CDA355 - Senza titolo

Vietti Nicola, acquerello, cartoncino, 2008

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:CDA355
  • Artista:Vietti Nicola
  • Misure:15 cm x 20 cm
  • Tecnica:acquerello
  • Supporto:cartoncino
Informazioni sulla vendita
  • Collezione:carboni renzo - roma
  • Disponibile: no
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Descrizione

Nicola Vietti è nato a Marsiglia il 22 Marzo 1945 da genitori italiani di origine pugliese emigrati in Francia all'inizio del secolo. Numerose le mostre personali e collettive. E' presente in cataloghi e riviste specializzate. Attualmente vive e lavora a Milano, dopo un lungo periodo trascorso a Parigi. Le figure di donnine di Nicola Vietti, si possono guardare da ogni lato, di tre quarti, di profilo, di spalle. Il significato del viso, la profonda somiglianza, le moine e la mimica facciale tra il romantico e il sensuale si perdono all'infinito. Donnine languide e serene, carnose e volubili, lussuose e sornione, pacifiche e tranquille, colte in piedi o in riposo sui divani, a passeggio con cappellini e fasce avvolgenti i capelli, insomma Nicola Vietti non lascia alcun particolare di questa pantomima post-aristocratica, cogliendo ed evidenziando tutta la sua didattica libertinità, la corruzione salottiera, l'arma adultera, il romantico innamoramento, la fatalistica malizia. Lo stile potrebbe rimandare a dei padri, che non vanno a questo punto dimenticati, come l'internazionale Botero e Bueno che offrono a Nicola Vietti lo spunto di partenza di uno stile tentato con disincanto. La decorazione e i colori dal verde marcio al verde pastello, dai rossi agli arancioni, dai bianchi e dai panna agli azzurri e ai celesti, segnano temi e convenzioni che solo donne da bistrot, o da letto, o da case chiuse che purtroppo non ci sono più, manifestano in modo cosi chiaro. Una didascalia letizia, come un trionfo da ballata quotidiana e visi sorridenti. Visi ammiccanti. Smorfie e sguardi. E tutta la superficie del viso imbellettata si mette a ridere. Strano modo di ridere. Sono gli occhi a ridere. Di gioia e di sesso... Nicola Vietti, come questa antologia libidinosa, bambolesca, recita a soggetto, apre lo spettacolo erotico, fatto di calzamaglie e indumenti intimi, ma anche di carne rosa e di sguardi penetranti. L'arte inizia in questi richiami.
Nicola Vietti conduce l'interlocutore negli spazi sereni, seppure pensosi, di un'ironia raffinata e allo stesso tempo innocente come innocenti sono anche i più dolorosi giochi delle fiabe. Le fiabe e il fiabesco sono un esito della fantasia che sfugge alla strotipia del quotidiano ed elabora in lontane realtà possibili dell'animo le situazioni e gli oggetti del tempo e dello spazio razionali. Un'evasione ammiccante, ma senza l'intenzionalità definita dell'ammiccamento che stabilisce un'intesa cosciente, finalizzata; i personaggi di questo artista offrono un loro modo d'essere lasciandolo indefinito e cangiante, sospeso sulla contentezza di un gioco appena iniziato che però non dice di se stesso che non sarà mai interrotto. Questi personaggi sono uomini, donne e bambini che sono semplicemente bambini; bambini che forse giocano a fare le donne e gli uomini, oppure donne e uomini che non sono riusciti a cancellare la loro dimensione bambina. Bambolotti come persone o forse persone che vivono come bambolotti. La fragilità dell'infanzia e la divisa della vita sociale adulta si sposano e si contraddicono a vicenda sortendo una certa tenerezza nello spettatore che finisce col chiedersi quanto teme di assomigliare a loro o piuttosto quanto amerebbe essere come loro sono. Dal punto di vista stilistico, la linearità delle forme leggermente plastiche contribuisce ad evocare proprio quella prima tenera età accudita che sempre resta a legare l'individuo al mito della sua infanzia; il cromatismo delicato della tavolozza pastello presenta a volte un tono di forte timbricità nel delineare un qualche particolare della composizione quasi come una spia sfuggita al controllo pacato dell' artista che denuncia, in qualche angolo di quel sogno, la presenza di un affetto più acceso. D'altro canto la stereotipia degli atteggiamenti, volutamente statici, quasi fissati in un tempo rigido, conducono ad un presente reale e diverso da quello evocato. Ma è anche una compostezza garbata che smussa i contrasti riportando il tono su una felicità fanciullesca di " buon comportamento", che avrà il suo premio. In fondo l'artista porta un dono silenzioso e ricco di fantasia ad ogni individuo che si lascia andare, anche per un solo attimo, dietro l'attesa, completamente gratuita e fin e a se stessa, che si avveri un sogno; un sogno che si avvera semplicemente in quanto c'è chi lo sogna e lo vive così, sospeso nel tempo di quelle " ragioni del cuore" tanto care a Pascal.
Hanno scritto di lui:
"Le Allegre donne di Nicola Vietti" a cura di Danilo Sensi
"Pensieri Al Vento" a cura di Francesco Cairone
"Le donne opulente di Vietti – tra eros e fantasia"di R. Spinillo


autentica dell'artista su foto.
ALCUNE OPERE BATTUTE ALL'ASTA DA: ARTESEGNO.
Data dell'asta: sabato 13 giugno 2009
Lotto 282
Autore: Nicola Vietti
Titolo SENZA TITOLO
Tecnica TECNICA MISTA SU CARTONCINO
Dimensioni altezza: 13 cm
larghezza: 18 cm

Firma, data, sigla: Firmato
Note: CERTIFICATO DI AUTENTICITÀ A CURA GALLERIA IL BELLO DELL'ARTE, RUDIANO (BS)
Valutazione minima: € 150,00 $ 197 ¥ 23.484

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  • Codice:CDA355
  • Tipo:Pittura
  • Creata nel:2008
  • Archiviata il:domenica 21 dicembre 2008