Chiaradegol
artista
Chiara De Gol è un’ artista visiva e docente di grafica pubblicitaria nella scuola secondaria di secondo grado, la cui ricerca si sviluppa tra materia, memoria e spazio, in un dialogo continuo tra esperienza personale e territorio. Laureata in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma , il suo percorso si definisce a partire dalla tesi “Le Case Inabitabili” , riconosciuta e premiata come eccellenza del territorio dal Consiglio Regionale del Lazio , nucleo originario di una ricerca ancora oggi in evoluzione, centrata sul rapporto tra identità, architettura e memoria. Durante gli anni accademici affianca alla formazione un’esperienza nel campo della comunicazione visiva, lavorando all’interno di uno studio cinematografico di animazione e collaborando a produzioni televisive per RAI . In particolare, prende parte alla realizzazione del programma “Giù dal Nido” ( Rai YoYo ) nel ruolo di segretaria di produzione , sviluppando una sensibilità narrativa e progettuale legata all’immagine, al tempo e al lavoro collettivo. Fin dall’inizio del suo percorso si dedica alla progettazione e all’organizzazione di mostre ed eventi culturali, costruendo una pratica in cui creazione artistica e dimensione espositiva si intrecciano. È fondatrice del progetto “Arte in Abbazia” , progetto culturale permanente nato come raccolta di opere a scopo benefico per il restauro dell’organo dell’Abbazia di Valvisciolo e progressivamente sviluppatosi in una piattaforma artistica e sociale articolata. Parallelamente, è membro del Comitato Organizzativo degli Eventi dell’Abbazia di Valvisciolo , impegnato nella riqualificazione artistica e culturale del complesso attraverso la progettazione di mostre, eventi e iniziative rivolte al territorio. In questo contesto opera anche come addetta alla comunicazione e gestione dei canali social ufficiali dell’Abbazia , curando la diffusione delle attività e il dialogo con il pubblico. Tra i progetti più significativi si colloca la Via Crucis artistica contemporanea (2026) , da lei ideata, in cui arti visive, teatro e partecipazione collettiva si intrecciano, trasformando lo spazio sacro in un’esperienza condivisa. La sua ricerca si esprime attraverso tecniche miste: pittura, acrilico e foglia oro, installazione, collage, lavorazione della carta, elementi tessili e progettazione grafica, dando forma a opere che si configurano come spazi sensibili, in cui il segno e la materia diventano traccia di memoria e identità. Il suo lavoro si colloca in una dimensione in cui arte, educazione e relazione si incontrano, dando vita a pratiche che non si limitano alla visione, ma invitano all’esperienza.