Oblio sulla vita

FORMICHETTI Silvio, olio, tela, 2011

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:CDA2406
  • Artista:FORMICHETTI Silvio
  • Misure:60 cm x 40 cm x 3 cm
  • Tecnica:olio
  • Stile:Astratto/Informale
  • Supporto:tela
Informazioni sulla vendita
  • Collezione:collezione privata - Sadali - CA -
  • Disponibile: no
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Descrizione

OPERA PUBBLICATA A PAG. 36 DEL CATALOGO - SUCCISA VIRESCIT- DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE NEL 1° CATALOGO GENERALE DELL'ARTISTA.

comunicato stampa, 23 settembre 2010

Silvio Formichetti
Labirinti dell’anima
a cura di Giovanni Faccenda
mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla cultura
Milano, Spazio Guicciardini, Via Guicciardini 6
dal 13 ottobre al 12 novembre 2010
dal lunedì al venerdì, 9.30-12.30/14.30-18.30; sabato e festivi chiuso
ingresso libero
inaugurazione: martedì 12 ottobre 2010, ore 17.30
catalogo edito da Giorgio Mondadori

La mostra “Labirinti dell’anima” ospita presso lo Spazio Guicciardini di Milano, una quarantina di opere fra tele e carte del giovane artista abruzzese Silvio Formichetti.
Con questa mostra, curata da Giovanni Faccenda, Formichetti presenta una serie di opere che traggono origine dalla pittura informale: espressione libera e magica, priva di ogni disciplina o grammatica artistica.
I suoi dipinti sono “documenti personali” (urli e silenzi, carezze e pugni, preghiere e confessioni, amori) espressi in modo diretto ed immediato.
"L’arte, molto meglio di altre discipline, conserva intatta la capacità di esaminare la contemporaneità e le sue contraddizioni. Ed è esattamente questo lo sforzo che ha distinto la carriera di un artista come Silvio Formichetti, che viene a proporre i risultati della sua ricerca in una città, Milano, da sempre protesa verso una offerta culturale di eccellenza - osserva il Vicepresidente ed Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna -Questa mostra fa riaffiorare un’esigenza insopprimibile dell’uomo, specie di quello moderno: il bisogno di riconoscersi in simboli, tradizioni e continuità che formino un orizzonte di appartenenza a un luogo, di radicamento in una terra, di ricerca di un orizzonte. E' l'affermazione del valore dei luoghi e della memoria contro un processo di omologazione sradicante e cosmopolita che si esprime anche mediante il livellamento delle caratteristiche locali - conclude l'Assessore - secondo cui la Terra e i luoghi sono tutti identici: e invece no, ogni comunità esprime il proprio e più profondo animo.
Così scrive Giovanni Faccenda: “La pittura di Formichetti gronda di incastri colmi di umori (anche) esistenziali. La materia si sfalda in cromie e segni che riecheggiano alcune luminose esperienze passate e, se discendenza c´è in un lavoro che ha peraltro la meritoria peculiarità di emanciparsi con significativa autonomia, questa deve essere apprezzata in una dimensione senz´altro europea. In un simile contesto esegetico, non si fa fatica ad individuare quanto Formichetti abbia messo del suo in un complesso espressivo denso di sussulti e di trepidazioni, di vita, forse, in perenne contrasto con quelle che sono le sue più enigmatiche ombre”.
Silvio Formichetti nasce a Pratola Peligna (Aq) nel 1969, dove vive e lavora. Pittore autodidatta ritrae nei suoi primi lavori nudi femminili e paesaggi dell’entroterra abruzzese. Dalla metà degli Anni ’90 si interessa alla pittura informale, da Pollock a tutta l’Action Painting americana e a Dova, Afro, Vedova e Hans Hartung. Nel 1999 passa all’astrattismo segnico e gestuale. Tra le sue esposizioni in Italia e all’estero si segnalano: “XXVI rassegna internazionale d’Arte Contemporanea” di Sulmona (1999); personale al Palazzetto dei Nobili dell’Aquila, catalogo a cura di Carlo Fabrizio Carli e XXX edizione della “Rassegna internazionale d’arte di Sulmona” (2003); Museo nazionale d’Abruzzo de L’Aquila a cura di Leo Strozzieri e Pierpaolo Bellucci e Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova, a cura di Maurizio Gioia e Carlo Micheli (2007); Museo Michetti di Francavilla al Mare, con testi critici di Silvio Pegoraro e XIII Biennale Stauròs d’arte sacra, Museo di San Gabriele, Isola del Gran Sasso (2008); “Cromofobie”, Ex Aurum di Pescara a cura di Silvio Pegoraro (2009); nel 2010 al Museo Colonna di Pescara, le sue opere vengono accostate a quelle di Mario Schifano nella mostra “Silvio Formichetti - Mario Schifano. Buio. Il confine del colore”.
E’ del 2006 il progetto espositivo con il critico d’arte Luca Tommasi: le sue opere vengono esposte al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma e nel 2007 presso il Refettorio quattrocentesco del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma.
Nell’estate 2010 realizza presso il Museo Civico di Sulmona la mostra “Icone dell’invisibile” a cura di Silvia Pegoraro
Roma - dal 7 al 25 marzo 2007
Silvio Formichetti - Intime Confessioni
A distanza di un anno dalla mostra “Viaggio Mistico”, allestita nel marzo 2006 nelle sale del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, Silvio Formichetti, il pittore informale abruzzese, torna con una sua personale nella Capitale XXVI rassegna internazionale d'Arte Contemporanea di Sulmona (1999).
Palazzetto dei Nobili dell'Aquila (2003)Il gesto e il colore a cura di Carlo Fabrizio Carli
XXX edizione della "Rassegna Internazionale d'Arte di Sulmona (2003).
Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma (2006) Viaggio mistico a cura di Luca Tommasi (Skira edizioni)
Refettorio quattrocentesco del Museo Naz.del Palazzo di Venezia a Roma(2007). Intime confessioni a cura di M.S.Sconci (Skira ed.)
Museo Nazionale d'Abruzzo de L'Aquila (2007)Sospeso percorso inorganico a cura di Leo Strozzieri (Sinapsy ed.)
Museo Diocesano "Francesco Gonzaga". (2007) Riflessioni a cura di Maurizio Gioia (PubliPaoline ed.)
Museo Michetti di Francavilla al Mare (2008)Le forme dell'anima a cura di Silvia Pegoraro (Vallecchi ed.)
XIII biennale stauròs d'arte sacra contemporanea presso il Museo di San Gabriele di Isola del Gran Sasso (Te).(2008)
Cromofobie spazio ExAurum Pescara (2009)
XXXVI° Premio Sulmona - Chiostro Ex Convento di Santa Chiara Sulmona (AQ)(2009)
Museo Vittoria Colonna Pescara. Il buio, Confine del colore. Formichetti e Schifano 2010 a cura di Luca Beatrice (Vallecchi ed.)
Museo Civico di Sulmona. Icone dell'invisibile.(2010)a cura di Silvia Pegoraro (Grafiche Turato ed.)
Palazzo Guicciardini Milano. Labirinti dell'anima. a cura di Giovanni Faccenda (editoriale Giorgio Mondadori)
Le Sue opere sono raccolte in importanti collezioni pubbliche e private.



26/05/11 > 03/07/11 - Roma

In esposizione circa 60 opere in tela anche di notevoli dimensioni dell’artista abruzzese Silvio Formichetti. Con questa mostra curata da Giovanni Faccenda, Formichetti presenta le sue opere che traggono da origini della pittura Astratto / informale: espressione libera e magica, priva di ogni disciplina o grammatica artistica.
I suoi dipinti sono “documenti personali” (urlii e silenzi, carezze e pugni, preghiere e confessioni, amori) così l’artista intende rappresentare la sua espressione pittorica.
La pittura di Formichetti gronda di incastri colmi di umori (anche) esistenziali. La materia si sfalda in cromie e segni che riecheggiano alcune luminose esperienze passate e, se discendenza c’è in un lavoro che ha peraltro la meritoria peculiarità di emanciparsi con significativa autonomia, questa deve essere apprezzata in una dimensione senz’altro europea. In un simile contesto esegetico, non si fa fatica ad individuare quanto Formichetti abbia messo del suo in un complesso espressivo denso di sussulti e trepidazioni, di vita, forse, in perenne contrasto con quelle che sono le sue più enigmatiche ombre.
Realizzerà nel mese di Luglio 2011 una personale presso Palazzo Oddo nel comune di Albenga a cura di Paolo Levi e nell’autunno 2011 sarà di nuovo protagonista in una mostra collettiva “1919 – 1969 – da Vedova a Formichetti”.

Ci sarà anche Silvio Formichetti alla 54ª Biennale di Venezia. L'artista di Pratola Peligna, dove vive e lavora, esporrà nel Padiglione Italia con i più importanti maestri contemporanei. Pittore autodidatta inizia ritraendo nudi femminili e paesaggi dell'entroterra abruzzese per poi giungere, nella metà degli anni '90, quando alla pittura informale, da Pollock a tutta l'Action Painting americana e a Dova, Afro, Vedova e Hans Hartung.
Dalla Biennale a Sofia: l’informale di Formichetti nella Galleria d’Arte Moderna in Bulgaria
Sta per concludersi una anno di importanti riconoscimenti, ma l’artista è già pronto agli altrettanto prestigiosi impegni del prossimo anno.
“Dialogo con l’infinito” al Museo del Chiostro del Bramante a Roma con live performance seguita da Rai 2; “Alfabeto dell’anima” a Palazzo Oddo di Albenga, “Paso dobl...e” a Pratola con donazione della tela creata in diretta al Centro per l’Autismo. Un anno importante, il 2011, per il pittore pratolano Silvio Formichetti, classe 1969, che ha visto l’apice del successo con la partecipazione alla prestigiosa 54esima edizione della Biennale di Venezia. Catturato dal premio nobel Dario Fo, secondo gli innovativi e discussi canoni scelti dal curatore della mostra Vittorio Sgarbi in occasione del 150° dall’Unità d’Italia, l’esperienza espositiva sulla Laguna sta per concludersi il 27 novembre. Un’esperienza che ha fortemente arricchito l’artista con lo sguardo proiettato già al 2012. Il più importante tra gli appuntamenti lo vedrà impegnato da febbraio a Sofia, in Bulgaria, dove, con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura, lavorerà per un mese alla mostra che in primavera verrà inaugurata presso la Galleria d’Arte Moderna della città. All’estero Formichetti sarà ospitato anche in Svizzera nella Galleria d’Arte Moderna di Lugano e in Italia sbarcherà alla conquista di Firenze con la mostra “Da Vedova a Formichetti” ed ancora Cassino con un’esposizione storica, Lecce e Grottammare. Lo scorso primo ottobre , l’artista ha ricevuto la visita di Sgarbi il quale ha visitato la cittadina e il laboratorio dello stesso Formichetti. Luogo in cui i colori prendono la forma delle sensazioni e dei sentimenti lasciando spazio solo alle emozioni. Un’arte che fa “sentire” l’osservatore, quella informale del maestro, e che gli permette un profondo contatto con il suo stato interiore alla ricerca dell’infinito essere.

SALVATORE RUSSO
CRITICO D’ARTE

“…La pittura di Formichetti non è altro che una rappresentazione del mondo dell’ignoto che apparentemente tacito viene esplorato dall’artista attraverso colori che risiedono ora nel mondo delle tenebre, per poi tornare in altre opere ad essere arcobaleni di luce carichi di significati celati e apparentemente nascosti da quell’ipotetico velo di Maya che non aspetta altro che essere squarciato per vedere cosa esso nasconde. È questo l’obiettivo ultimo dell’artista abruzzese che, attraverso le sue linee orizzontali e verticali, che cercano di varcare un ipotetica siepe dietro alla quale si nasconde un infinito chiamato il “sentire dell’anima”, rappresenta le sue riflessioni sul mondo. Silvio Formichetti attraverso le sue opere-verità, traduce mediante la disgregazione del segno, le problematiche che vedono l’uomo comune appartenere ad una realtà di cui diventa succube. Significato e significante per Formichetti diventano una cosa sola. Il segno diventa vivo e trae linfa da un colore che in molte opere si fa incandescente quasi a voler lasciare una traccia indelebile del suo passaggio…”.

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  • Codice:CDA2406
  • Tipo:Pittura
  • Creata nel:2011
  • Archiviata il:gioved� 17 maggio 2012