, retorna a sua tela em um contraponto avaliado. Em resumo, uma exposição a não perder.

Charles Jourdanet


La memoria, le radici, l’attesa, la forma indefinitivamente mobile: questi i colori della tavolozza di Salvatore D’imperio. Ogni sua opera contiene un appello: darsi il coraggio necessario per accogliere ciò che la terra ci restituisce, in forma confusa, se ci poniamo all’ascolto. Ogni sua opera contiene un invito: lasciarsi sedurre dal gioco dell’immaginazione cosmopoietica, dando forma originale alle figure che affiorano dalla terra come scritte sulla sabbia che le onde del mare hanno confuso, senza però riuscire a cancellare del tutto. Ogni sua opera contiene una rivelazione: solo chi si pone all’ascolto sperimenta l’alchimia della creazione artistica, per la quale l’opera nasce nell’incontro chiasmatico e quasi carnale con lo spettatore-demiurgo, al quale si consegna frammentata, portatrice di una semantica ontologica che attende una voce che la racconti daccapo in una storia assolutamente originale.

The memory, the roots, the wait, the indefinitely mobile form: these are the colors of Salvatore D'imperio's palette. Each of his works contains an appeal: to give ourselves the courage necessary to welcome what the earth gives us back, in a confused form, if we ask ourselves to listen. Each of his works contains an invitation: let yourself be seduced by the play of cosmopoietic imagination, giving original shape to the figures that emerge from the earth as written on the sand that the waves of the sea have confused, but without being able to erase completely. Each of his works contains a revelation: only those who listen to experience experience the alchemy of artistic creation, for which the work is born in the chiasmatic and almost carnal encounter with the spectator-demiurge, to whom it is fragmented delivery, bearer of an ontological semantics that awaits a voice that tells it over again in an absolutely original story.

A memória, as raízes, a espera, a forma indefinidamente móvel: estas são as cores da paleta de Salvatore D'imperio. Cada uma das suas obras contém um apelo: dar-se a coragem necessária para acolher o que a terra nos devolve, de uma forma confusa, se nos pedirmos para ouvir. Cada uma de suas obras contém um convite: deixar-se seduzir pelo jogo da imaginação cosmopoiética, dando forma original às figuras que emergem da terra como escritas na areia que as ondas do mar confundiram, mas sem poder apagar completamente. Cada uma de suas obras contém uma revelação: somente quem ouve experiência experimenta a alquimia da criação artística, para a qual a obra nasce no encontro quiasmático e quase carnal com o espectador-demiurgo, a quem é fragmentada a entrega, portadora de uma semântica ontológica que aguarda uma voz que conta de novo em uma história absolutamente original.

Giuseppe Osci

Il lavoro di Salvatore D’imperio, visitando l’attualissima riflessione sui destini della modernità, trascende i confini della tecnica, del documento, dell’analisi, per collocarsi nella sfera della cultura, della sintesi, della creazione. L’avventura della pittura getta lo scandaglio nel mondo, l’artista cerca il filo che lega il presente al cuore della metafisica, nella modernità non più sorretta da un fondamento rassicurante, dove il tempo come misura del movimento è variante sempre meno afferrabile grazie alle teorie scientifiche e le odierne pratiche tecnologiche della simultaneità. Il dogma moderno del progresso cade perdendo la corona, in sparse scheggie di vacua attendibilità, le sacre icone di una civiltà artificiale invadono l’orizzonte, isole di insicurezza dove la frammentazione affiora alla superficie come le ossa dalla terra. Alla plateale radicalità di una nozione “debole” di verità l’artista oppone il paradosso di una generosa catarsi, la possibilità di ricreare se stesso nell’universo omologante ed instabile della società di massa dei simulacri, di ricomporre frammenti di natura, storia, pensiero nella completa donazione ( che è continuità dell’anima e dei sensi ) della memoria, immagine permanente di dissoluzione e ri-creazione, fulminante aforisma con invito all’ironia. La richiesta di verità che si propone non è preconcetta ma urgente ed esistente nel momento in cui l’opera prende forma e l’imprevedibile incontro attende di essere percepito, là dove si mostri, in calibrature di pigmenti e campiture di diverse cromie o idee, che stanno come segni d’acqua o di fuoco su tavole di salvezza, ad esplorare tangibilmente l’orizzonte nuovo. Non eccepire, adeguarsi, o ....sottrarci. Contraddizione insanabile, se l’energia e la tensione materica di D’imperio non fossero in lui l’uomo doppio che bussa al cuore di ogni metafisica intrecciando il senso fragile con la vita che abita cielo e terra, finito ed infinito ( in fondo non è l’inquietudine dello smarrimento il vero atto di conoscenza che fa la storia dell’uomo? ) cosicchè da essenza immateriale, effimera, nascosta, l’opera diviene indagine sull’uomo, struttura profonda del divenire, presenza, segnale di viaggio.

The work of Salvatore D'imperio, visiting the very current reflection on the destinies of modernity, transcends the boundaries of technique, of document, of analysis, to place itself in the sphere of culture, of synthesis, of creation. The adventure of painting casts the sound in the world, the artist seeks the thread that binds the present to the heart of metaphysics, in modernity no longer supported by a reassuring foundation, where time as a measure of movement is increasingly less graspable thanks to the scientific theories and today's technological practices of simultaneity. The modern dogma of progress falls by losing the crown, in scattered splinters of vacuous trust, the sacred icons of an artificial civilization invade the horizon, islands of insecurity where fragmentation surfaces to the surface like bones from the earth. To the blatant radicality of a "weak" notion of truth the artist opposes the paradox of a generous catharsis, the possibility of recreating himself in the homologating and unstable universe of mass society of simulacra, of recomposing fragments of nature, history, thought in complete donation (which is continuity of the soul and the senses) of memory, a permanent image of dissolution and re-creation, fulminating aphorism with an invitation to irony. The request for truth that is proposed is not preconceived but urgent and existing when the work takes shape and the unpredictable meeting awaits to be perceived, where we show, in calibrations of pigments and backgrounds of different colors or ideas, that are like signs of water or fire on the tables of salvation, to tangibly explore the new horizon. Do not plead, adapt, or ... take us away. Irreversible contradiction, if D'imperio's energy and material tension were not in him the double man who knocks at the heart of every metaphysics, weaving the fragile sense with the life that lives in heaven and earth, finite and infinite (in the end not is the disquietude of loss the true act of knowledge that makes the history of man?) so that from an immaterial, ephemeral, hidden essence, the work becomes a study of man, a profound structure of becoming, presence, a sign of travel.

A obra de Salvatore D'imperio, visitando a atual reflexão sobre os destinos da modernidade, transcende as fronteiras da técnica, do documento, da análise, para situar-se na esfera da cultura, da síntese, da criação. A aventura de pintura lança a sonda no mundo, o artista procura o fio que une o presente ao coração da metafísica nos tempos modernos não mais suportada por uma fundação reconfortante, onde o tempo como uma medida do movimento é cada vez menos compreensíveis variantes graças a teorias científicas e práticas tecnológicas atuais de simultaneidade. O dogma moderna do progresso cai perder a coroa, em fragmentos dispersos de confiabilidade vazio, ícones sagrados de uma civilização artificial invade o horizonte, ilhas de insegurança onde a fragmentação sobe à superfície como os ossos da terra. Na natureza radical flagrante de uma noção "fraco" da verdade, o artista se opõe o paradoxo de uma catarse generoso, a capacidade de recriar-se na aprovação universo e sociedade de massa instável de simulacros, para remontar os fragmentos da natureza, história, filosofia em doação completa (que é a continuidade da alma e dos sentidos) da memória, uma imagem permanente de dissolução e recriação, aforismo fulminante com um convite à ironia. A demanda pela verdade que é proposto não é preconcebida, mas urgente e existente quando a obra toma forma e do encontro imprevisível esperando para ser percebida, onde você mostra em calibrações de pigmentos e fundos de cores diferentes ou idéias, que são como sinais de água ou fogo nas tábuas da salvação, para explorar tangivelmente o novo horizonte. Não implorem, não se adaptem ou ... nos levem embora. Contradição incurável, se a alimentação de energia e de material de D'império não estavam no homem duplo derrubando-o no coração de cada tecelagem metafísica em conjunto no sentido frágil para a vida que habita o céu ea terra, o finito eo infinito (basicamente não fazer é a inquietação da perda do verdadeiro ato de conhecimento que faz a história do homem?), de modo que a partir de uma essência imaterial, passageira, escondida, o trabalho torna-se investigação humana, estrutura profunda de se tornar, presença, sinal de viagem.

Rosalba Silvestri

La pittura ha un suo spessore, forma grumi e si stratifica, si solidifica con l’incedere dei pensieri e delle passioni. Volteggia la pittura sulla superficie, scrivendo ideogrammi di un nuovo millennio. Il colore, quel col
ore timido, a volte restio a mostrarsi è pronto a confondersi con il fondo, in altri momenti travalica l’immagine, è esuberante e fiero, incontenibile. Questo il lavoro di Salvatore D’imperio, pittore con convinzione, abile costruttore di inestricabili grovigli, di scie tracciate da ineffabili macchine volanti. Nascono così alchemiche geometrie, misteriosi lembi di territorio cromatico, isole magiche con porti franchi, liberi dalle contaminazioni della rappresentazione. Il gioco pittorico è negli angoli, nelle sinuose curve che scrivono il labirinto. Grida il quadro la sua libertà d’invenzione, il desiderio è quello di travalicare il limite. E sono fragili queste superfici, fragili e precarie, limitate e limitanti. La pittura è oltre, il gesto creativo è nell’opera ed è altrove, è pensiero puro, un pensiero che passo dopo passo ricade sulla tela. E si fa materia, dolce materia.


The painting has its own thickness, lumps form and is stratified, it solidifies with the rush of thoughts and passions. He turns painting on the surface, writing ideograms of a new millennium. The color, that col
shy hours, sometimes unwilling to show oneself is ready to blend in with the background, in other moments it goes beyond the image, it is exuberant and proud, irrepressible. This is the work of Salvatore D'imperio, a painter with conviction, a skilful builder of inextricable tangles, of trails traced by ineffable flying machines. Thus alchemical geometries are born, mysterious strips of chromatic territory, magical islands with free ports, free from the contaminations of the representation. The pictorial game is in the corners, in the sinuous curves that write the labyrinth. The painting cries its freedom of invention, the desire is to go beyond the limit. And these surfaces are fragile, fragile and precarious, limited and limiting. Painting is beyond, the creative gesture is in the work and is elsewhere, it is pure thought, a thought that step by step falls back onto the canvas. And it becomes matter, sweet matter.

A pintura tem sua própria espessura, os grumos se formam e são estratificados, solidifica-se com a correria de pensamentos e paixões. Ele transforma a pintura na superfície, escrevendo ideogramas de um novo milênio. A cor que col
horas tímidas, às vezes não querendo mostrar a si mesmo está pronto para se misturar com o pano de fundo, em outros momentos, vai além da imagem, é exuberante e orgulhoso, irreprimível. Este é o trabalho de Salvatore D'imperio, um pintor convicto, um construtor habilidoso de emaranhados inextricáveis, de trilhas traçadas por máquinas voadoras inefáveis. Assim nascem geometrias alquímicas, misteriosas faixas de território cromático, ilhas mágicas com portos livres, livres das contaminações da representação. O jogo pictórico está nos cantos, nas curvas sinuosas que escrevem o labirinto. A pintura chora sua liberdade de invenção, o desejo é ir além do limite. E essas superfícies são frágeis, frágeis e precárias, limitadas e limitadoras. A pintura está além, o gesto criativo está no trabalho e está em outro lugar, é pensamento puro, um pensamento que, passo a passo, recai na tela. E isso se torna matéria, matéria doce.

Enzo Battarra



Per noi di Napoli (e dintorni) il mare è una certezza. Possiamo andarci ogni volta che ci và. Alcuni (tanti) hanno pure la fortuna di poter aprire la finestra e di farselo entrare dentro casa. Si è vero, altri magari c’hanno la sfortuna che quello a volte entra dalla porta, e senza manco bussare.
Ma il mare è un vecchio amico. Poi diventa nuovo, poi ritorna vecchio …
- Inzomm’ … E’ tutt’ cose!!! Quello mare nostro è -

Eppure ci sono altri mari.

E hai voglia di dire: “non mi interessa che tanto c’ho il mio!”
L’anima, quella mica se ne frega di quello che pensi tu.
Quella, guarda lì pure se tu guardi altrove, e ti dice: “questo sì, questo no”.
E quando ti dice: “questo no”, tu manco te ne accorgi.
Ma quando ti dice: “ questo sì”, tu dove te ne scappi?

Ecco. Le marine di Salvatore D'Imperio sono così: prima le vede l’anima e poi tu.

Che tu ci vorresti provare a dire: “ma non è come il mare vero!”
E invece no.
Le guardi e non è così. E’ mare vero pure quello. E può essere rosa, lilla, viola … certo pure azzurro e verde.
Le guardi le marine di Salvatore e ti dici: “…ma il mare dentro a un quadro si può muovere?”

Guardi meglio allora e capisci.
Il mare dentro al quadro non si muove.
Ma sta muovendo tutti i mari tuoi, quelli che ti porti dentro.
E senti il rumore. E senti la voce.
Ascolta, ti vuole raccontare la sua storia.

For us in Naples (and surroundings) the sea is a certainty. We can go there every time he goes there. Some (many) have the good fortune to be able to open the window and get it inside the house. Yes, it is true, others may have the misfortune that sometimes enters from the door, and without even knocking.
But the sea is an old friend. Then it becomes new, then it comes back old ...
- Inzomm '... It's all things !!! What our sea is -

Yet there are other seas.

And you want to say: "I do not care that I have mine!"
The soul, that does not care what you think.
That, look there as well if you look elsewhere, and tells you: "yes, this is not".
And when he says to you: "this is not", you do not even realize it.
But when he says "yes", where do you escape?

Here it is. The seascapes of Salvatore D'Imperio are like this: first you see the soul and then you.

That you would try to say: "but it's not like the real sea!"
But no.
You look at them and it's not like that. It is also true sea that. And it can be pink, lilac, violet ... certainly blue and green.
You look at the seascapes of Salvatore and you say: "... but the sea inside a painting can move?"

Look better then and understand.
The sea inside the painting does not move.
But it is moving all your seas, those that you carry inside.
And you hear the noise. And hear the voice.
Listen, he wants to tell you his story.

Para nós, em Nápoles (e arredores), o mar é uma certeza. Nós podemos ir lá toda vez que ele for lá. Alguns (muitos) têm a sorte de poder abrir a janela e levá-la para dentro da casa. Sim, é verdade, outros podem ter a infelicidade que às vezes entra pela porta e sem sequer bater.
Mas o mar é um velho amigo. Então se torna novo, depois volta velho ...
- Inzomm '... São todas as coisas !!! O que é o nosso mar

No entanto, existem outros mares.

E você quer dizer: "Eu não me importo que eu tenho o meu!"
A alma, que não se importa com o que você pensa.
Isso, olhe lá também, se você procurar em outro lugar e disser: "sim, isso não é".
E quando ele diz para você: "isto não é", você nem percebe isso.
Mas quando ele diz "sim", para onde você foge?

Aqui está. As paisagens marítimas de Salvatore D'Imperio são assim: primeiro você vê a alma e depois você.

Que você tentaria dizer: "mas não é como o mar real!"
Mas não
Você olha para eles e não é assim. Também é verdade que mar. E pode ser rosa, lilás, violeta ... certamente azul e verde.
Você olha para as paisagens marinhas de Salvatore e diz: "... mas o mar dentro de uma pintura pode se mover?"

Olhe melhor então e entenda.
O mar dentro da pintura não se move.
Mas está movendo todos os seus mares, aqueles que você carrega por dentro.
E você ouve o barulho. E ouça a voz.
Ouça, ele quer contar sua história.

Alessandra D’Imperio


I suoi quadri sono senza tempo. Il suo gesto immediato lascia la razionalità per trasmutarla in materica follia, facendo ciò, la sua pittura sembra fragile ma paradossalmente scopriamo tutta la sua forza: la forza della fragilità.


His paintings are timeless. His immediate gesture leaves rationality to transmute it into material madness, doing this, his painting seems fragile but paradoxically we discover all his strength: the strength of fragility.

Suas pinturas são atemporais. Seu gesto imediato deixa a racionalidade transmutá-la em loucura material, fazendo isso, sua pintura parece frágil, mas paradoxalmente descobrimos toda a sua força: a força da fragilidade.


Patrizia Rizzitano




Il vento delle emozioni trasfonde le superfici in spazi liberi. Le architetture estatiche di vite vissute, forme mobili in perenne metamorfosi si fondono in pensieri travalicando i limiti del tempo. Le dimensioni della materia riportano l’eco arcano di ricordi sopiti in un’espansione infinita dell’umano sentire. “Fragile è il cuore mio”!
Il senso del vivere si plasma ai suoi palpiti incessanti donandomi la certezza forte dell’essere.

The wind of emotions transfigures surfaces into free spaces. The ecstatic architectures of lived lives, mobile forms in perennial metamorphosis merge into thoughts, going beyond the limits of time. The dimensions of matter bring back the arcane echo of dormant memories in an infinite expansion of human feeling. "Fragile is my heart"!
  The sense of living is molded to its incessant beats, giving me the strong certainty of being.

O vento das emoções transfigura superfícies em espaços livres. As arquiteturas extáticas das vidas vividas, as formas móveis em metamorfose perene fundem-se em pensamentos, ultrapassando os limites do tempo. As dimensões da matéria trazem de volta o eco arcano de memórias inativas em uma expansão infinita do sentimento humano. "Frágil é meu coração"!
  A sensação de viver é moldada às suas batidas incessantes, dando-me a forte certeza de ser.



Carmelina Ianniciello



SUPERFICI FRAGILI

Fragile è il vetro che si spezza in mille frammenti, che rompe la sua struttura,
che cambia la sua forma per acquistarne un altra.
Fragile è la natura nel suo equilibrio, che si ricompone dopo la tempesta e
durante la tempesta.
Fragile è la natura; minerale, vegetale e animale nelle sue fasi di crescita.
Fragile è l'uomo di fronte all'infinito, all'eterno, alla natura stessa e alle sue
leggi.
Fragile è l'uomo di fronte ad uno specchio materiale, o immateriale e l'amore
e l'arte spesso svolgono la stessa funzione.
Fragile è l'uomo quando poggia la testa sul cuscino pensando di dormire,
pieno di dubbi e incertezze.
Fragile è l'arte quando resiste al tempo e quando non resiste, quando tenta
invano di resistere e quando cede e si arrende.
Fragile è l'arte che viene distrutta. Fragile è l'artista nella sua lotta contro la
società e a favore della stessa; quando combatte contro il mercato e anche
quando lo desidera.
Fragile è D'Imperio, uomo e artista dalle periferie dell'impero verso il centro,
" ..Grida la sua voglia di vivere contesa tra un atto di forza e la consapevolezza
della fine". (cit. Da un testo dell'artista).
Tenta e riesce nello sfondamento della superfice navigando su di essa come un
Pollock volante, imbracciando un'arma gocciolante, usando un pennello che ha
appena smesso di dipingere o neppure ha iniziato.
Fragile è la parola, anche se resta lo strumento più utile per avvicinarsi alla
creazione e al trascendente.
Fragile è solo ciò che comunemente è inteso fragile; e nel momento in cui lo
dici è proprio il momento in cui si spezza, la superfice cede e lascia trasparire il
fondo che altro non è, se non un'altra superfice.
Fragile è dunque la materia pittorica e psichica conosciuta, e Salvatore
D'Imperio in questo percorso di conoscenza, non salva nessuno e nessuna
cosa, nemmeno e sopratutto se stesso. Egli è consapevole di lasciarsi
crocifiggere e autocrocifiggersi, insieme a noi che lo guardiamo e guardiamo le
sue opere, le quali cercano invano di restare mute e silenziose per non gridare.
Trattengono in ogni goccia caduta un grido di dolore autentico, autoinferto.
Si tratta, quindi, di cicatrici da ferite sanguinanti che non vogliono apparire
anzi vogliono dissimulare l'emoraggia di sentimenti, mascherandosi dietro il
dissolvimento, lo scolorimento, il tono e il mezzotono.
Sono ritratti di pelle vivente, caduta, tesa, trattata, tatuata. Si chiamano
superfici fragili, perchè ci chiedono ancora una volta, ma solo come un
consiglio di trasporto (handle with care) di andarci piano, di non ferire, di non
provocare ulteriore dolore, oltre a quello necessario per vivere.

FRAGILE SURFACES

Fragile is the glass that breaks into a thousand fragments, which breaks its structure,
that changes its shape to buy another one.
Fragile is nature in its equilibrium, which is recomposed after the storm and
during the storm.
Nature is fragile; mineral, vegetable and animal in its growth phases.
Fragile is the man facing the infinite, the eternal, the nature itself and its own
read.
Fragile is the man in front of a material mirror, or immaterial and love
and art often perform the same function.
Fragile is the man when he puts his head on the pillow thinking of sleeping,
full of doubts and uncertainties.
Fragile is art when it resists time and when it does not resist, when it tries
in vain to resist and when it yields and surrenders.
Fragile is the art that is destroyed. Fragile is the artist in his fight against the
company and in favor of it; when he fights against the market and also
when he wants it.
Fragile is D'Imperio, man and artist from the outskirts of the empire towards the center,
".. He screams his desire to live contended between an act of strength and awareness
of the end. "(quoted from a text by the artist).
Try and succeed in breaking the surface by navigating on it like a
Flying pollock, holding a dripping weapon, using a brush he has
just stopped painting or even started.
Fragile is the word, even if it remains the most useful tool to get closer to the
creation and to the transcendent.
Fragile is only what is commonly understood to be fragile; and at the moment when it is
you say it's just the moment when it breaks, the surface yields and reveals the
bottom that other is not, if not another surface.
Fragile is therefore the known pictorial and psychic matter, and Salvatore
D'Imperio in this path of knowledge, does not save anyone or anyone
what, not even and above all, himself. He is aware of letting himself be
crucify and self-crying, together with us looking at it and looking at it
his works, which try in vain to remain silent and silent so as not to cry out.
They hold in each drop fall a cry of authentic, self-inflicted pain.
It is, therefore, scars from bleeding wounds that do not want to appear
on the contrary, they want to conceal the emanation of feelings, masquerading behind the
dissolution, fading, tone and halftone.
They are portraits of living, fallen, taut, treated, tattooed skin. They are called
fragile surfaces, because they ask us once again, but only as one
transport advice (handle with care) to go there slowly, not to hurt, not to
cause further pain, in addition to what is necessary to live.

SUPERFÍCIES FRÁGIL

Frágil é o vidro que quebra em mil fragmentos, que quebra sua estrutura,
que muda de forma para comprar outro.
Frágil é a natureza em seu equilíbrio, que é recomposta após a tempestade e
durante a tempestade.
A natureza é frágil; mineral, vegetal e animal em suas fases de crescimento.
Frágil é o homem diante do infinito, do eterno, da própria natureza e do seu próprio
leis.
Frágil é o homem na frente de um espelho material, ou imaterial e amor
e a arte geralmente executa a mesma função.
Frágil é o homem quando ele coloca a cabeça no travesseiro pensando em dormir,
cheio de dúvidas e incertezas.
Frágil é arte quando resiste ao tempo e quando não resiste, quando tenta
em vão resistir e quando se render e se render.
Frágil é a arte que é destruída. Frágil é o artista em sua luta contra o
empresa e em favor dela; quando ele luta contra o mercado e também
quando ele quiser.
Frágil é D'Imperio, homem e artista da periferia do império em direção ao centro,
".. Ele grita seu desejo de viver contendido entre um ato de força e consciência
do fim "(citado de um texto do artista).
Tente e consiga quebrar a superfície, navegando sobre ela como um
Voando pollock, segurando uma arma pingando, usando um pincel que ele tem
só parou de pintar ou até começou.
Frágil é a palavra, mesmo que continue a ser a ferramenta mais útil para se aproximar do
criação e ao transcendente.
Frágil é apenas o que é comumente entendido como frágil; e no momento em que é
você diz que é apenas o momento em que ele quebra, a superfície rende e revela o
fundo que o outro não é, se não outra superfície.
Frágil é, portanto, a matéria pictórica e psíquica conhecida, e Salvatore
D'Imperio neste caminho de conhecimento, não salva ninguém nem ninguém
o que, nem mesmo e acima de tudo, ele mesmo. Ele está ciente de se deixar ser
crucificar e auto-chorar, juntamente com a gente olhando para ele e olhando para ele
suas obras, que tentam em vão permanecer caladas e silenciosas para não gritar.
Eles seguram em cada gota um grito de dor autêntica auto-infligida.
É, portanto, cicatrizes de sangramento de feridas que não querem aparecer
pelo contrário, eles querem esconder a emanação de sentimentos, mascarados por trás do
dissolução, desbotamento, tom e meio-tom.
São retratos de pele viva, caída, tensa, tratada e tatuada. Eles são chamados
superfícies frágeis, porque nos perguntam mais uma vez, mas apenas como um
transporte conselhos (manuseie com cuidado) para ir lá lentamente, para não machucar, não para
causar mais dor, além do que é necessário para viver.

Antonio Iorio



“ La macchina del tempo “ di Salvatore D’ imperio è quel “ciò” a partire dal quale io mi trovo in un determinato qui ed ora, ma è anche quella apertura originaria senza la quale non potrebbe aprirsi uno spazio situazionale intorno a me. Uno spazio cioè intessuto di rapporti, di vicinanze, di lontananze, di attese, di progetti. Senza di esso non potrebbe esserci uno spazio, né reale né ideale, così come succede alla maniera degli oggetti geometrici.
Se da una parte è il corpo che, in quanto apertura originaria e centro percettivo prospettico, è capace di dischiudere uno spazio all’interno del quale gli oggetti del mondo rivolgono al corpo la loro stessa faccia, dall’altra parte è il mondo a scoprire e al tempo stesso a verificare le mie possibilità di realizzazione significante, a interrogare tutte le mie potenzialità d’azione e di cambiamento.
Le cose infatti mi “interrogano”, in quanto mi appaiono nella loro disponibilità. La possibilità stessa si rivela come quello spazio invisibile che circonda come un’aura crepuscolare le cose: un possibile che mi attira, che mi lascia indifferente o che mi respinge in anticipo. Oggetto nel mondo e soggetto del mondo dunque. "Hic et Nunc". La macchina del tempo, per D’imperio è sempre un corpo vissuto, oscillante tra punti focali dinamici e mai ipostatizzabili totalmente rispetto alla realtà fenomenica dell’appercezione. L’ambiguità sostanziale del corpo si rivela in questo senso in tutta la propria irriducibilità e anfibolia sensoriale e semantica, incarnando tutti i termini, incrociando tutte le polarità, assorbendo in sé tutti i conflitti reali o immaginari.

"The time machine" of Salvatore D 'imperio is that "what" from which I find myself in a certain here and now, but it is also that original opening without which a situational space around me could not open. A space that is interwoven with relationships, neighborhoods, distances, expectations, projects. Without it there could not be a space, neither real nor ideal, just as it happens in the manner of geometric objects.
If on the one hand it is the body that, as original opening and perspective perceptive center, is able to disclose a space within which the objects of the world turn their own face to the body, on the other side it is the world to discover and at the same time to verify my chances of meaningful realization, to question all my potential for action and change.
In fact, things "question me", as they appear to me in their availability. The possibility itself reveals itself as that invisible space that surrounds things like a twilight aura: a possibility that attracts me, leaves me indifferent or that rejects me in advance. Object in the world and subject of the world therefore. "Hic et Nunc". The machine of time, for D'imperio, is always a lived body, oscillating between dynamic focal points and never totally hypostatizable with respect to the phenomenal reality of apperception. The substantial ambiguity of the body is revealed in this sense in all its irreducibility and sensory and semantic amphibolia, embodying all the terms, crossing all polarities, absorbing in itself all real or imaginary conflicts.

"A máquina do tempo" de Salvatore D 'imperio é aquele "o que" do qual me encontro em um certo aqui e agora, mas é também aquela abertura original sem a qual um espaço situacional ao meu redor não poderia abrir. Um espaço que está entrelaçado com relacionamentos, vizinhanças, distâncias, expectativas, projetos. Sem ela, não poderia haver um espaço, nem real nem ideal, como acontece na forma de objetos geométricos.
Se por um lado é o corpo que, como abertura original e perspectiva perceptivo, é capaz de revelar um espaço dentro do qual os objetos do mundo viram seu próprio rosto para o corpo, do outro lado é o mundo a descobrir e, ao mesmo tempo, verificar minhas chances de realização significativa, questionar todo o meu potencial de ação e mudança.
De fato, as coisas "me questionam", como me parecem em sua disponibilidade. A própria possibilidade revela-se como aquele espaço invisível que envolve as coisas como uma aura crepuscular: uma possibilidade que me atrai, me deixa indiferente ou que me rejeita antecipadamente. Objeto no mundo e sujeito do mundo, portanto. "Hic et Nunc". A máquina do tempo, para D'imperio, é sempre um corpo vivido, oscilando entre pontos focais dinâmicos e nunca totalmente hipostatizável em relação à realidade fenomenal da apercepção. A ambiguidade substancial do corpo é revelada nesse sentido em toda a sua irredutibilidade e anfíbia sensorial e semântica, incorporando todos os termos, atravessando todas as polaridades, absorvendo em si todos os conflitos reais ou imaginários.


Salvatore Del Genio


Wake up


Il mondo è perennemente in crisi. Lo spazio ed il tempo a volte si dilatano ora si restringono di pari passo con il moto silenzioso della nostra coscienza. Tutto intorno a noi cambia in continuazione. I media ci forniscono in maniera gratuita i loro modelli. I confini si fanno sempre più vicini rendendoci tutti omologati . Le realtà si sono moltiplicate aumentando il nostro senso di confusione. Noi siamo chiamati ad operare delle scelte continuamente, che cambieranno la nostra vita e quella degli altri. Il futuro è incerto. Viviamo in un eterno presente. Anche la pittura ne risente: “analogico o digitale” . Molti vanno alla deriva. Molti si accorgono di essere stati ingannati. Pochi, con il loro Sapere, guidano il carro. Non andare come tutti verso il Nulla. Non è mai troppo tardi: “Become awake or conscious, stop Sleeping. Wake up”

The world is perpetually in crisis. Space and time sometimes dilate, now they shrink in step with the silent motion of our consciousness. Everything around us is constantly changing. The media provides us with their models for free. The borders are getting closer and closer, making us all homologated. The realities have multiplied, increasing our sense of confusion. We are called to make choices continually, which will change our lives and that of others. The future is uncertain. We live in an eternal present. Even the painting is affected: "analogue or digital". Many go adrift. Many realize that they have been deceived. Few, with their knowledge, drive the cart. Do not go as everyone towards the Nothing. It's never too late: "Become awake or conscious, stop Sleeping. Wake up "


O mundo está perpetuamente em crise. O espaço e o tempo às vezes se dilatam, agora eles encolhem com o movimento silencioso de nossa consciência. Tudo ao nosso redor está mudando constantemente. A mídia nos fornece seus modelos gratuitamente. As fronteiras estão ficando cada vez mais próximas, nos tornando todos homologados. As realidades se multiplicaram, aumentando nosso senso de confusão. Somos chamados a fazer escolhas continuamente, o que mudará nossas vidas e as dos outros. O futuro é incerto. Nós vivemos em um presente eterno. Até a pintura é afetada: "analógica ou digital". Muitos vão à deriva. Muitos percebem que foram enganados. Poucos, com seus conhecimentos, dirigem o carrinho. Não vá como todos em direção ao Nada. Nunca é tarde demais: "Fique desperto ou consciente, pare de dormir. Acordar "

Salvatore D’Imperio




Bibliografia

1991 gli Artisti del Genius Carte Segrete Roma
1991 Poetica\politica Notor editore Napoli
1993 Presenze artistiche in terra di lavoro Grafiche Jacelli Caserta
1997 Passaggi a nord-ovest Via Cernaia 50 Biella
1998 Millennio Saticula Benevento
2001 Arte in terra di lavoro 1945-2000 AAVV. Spring Edizioni Caserta
2001 Caserta e dintorni ArteVinciguerra Bellona
2006 da Sponda a sponda Ruccino Arte Bisceglie
2007 Superfici Fragili Bianco editore Aversa
2010 Micro 2 Editori Vari Milano
2012 Moriae Encomium A.O.San Sebastiano Caserta
2012 International Contemporary Artists ICA publishing New York
2015 In Contemporanea Porcari Venti d'Arte Lucca

Attestati / Premi

1991 centro d'arte e cultura "Botticelli" Caserta
1991 gli artisti del genius spazio Renault Italia Roma
1991 poetica\politica Real sito del Belvedere Caserta
1992 presenze galleria Dirarte di Angelo Marino Caserta
1993 XI rassegna internazionale dell’acqua – la chiena Museo Civico di Campagna Salerno
1994 unità fragile Consolato Generale d’Italia a Nizza Francia
1995 contaminazione fragile circolo Nazionale Caserta
1997 passaggi a nord-ovest comune di Biella Biella
1998 fragili superfici di natura umana galleria Ciak M21 Caserta
1999 1° biennale di San Salvador Centro de Convençes da Bahia Salvador Brasile
2001 nel segno di Mozart Palazzo Reale Caserta
2003 la mia terra si eclissa galleria il Labirintho Caserta
2006 da sponda a sponda galleria Ruccino Arte Bisceglie
2007 superfici fragili galleria Oxum Salvador Brasile
2010 ars sine tempore Museo Archeologico di Cuma Napoli
2010 progetto Micro 2 Mostra Itinerante Milano
2012 moriae encomium Real sito del Belvedere San Leucio
2013 Sport ed Arte, una Sinergia possibile galleria del Design de Il Tarì Marcianise (CE)
2015 in contemporanea Porcari Fondazione Giuseppe Lazzareschi Porcari Lucca
2016 collettiva galleria Saccone Santa Maria Capua Vetere
2017 Percorsi d'Arte & Musica Basile Apartment Club a cura della Galleria Saccone Caserta
2017 Contaminazioni Fragili 3 Giugno Diner Gala "Douleur de Femme Onlus" Philadelphia U.S.A.
2018 ARTE RECLUSA / LIBERA ARTE , Mostra di manufatti, dipinti ed invenzioni. Antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli Italy
2018 "Contaminazioni Fragili" Daloa Costa d'Avorio Africa 11 Agosto in concomitanza della Posa della prima Pietra di un Centro Polivalente a cura di "Douleur de Femme Onlus"
2019 ARTE RECLUSA / LIBERA ARTE Mostra di manufatti, dipinti ed invenzioni. Antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli Italy
2019 Linea Di Confine M.A.C. Museo delle Arti Contemporanee Caserta Italy