Biografia

Vincenzo Bartoli nasce a Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia il 14 novembre 1968. Nel 1989 frequenta la scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti a Roma. Nel 1994 la sua prima personale alla Galleria Vittoria a Roma. Dal 1995 al 2001 si perfeziona nella pittura realista in particolare nella ritrattistica. Nel 2002 inizia uno studio approfondito della storia dell'arte. Nel 2003 si avvicina alla pittura di De Chirico e inizia a studiare la metafisica. Nel 2004 personale alla Galeriè Deridad di Parigi. Nel 2005 personale alla Galleria della Tartaruga a Roma. Nel 2007 personale alla Soucces Dane Gallery di Londra. Nel 2008 si avvicina ai disegni di Kubin e inizia a studiare la pittura surrealista. Nel 2009 inizia a leggere la filosofia greca e la psicoanalisi freudiana in particolare l'interpretazione dei sogni. Nel 2010 dipinge venti tele dal titolo ”Frammenti Onirici“. Nello stesso anno espone alla Stellanholm Gallery di New York. Nel 2011 espone alla Galleria Tretyakov di Mosca. Dal 2015 è presente come artista permanente nella DWY Art Gallery di New York. Nel 2016 gli viene assegnato dal presidente della giuria Prof. Luca Beatrice il premio per Creatività, alla Triennale di Arte Contemporanea al Palaexpo di Verona . Nello stesso anno sono state aggiudicate in asta pubblica 2 opere dell’artista, rispettivamente presso Mecenate Aste a Milano e alla Sotheby’s di Londra. Sempre nello stesso anno partecipa al MAG a Montreaux in Svizzera. Nel 2017 partecipa alla Biennale del Mediterraneo a Palermo, alla Biennale a Barcellona in Spagna, alla DWY Art Gallery a New York, al Birla Millenium Gallery a Londra.

Vincenzo Bartoli was born in Barcellona Pozzo di Gotto in Sicily on November 14 1968. In 1989 he attended the free school of the nude at the Academy of Fine Arts in Rome. In 1994 his first solo show at the Galleria Vittoria in Rome. From 1995 to 2001 he is perfected in realist painting especially in portraiture. In 2002 he began a thorough study of art history. In 2003 he approaches the painting of De Chirico and began studying metaphysics. In 2004 at the Galerie Deridad Paris. In 2005 at the Galleria della Tartaruga in Rome. In 2007 staff at Soucces Dane Gallery, London. In 2008 he approaches the Kubin drawings and begin to study the surrealist painting. In 2009 he started reading Greek philosophy and Freudian psychoanalysis in particular the interpretation of dreams. In 2010 he painted twenty canvases entitled "Fragments dream". In the same year he exhibited at Stellanholm Gallery in New York. In 2011 he exhibited at the Tretyakov Gallery in Moscow. From 2015 is present as a permanent artist in DWY Art Gallery in New York. In 2016 he was awarded by the jury chairman Prof. Luca Beatrice Award for Creativity, the Triennial of Contemporary Art at the Palexpo Verona. In the same year they have been auctioned at public auction two works by the artist, respectively, at Mecenate Aste in Milan and at Sotheby's in London. Always in the same year participates in the MAG in Montreaux in Switzerland. In 2017 he participated in the Biennale Mediterraneo in Palermo, at the Biennale in Barcelona, Spain, at the DWY Art Gallery in New York, at the Birla Millenium Gallery in London.

Tematiche

Prof. Philippe Daverio storico d'arte - Prima di cominciare a parlare di questo maturo pittore sul quale già si concentra l’attenta curiosità nazionale e internazionale, mi si permetta una breve dissertazione che, benché apparentemente estranea al nostro artista, servirà meglio di qualunque altra introduzione a iniziarci al sentimento più intimo dell’arte di Vincenzo Bartoli. Il sentimento per il Surrealismo che ebbe come principale teorico il poeta André Breton. Breton fu influenzato dalla lettura de L'interpretazione dei sogni di Freud e arrivò alla conclusione che era inaccettabile il fatto che il sogno e l'inconscio avesse avuto così poco spazio nella civiltà moderna e meritavano pertanto un ruolo fondamentale nella produzione artistica. Il sogno in quanto proiezione dell’inconscio, aveva una forte componente attrattiva negli artisti e nel pubblico, perché era utile a rivelare paure, angosce e solitudini e l’opera surrealista nonostante fosse una pittura figurativa, dava ampio spazio alla fantasia per dare una realtà tipica dei sogni. Questo sentimento surrealista è profondamente radicato nell’animo dell’artista, ossessionato dal senso lirico, enigmatico, geniale di questa corrente avanguardista. Proprio in virtù di questa immensa ammirazione, che il siciliano Vincenzo Bartoli nel 2010, si dedica alla produzione di originali opere che ci raccontano i meandri dell’inconscio e il mistero dell’esistenza. L’artista racconta: ” Schopenhauer, Nietzsche e Freud, mi insegnarono il profondo significato del non-senso della vita e come tale la soppressione del senso logico delle cose tras-mutato in arte. Se manca allora l’aspetto logico, appare l’aspetto spettrale, tanto vera e viva, ineffabile e dolce nel suo sapore d’eternità, che per me è il segno indubbio per cui riconosco tutto, sia esso opera d’arte, fatto storico, aspetto della natura. Ritengo che l’aspetto spettrale sia la fantasia inconscia di trasformare ciò che si vede, immaginandola in cose mai viste .” Questo pittore ha veramente compreso la profondità dell’animo umano ed è curioso vederlo indifferente alle sollecitazioni, alle tentazioni delle differenti mode, delle varie scuole e delle innumerevoli tendenze, perseguendo il suo ideale con la convinzione di un pittore antico.Le sue opere che devono ben poco all’arte moderna, sono composizioni figurative piene di mistero e di profondità, dove ci mostra elaborazioni visionarie subcoscienti del vissuto inconscio, che sulla tela divengono proiezioni mentali di forme immaginarie come avviene nel sogno, enfatizzati da tinte scure e ombrose con pochi spunti colorici, caratterizzati da prospettive assimetriche e indefinite, sospese in un’atemporalità immutabile, sostenute da un sentimento lirico molto sincero e originale e con qualcosa in più rispetto ai surrealisti, quello di ri-contestualizzare gli oggetti alterandone la connessione cosciente. Togliendo agli oggetti la loro connessione storica, l’opera determinerà un imput cosciente nell’osservatore e l’inconscio si attiverà ad interpretare, allora l’oggetto subirà una trasformazione emozionale inconscia e la rappresentazione avrà una nuova collocazione di significato e pertanto divenire surreale. Nelle opere di Bartoli non c’è la ricerca di una riproduzione realistica, come non c’è l’accostamento irrazionale degli oggetti tipica dei surrealisti, la sua è una vera e propria esplorazione, alla ricerca di sensazioni e atmosfere oniriche da rappresentare, attraverso una propria visione surreale che ci indirizza al mistero delle cose. Le sue opere ci portano in una dimensione da permetterci di scoprire noi stessi, perché ci conduce a meditare e riflettere su quanto provoca tensione e angoscia, quindi un’arte che va al di là, della semplice arte. Il mondo è un enigma e la pittura lo strumento per conoscere gli enigmi. Tuttavia l’enigma, in quanto natura trascendente, si sottrae dall’essere oggettivato e il linguaggio dell’artista nella sua opera, sarà quella di suggerirne la percezione ma senza possibilità di manifestarlo. Insomma l’opera dell’artista, deve provocare il presentimento dell’enigma, l’intuizione del suo valore nascosto, ma che rimarrà conchiuso nel suo eterno mistero. E in questo Bartoli è un valido autore. Due simboli sono ricorrenti nelle composizioni dell’artista, la sfera metafisica bianca e luminosa in superficie che si contrappone al lato oscuro e inintellegibile, essenza primordiale dell’essere e trasfigurazione metafisica nel reale; il volto del metafisico immagine spettrale subcosciente, trasfigurazione in una realtà vincolata ai nostri stati d’animo e ricordi. Insomma le opere di Bartoli sono interessanti non solo per le tematiche innovative e insite al suo percorso, ma soprattutto per una portentosa capacità di far percepire il nostro rimosso. Certamente sono documenti dell'attività inconscia del pittore e come tali, interpretabili psicanaliticamente anche nei loro aspetti più inquietanti, ma è innegabile l’elezione estetica, la loro forza rappresentativa, in ultima analisi, la loro bellezza, anche quando questa sembra adombrarsi nei fantasmi del macabro e in quelli di una troppo facile seduttività erotica. In fondo, è la fede al suo inconscio che dà ordine e misura al suo pensiero artistico, consentedogli di simulare la follia senza restarne sopraffatto. La follia è il demone della razionalità, per gli artisti è il compagno di vita e di sventure ( Freud, Disagio delle Civiltà - 1923 ) . Chi entra in contatto con questo tipo di arte, finisce per mettere in discussione quei valori culturali dati per certi, consciamente o meno, e magari intraprendere un cammino all’insegna dell’autocoscienza e del criticismo intellettuale. Fruire queste tipo di opere non può che collaborare alla formazione di una sensibilità che vede in tutto ciò che la circonda e l’ha circondata, materia per la creazione di nuovi sensi e significati. La sua azione del dipingere è il particolare del proprio autobiografismo con l'universale di presunti modelli ontologici e cosmologici e risponde al precipuo statuto del pensiero umano irrazionale, alla dinamica di un interesse psichico, di un desiderio che scivola incessantemente sulle rappresentazioni senza potersi mai arrestare e senza poter trovare in quella un totale soddisfacimento. Ma se quello dello spostamento continuo sulla catena dei significanti può costituire il modo di procedere della straordinaria fantasia dell'artista, questo non può certamente essere adottato dall'osservatore, che deve non affastellare un' analoga concatenazione, ma, bloccando quello scorrimento assestarsi su alcuni punti e scendere, per così dire, sulle rispettive verticali, per focalizzare intorno ad essi un'analisi organica dell’opera. Non ci si può, insomma, ritrarre comodamente nel dominio della divagazione e del semplicemente interpretabile, come pure l'artista sembra inviarci i suoi messaggi. Bartoli afferma : « I miei quadri non rappresentato nulla, non hanno alcun significato da rappresentare e io stesso nel momento che li dipingo non conosco ancora il contenuto dell’opera e forse non lo conoscerò mai, ma questo non vuol dire che non abbiano un significato nascosto e misterioso, talmente profondo che riesce difficile coglierlo anche per l’artista «. La conquista dell'irrazionale, racchiude tutto il senso della discesa dell'artista nei territori dell' inconscio, alla ricerca di una rigorosa trascrizione, in cui l'altamente significante sembra costantemente contraddetto dall'accostamento all'insignificante. In questo impegnativo tentativo di produzione artistica, le opere di Bartoli, sono seducenti perché altalenanti tra senso e non senso, tra acuta riflessione a gratuita divagazione, spesso disseminati da in-volontari indizi, che offrono l'occasione per l'insorgenza della scintilla interpretativa, a partire magari da un dettaglio marginale, un accostamento irriverente e imprevisto nell’immagine. ll possibile limite, non è certamente quello di una rischiosa sovrinterpretazione non pertinente e fuorviante, semmai, al contrario, una persino eccessiva competenza preliminare dell'artista nell'ambito dei principi psicanalitici, di una troppo disinvolta conoscenza teorica delle modalità di funzionamento e di espressione del pensiero inconscio e, quindi, di un autocontrollo del materiale onirico in condizioni che si vorrebbero far credere di assoluta assenza di condizionamenti censori della coscienza. Tuttavia rimane fondamento e pregio nelle opere di Bartoli, la sincerità scrupolosa del suo concetto di arte al servizio della conoscenza, la sua viva intelligenza nel sapere rappresentare le sottigliezze del non senso dell’inconscio, l’eccellente capacità tecnica di saper esprimere sulla tela la loro “bellezza” e soprattutto il bisogno inquieto di comprendere il mistero della natura e dell’essere umano con una profondità che ben pochi tra i moderni e del suo calibro hanno raggiunto.

Prof. Paolo Levi critico arte - Vincenzo Bartoli è un pittore di grande contemporaneità non solo stilistica ma anche tematica. Riportando alla luce uno stile pittorico di passata bellezza, riesce a donare vita e conoscenza alle inquietudini che dimorano nel profondo inconscio dell’anima. Le sue opere hanno come unico denominatore il soggetto onirico, la cui forza rappresentativa è quella di insinuare nel subcosciente dei singoli, condensazioni mentali dai molteplici significati simbolici, legati alle inquietudini umane, alle angosce, alle paure, agli incubi, al peccato. Le sue opere sono di suggestiva bellezza, dove colori cupi e punti luce si alternano creando atmosfere sinistre e inquietanti. L’inconscio come tema centrale delle sue opere, conduce allo sviluppo emotivo e rappresentato come momento di riflessione e di verità assoluta. Lo studio profondo dell’Io, del misticismo e della spiritualità sono il leit motiv della ricerca segnica e pittorica di un Maestro che va bel oltre la mera raffigurazione di un soggetto o di una scena fine a sè stesso, ma piuttosto l’estensione naturale e il suo completamento di maturazione di un percorso cominciato da stesso. La palese bravura tecnica e stilistica che caratterizza il suo gesto pittorico, incontra così l’aspetto psicologico dell’arte, lasciando come testimonianza opere di grande spessore.

Prof. Giovanni Solfini storico arte contemporanea - E’ stato detto tante volte che la pittura di Bartoli è filosofica, qualcuno più accorto, ha precisato che è una pittura surrealista, mi ritengo anch’io d’accordo su questa tesi, Bartoli è un vero surrealista, che vede nella filosofia di Sigmund Freud la sua spinta ispiratrice quanto la sua stessa matrice ontologica ed estetica. Interessato alle sue teorie sul funzionamento della mente, sostiene che l’arte possa porsi come un apertura e chiusura dell’inconscio nel conscio. Ecco allora un arte intesa come scrittura, come stenografia dell’inconscio, dove la bellezza dell’opera risiede nella sua forza visionaria, nella sua capacità evocativa, nell’effetto straniante che suscita, capace di trasfigurare immagini e suggestioni fantastiche, rivelando simbolicamente il lato più oscuro e spettrale della psiche umana, quello che lui chiama i segni eterni. Le sue opere nascono da combinazioni di attimi conoscitivi, stati d’animo, intuizioni, scaturite da un modo di essere meditativo-contemplativo della coscienza. Il processo meditativo instaurato, intensifica le facoltà visionarie, attivando la capacità di creare a livello conscio immagini “condensate” in grado di rappresentare molteplici significati nascosti.
La sua è una poetica fatta di metafore, evocative e di forte suggestione. I temi sono principalmente rappresentazioni visionarie di paesaggi notturni e interni misteriosi, in cui gli elementi della realtà appaiono combinati insieme in maniera impossibile e su prospettive indefinite, dove predominano apparenze cariche di contenuto inconscio e di forti significati emotivi, conchiuse in una luce inquietante che danno una sensazione irreale di solitudine allucinatoria. Di fronte alle sue opere si prova la sensazione di partecipazione e angoscia, ci si sprofonda dentro. Nel momento in cui le si osserva loro incominciano a osservare noi, come se le stesse immagini proiettassero il loro contenuto onirico, contaminati da oscure profondità, capace di risvegliare nel nostro animo la sensazione di trovarsi di fronte ad una realtà indecifrabile ma anche un “presentimento” che sotto quelle immagini che ci rendono imprigionati come in un incubo, ci sia la vera realtà nella sua enigmatica e metafisica apparenza. Questo pittore attraverso le sue opere cerca di cogliere l'intima essenza dell’anima, nel libero accostamento di visioni inconsce e contenuti della realtà, nel tentativo di saldare e rendere visibile due stati apparentemente contradditori “la realtà onirica con quella storica dell’Io.

Prof.ssa Marisa Padovani critico arte - L'arte di Bartoli possiamo definirla la realtà del silenzio e dell'inconscio. Attratto dai dipinti metafisici di De Chirico e quelli visionari di Kubin e dalla possibilità di creare nuovi spazi prospettici egli finisce inevitabilmente per approdare al Surrealismo. Tuttavia non è soddisfatto della semplice registrazione dello stato inconscio e della passiva riproduzione che sono elementi peculiari del Surrealismo. Egli cerca, allora, un elemento attivo e critico sulle immagini surreali che il suo cervello fotografa ; nasce, così, l’aspetto reattivo che viene definito dallo stesso Bartoli come “un metodo spontaneo di conoscenza basato sull’associazione critica sui fenomeni subcoscenti”. Il suo quindi, è il desiderio di un uomo che irrompe nel mondo e ne erompe per cercarne il suo significato. Questa reazione alla realtà esteriore si presenta a sovvertire non tanto l’immagine oggettiva delle forme quanto il rapporto logico che tra esse intercorre, in nome di una realtà superiore galleggiante in un cosmo segreto, negato alla conquista razionale e recuperabile soltanto attraverso un processo critico sub-consciente. I valori pittorici tradizionali (forma, colore, misura, volume e posizione) lui li ricompone in una disposizione alogica, con conturbanti figurazioni assurde, libero da qualsiasi preoccupazione per la morale borghese. E’ inevitabile pertanto riscontare nel travaglio artistico di questo autore opere più o meno piacevoli, ma è sorprendente incontrare, nell’approdo della sua esperienza, gli incanti metafisici della sua particolare figurazione pittorica. Questa manifestazione di libera energia, acquista però nel caso di Bartoli valore di arte, quale espressione della sua realtà “superiore”, identificata per mezzo del suggerimento dato allo spettatore di arrivare al senso sognante, attraverso un viaggio interpretativo fra elementi che non sono né stilizzati né resi astratti, ma che appartengono ad una natura semplice, quella comune a tutti i mortali con una operazione in cui l’intelletto umano rivalutato ai suoi più alti poteri fa di se stesso l’elemento più significativo dell’universo.


Prof. Paolo Levi - Vincenzo Bartoli is a painter of great contemporaneity not only stylistic but also theme. Bringing to light a painting style of a bygone beauty, she is able to give life and knowledge to the concerns that dwell in the depths of the unconscious. His works have as their common denominator the dream subject, whose strength Representative is to insinuate in the subconscious of the individual, mental condensations from the multiple symbolic meanings related to human anxieties, anxieties, fears, nightmares, to sin. His works are of outstanding beauty, where dark colors and lights alternate creating sinister and disturbing atmospheres. The unconscious as a central theme of his work, leads to emotional development and represented as a moment of reflection and absolute truth. The ego deep study of mysticism and spirituality are the leitmotif of the sign and pictorial search of a teacher who goes quite beyond the mere representation of a subject or a scene at the end itself, but rather a natural extension and the completion of maturation of a journey that began by itself. The obvious technical ability and style that characterizes his pictorial gesture, thus meets the psychological aspect of art, leaving as evidence of great depth works.

Prof. Giovanni Solfini - It 's been said many times that the painting of Bartoli is philosophical, some more careful, said that is a surrealist painting, I think I agree with that view, Bartoli is a true surrealist, which he sees in the philosophy of Sigmund Freud its inspiring thrust but rather its ontological and aesthetic matrix. Interested in his theories on the workings of the mind, argues that art can act as an opening and closing of the unconscious into the conscious. Here then is an art as writing, shorthand as the unconscious, where the beauty of the work lies in its visionary force, in its evocative power, in effect alienating that arouses, able to transform images and fantastic suggestions, symbolically revealing the side more dark and spooky of the human psyche, what he calls the eternal signs. His works are created from combinations of cognitive moments, feelings, insights, arising from a way of being meditative-contemplative consciousness. The meditative process established, intensifies the visionary faculties, enabling the ability to create images consciously "condensed" can represent many hidden meanings. His is a poetry made of metaphors, evocative and strong suggestion. The themes are mostly visionary representations of night and mysterious interior landscapes, in which the elements of reality appear combined together in an impossible and of indefinite perspectives, dominated appearances unconscious content of posts and strong emotional meanings, concluded in an eerie light that give an unreal feeling of loneliness hallucinatory. In the face of his works he feels the sensation of participation and anguish, there it sinks in. In the time when you observe them begin to observe us, as if the same images were casting their dream content, contaminated by the dark depths, able to awaken in our hearts the feeling of being in front of an indecipherable reality but also a "premonition "under which those images that make us imprisoned like in a nightmare, there is the true reality in its enigmatic and metaphysical appearance. This painter through his work attempts to capture the intimate essence of the soul, in the free combination of unconscious visions and content of reality in an effort to settle and make two states seemingly contradictory visible "dream reality with the historical ego.

Prof. Marisa Padovani - The art of Bartoli we can define the reality of silence and the unconscious. Attracted by the metaphysical paintings of De Chirico and the visionaries of Kubin and the ability to create new perspective spaces he inevitably ends up moving to the Surrealism. However it is not satisfied with simply the unconscious state registration and passive reproduction which are peculiar elements of Surrealism. He seeks, then, an active element and critical of surreal images that his brain photographer; born, so, the responsive aspect that is defined by the same Bartoli as "a spontaneous critics Association based knowledge thereto on subcoscenti phenomena". His then, it is the desire of a man who breaks into world and breaks out to look for its meaning. This reaction to the external reality is presented not so much to subvert the objective image of the forms as the logical relationship that exists between them, in the name of a higher reality floating in a secret cosmos, denied the rational and conquest recoverable only through a critical process sub -consciente. The traditional pictorial values (shape, color, size, volume and location) he reassembles them into a alogical available, with disturbing figures absurd, free from any concern for bourgeois morality. It 's inevitable thus rediscount in the artistic labor of this author more or less pleasant work, but it is surprising encounter, entering harbor of his experience, the charms of its special metaphysical pictorial figuration. This manifestation of free energy, but in the case of buying Bartoli value of art as an expression of its reality "superior", identified by the suggestion given the viewer to get to the dreamy way, through an interpretive journey through elements that are neither stylized nor rendered abstract, but belong to a simple nature, that common to all mortals with an operation in which the human intellect revalued at its highest powers makes of himself the most significant element of the universe.

Tecniche

olio su tela

oil on canvas

Valutazione artistica

*Quotazioni*
“ L’inquietante ”, 2010 - olio su tela cm.100 x 100 - New York, Stellanholm Gallery - 6/6/2010 $ 3.500,00
“ Il ritorno dell’inquietante ”, 2010 - olio su tela cm.100 x 100 - Milano, Mecenate Aste - 28/04/2016 € 5.000,00
“ Geometrie esistenziali ”, 2010 - olio su tela cm.150 x 150 - Londra, Sotheby’s - 20/09/2016 € 19.000,00

*Quotes*
"The disturbing ", 2010 - oil on canvas cm.100 x 100 - New York, Stellanholm Gallery - 06/06/2010 $ 3,500.00
“ The return the disturbing ", 2010 - oil on canvas cm.100 x 100 – Milan, Mecenate Aste – 28/04/2016 € 5.000,00
“ Existential geometry ”, 2010 – oil on canvas cm.150 x 150 – London, Sotheby’s – 20/09/2016 € 19.000,00






























Attestati / Premi

Ultimo premio: 2016 TRIENNALE ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - VERONA
Ultimo riconoscimento: 2016 PREMIO INTERNAZIONALE ARTE IMPERO - ROMA