Stefano Mazzolini

Arte e fotografia

Stefano Mazzolini nasce a Parma nel 1968 è un artista italiano. Memore che alle elementari non amava impostare il proprio lavoro artistico in aula, prediligeva la solitudine nelle mura di casa, mantiene quest’atteggiamento anche alle medie. Atteggiamento che nel periodo scolastico non gli consentiva di raggiungere valutazioni eccellenti nel profilo didattico ma a casa i disegni prendevano forma come se fossero realizzati da un adulto.Passione per l’arte che non si spegne nella fase adolescenziale, prosegue gli studi al liceo Toschi di Parma, conseguendo il diploma di Maestro d’arte in decorazione pittorica.Mazzolini racconta nelle nostre lunghe conversazioni mentre mi accingevo a scrivere la presente pubblicazione: “Ho iniziato ad avere consapevolezza creativa dopo aver vissuto l’adolescenza, ma non mi sono accorto che la mia vita artistica è nata prima ancora della mia maturità”.Lavora per diversi anni presso una ditta di Ivan Marmiroli che si occupa di restauro e conservazione di dipinti murali.Un contatto diretto nell’ambiente con scene bucoliche e paesaggi dove attraverso un processo farraginoso, ma anche lento a causa della presenza di una sovraintendenza pressante, lo spinge ogni giorno al rientro da lavoro a eseguire di getto ciò che fissava nella mente. Sentiva quella pulsione di lavorare nell’immediato e senza attesa quindi per lui è una svolta nell’arte. Anni proficui dal punto di vista dell’apprendimento, soprattutto per la tecnica dello strappo, quel riportare un reperto fisso che lo affascina. Tecnica che sperimentò nei suoi dipinti e giunse a elaborare su fresco, in un tempo superiore a due settimane, per raggiungere la perfezione dei soggetti.Sovente i lavori artistici non gli davano tregua la notte, perdeva sonno, studiava il progetto delle varie colature per ottenere un mantello, che appoggiava su tela terminando il lavoro con modifiche e tagli.In Mazzolini l’arte vince nel quotidiano, gli occupa ogni pensiero e puntualizza: “Senza l’arte avremmo bisogno di costanti spiegazioni per riuscire a capire un equilibro tra fantasia e realtà”.Lentamente cambia la visione del passato ma anche i soggetti e inizia a lavorare seguendo l’istinto. Perfeziona la tecnica che diviene consolidata nella realizzazione delle opere e avverte la necessità di lavorare solo con il naturale impeto le pittosculture. Non più con una fase d’impostazione preparatoria ma lavora direttamente cosa c’è dietro ai tagli. Consapevole che il tutto è frutto della sua psiche e prosegue con determinazione.Rafforza il discorso dicendo: “Mi trovo spesso in trasformazione e cambio costantemente in evoluzioni, mi abbandono in quella filosofia in cui l’arte dei sogni mi strascina in un’infinita ricerca di bellezza”.Considera le opere realizzate come fotografie del proprio sé. Il tempo lo aiuta ad acquisire saggezza e subentra un equilibrio interiore, il gesto pittorico inizia ad arricchire le opere per entrare nell’arte contemporanea.Inizialmente s’intravvedevano delle gocce e in seguito arriva a ciò che vediamo nei dipinti cioè dei tagli. La goccia è l’occhio che rappresenta il giudice, attendo. Un’altra forma espressiva calibrata e studiata perché le gocce sono composte con resina, acrilico, cellulosa. Nulla per Mazzolini deve essere lasciato al caso, persino il colore è abilmente lavorato come se fosse essenziale per la realizzazione dei dipinti.Definisce “Surreale ma reale” ciò che si vede nelle sue opere quindi un tutto molto vicino al reale.L’arte detta il tempo delle sue giornate e riesce sempre a stupirsi quando ultima un quadro perché è l’arte che nella sua testa che gli comanda cosa fare.Mazzolini cura con attenzione meticolosa ogni dettaglio delle tele, dal telaio alla materia utilizzata e non dimentica nemmeno la perfetta posizione dei ganci per appendere le opere.Considera l’opera come un veicolo per comunicare ciò che sente.... Silvia Landi

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