Porto con barche - Alghero -

CARBONI Ottavio, olio, tela, 1970

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:CDA2974
  • Artista:CARBONI Ottavio
  • Misure:70 cm x 50 cm
  • Tecnica:olio
  • Stile:marina
  • Supporto:tela
Informazioni sulla vendita
  • Collezione:COLLEZIONE PRIVATA - Renzo Carboni - Roma
  • Disponibile: no
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Descrizione

OPERA CERTIFICATA.


11/01/2016
Ottavio Carboni, Nato a Sassari nel 1927, fin da giovane ha frequentato il poeta Salvador Ruju e l’atelier di Giuseppe Biasi dal 1939 al 1942. A quindici anni si arruola come volontario nella Marina partecipando alla Secon-da Guerra Mondiale. Reduce e invalido di guerra, a soli dicias-sette anni, si stabilì a Roma per frequentare i corsi di restauro dal 1946 al 1950. Per mantener-si agli studi frequentò Cinecittà dove partecipò come comparsa a vari film, tra i quali i celebri Quo Vadis, Ladri di biciclette e La carrozza d’oro. Rientrato a Sassari, conseguì la maturità artistica con pieni voti nel 1957. In quegli stessi anni, per conto della Soprintendenza, restaurò diversi dipinti del Museo Sanna, gli altari di Santa Maria di Betlem a Sassari, la cantoria di San Michele di Alghero e il retablo di Perfugas. Ha insegnato discipli-ne artistiche fino al 1993 e avuto riconoscimenti importanti tra cui il titolo accademico per le arti honoris causa. I suoi dipinti si trovano presso collezioni pubbli-che e private di primaria importanza, tra cui la Pinacoteca di Vicenza.

Presentate da Sgarbi a Cagliari le opere di due artisti sassaresi 27 dicembre 2003 —

Ottavio Carboni, Nato a Sassari nel 1927, fin da giovane ha frequentato il poeta Salvador Ruju e l’atelier di Giuseppe Biasi dal 1939 al 1942. A quindici anni si arruola come volontario nella Marina partecipando alla Secon-da Guerra Mondiale. Reduce e invalido di guerra, a soli dicias-sette anni, si stabilì a Roma per frequentare i corsi di restauro dal 1946 al 1950. Per mantener-si agli studi frequentò Cinecittà dove partecipò come comparsa a vari film, tra i quali i celebri Quo Vadis, Ladri di biciclette e La carrozza d’oro. Rientrato a Sassari, conseguì la maturità artistica con pieni voti nel 1957. In quegli stessi anni, per conto della Soprintendenza, restaurò diversi dipinti del Museo Sanna, gli altari di Santa Maria di Betlem a Sassari, la cantoria di San Michele di Alghero e il retablo di Perfugas. Ha insegnato discipli-ne artistiche fino al 1993 e avuto riconoscimenti importanti tra cui il titolo accademico per le arti honoris causa. I suoi dipinti si trovano presso collezioni pubbli-che e private di primaria importanza, tra cui la Pinacoteca di Vicenza.

SASSARI. Purtroppo, in questi giorni di fine anno, Cagliari è riuscita a precedere Sassari (grazie all’intraprendenza di alcuni amministratori, come l’assessore alla Cultura Giorgio Pellegrini) nella riscoperta di due grandi artisti sardi del Novecento, il sorsese Giuliano Leonardi e Brancaleone Cugusi, che Vittorio Sgarbi vorrebbe chiamare «Brancaleone da Romana», per ricordare il piccolo centro del Sassarese che gli diede i natali. Le opere dei due grandi artisti, nati in provincia di Sassari ma praticamente sconosciuti ai sassaresi, sono state presentate da Sgarbi nelle sale del castello di San Michele e le due mostre sono già considerate eventi artistici dell’anno in Sardegna. Per fortuna, per quanto riguarda Sassari, bisogna dire che si sono registrati altri avvenimenti importanti, tutti coronati da grande successo. Ci riferiamo in particolare alle personali di Mario Zedda e Giuseppe Bellino nella Galleria Arte Spazio di via Principessa Maria, di Piermario Laddomata alla Frumentaria e di Gabriella Torri allo Scogliolungo.
Già in ottobre era stata organizzata alla Frumentaria un’antologica di Ottavio Carboni, che aveva ottenuto vasti consensi. Purtroppo, a fine anno sono mancate le mostre di artisti apprezzati come Elio Pulli, Vittorio Calvi, Francesco Becciu, Vincenzo Pinna. Speriamo di vedere quanto prima i loro più recenti lavori.
La sala della Frumentaria, come già detto, ospita in questi giorni le opere di Piermario Laddomata. La mostra potrà essere visitata fino al 16 gennaio, tutti i giorni dalle 10,30 alle 13 e dalle 17 alle 20,30. Laddomata è uno dei giovani artisti sardi più promettenti. Molto interessante il suo impegno nella ricerca. Titolo della rassegna: «Mistero e realtà».
A Porto Torres (Scogliolungo) continua l’esposizione dei lavori di Gabriella Torri. La mostra è rivolta soprattutto alla scoperta della donna in tutti i suoi momenti e nei diversi stati d’animo. Un percorso introspettivo molto interessante, che rivela le notevoli capacità di quest’artista che è riuscita a imporsi all’attenzione della critica.
Nei locali del negozio «Maccioccu», in via Cavour 37, si potranno ammirare ancora per alcuni giorni le splendide ceramiche artigianali della collezione «Euli 900». Ancora in via Cavour, al n. 57, nelle sale di «Michelangelo 2 antichità» è in corso la 9ª «Mostra del gioiello d’epoca dal 1700 agli anni Cinquanta». La chiusura è prevista per il 10 gennaio.
A Sorso, nel Palazzo Baronale, il sindaco Mino Roggio e il soprintendente Francesco Nicosia hanno promosso l’allestimento di una mostra di reperti archeologici del territorio intitolata «Dal Bronzo finale al Medioevo. 2600 anni di storia a Sorso». Hanno collaborato le Università di Sassari e Pisa.
A Palazzo ducale è in programma una personale di Bruno Petretto. L’inaugurazione è prevista per il 9 gennaio alle ore 18.

Le tele di 13 pittori raccontano il secondo Novecento
TEMPIO. Dopo il successo al Mud’A’ di Aglientu, la mostra «Colors of island» curata da Luigi Agus, si trasferisce a Tempio nella prestigiosa cornice di Palazzo Pes di Villamarina dal 17 novembre al 21 dicembre, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Diocesano Beni Culturali della Diocesi di Tempio Ampurias.
«“Con questa mostra - spiega il curatore - si è voluto gettare uno sguardo sulla pittura del nord Sardegna del secondo Novecento, attraverso 23 opere di alcuni maestri del colore di stampo figurativo attivi tra Sassari e Alghero. Le opere in mostra, tutte provenienti da una collezione privata, costituiscono una selezione attenta della produzione di tredici pittori, che attraverso la modernizzazione del linguaggio espressivo hanno saputo restare entro il solco della migliore tradizione iconografica isolana, gettando tuttavia uno sguardo anche oltre Tirreno». Le opere selezionate, realizzate tra gli anni ‘50 e gli anni ‘90 del XX secolo, sono state suddivise tematicamente in quattro sezioni: Lavoro, che funge da introduzione al percorso; Natura morta, Umanità e Paesaggio. Attraverso il confronto immediato tra artisti coevi è possibile quindi valutare come ciascun maestro abbia affrontato il tema a suo modo, in un periodo nel quale – anche in Sardegna – la sperimentazione delle post avanguardie iniziava a penetrare, pur timidamente. I 13 artisti presenti (tutti attivi dagli anni ‘40 ad oggi, alcuni scomparsi) sono Video Anfossi, Giovanni Canu, Tore Canu, Ottavio Carboni, Tore Cau, Roberto Chessa, Salvatore Delitala, Giovanni Meloni, Costan Porcu, Giuliano Roggio, Pinuccio Solinas, Costantino Spada e Umberto Spera. Orari: dal martedì al sabato, dalle 16.30 alle 19.30, ingresso libero. Il catalogo è curato sempre da Luigi Agus. (s.d.)

TEMPIO. Palazzo Pes Villamarina, domenica, ha aperto le sue porte all'inaugurazione della mostra d'arte contemporanea "Colors of Island" e a quella degli "Argenti della cattedrale", entrambe curate da Luigi Agus.
L'esposizione rimarrà aperta fino al 21 dicembre dal mercoledì al sabato dalle 16.30 alle 19.30. Oltre agli argenti della cattedrale, sono esposte le opere realizzate da 13 artisti (Video Anfossi, Giovanni Canu, Tore Canu, Ottavio Carboni, Tore Cau, Roberto Chessa, Salvatore Delitala, Costan Porcu, Giovanni Meloni, Giuliano Roggio, Pinuccio Solinas, Costantino Spada e Umberto Spera, tutti attivi dagli anni Quaranta ad oggi) tra gli anni Cinquanta e Novanta del XX secolo. “Con questa mostra - spiega il curatore - si è voluto gettare uno sguardo sulla pittura del nord Sardegna del secondo Novecento, attraverso 23 opere di alcuni maestri del colore di stampo figurativo attivi tra Sassari e Alghero. Le opere in mostra, provengono da una collezione privata».(s.d.)
Francesco De Martis
Vive ed opera ad Iglesias (CA).

Dipinge dal 1970 e ha partecipato a numerose mostre personali e collettive ricevendo premi e riconoscimenti.

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  • Codice:CDA2974
  • Tipo:Pittura
  • Creata nel:1970
  • Archiviata il:domenica 02 febbraio 2014